Riconoscimento facciale e privacy: l'IA di Clearview nel mirino dell'Europa

Privacy: l'IA di Clearview nel mirino dell'Europa

C'è anche il Garante Privacy nostrano tra le autorità che si sono schierate contro l'impiego della tecnologia proposta dalla startup americana.
C'è anche il Garante Privacy nostrano tra le autorità che si sono schierate contro l'impiego della tecnologia proposta dalla startup americana.

Anche le autorità europee attive nella tutela della privacy si sono mosse nei confronti di Clearview, startup americana che all'inizio dello scorso anno ha presentato una tecnologia di riconoscimento facciale realizzata attraverso lo scraping non autorizzato di immagini e video condivisi dagli utenti su piattaforme social come Facebook, Twitter e YouTube. Tra coloro che hanno sottoscritto l'azione legale c'è anche il nostro Garante per la Protezione dei dati Personali, insieme a Information Commissioner's Office (Regno Unito), Commission Nationale de l'Informatique et des Liberté (Francia), Hellenic Data Protection Authority (Grecia) e Datenschutzbehörde (Austria).

Anche il Garante Privacy italiano contro Clearview

L'intelligenza artificiale è in grado di risalire all'identità di una persona semplicemente analizzandone i tratti somatici, anche se catturati da una videocamera di sorveglianza posizionata nei luoghi pubblici. In via ufficiale, il servizio è stato proposto esclusivamente a forze di polizia e autorità di tutto il mondo (migliaia quelle che hanno scelto di impiegarlo), finendo però come reso noto anche per diventare una sorta di giocattolo per i più ricchi.

Con l'azione di oggi, Privacy International (così come le cinque realtà citate in apertura) sottolinea che il vostro viso potrebbe essere immagazzinato a tempo indefinito nel database facciale di Clearview, con accesso consentito a una variatà di sconosciuti e collegato a tutte le informazioni sul vostro conto. Di seguito la richiesta.

Privacy International fa appello ai legislatori perché adottino un approccio coordinato al fine di imporre la tutela delle persone da queste pratiche pericolose e altamente invasive.

Il sistema proposto da Clearview è già stato messo al bando in Canada e sottoposta a indagine in UK e Australia.

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