Quando il lavoro costa un boot

Lunghi, lunghissimi i tempi di avvio del sistema che spesso non sono retribuiti. I lavoratori si ribellano e fanno causa alle aziende

Roma – Che i fannulloni siano una specie da combattere è cosa nota. Se nella PA è scattata una vera e propria caccia, anche i datori di lavoro si attrezzano per valutare al meglio le prestazioni dei propri dipendenti, monitorando le ore effettive di lavoro che vanno tassativamente dal log-in al sistema al log-out dallo stesso.

un lavoratore in attesa di boot Un tale limite pare però insufficiente per alcuni lavoratori che si sono spinti fino a vere e proprie azioni legali contro i datori di lavoro. Questioni di privacy? No, per nulla: sotto accusa finiscono i lunghissimi tempi di boot e di spegnimento del sistema, periodi non retribuiti che, secondo i lavoratori, arrivano anche a toccare tempi complessivi di circa 15/30 minuti al giorno.

La faccenda è quantomai seria e tocca anche aziende importanti come AT&T , nonché UnitedHealth Group Inc. e Cigna Corp , che hanno assistito al fioccare di lettere da parte di legali e associazioni di tutela dei lavoratori per i periodi di lavoro non retribuiti. Va specificato però che il grosso delle azioni legali è concentrato soprattutto nei call center, dove la turnazione e la retribuzione a tempo sono uno standard contrattuale.

I lavoratori non ci stanno a veder decurtato lo stipendio, quindi agiscono per vie legali facendo causa all’azienda: “Si tratta di lavoratori ad ore che non guadagnano più dello stipendio minimo” dichiara Mark Thierman, difensore legale di un gruppo di dipendenti. “Ogni giorno si perde circa mezzora, periodo che non viene retribuito e che sommato confluisce in un discreto deficit della busta paga. Durante questo tempo, i lavoratori non stanno certo con le mani in mano: preparano il lavoro, fanno chiamate o controllano le scadenze sul calendario aspettando che il computer sia pronto” aggiunge.

Di diverso avviso Richard Rosenblatt, un altro avvocato che cura la parte difensiva di una dozzina di lavoratori: “Credo che nella maggior parte dei casi l’avvio del sistema non può essere considerato come parte del lavoro svolto” sostiene . “Ho passato un po’ di tempo in alcuni call center osservando il comportamento sul posto di lavoro. Molti dipendenti sono soliti avviare il PC per concedersi poi qualche minuto di attività del tutto diverse dal lavoro, come quelle di fumare una sigaretta, chiacchierare con i colleghi o prendere il caffè. Passano i minuti e tutto quello che hanno fatto è stato soltanto premere un pulsante o digitare la password d’accesso”.

Ad ogni modo, le procedure legali proseguono. Pare improbabile che un computer impieghi circa 15 minuti per avviarsi e altrettanto tempo per spegnersi. Molto dipende dall’hardware, così come molto dipende dal software ma, salvo rare eccezioni, è difficile superare i 3 minuti. Un periodo sufficiente per dare a se stessi una motivazione per fare altro: il PC ci mette del tempo, piuttosto che aspettare meglio andare a prendere un caffè. E poi si sa: il distributore di caffè in ufficio è un luogo per socializzare, a tal punto da farci una sit com dove nessuno sembra aver tanta voglia di lavorare.

