PS3, sotto a chi tocca

Anche se gli autori dell'hack PS3 sono fuori combattimento, la caccia alle streghe prosegue. Nel mirino finiscono pure gli utenti che hanno condiviso i segreti dell'exploit
Anche se gli autori dell'hack PS3 sono fuori combattimento, la caccia alle streghe prosegue. Nel mirino finiscono pure gli utenti che hanno condiviso i segreti dell'exploit

Dopo aver inviato una notifica per far rimuovere il materiale non autorizzato ospitato da repository come GitHub, sembra che Sony stia pensando di citare in giudizio chiunque abbia contribuito a distribuire ulteriormente quei tool che sono riusciti a mettere in ginocchio la PlayStation 3.

Anche se gli autori della scoperta sono ormai inoffensivi, Sony continua a rastrellare il web per tentare di salvare il salvabile. L’amministrazione di GitHub è stata costretta a fornire tutte le informazioni di contatto di coloro che hanno condiviso il prezioso codice sorgente PS3 sul sito. L’ulteriore scintilla è scattata dopo che l’utente Graf_Chokolo ha pubblicato un trionfante post , per dimostrare di aver ripristinato la possibilità di installare Linux sulla console aggiornata e “sbloccata”.

Oltretutto, sembra che la multinazionale nipponica si stia muovendo per vie legali anche per farsi consegnare i dati e gli indirizzi IP di tutti gli utenti YouTube che hanno visto o commentato il famigerato video con le istruzioni del jailbreak. La clip, messa online lo scorso mese da GeoHot , è stata già rimossa per ordine di un giudice californiano.

Rilasciando la segretissima root key METLDR, che consente di ufficializzare qualunque codice fatto in casa, è stata aperta una voragine di sicurezza che potrà essere richiusa davvero soltanto con una variazione hardware, in una futura versione della console. Sony, che riceve royalty per ogni videogioco originale venduto, è preoccupata soprattutto per la pirateria.

Roberto Pulito

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10 02 2011
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