Priceline, brevetti contro i giganti

Dopo le denunce a Facebook, il fondatore dell'agenzia di viaggi online se la prende con praticamente tutte le altre aziende ITC. Sfidando i numeri dell'ultima denuncia di Paul Allen
Dopo le denunce a Facebook, il fondatore dell'agenzia di viaggi online se la prende con praticamente tutte le altre aziende ITC. Sfidando i numeri dell'ultima denuncia di Paul Allen

Il fondatore di Priceline contro 100 aziende tra cui Google, Zynga e Sony: 15 le cause avviate con al centro diversi brevetti relativi a sistemi di navigazione GPS, metodi di gestione bancaria e altro ancora.

Il fondatore dell’agenzia di viaggi online Priceline.com , Jay S. Walker, aveva già denunciato Facebook per violazione di alcuni suoi brevetti e in particolare quello con cui nel 2000 aveva rivendicato un “sistema e metodo per stabilire e mantenere comunicazioni anonime controllate dagli utenti”. Ma aveva coinvolto anche Microsoft e il sistema di lotteria Powerball.

Walker adesso alza il tiro, e non contento di prendersela con il social network in blu tira in ballo gran parte degli operatori ITC e spingendo gli osservatori ad affibbiargli la definizione di patent troll .

Nell’annunciare le nuove azioni legali, peraltro, il comunicato spende parole per difendere il nome di Walker come inventore , sottolineando come BusinessWeek lo abbia selezionato come uno dei 25 pionieri di Internet e Forbes come “un nuovo Edison”.

La prima delle tre cause depositate è diretta a sviluppatori di videogame tra cui Activision e Zynga e chiama in causa le tecnologie che permettono di comparare i risultati raggiunti dai giocatori con quelli degli altri; la seconda è diretta contro aziende come Discover e Citigroup accusate di violare un brevetto su un metodo e un device per generare un numero di account unico e usa e getta per fini finanziari; la terza chiama in causa Apple, Google, Microsoft, Telenav e TomTom per “l’uso, la costruzione, l’importazione e la vendita di strumenti e servizi per la navigazione satellitare”.

Walker si è detto dispiaciuto di essere stato costretto a proseguire per vie legali ma “sfortunatamente molti di queste aziende hanno rifiutato di entrare in trattativa”.

Claudio Tamburrino

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