Vincenzo Gentile

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  • Player1 scrive:
    Bellissimo articolo
    Stavo ricercando a quando risalgono le prime sale giochi in Italia ed ho trovato questo articolo. Molto ben scritto ed informativo. Pur essendo storico specializzato in giochi digitali non sapevo tutti questi dettagli, anche perché é molto difficile trovare fonti su fatti e dati storici sui videogiochi in Italia.saluti dalla SvizzeraLuca
  • Nome e cognome scrive:
    Articolo da incorniciare!
    Bellissimo! Ricordare tutti questi nomi e la storia dei videogiochi mi ha fatto fare un tuffo nel passato.Grazie! (c64)(amiga)
  • Mr.God scrive:
    Aiutatemi . gioco
    C´é un gioco cabinato il cui titolo cerco di ricordare da anni e anni, ho scorso tutta la lista mame e non mi é parso di vederlo.Si poteva scegliere fra due personaggi mi pare, uno di essi era un uomo muscoloso, il gioco scorreva similmente a "altered beast"...si poteva prendere come arma uno spadone o un guanto artigliato, il primo mostro di fine livello era una donna-medusa con serpenti fra i capelli.Se qualcuno sa il titolo mi risolve la serata :)
    • RaffaeleV scrive:
      Re: Aiutatemi . gioco
      Golden Axe
      • Mr.God scrive:
        Re: Aiutatemi . gioco
        - Scritto da: RaffaeleV
        Golden AxeNope..in golden axe i personaggi sono piiiiiccoli, questo invece era a scorrimento come "shinobi, altered beast" etc...HELP! Grazie per la partecipazione peró Raf :D
        • FabrizioBar toloni scrive:
          Re: Aiutatemi . gioco
          Rastan Saga IIhttp://www.mobygames.com/game/rastan-saga-2/screenshotse siamo OT :).
          • Mr.God scrive:
            Re: Aiutatemi . gioco
            - Scritto da: FabrizioBar toloni
            Rastan Saga II

            http://www.mobygames.com/game/rastan-saga-2/screen

            e siamo OT :).GRAZIE! MIO DIO GRAZIE!!!!!MA TI RENDI CONTO DA QUANTI ANNI LO CERCO??? SEI UN GRANDE! UN GRANDE!!!!!!!La nostalgia dei giochi passati...non siamo OT...perché la storia informatica che ci ha portato fino a qua é passata molte volte per i videogiochi.Grazie ancora! Sei troppo forte!
  • Homo sapiens scrive:
    viva la farfallina
    ...costa un cazzo e dura una vita!giuro, è una serata strana, tira un vento impressionante in quel di Torino, sbattono le porte pur con le finestre chiuse, e mi chiedo se valga la pena di fare un articolo così lungo su questo tema... io lo conoscevo uno di questi cantinari ke clonavano videogiochi negli anni ottanta, aveva cominciato da ragazzino ad occuparsi di elettronica vendendo nei mercatini del sabato valvole usate!!!Non c'era, non c'è, e non ci sarà (temo) nulla di industriale in tutto questo, siamo stati, siamo e saremo un popolo di cantinari, e per questo temo ke nessuno di noi ce la possa fare davvero (BG docet, il garage è il posto giusto, in cantina è meglio occuparsi di vino, chi c'è c'è e gli altri la prox volta!
  • Giggetto scrive:
    E Io mi faccio il MAMECAB!
    Pappappero, sto finendo di recuperare i pezzi, per l'anno nuovo mi sollazzo col cabinato personale e corono il sogno di una vita :-)
  • FabrizioBartoloni scrive:
    Lo Spectrum e altre assenze
    Sarei stato felice io stesso di una scena videoludica italiana per lo Spectrum, purtroppo a parte le avventure testuali di cui sopra l'unico dei nostri compatrioti che si sia preso la briga di scrivere giochi per Speccy fu GB Max con "Pippo" della Mastertronic e "Draughts Genius" della Hewson, non proprio due titoli da consegnare ai posteri e comunque pubblicati all'estero, il resto della sua attività era immolato alle piratesche Special Program e Special Playgames. In un'ottica più generale di approfondimento lo spazio di un articolo difficilmente può racchiudere tutti i dettagli di trent'anni di storia, ci sono i link per approfondire e se c'è interesse qualcuno scriverà un libro monografico in merito.
    • panda rossa scrive:
      Re: Lo Spectrum e altre assenze
      - Scritto da: FabrizioBartoloni
      Sarei stato felice io stesso di una scena
      videoludica italiana per lo Spectrum, purtroppo a
      parte le avventure testuali di cui sopra l'unico
      dei nostri compatrioti che si sia preso la briga
      di scrivere giochi per Speccy fu GB Max con
      "Pippo" della Mastertronic e "Draughts Genius"
      della Hewson, non proprio due titoli da
      consegnare ai posteri e comunque pubblicati
      all'estero, Questo non e' esatto.Non e' esatto perche' GB Max non e' stato l'unico ad aver scritto qualcosa di originale per lo Spectrum.Su RUN, la rivista su cassetta che ho citato, oltre alle numerose "traduzioni" di giochi inglesi, sono stati presentati alcuni giochi scritti da programmatori italiani.E di questo sono certo, e credo che sia possibile anche recuperare qualcosa cercando "Progetto Edicola" sui motori di ricerca.
      il resto della sua attività era
      immolato alle piratesche "piratesche" e' un termine che non si puo' usare!Stiamo parlando di attivita' consentite da un vuoto giuridico dell'epoca, colmato solo da legislazione successiva.
      Special Program e
      Special Playgames. In un'ottica più generale di
      approfondimento lo spazio di un articolo
      difficilmente può racchiudere tutti i dettagli di
      trent'anni di storia, Nessuno si aspetta tutti i dettagli di trent'anni di storia nell'articolo di una paginetta, ma neppure di trovare un immenso cratere intorno ad una macchina che ha rappresentato un'epoca e che ha precorso i tempi nel campo del multimediale.
      ci sono i link per
      approfondire e se c'è interesse qualcuno scriverà
      un libro monografico in
      merito.Magari!L'epoca pionieristica dell'informatica degli anni 80 merita di essere ricordata, soprattutto per il fatto che tante cose erano fatte per pura passione.
      • lalasun scrive:
        Re: Lo Spectrum e altre assenze
        a me sembra che abbia parlato poco di Amiga, che e' la piattaforma che conosco meglio...Vista la diffusione che ha avuto, in ambito videoludico, la mia impressione e' che avrebbe meritato piu' spazio.Credo che alla fine a ognuno sembra che manchi qualcosa nell'ambito delle competenze di cui e' piu' esperto... probabilmente la verita' e che Bartolini ha cercato di dare un accenno su tutto, senza poter approfondire nulla per limiti di spazio.
      • Explobot scrive:
        Re: Lo Spectrum e altre assenze

