Raspberry Pi, un kit per festeggiare

Superata la soglia dei 10 milioni di unità vendute dal debutto avvenuto nel 2012. Per l'occasione, la fondazione ha reso disponibile una versione speciale di uno starter kit

oma – Raspberry Pi Foundation festeggia il raggiungimento della quota di 10milioni di unità vendute, da quando ha reso disponibile nel 2012 il suo System on Module (SoM) economico. Sul blog ufficiale, il fondatore dell’organizzazione Eben Upton ha ringraziato tutti gli acquirenti per avere superato “di tre ordini di grandezza” le previsioni più ottimistiche. Per festeggiare l’inatteso traguardo, Upton ha annunciato la disponibilità del primo Raspberry Pi Starter Kit.

Il kit, che contiene tutto il necessario per sfruttare le potenzialità di Raspberry Pi, è in vendita per 99 sterline nel Regno Unito. Ciò significa che, costerà un po’ più di 115 euro nel mercato europeo e circa 140 dollari negli Stati Uniti. Include un Raspberry Pi 3 Modello B, un case per la scheda, una scheda SD da 8GB con pre-caricato il sistema operativo NOOBS. Nel kit trovano spazio anche un mouse e una tastiera simile a quella wireless di Apple. Disponibili inoltre un alimentatore con adattatori multi-regione, un cavo HDMI, e una copia del libro “Adventures in Raspberry Pi”.

Con i suoi mini-computer, Raspberry Pi Foundation ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione per studenti e appassionati, che hanno utilizzato il SoM per realizzare i progetti più disparati: dai droni autonomi, ai cabinati da sala giochi, ai sistemi audio per casa e persino ai Mini Mac.

Raspberry ha creato una vera e propria tendenza nel mondo dell’hobbistica, tanto che Microsoft ha deciso di sviluppare una speciale versione di Windows 10 appositamente ideata per lo sviluppo di dispositivi IoT, sistema che è stato adottato dal SoM. Anche Intel ha iniziato ad interessarsi dell’argomento. Lo ha fatto durante l’IDF 2016, nella quale ha presentato Joule , un SoM con ambizioni e prezzi decisamente più elevati rispetto al Raspberry Pi.

Thomas Zaffino

Fonti immagini 1 , 2

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  • Italofilo scrive:
    Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
    - Scritto da: Izio01
    Ehi capretta, sai una cosa?
    Scrivi che cercando compiter hai trovato DUE
    MILIARDI di
    risultati.
    Leggi bene, se sei capaceE se invece cerchi "ebook", l'esempio che hai fatto tu, viene invece fuori <b
    in cima alla pagina </b
    la definizione di <b
    E-book </b
    (trattino) fornita da google stesso, e poi, come secondo risultato, la voce wikipedia, che infatti lo scrive correttamente col trattino:https://encrypted.google.com/search?q=ebook&btnG=Search&gbv=1Hai dimostrato esattamente ciò che scrivevo io, cioè che google mostra le pagine con entrambi i risultati, perchè l'algoritmo induce che volevi cercare la stessa cosa, <b
    ebete. </b
    :-o
    Capito dove la
    tua brillante dimostrazione fallisce? Chi ha
    asfaltato chi? Visto quanto scritto sopra, si deduce che ti sei asfaltato da solo. E per la seconda volta in meno di 24 ore. Non è che era meglio se facevi il muratore?
    io non lavoro mica per te, E meno male!
    • Izio01 scrive:
      Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
      - Scritto da: Italofilo
      - Scritto da: Izio01


      Ehi capretta, sai una cosa?

      Scrivi che cercando compiter hai trovato DUE

      MILIARDI di

      risultati.

      Leggi bene, se sei capace


      E se invece cerchi "ebook", l'esempio che hai
      fatto tu, viene invece fuori <b
      in cima
      alla pagina </b
      la definizione di
      <b
      E-book </b
      (trattino) fornita
      da google stesso, e poi, come secondo risultato,
      la voce wikipedia, che infatti lo scrive
      correttamente col
      trattino:
      https://encrypted.google.com/search?q=ebook&btnG=S

      Hai dimostrato esattamente ciò che scrivevo io,
      cioè che google mostra le pagine con entrambi i
      risultati, perchè l'algoritmo induce che volevi
      cercare la stessa cosa, <b
      ebete.
      </b

