Quotidiani su Telegram: Operazione Breaking News

L'indagine della Polizia Postale si è conclusa con la denuncia di un uomo, con una perquisizione e con il sequestro di apparecchiature informatiche.
L'indagine della Polizia Postale si è conclusa con la denuncia di un uomo, con una perquisizione e con il sequestro di apparecchiature informatiche.

Distribuiva in modo gratuito e illegale le versioni a pagamento di diversi quotidiani online attraverso canali Telegram appositamente creati. Un 46enne della provincia di Torino è stato individuato e denunciato: dovrà ora rispondere delle accuse di ricettazione e violazione del diritto di autore. Questo l’esito dell’operazione battezzata Breaking News.

Breaking News: giornali piratati su Telegram, una denuncia

Condotta dalla Polizia Postale di Catania con il coordinamento della Procura Distrettuale di Messina, l’attività investigativa ha preso il via in seguito a una denuncia sporta dal direttore responsabile de La Gazzetta del Sud, testata di Messina. Per la sua redazione, così come per altre (non specificate), la condivisione illecita delle copie ha comportato gravi danni economici.

Nel comunicato diffuso oggi si legge che “nonostante le problematiche di trasparenza legate all’utilizzo della piattaforma Telegram” si è riusciti a “risalire all’indagato nei confronti del quale la Procura ha emesso un decreto di perquisizione”. Sono poi state sottoposte a sequestro le apparecchiature informatiche utilizzate per commettere il reato.

Un ennesimo giro di vite nei confronti della pirateria che colpisce il business degli editori, già duramente messo alla prova da fattori come la contrazione degli investimenti in pubblicità e dal calo delle copie vendute (nelle edicole così come in formato digitale).

In aprile la chiusura di 19 canali Telegram, il mese successivo l’operazione Clean Newspaper condotta dalla Guardia di Finanza. Sul tema sono intervenute anche FIEG (Federazione degli Editori di Giornali) e AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), quest’ultima accettando di collaborare al fine di contrastare il fenomeno lesivo della proprietà intellettuale, ma rifiutandosi di mettere paletti all’attività dell’applicazione.

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