Il Prime Day si sposta. Secondo fonti informate citate da Bloomberg, Amazon ha deciso di anticipare il suo evento di sconti annuale da luglio a fine giugno, un cambiamento che potrebbe sembrare banale, un mese prima, che sarà mai? Ma potrebbe avere effetti su tutto il settore dell’e-commerce. Molti negozi e piattaforme online, infatti, sincronizzano le proprie offerte con l’evento per intercettare il traffico web.
Questo slittamento ha anche implicazioni contabili, le vendite del Prime Day finiranno nel secondo trimestre fiscale di Amazon anziché nel terzo, ridistribuendo i ricavi tra i due periodi.
Amazon anticipa il Prime Day a giugno, cosa cambia per i consumatori
Nel 2015, quando il Prime Day è nato, era un’idea nuova. Oggi è uno degli eventi promozionali più imitati del commercio online, il che pone ad Amazon un problema che non aveva in partenza: distinguersi in un panorama che ha contribuito lei stessa a creare. L’evento serve ancora ad attirare abbonati Prime, 49,90 euro all’anno per spedizioni, streaming e altro, ma mantenerlo fresco ed entusiasmante è diventato un lavoro a sé.
L’anno scorso Amazon ha esteso il Prime Day da due a quattro giorni, dando ai consumatori più tempo per navigare, ma riducendo il senso di urgenza che spinge agli acquisti impulsivi. Un compromesso tutto sommato accettabile, più vendite totali, ma con meno frenesia.
Anticipare l’evento a giugno potrebbe servire a riposizionarlo in un momento dell’anno meno affollato e a intercettare prima la stagione degli acquisti per il ritorno a scuola, uno dei periodi commerciali più importanti. È anche un’opportunità per costruire fedeltà nei clienti prima della stagione natalizia.
Amazon ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni in merito. Il calendario non è ancora ufficiale, quindi staremo a vedere.