      :-o
      Balle, ho ampiamente dimostrato che NON SAI LEGGERE, e per uno che se la mena con la sua laurea, uno che dà dell'analfabeta agli altri, hai fatto una figura di ciccia di dimensioni epocali.Ripetiamo: HAI PARLATO DI DUE MILIARDI DI RISULTATI SENZA ACCORGERTI CHE SI RIFERIVANO ALLA PAROLA CORRETTA E NON A QUELLA STORPIATA DA TE, E POI HAI SCRITTO: "Hai la più vaga idea di come funziona l'algoritmo di google? Capisci di informatica, hai uno straccio di laurea, oppure hai il diploma all'ITIS e fai il "sistemista certificato" a 1300 euro?".In pratica hai fatto un errore da omino delle pulizie, oltre a quello, più sottile, di valutare il peso assoluto delle cose. Prendi lezione da me, misurando il peso relativo (compiter/computer) vs, e-book (che devi scrivere tra virgolette, imbranato che non capisce una cippa di informatica!) rispetto ad ebook, e poi ne riparliamo.Vai pure avanti a inanellare figure di melma, che mi diverto una cifra! (rotfl)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 settembre 2016 14.58-----------------------------------------------------------
      • Izio01 scrive:
        Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
        - Scritto da: Izio01
        - Scritto da: Italofilo

        - Scritto da: Izio01




        Ehi capretta, sai una cosa?


        Scrivi che cercando compiter hai
        trovato
        DUE


        MILIARDI di


        risultati.


        Leggi bene, se sei capace





        E se invece cerchi "ebook", l'esempio che hai

        fatto tu, viene invece fuori <b
        in
        cima

        alla pagina </b
        la definizione di

        <b
        E-book </b
        (trattino)
        fornita

        da google stesso, e poi, come secondo
        risultato,

        la voce wikipedia, che infatti lo scrive

        correttamente col

        trattino:


        https://encrypted.google.com/search?q=ebook&btnG=S



        Hai dimostrato esattamente ciò che scrivevo
        io,

        cioè che google mostra le pagine con
        entrambi
        i

        risultati, perchè l'algoritmo induce che
        volevi

        cercare la stessa cosa, <b
        ebete.

        </b


        :-o



        Balle, ho ampiamente dimostrato che NON SAI
        LEGGERE, e per uno che se la mena con la sua
        laurea, uno che dà dell'analfabeta agli altri,
        hai fatto una figura di ciccia di dimensioni
        epocali.

        Ripetiamo: HAI PARLATO DI DUE MILIARDI DI
        RISULTATI SENZA ACCORGERTI CHE SI RIFERIVANO ALLA
        PAROLA CORRETTA E NON A QUELLA STORPIATA DA TE, E
        POI HAI SCRITTO: "Hai la più vaga idea di come
        funziona l'algoritmo di google? Capisci di
        informatica, hai uno straccio di laurea, oppure
        hai il diploma all'ITIS e fai il "sistemista
        certificato" a 1300
        euro?".
        In pratica hai fatto un errore da omino delle
        pulizie, oltre a quello, più sottile, di valutare
        il peso assoluto delle cose. Prendi lezione da
        me, misurando il peso relativo
        (compiter/computer) vs, e-book (che devi scrivere
        tra virgolette, imbranato che non capisce una
        cippa di informatica!) rispetto ad ebook, e poi
        ne
        riparliamo.

        Vai pure avanti a inanellare figure di melma, che
        mi diverto una cifra!
        (rotfl)EDIT: per alleviare la tua ignoranza e mostrarti come si usa Google, eccoti due immagini edificanti:http://imgur.com/a/WGaHUhttp://imgur.com/a/ZLHk5Hai capito come si fa? Non te l'avevano insegnato, al Poli?
      • Italofilo scrive:
        Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
        Non c'è nulla di cui "riparlare". Ecco cosa appare in cima a google se uno cerca per "ebook" (niente trattino, come hai fatto tu): <i
        <b
        e-book </b
        (TRATTINO, n.d. Italofilo) /ˈēbo͝ok/noun an electronic version of a printed book that can be read on a computer or handheld device designed specifically for this purpose. </i
        https://encrypted.google.com/search?q=ebook&btnG=SHai montato una polemica inutile tentando di usare google per dimostrare una scemenza, e <b
        google stesso in cima alla pagina te l'ha asfaltata. </b
        . :D
        • Izio01 scrive:
          Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
          - Scritto da: Italofilo
          Non c'è nulla di cui "riparlare". Ecco cosa
          appare in cima a google se uno cerca per "ebook"
          (niente trattino, come hai fatto
          tu):

          <i
          <b
          e-book </b

          (TRATTINO, n.d. Italofilo)
          /ˈēbo͝ok/
          noun

          an electronic version of a printed book that
          can be read on a computer or handheld device
          designed specifically for this purpose.
          </i


