Due mesi. È passato esattamente questo tempo dall’ultimo aumento di prezzo dei Raspberry Pi, e già siamo qui a parlare di nuovi rincari. Chi stava pensando di costruire un progetto fai-da-te con uno di questi piccoli computer a scheda singola, forse dovrà ripensarci.
Il costo di alcuni componenti è più che raddoppiato nell’ultimo trimestre
, ha dichiarato oggi Eben Upton, CEO di Raspberry Pi, Di conseguenza, dobbiamo ora apportare ulteriori aumenti ai nostri listini, che interesseranno tutti i modelli di Raspberry Pi 4 e 5, e i Compute Module 4 e 5 con 2GB o più di memoria
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La crisi delle RAM colpisce Raspberry Pi, nuovi rincari fino al 2026
A dicembre eravamo già stati testimoni di un primo giro di aumenti: tra 5 e 25 dollari in più a seconda di quanta RAM si voleva sulla propria scheda, con la versione da 16GB del Compute Module 5 che aveva fatto un salto di 20 dollari. Aumenti fastidiosi, ma ancora gestibili. Ora però la situazione si fa più pesante.
I dispositivi con 2GB di RAM costeranno 10 dollari in più. I modelli da 4GB, 15 dollari in più. Le varianti da 8GB, 30 dollari. E per le configurazioni da 16GB bisognerà sborsare 60 dollari in più rispetto a pochi mesi fa, quasi il prezzo di un Raspberry Pi entry-level completo.
I sopravvissuti della tempesta
Non tutto è perduto, però. Alcuni modelli escono indenni da questa disfatta. La versione da 1GB del Raspberry Pi 5, lanciata appena due mesi fa, resta al prezzo originale. Stesso discorso per la variante da 1GB del Raspberry Pi 4 e per il Raspberry Pi 400, il PC all-in-one che integra tutto dentro una tastiera come facevano i computer degli anni Ottanta.
E poi ci sono i veterani: Raspberry Pi 3, Raspberry Pi Zero e altri modelli più datati che continuano imperterriti con i loro prezzi stabili. Come si spiega? A detta del CEO Eben Upton, l’azienda possiede scorte per diversi anni delle memorie LPDDR2 che questi modelli utilizzano. Quindi, avendo fatto incetta al momento giusto, ora possono permettersi di non scaricare i rincari sui clienti. Una piccola consolazione per chi può accontentarsi di hardware meno recente.
Il tunnel senza fine
Secondo Epton, il 2026 si prospetta come un altro anno difficile per il prezzo delle memorie, ma almeno c’è un briciolo di speranza. Il CEO confida che la situazione attuale sia in definitiva temporanea, e si augura di poter annullare questi aumenti di prezzo non appena la crisi si sarà attenuata.
Ma il mercato dei semiconduttori è una bestia capricciosa, governata da dinamiche globali che vanno ben oltre il controllo di una singola azienda, per quanto innovativa e ben gestita. La domanda di chip continua a salire, le capacità produttive faticano a tenere il passo, le tensioni geopolitiche non aiutano. E in mezzo a tutto questo, ci sono aziende come Raspberry Pi che devono tenersi a galla, cercando di non affondare.
Per ora, chi ha progetti in cantiere che richiedono Raspberry Pi con molta RAM, ha due opzioni: comprare adesso prima che i prezzi salgano ancora, oppure aspettare e sperare che la situazione migliori. Ma considerando come sta andando il mondo ultimamente, la pazienza potrebbe rivelarsi un lusso che non tutti possono permettersi.