        Su RUN, la rivista su cassetta che ho citato,
        oltre alle numerose "traduzioni" di giochi
        inglesi, sono stati presentati alcuni giochi
        scritti da programmatori italiani.Confermo, sono l'autore di uno di quei giochi (Magicland), ;-)Ciao, Carlo
  • Massimilian o Andreozzi scrive:
    E' colpa delle Banche
    Intervistai Francesco Carlà di Finanza Democratica come ex proprietario della Simulmondo nell'ambito di un dossier sull'industria videoludica italiana pubblicato a suo tempo da Primissima Trade.Mi raccontò che l'entrata in gioco della Playstation gli creò grossi problemi di costi ma in sintesi il problema era il sistema creditizio: se sei piccolo non ti fanno crescere e loro dovetterò presto arredendersi e vendere. Mi fu spiegato che il problema non è che che le banche siano cattive in sé per sé: la realtà è che il capitale di credito non è infinito e viene letteralmente risucchiato da troppe "grandi" cui non si può dire di no. Le stesse grandi che stiamo vedendo andare a gambe all'aria un giorno si ed un giorno no...La mia personale impressione è che l'industria videoludica contemporanea ha pattern molto vicini a quelli del cinema e l'Italia in questo settore non è certo seconda a nessuno ed è in grado di gestire budget di qualsiasi dimensione (penso a Fellini, Bertolucci, De Laurentis e mi fermo qui).La differenza è che il cinema ha il suo credito specializzato, l'ICT no (e l'industria videoludica è ancora sottoinsieme dell'ICT). Perchè?
    • Giggetto scrive:
      Re: E' colpa delle Banche
      - Scritto da: Massimilian o Andreozzi
      La differenza è che il cinema ha il suo credito
      specializzato, l'ICT no (e l'industria
      videoludica è ancora sottoinsieme dell'ICT).
      Perchè?Forse perche' questa industria non e' mai stata capacedi crescere oltre la dimensione artigianale ancheper propri limiti e colpe.Le banche saranno anche cattivone, ma resta il fatto cheun solo nome italiano e' diventato famoso nel mondo, e per breve tempo: la Milestone.Se non si e' mai innescato il circolo virtuoso azienda che ha un primo successo -
      cresce -
      aumenta l'accesso al credito -
      il successo il espande non puo' essere solo colpa di chi presta i dindi.
  • z f k scrive:
    libro
    leggo le lamentele, ma a dar retta a tutti ne sarebbe uscito qualcosa di troppo lungo, immaginoa me e' piaciuto, anche se difatti, pure a me e' sembrato un tantino stringato, per cui...Non se ne potrebbe tirare fuori un libro? Approfondito per benino, magari con il contributo di quanti vogliano dire la loro?Io lo comprerei.CYA
  • Massimo Perrone scrive:
    Hey!!!!
    Hey, ma quello sono io!!!!!!!!!! :)
  • wergio scrive:
    IVDC domani (22 novembre) a Milano
    Segnalo agli interessati del settore che domani, sabato 22 novembre si terrà al Datch Forum di Assago (Milano) la Italian Videogame Develper Conference, ci saranno molti interventi interessanti e saranno presenti molte realtà del settore con cui ci sarà la possibilità di fare colloqui.Vi aspettiamo numerosi, per ulteriori info:http://www.ivdconf.ithttp://www.gameprog.it
  • Paolo scrive:
    Troppo Google e poca cronaca
    Bell'articolo, ma il cronista avrebbe dovuto fare un po' a meno di Google (per lo meno non fermarsi ai primi risultati della ricerca) ed approfondire.Quanti nomi e quante storie dimenticate di quegli anni...Peccato...