          https://encrypted.google.com/search?q=ebook&btnG=S

          Hai montato una polemica inutile tentando di
          usare google per dimostrare una scemenza, e
          <b
          google stesso in cima alla pagina te
          l'ha asfaltata. </b
          .
          :DLeggi le istruzioni con le figurine per i meno dotati, te le ho messe nell'edit, così finalmente la capisci. Proprio non sapevi cercare le cose con Google, eh? Lo sapevi che puoi usare le virgolette per cercare frasi? No, non svenire, troppe cose da imparare in un solo giorno!E ribadisco che, con tutta la tua strafottenza, hai toppato alla grande sulla tua tirata dei due miliardi di risultati per "compiter", anche se cerchi di fare lo gnorri. Un mega ingegnere che se la tira come nessun altro, che commette un erroraccio così? AHAHAHAH, non te la lascio passare, te la menerò fino all'ultimo giorno dell'universo, non ti preoccupare (rotfl)
          • Italofilo scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            "Infatti se cerco ebook, ottengo solo 469 milioni di risultati."https://encrypted.google.com/search?q=ebook&btnG=S e-book (con trattino, n.d. Italofilo) /ˈēbo͝ok/noun an electronic version of a printed book that can be read on a computer or handheld device designed specifically for this purpose. In english: Warning! You have been asphalted. [yt]T0Y3RtY7tNo[/yt]
          • Izio01 scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Italofilo
            "Infatti se cerco ebook, ottengo solo 469 milioni
            di
            risultati."

            https://encrypted.google.com/search?q=ebook&btnG=S

            <i
            <b
            e-book </b
            (con trattino, n.d. Italofilo)
            /ˈēbo͝ok/
            noun

            an electronic version of a printed book that
            can be read on a computer or handheld device
            designed specifically for this purpose.
            </i



            In english: <b
            Warning! You have been
            asphalted. </b

            Con che coraggio, Dott. Ing. " <b
            Se cerco "compiter" vengono fuori oltre DUE MILIARDI di risultati, ciò però non lo rende magicamente corretto. Hai la più vaga idea di come funziona l'algoritmo di google? Capisci di informatica, hai uno straccio di laurea, oppure hai il diploma all'ITIS e fai il "sistemista certificato" a 1300 euro? </b
            "?[img]http://i.imgur.com/hFWPn8K.png[/img]E' inutile che cerchi di girarci attorno, con tanto di video youtube, questo ti segnerà a perpetua memoria come Ultimate Noob! Hai sbagliato in pieno e con la tua arroganza ti sei fregato da solo. Ciao bello :DPwned (per la 230ma volta, e adesso smetto anche di risponderti, almeno finché non tornerai a rompere le palle con le tue tirate SBAGLIATE da precisino wannabe ignorante)
          • Italofilo scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            Ciccio, è inutile che t'arrampichi sugli specchi ( <i
            mirror climbing, </i
            per voi sistemisti semianalfabeti col diploma all'ITIS), la discussione era nata qui:"Infatti se cerco <b
            ebook </b
            , ottengo solo 469 milioni di risultati."https://encrypted.google.com/search?q=ebook&btnG=S <i
            <b
            e-book </b
            (con trattino, n.d. Italofilo) /ˈēbo͝ok/noun an electronic version of a printed book that can be read on a computer or handheld device designed specifically for this purpose. </i
            <b
            Tutta la tua tesi era sXXXXXXXta in partenza dalla tua stessa fonte. </b
            (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl)
  • Italofilo scrive:
    Anglofonie inutili e anche sbagliate
    E alla fine la cafonaggine anglofona dell'autore produsse anche lo strafalcione. Primo, siamo in Italia e quindi si dice "libro digitale". Secondo, in inglese semmai si direbbe "e-book", non "ebook":https://en.wikipedia.org/wiki/E-bookAnglofoni, volgari, e anche ignoranti.
    • ... scrive:
      Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
      Nessuno prende a legnate i "giornalisti" di PI come fai tu. Avanti così. 8)
    • Izio01 scrive:
      Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
      - Scritto da: Italofilo
      E alla fine la cafonaggine anglofona dell'autore
      produsse anche lo strafalcione. Primo, siamo in
      Italia e quindi si dice "libro digitale".
      Secondo, in inglese semmai si direbbe "e-book",
      non
      "ebook":
      https://en.wikipedia.org/wiki/E-book

      Anglofoni, volgari, e anche ignoranti.Infatti se cerco ebook, ottengo solo 469 milioni di risultati. Saranno sicuramente tutte pagine di PI. Peccato che tu non sia nato in Francia: tra octets e ordinateurs e altre trovate che fanno sghignazzare il resto del mondo, ti troveresti sicuramente a tuo agio :-o
      • Italofilo scrive:
        Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
        - Scritto da: Izio01
        Infatti se cerco ebook, ottengo solo 469 milioni
        di risultati. Saranno sicuramente tutte pagine di
        PI. Se cerco "comp i ter" vengono fuori oltre DUE MILIARDI di risultati, ciò però non lo rende magicamente corretto. Hai la più vaga idea di come funziona l'algoritmo di google? Capisci di informatica, hai uno straccio di laurea, oppure hai il diploma all'ITIS e fai il "sistemista certificato" a 1300 euro?
        Peccato che tu non sia nato in Francia: tra
        octets e ordinateurs e altre trovate che fanno
        sghignazzare il resto del mondo, ti troveresti
        sicuramente a tuo agio
        Ma tu nel "resto del mondo" ci sei stato, o hai sentito parlare giusto i colleghi tuoi durante il coffee break davanti alla macchinetta coi bicchierini di carta? Perchè io nel "resto del mondo" ci vado in vacanza un mese ogni anno, e non solo con le mappe di google. E purtroppo ridono molto più degli italiani che non dei francesi. Per la cronaca, nelle nazioni a lingua spagnola, qualche centinaio di milioni di persone, usano comunemente termini come computador e raton . Mica sono tamarri, loro. Sta a vedere che sei più furbo tu.
        • Izio01 scrive:
          Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
          - Scritto da: Italofilo
          - Scritto da: Izio01


          Infatti se cerco ebook, ottengo solo 469 milioni

          di risultati. Saranno sicuramente tutte pagine
          di

          PI.

