Quanto vale lo SPID a pagamento per Poste?

Quanto vale lo SPID a pagamento per Poste?

Se tutti i cittadini che hanno scelto lo SPID di Poste Italiane decideranno di pagare l'abbonamento, il gruppo incasserà 180 milioni l'anno.
Quanto vale lo SPID a pagamento per Poste?
Se tutti i cittadini che hanno scelto lo SPID di Poste Italiane decideranno di pagare l'abbonamento, il gruppo incasserà 180 milioni l'anno.

Poste Italiane è stato il quinto identity provider a rendere SPID a pagamento, dopo Aruba, Infocert, Register.it e Namirial. È evidente che la decisione del gruppo ha avuto un impatto diverso rispetto a quelle prese dalle altre realtà citate, se non altro per il numero di identità digitali gestite, oltre 30 milioni stando a un comunicato di inizio ottobre. Rapportandole ai 41,8 milioni di credenziali emesse (dato AgID di fine novembre), risulta quasi il 75% della quota.

Poste Italiane e lo SPID a pagamento

Tre cittadini su quattro hanno dunque deciso di affidarsi allo SPID di Poste (PosteID). E ora si trovano a dover fare i conti con l’obbligo di pagare un abbonamento da 6 euro l’anno per non perdere l’accesso al servizio. Come si spiega una pretesa di questo tipo, una variazione contrattuale unilaterale?

Non c’è mai stato un annuncio ufficiale da parte del gruppo, né in concomitanza con il cambiamento né nelle settimane successive. Semplicemente, è stata aggiornata la pagina dedicata sul sito per comunicare la novità. Ciò significa che non è mai stata nemmeno fornita una spiegazione, su cosa abbia spinto a una scelta così impopolare.

Lo SPID di Poste Italiane è diventato a pagamento

180 milioni di euro di entrate in più all’anno

Non si tratta dell’esigenza di coprire le spese operative come hanno urlato ai quattro venti a lungo diversi provider. Le convenzioni per ottenere i 40 milioni di euro annui sono state infatti rinnovate almeno fino al 2027, con la possibilità di un’ulteriore estensione fino a 36 mesi, potenzialmente fino al 2030. Se tutti coloro che hanno scelto lo SPID di Poste Italiane decidessero di pagare, dal prossimo anno il gruppo incasserebbe oltre 180 milioni di euro.

Il sistema nato e promosso come la soluzione regina per un accesso facile e gratuito alle piattaforme della pubblica amministrazione è diventato un servizio da monetizzare, attraverso cui fare utile? Questa sì sarebbe la pietra tombale sul progetto, ancor più che il passaggio forzato alla CIE (carta di identità elettronica) che è da sempre un obiettivo dichiarato di questo governo.

L’impatto della decisione sui cittadini

Nel mezzo di questa dinamica in cui si fondono e confondono digitalizzazione e profitto, ci sono i cittadini. Se è vero che una spesa annuale di 6 euro può essere considerata tutto sommato accessibile, per qualcuno doverla affrontare rappresenta una difficoltà tecnica ancor prima che economica. Chi ha poca dimestichezza con le transazioni o non può recarsi in ufficio, ad esempio. A questo proposito, per fortuna Poste Italiane consente di delegare qualcuno per eseguire il pagamento allo sportello, fornendogli il codice fiscale.

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Pubblicato il
23 gen 2026
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