    • lalasun scrive:
      Re: Troppo Google e poca cronaca
      Non sono d'accordo. L'articolo e', in ossequio agli standard di PI, molto breve e destinato anche a lettori che conoscono poco o nulla degli argomenti trattati.Di conseguenza non c'e' spazio per parlare di tutto, l'autore ha operato una selezione dei fatti che gli sono sembrati piu' significativi.Si puo' non condividere la sua scelta, ma personalmente conoscendo i precedenti lavori ed il curriculum di Bartolini, sono sicuro che abbia operato bene.
  • RaffaeleV scrive:
    Che ricordi...
    Fa piacere vedere rispolverata parte della propria storia in un articolo che ripercorre le tappe dell'avventura videoludica italiana...E proprio avendone fatto parte (20 anni fa il mio primo videogame pubblicato da Simulmondo, fino al game designing e lo sviluppo del citato "F17 Challenge" e le avventure grafiche con Comic Art) mi ha fatto enormemente piacere - diciamo che mi sono anche commosso! - scoprire che il ricordo di quei tempi, oltre ad essere mantenuto in vita dai tantissimi e misconosciuti siti dedicati al retrocomputing e dai record dei monumentali database sui videogame Commodore, sia approdato sul mainstream...
    • frk scrive:
      Re: Che ricordi...
      Vedo che leggiamo gli stessi articoli! ;-)
    • Giggetto scrive:
      Re: Che ricordi...
      Ciao Valensise (il nome e' nel gioco, e' dato pubblico :-D ), il tuo bel gioco su Amy me lo ricordo ancora avendolo giocato molte volte.Mi "faceva strano" vedere un gioco sviluppato da un team italiano e peraltro pubblicato dai mitici Team 17!
    • lalasun scrive:
      Re: Che ricordi...
      - Scritto da: RaffaeleV
      Fa piacere vedere rispolverata parte della
      propria storia in un articolo che ripercorre le
      tappe dell'avventura videoludica
      italiana...articolo bellissimo e ricco di notizie che non sapevo!E' davvero un piacere scoprire che i ricordi della mia infanzia sono solo pezzettini di una storia condivisa da altre persone!Grazie ad articoli come questi i pezzettini del mosaico vengono messi insieme per ricostruire una storia complessa e articolata di un mondo che non c'e' piu', quandonel mondo della tecnologia la faceva da padrone la creativita', piuttosto che prodotti standardizzati, tutti uguali e destinati a masse informi di utonti di bocca buona
  • panda rossa scrive:
    E lo ZX Spectrum?
    Bell'articolo, ma decisamente lacunoso.Non una parola sul piccolotto nero, e su tutta l'editoria che gli e' gravitata intorno, sia cartacea che multimediale.Vogliamo ricordare la prima rivista su audiocassetta in Italia?RUN, rivista mensile su audiocassetta, che conteneva articoli, giochi e utilities, consultabile con lo Spectrum.Vogliamo ricordare il Videotel? Prima ancora che internet fosse conosciuto, c'era la rete fidonet, i modem a 300 baud (1200 faceva accendere il led high speed).E c'era il Videotel, la rete telematica della sip.E c'era lo Spectrum che aveva il suo spazio nella rete videotel italiana: Lasernet 800.E' storia anche questa: la vogliamo ricordare?
    • anonimo scrive:
      Re: E lo ZX Spectrum?
      - Scritto da: panda rossa
      Bell'articolo, ma decisamente lacunoso.
      Non una parola sul piccolotto nero, e su tutta
      l'editoria che gli e' gravitata intorno, sia
      cartacea che
      multimediale.