          Se cerco "comp <b
          i </b
          ter" vengono fuori oltre
          DUE MILIARDI di risultati, ciò però non lo rende
          magicamente corretto. Hai la più vaga idea di
          come funziona l'algoritmo di google? Capisci di
          informatica, hai uno straccio di laurea, oppure
          hai il diploma all'ITIS e fai il "sistemista
          certificato" a 1300
          euro?
          Ohhh, mi perdoni, Dottore! Chi non ha la laurea non è degno di parlarle da parti a pari, faccio ammenda!Anzi no (rotfl)


          Peccato che tu non sia nato in Francia: tra

          octets e ordinateurs e altre trovate che fanno

          sghignazzare il resto del mondo, ti troveresti

          sicuramente a tuo agio



          Ma tu nel "resto del mondo" ci sei stato, o hai
          sentito parlare giusto i colleghi tuoi durante il
          <i
          coffee break </i
          davanti alla macchinetta coi
          bicchierini di carta? Perchè io nel "resto del
          mondo" ci vado in vacanza un mese ogni anno, e
          non solo con le mappe di google. E purtroppo
          ridono molto più degli italiani che non dei
          francesi. Per la cronaca, nelle nazioni a lingua
          spagnola, qualche centinaio di milioni di
          persone, usano comunemente termini come
          <i
          computador </i
          e <i
          raton </i
          . Mica sono
          tamarri, loro. Sta a vedere che sei più furbo
          tu.Oh, mi perdoni ingegnere dottore cavaliere, che va in vacanza un mese ogni anno!Io all'estero sono stato più volte per lavoro, anche per periodi prolungati. In effetti è difficile che ti ridano in faccia insultando la tua nazione con te presente; se lo fanno con te... bè, posso trarre una certa conclusione sull'impressione che fai TU, e non ne resto troppo stupito.Sta di fatto che i francesi, con le targhette scritte solo in francese davanti alle opere d'arte, o con i loro voler tradurre a tutti i costi termini che non c'è alcun bisogno di tradurre, suscitano spesso ilarità. Anche tu susciti ilarità, con il tuo puntiglio inutile ed eccessivo, e la tua tirata qui sopra mostra chiaramente che lo fai darti un tono. "Io ho la laurea, io parlo l'italiano, mica come voi capre sistemiste col diploma dell'ITIS". Convinto tu... il resto del mondo informatico non ha problema a dire "PC" invece di "elaboratore personale". (rotfl)
          • Italofilo scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Izio01
            Ohhh, mi perdoni, Dottore! Chi non ha la laurea
            non è degno di parlarle da parti a pari, faccio
            ammenda!Patetico tentativo di schivare l'asfaltatura ricevuta. Com'era quella che la correttezza di un termine dipende dal numero di risultati su google?D'ora in avanti in inglese dirò <i
            compiter </i
            , tanto con due miliardi di menzioni vado sul sicuro, garantisce l'analfabeta. :-o
            Oh, mi perdoni ingegnere dottore cavaliere, che
            va in vacanza un mese ogni
            anno!
            Io all'estero sono stato più volte per lavoro,
            anche per periodi prolungati. In effetti è
            difficile che ti ridano in faccia insultando la
            tua nazione con te presenteNe deriva che la tua impressione su cui i francesi sarebbero più ridicoli degli italiani era ovviamente una palese idiozia, visto che tanto non ti direbbero in faccia che sei ridicolo. Oltre al fatto che probabilmente sei stato all'estero 5 giorni in tutta la vita, probabilmente a Chiasso, e coi panini portati da casa.
            Sta di fatto che i francesi, con le targhette
            scritte solo in francese davanti alle opere
            d'arteVeramente al Louvre c'è la doppia descrizione per ogni oggetto, francese e inglese (e l'audioguida è in diverse altre lingue). Ovviamente non trattandosi di semianalfabeti col diploma all'ITIS, evitano di mischiare le due lingue.
            o con i loro voler tradurre a tutti i
            costi termini che non c'è alcun bisogno di
            tradurreSemmai il ragionamento fatto in gran parte del resto del pianeta è l'opposto: è sbagliato non tradurre ciò che è traducibile. Ma all'ITIS t'avranno insegnato altro.
            suscitano spesso ilarità. La tua? E speri che a qualcuno freghi qualcosa?
          • Izio01 scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Italofilo
            - Scritto da: Izio01


            Ohhh, mi perdoni, Dottore! Chi non ha la
            laurea

            non è degno di parlarle da parti a pari,
            faccio

            ammenda!

