Quanti soldi per la banda YouTube?

Saranno circa 300 milioni le spese di gestione del sito. Lasciando Google ancora in perdita
Saranno circa 300 milioni le spese di gestione del sito. Lasciando Google ancora in perdita

Che spese sostiene YouTube per essere in Rete? E quanto riesce ad incassare dalle visite che ottiene? Anche se secondo uno studio comScore a luglio il sito (insieme ad altri contenitori video di Google) avrebbe registrato la cifra record di 8,9 miliardi di visioni (vale a dire il 42 per cento del traffico generato online) non sembra ancora che il modello di business implementato dalla nuova gestione Mountain View stia dando i frutti sperati. Almeno secondo lo studio effettuato da CreditSuisse.

Gli analisti Spencer Wang e Kenneth Sena hanno fatto i conti in tasca al sito e stimato in circa 300 milioni di dollari la spesa necessaria per la banda nel 2009. Una prima stima era già stata effettuata ad aprile, ma non si teneva conto di alcuni fattori che permettevano di ottenere la banda attraverso il peering, l’interconnessione tra grandi network per migliorare l’efficienza dello scambio di traffico. E in quell’occasione era intervenuto il CEO Google Erich Schmidt, secondo il quale prima o poi YouTube non solo ripagherà l’azienda dell’investimento sostenuto, ma sarà una costante fonte di entrate.

Dalla prima stima di 360 milioni l’anno si è quindi arrivati a 300 milioni di dollari solo per la banda. Dibattito anche su questa nuova stima, dal momento che RampRate, una società di consulenza, ha valutato in solo 75 milioni i costi banda sostenuti da YouTube, con un risparmio del 73 per cento grazie al peering, contro il 20 per cento valutato da CreditSuisse.

A questi costi vanno poi aggiunti quelli delle licenze, di gestione, degli hardware e del marketing, per un totale di 711 milioni (circa 650 sulla base delle nuove stime).

Ancora troppo rispetto ai 240 milioni di dollari incassati dalla piattaforma. Gli analisti di CreditSuisse tuttavia ritengono che il sito, grazie al 35 per cento di margini sulla monetizzazione dei video, possa riuscire a arrivare in positivo sfruttando più clip per la pubblicità.

Claudio Tamburrino

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