      Vogliamo ricordare la prima rivista su
      audiocassetta in
      Italia?
      RUN, rivista mensile su audiocassetta, che
      conteneva articoli, giochi e utilities,
      consultabile con lo
      Spectrum.

      Vogliamo ricordare il Videotel? Prima ancora che
      internet fosse conosciuto, c'era la rete fidonet,
      i modem a 300 baud (1200 faceva accendere il led
      high
      speed).

      E c'era il Videotel, la rete telematica della sip.

      E c'era lo Spectrum che aveva il suo spazio nella
      rete videotel italiana: Lasernet
      800.

      E' storia anche questa: la vogliamo ricordare?asdfadskfml adsofaoifjasdof aisdjfaosdjf aodsasdfasdfasdf strunz strun asdfasdf gasdfasfasdasfasdfdas dasfasdf aasdfasdfasdfasdf dasfdasfasdfasdfasdasdfdasfdasfdas dasfdasfasdfdasdsf dasfasdfdsafa adsfdas asdfasfdasdsafs adsfasdfdasfdas asdf sadasfdEcco il rumore della cassetta di Load'N'Run mentre caricablue red blue red blue red blue redblue red blue red blue red blue redblue red blue red blue red blue redblue red blue red blue red blue redblue red blue red blue red blue redblue red blue red blue red blue redblue red blue red blue red blue redQueste invece sono le schermate di una cassetta di Linguaggio Macchina
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: E lo ZX Spectrum?
        - Scritto da: anonimo
        asdfadskfml adsofaoifjasdof aisdjfaosdjf aods
        asdfasdfasdf strunz strun asdfasdf gasdfasfasd
        asfasdfdas dasfasdf aasdfasdfasdfasdf
        dasfdasfasdfasdfasd
        asdfdasfdasfdas dasfdasfasdfdasdsf
        dasfasdfdsafa
        adsfdas asdfasfdasdsafs adsfasdfdasfdas asdf
        sadasfd

        Ecco il rumore della cassetta di Load'N'Run
        mentre
        caricaNo, è questa ^^ http://tinyurl.com/6qcn6z
    • MandarX scrive:
      Re: E lo ZX Spectrum?

      Bell'articolo, ma decisamente lacunoso.infatti
      Non una parola sul piccolotto nero, e su tutta
      l'editoria che gli e' gravitata intorno, sia
      cartacea che multimediale.si ma anche il 128k non solo il 48kvogliamo ricordare la mitica grafica in alta risoluzione ma spesso monocormatica?vogliamo ricordare la guerra di religione tra ZX Spectrum e Commodore?che tempi!!!!
    • Giangi scrive:
      Re: E lo ZX Spectrum?
      E soprattutto con lo ZXspectrum era nata la prima fase primoriale dello WIMAX !!!!!Si perche se ve lo ricordate alcune radio "trasmettevano" le cassette dello spectrum via radio appunto e uno se le poteva registrare e poi "ricaricare" sul proprio spectrum(fatto personalmente decine di volte)Anni luce avanti rispetto agli altri- Scritto da: panda rossa
      Bell'articolo, ma decisamente lacunoso.
      Non una parola sul piccolotto nero, e su tutta
      l'editoria che gli e' gravitata intorno, sia
      cartacea che
      multimediale.

      Vogliamo ricordare la prima rivista su
      audiocassetta in
      Italia?
      RUN, rivista mensile su audiocassetta, che
      conteneva articoli, giochi e utilities,
      consultabile con lo
      Spectrum.

      Vogliamo ricordare il Videotel? Prima ancora che
      internet fosse conosciuto, c'era la rete fidonet,
      i modem a 300 baud (1200 faceva accendere il led
      high
      speed).

      E c'era il Videotel, la rete telematica della sip.

      E c'era lo Spectrum che aveva il suo spazio nella
      rete videotel italiana: Lasernet
      800.