            Patetico tentativo di schivare l'asfaltatura
            ricevuta. Com'era quella che la correttezza di un
            termine dipende dal numero di risultati su
            google?Ma quale asfaltatura, genio? Chi decide la grafia corretta di un neologismo? Non Wikipedia, non un precisino tronfio.Guarda un po' su Amazon come chiamano i tuoi "libri digitali": eBook Kindle. Amazon di ebook ne capisce decisamente più di te, è una delle principali industrie del settore, quindi muto.
            D'ora in avanti in inglese dirò <i

            compiter </i
            , tanto con due miliardi di
            menzioni vado sul sicuro, garantisce
            l'analfabeta.
            :-o
            Evito di risponderti in maniera volgare, anche se lo meriterestui.

            Ne deriva che la tua impressione su cui i
            francesi sarebbero più ridicoli degli italiani
            era ovviamente una palese idiozia, visto che
            tanto non ti direbbero in faccia che sei
            ridicolo. Oltre al fatto che probabilmente sei
            stato all'estero 5 giorni in tutta la vita,
            probabilmente a Chiasso, e coi panini portati da
            casa.
            Ah capisco, tu sei abituato a contar palle per darti importanze e quindi dai per scontato che lo facciano anche gli altri. Quindi abbiamo capito la tua laurea e il tuo lavoro importante quanto siano attendibili. Torna a cambiare il toner alla fotocopiatrice, che è finito. Anzi, scusa, "inchiostro secco polverizzato per macchine copiatrici". (rotfl)


            Sta di fatto che i francesi, con le targhette

            scritte solo in francese davanti alle opere

            d'arte

            Veramente al Louvre c'è la doppia descrizione per
            ogni oggetto, francese e inglese (e l'audioguida
            è in diverse altre lingue). Ovviamente non
            trattandosi di semianalfabeti col diploma
            all'ITIS, evitano di mischiare le due lingue.
            Una collega che ci andò parecchi anni fa mi disse che non era affatto così. Bene, contrariamente a certi palloni gonfiati di mia conoscenza, hanno capito che fanno bene a scrivere anche in inglese.


            o con i loro voler tradurre a tutti i

            costi termini che non c'è alcun bisogno di

            tradurre

            Semmai il ragionamento fatto in gran parte del
            resto del pianeta è l'opposto: è sbagliato non
            tradurre ciò che è traducibile. Ma all'ITIS
            t'avranno insegnato altro.
            E alla Scuola radio elettra tu cosa vorresti aver imparato? (rotfl)"Libro digitale" lo usi solo tu, rassegnati.


            suscitano spesso ilarità.


            La tua? E speri che a qualcuno freghi qualcosa?Intanto io me la rido, palloncino pieno di gas (rotfl)
          • Italofilo scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Izio01
            Ah capisco, tu sei abituato a contar palle per
            darti importanze e quindi dai per scontato che lo
            facciano anche gli altri. Quindi abbiamo capito
            la tua laurea e il tuo lavoro importante quanto
            siano attendibili. Torna a cambiare il toner alla
            fotocopiatrice, che è finito. Anzi, scusa,
            "inchiostro secco polverizzato per macchine
            copiatrici".
            (rotfl)Di quelle robe se ne occupa la mia segretaria. E occasionalmente quelli come te ai primi mesi di lavoro, o in fase di pre-rinnovo del contratto a termine (massima produttività in quelle settimane, vero?).



            Semmai il ragionamento fatto in gran parte
            del

            resto del pianeta è l'opposto: è sbagliato
            non

            tradurre ciò che è traducibile. Ma all'ITIS

            t'avranno insegnato altro.



            E alla Scuola radio elettra tu cosa vorresti aver
            imparato? 20 anni fa il posto in cui studiavo si chiamava Politecnico di Milano. Non mi risulta abbia cambiato denominazione. Ti confondi con quella che hai frequentato tu, prima di incominciare a cambiare il toner per 1300 euro al mese (e delle vacanze a Chiasso coi panini da casa).
          • panda rossa scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Italofilo
            - Scritto da: Izio01


            Ah capisco, tu sei abituato a contar palle
            per

            darti importanze e quindi dai per scontato
            che
            lo

            facciano anche gli altri. Quindi abbiamo
            capito

            la tua laurea e il tuo lavoro importante
            quanto

            siano attendibili. Torna a cambiare il toner
            alla

            fotocopiatrice, che è finito. Anzi, scusa,

            "inchiostro secco polverizzato per macchine

            copiatrici".

            (rotfl)


            Di quelle robe se ne occupa la mia segretaria. Figata questo forum.Dovrebbe essere un forum di informatici e invece si scopre che gli utenti sono tutti dirigenti di azienda!
            E
            occasionalmente quelli come te ai primi mesi di
            lavoro, o in fase di pre-rinnovo del contratto a
            termine (massima produttività in quelle
            settimane, vero?).Dirigente e pure schiavista.Oltre che ignorante come una capra di Sgarbi.

            20 anni fa il posto in cui studiavo si chiamava
            Politecnico di Milano. Non mi risulta abbia
            cambiato denominazione.80 anni fa si chiamava Regio Politecnico di Milano.E naturalmente tu sarai uno dei tanti fuori corso di architettura.
            Ti confondi con quella
            che hai frequentato tu, prima di incominciare a
            cambiare il toner per 1300 euro al mese (e delle
            vacanze a Chiasso coi panini da
            casa).Se paghi 1300 euro al mese a quello che cambia i toner, la tua azienda non ci arriva al panettone.(Oppure sei tu quello che cambia i toner e il 1300/mese e' la tua illusione).
          • ... scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: panda rossa
            Se paghi 1300 euro al mese a quello che cambia i
            toner, la tua azienda non ci arriva al
            panettone.panda, ma dove vivi, sull'Aspromonte dove assumono solo col caporalato? L'hai mai letto un CCNL in vita tua?! Non puoi pagare nessuno meno di 1300 euro al mese, salvo gli stagisti o le finte partite IVA disperate (ed è illegale).
          • Izio01 scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Italofilo
            - Scritto da: Izio01


            Ah capisco, tu sei abituato a contar palle
            per

            darti importanze e quindi dai per scontato
            che
            lo

            facciano anche gli altri. Quindi abbiamo
            capito

            la tua laurea e il tuo lavoro importante
            quanto

            siano attendibili. Torna a cambiare il toner
            alla

            fotocopiatrice, che è finito. Anzi, scusa,

            "inchiostro secco polverizzato per macchine

            copiatrici".

            (rotfl)


            Di quelle robe se ne occupa la mia segretaria. E
            occasionalmente quelli come te ai primi mesi di
            lavoro, o in fase di pre-rinnovo del contratto a
            termine (massima produttività in quelle
            settimane, vero?).










            Semmai il ragionamento fatto in gran
            parte

            del


            resto del pianeta è l'opposto: è
            sbagliato

            non


            tradurre ciò che è traducibile. Ma
            all'ITIS


            t'avranno insegnato altro.






            E alla Scuola radio elettra tu cosa vorresti
            aver

            imparato?



            20 anni fa il posto in cui studiavo si chiamava
            Politecnico di Milano. Non mi risulta abbia
            cambiato denominazione. Ti confondi con quella
            che hai frequentato tu, prima di incominciare a
            cambiare il toner per 1300 euro al mese (e delle
            vacanze a Chiasso coi panini da casa).Ehi capretta, sai una cosa?Scrivi che cercando compiter hai trovato DUE MILIARDI di risultati.Leggi bene, se sei capace: quelli sono i risultati per la ricerca di COMPUTER: Google, che è più intelligente di te, ha corretto la tua ricerca. Se cerchi compiter, i risultati sono solo 44.000. Uhhh, che magra figura per la tua importante laurea al Politecnico, manco sa leggere e dà dell'analfabeta agli altri, AHAHAHAHAH!!! (rotfl)Se cerco e-book trovo 75 milioni di risultati, se cerco ebook ne trovo 469 milioni. Capito dove la tua brillante dimostrazione fallisce? Chi ha asfaltato chi? (rotfl)Quanto ai tuoi deliri di onnipotenza tra segretarie e stagisti, li posso usare al posto della carta igienica. Perché sai, anche se fosse tutto vero, io non lavoro mica per te, quindi continuo impunemente a sghignazzarti in faccia mentre dimostro la tua insipienza.
      • ... scrive:
        Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
        - Scritto da: Izio01
        Infatti se cerco ebook, ottengo solo 469 milioni
        di risultati. Saranno sicuramente tutte pagine di
        PI. Peccato che tu non sia nato in Francia: tra
        octets e ordinateurs e altre trovate che fanno
        sghignazzare il resto del mondo, ti troveresti
        sicuramente a tuo agio
        :-oNon mi pare un indicatore intelligente, Google raggruppa nei risultati anche gli errori ortografici, come ti ha dimostrato italofilo. E non vedo nulla di scandaloso a dire ordinateur, secondo suona anche meglio. Anche in Italia fino agli anni '80 dicevamo elaboratore, poi è passato di moda.
        • panda rossa scrive:
          Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
          - Scritto da: ...
          - Scritto da: Izio01