      E' storia anche questa: la vogliamo ricordare?
      • Aisiiiu scrive:
        Re: E lo ZX Spectrum?
        Io ricordo le botte da orbi per strada tra Clive Sinclair e Chris Curry, il capo della Acorn, seguite alle offese verbali tra i due baronetti rivali in affari. Sì perchè in Inghilterra portare avanti il buon nome della nazione nel mondo come fecero i due veniva premiato con un titolo nobiliare, mica come qui!
    • panda rossa scrive:
      Re: E lo ZX Spectrum?
      Guardate che cosa ho trovato, gente!http://www2.b3ta.com/heyhey16k/
  • Diego Alpini scrive:
    Dino Dini
    Credo che ci sia un errore nell'articolo, infatti Dino Dini non è italiano ma inglese come viene riportato anche su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Dino_Diniil nome può trarre in inganno ma è nato a Bristol.:)
  • Francesco_Holy87 scrive:
    Le aziende che mancano in Italia
    Sono queste le grandi aziende che mancano in Italia: siamo fermi agli anni 50, le nuove aziende, quelle basate su nuovi modelli di business e di commercio faticano a nascere, e quelle che fioriscono vengono assimilate da multinazionali più grandi.Aziende nel settore dei videogiochi, dell'informatica e dell'elettronica sono quello che ci vuole per far risorgere il paese: ma con la gente che abbiamo ai capi alti, che si mette a fare leggi anti-blog, che sperpera soldi, che sfrutta lavoratori IT sottopagati e si basa su vecchi modelli di legge senza seguire il progresso, come facciamo a far risorgere l'Italia?
    • chojin scrive:
      Re: Le aziende che mancano in Italia
      - Scritto da: Francesco_Holy87
      Sono queste le grandi aziende che mancano in
      Italia: siamo fermi agli anni 50, le nuove
      aziende, quelle basate su nuovi modelli di
      business e di commercio faticano a nascere, e
      quelle che fioriscono vengono assimilate da
      multinazionali più
      grandi.
      Aziende nel settore dei videogiochi,
      dell'informatica e dell'elettronica sono quello
      che ci vuole per far risorgere il paese: ma con
      la gente che abbiamo ai capi alti, che si mette a
      fare leggi anti-blog, che sperpera soldi, che
      sfrutta lavoratori IT sottopagati e si basa su
      vecchi modelli di legge senza seguire il
      progresso, come facciamo a far risorgere
      l'Italia?E come fai progettazione se in Italia manca la gente preparata per produrre risultati ? Le aziende non hanno creato personale negli anni. Le università e le scuole peggio che mai. Quelli che si fanno il mazzo per conto proprio e riescono a produrre risultati concreti di norma espatriano. Gli attacchi a Berlusconi fanno ridere i polli, la tanto amata sinistra non ha fatto mai nulla per migliorare le cose, anzi..visto che università e scuole sono sotto il controllo della sinistra da decenni oramai ha solo saputo peggiorarle.
      • The_GEZ scrive:
        Re: Le aziende che mancano in Italia
        Ciao chojin !(troll)
        Gli attacchi a Berlusconi fanno ridere i polli,
        la tanto amata sinistra non ha fatto mai nulla
        per migliorare le cose, anzi..visto che
        università e scuole sono sotto il controllo della
        sinistra da decenni oramai ha solo saputo
        peggiorarle.BWAHAHAHAHA !!!!!2:38 ... orario da vero guerriero !Hai delle qualità, puoi fare quello che "The real Gordon" non è mai riuscito a fare .... la trollata in tempo ZERO !Però non mi scadere anche tu nella mediocrità come ha fatto lui, eh !(troll)(troll1)(troll2)(troll3)(troll4)
      • asd scrive:
        Re: Le aziende che mancano in Italia
        la verita'
    • PGStargazer scrive:
      Re: Le aziende che mancano in Italia
      frutti maturati del 68?)CUT
      come facciamo a far risorgere
      l'Italia?Un fattore di riequilibriohttp://en.wikipedia.org/wiki/Keynesian_economics#Excessive_savingse non capiscono che tirare troppo la corda non si campa oltre cent'anni può significare solo che a loro no nfrega un cazzo basta che stiano bene durante il loro arco di vita :D-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 novembre 2008 16.27-----------------------------------------------------------
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