          Infatti se cerco ebook, ottengo solo 469
          milioni

          di risultati. Saranno sicuramente tutte
          pagine
          di

          PI. Peccato che tu non sia nato in Francia:
          tra

          octets e ordinateurs e altre trovate che
          fanno

          sghignazzare il resto del mondo, ti
          troveresti

          sicuramente a tuo agio

          :-o


          Non mi pare un indicatore intelligente, Google
          raggruppa nei risultati anche gli errori
          ortografici, come ti ha dimostrato italofilo. E
          non vedo nulla di scandaloso a dire ordinateur,
          secondo suona anche meglio. Anche in Italia fino
          agli anni '80 dicevamo elaboratore, poi è passato
          di
          moda.Nei film di fantascienza degli anni '70/'80 il computer era sempre chiamato computer.Non ricordo un film o telefilm in cui hanno usato la parola "elaboratore" per indicare il computer.
          • ... scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: panda rossa
            Nei film di fantascienza degli anni '70/'80 il
            computer era sempre chiamato
            computer.
            Non ricordo un film o telefilm in cui hanno usato
            la parola "elaboratore" per indicare il
            computer.XXXXXXX, che osservazione intelligente. Spesso mi chiedo cosa vorrebbe dire incontrarti dal vivo, poi però mi passa subito la voglia:https://www.google.it/search?q=%22elaboratore%22&btnG=Cerca&gbv=1
          • panda rossa scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: panda rossa


            Nei film di fantascienza degli anni '70/'80
            il

            computer era sempre chiamato

            computer.

            Non ricordo un film o telefilm in cui hanno
            usato

            la parola "elaboratore" per indicare il

            computer.

            XXXXXXX, che osservazione intelligente. Spesso mi
            chiedo cosa vorrebbe dire incontrarti dal vivo,
            poi però mi passa subito la
            voglia:

            https://www.google.it/search?q=%22elaboratore%22&bOk, non hai saputo portare citazioni a tuo favore.Segno anche questa come punto per me.
          • ... scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: ...
            https://www.google.it/search?q=%22elaboratore%22&b

            Ok, non hai saputo portare citazioni a tuo favore.
            Segno anche questa come punto per me. (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl)
        • Izio01 scrive:
          Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
          - Scritto da: ...
          - Scritto da: Izio01


          Infatti se cerco ebook, ottengo solo 469
          milioni

          di risultati. Saranno sicuramente tutte
          pagine
          di

          PI. Peccato che tu non sia nato in Francia:
          tra

          octets e ordinateurs e altre trovate che
          fanno

          sghignazzare il resto del mondo, ti
          troveresti

          sicuramente a tuo agio

          :-o


          Non mi pare un indicatore intelligente, Google
          raggruppa nei risultati anche gli errori
          ortografici, come ti ha dimostrato italofilo.Veramente la capretta con la presunta laurea al Poli non ha dimostrato altro che la propria ignoranza, confondendo i risultati di ricerca per la parola computer, automaticamente corretta da Google, con quelli per la forma errata. Provare per credere :)Se "pesi" la ricerca, verifichi che i risultati per "computer" sono di svariati ordini di grandezza superiori a quelli per "compiter". Al contrario, è più diffusa la forma ebook rispetto ad e-book. Trattandosi di un neologismo, direi che l'uso detta la regola.
          E
          non vedo nulla di scandaloso a dire ordinateur,
          secondo suona anche meglio. Anche in Italia fino
          agli anni '80 dicevamo elaboratore, poi è passato
          di moda.Anche a me è capitato di scrivere "elaboratore", ma ormai è un termine passato di moda. Quando lo uso ancora? Quando ho bisogno di scrivere "computer" troppe volte di fila e voglio rendere più filante l'esposizione. Uso invece "elaborare", perché "processare", come dicono molti colleghi, in italiano vuol dire altro.Detto questo, mica critico chi cerca di evitare di parlare in una specie di lingua meticcia. Pochi anni fa mi capitò di assistere ad una riunione aziendale in cui parlava il direttore italiano della casa madre (e non parliamo della ditta Cuticchia Cesare e figli). Mi è rimasta impressa una frase che ancora mi fa accapponare la pelle: "Abbiamo di fronte un <i
          challenge </i
          per <i
          indirizzare </i
          i <i
          needs </i
          dei clienti". Veramente orribile, tant'è vero che ancora me la ricordo. Un conto però è cercare di preservare la nostra lingua, un altro andare a fare il saputello che cerca il pelo nell'uovo, con l'unico scopo di farsi bello - con chi, poi, non è dato saperlo.Da parte mia, un esempio di tentativo di migliorare l'italiano lo puoi rilevare se confronti i miei messaggi attuali con quelli di un anno fa. Nonostante sia cresciuto senza mai usare il passato remoto, da qualche mese mi sono imposto di differenziarlo dal passato prossimo, come vuole l'italiano, e sto provando ad acquisire questa abitudine. :)Per dirla in breve, quando si parla di storpiare l'italiano, mi basta guardarmi attorno per dichiararmi non colpevole o, quanto meno, molto meno colpevole della media.
          • ... scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Izio01
            Al contrario, è più diffusa la forma ebook rispetto ad e-book.
            Trattandosi di un neologismo, direi che l'uso detta la regola.Non ho voglia di leggermi l'intera discussione, comunque non funziona così Pagerank, spesso dà risultati con termini simili a prescindere da quale sia quello giusto, guarda solo il "senso". E comunque se devo vedere come si scrive una parola che non conosco uso un dizionario o un'enciclopedia, non guardo all'eventuale popolarità. Se passasse il principio che la correttezza dipende dalla popolarità, allora dovremmo abolire i congiuntivi, perchè vengono sistematicamente cannati dalla larga maggioranza degli italiani (me compreso).Interessante la storia del passato remoto, effettivamente nel nord Italia (dove vivo) sbagliamo spesso usando quello prossimo, su questo hanno ragione i meridionali. La cosa incredibile è che il passato remoto qui è talmente in disuso che se lo uso, l'interlocutore pensa che stia sbagliando IO. Questo dà l'idea dell'ignoranza diffusa e della questione della popolarità che non significa correttezza, di cui parlavo prima.
          • Izio01 scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: Izio01


            Al contrario, è più diffusa la forma ebook
            rispetto ad e-book.
            Trattandosi di un
            neologismo, direi che l'uso detta la
            regola.


            Non ho voglia di leggermi l'intera discussione,
            comunque non funziona così Pagerank, spesso dà
            risultati con termini simili a prescindere da
            quale sia quello giusto, guarda solo il "senso".
            E comunque se devo vedere come si scrive una
            parola che non conosco uso un dizionario o
            un'enciclopedia, non guardo all'eventuale
            popolarità. Se passasse il principio che la
            correttezza dipende dalla popolarità, allora
            dovremmo abolire i congiuntivi, perchè vengono
            sistematicamente cannati dalla larga maggioranza
            degli italiani (me compreso).
            No, aspetta, anch'io dico che vince il dizionario, ma diverso è il caso dei neologismi. Se una parola non esisteva anche solo dieci anni fa, chi è che decide quale sia la grafia corretta?Quindi i congiuntivi devono seguire le regole, mentre per i neologismi non è sempre così facile dirimere la questione (e se cerchi in giro la grafia corretta per ebook, vedrai che la risposta non è così univoca; sicuramente non abbastanza per scassare i maroni alla redazione). Ad esempio:http://grammarist.com/style/e-book-ebook/
            Interessante la storia del passato remoto,
            effettivamente nel nord Italia (dove vivo)
            sbagliamo spesso usando quello prossimo, su
            questo hanno ragione i meridionali. La cosa
            incredibile è che il passato remoto qui è
            talmente in disuso che se lo uso, l'interlocutore
            pensa che stia sbagliando IO. Questo dà l'idea
            dell'ignoranza diffusa e della questione della
            popolarità che non significa correttezza, di cui
            parlavo prima.Esatto, ed è ben per questo che, pur vivendo al nord, mi sto impegnando per migliorare. Il fatto di usare sempre il passato prossimo è un errore, il concetto è chiaro. Più difficile è "fare l'orecchio" alla forma corretta, imparare ad usarla con naturalezza, visto che ci sono decadi di abitudine da sconfiggere.Certe forme, però, semplicemente sarebbero anacronistiche. Egli, ella, ad esempio, per me sono roba sepolta da tempo.
          • ... scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Izio01
            No, aspetta, anch'io dico che vince il
            dizionarioBene, e allora non aveva senso appoggiarsi al numero di risultati su google, specialmente se proprio google (o meglio Pagerank) contraddice la maggioranza dei risultati preferendo la grafia "e-book" nello spazio dedicato alla definizione, come t'ha fatto notare l'italofilo sopra.
            ma diverso è il caso dei neologismi.
            Se una parola non esisteva anche solo dieci anni
            fa, chi è che decide quale sia la grafia
            corretta?Ammesso e non conXXXXX che si tratti di "neologismo" (in inglese esiste da 20 anni), il problema si risolve consultando le fonti linguistiche o enciclopediche universalmente considerate più rilevanti. Per l'inglese direi che la Britannica è un po' più autorevole dell'anonimo "grammarist":https://www.britannica.com/technology/e-bookSenza contare che se anche la grafia inglese fosse incerta, questo semmai sarebbe un motivo ulteriore per usare la traduzione italiana, che è anche tecnicamente più corretta, perchè ciò di cui si parla è un file, quindi "libro digitale" è meglio di "electronic book", salvo non te lo vendano su un circuito stampato.
          • Izio01 scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: Izio01


            No, aspetta, anch'io dico che vince il

            dizionario

            Bene, e allora non aveva senso appoggiarsi al
            numero di risultati su google,Non è bello tranciare a metà le frasi per distorcerne il significato.Vince il dizionario MA NON con i neologismi.
            specialmente se
            proprio google (o meglio Pagerank) contraddice la
            maggioranza dei risultati preferendo la grafia
            "e-book" nello spazio dedicato alla definizione,
            come t'ha fatto notare l'italofilo sopra.
            ...sbagliando come al solito.[img]http://i.imgur.com/Ceofu35.png[/img]


            ma diverso è il caso dei neologismi.

            Se una parola non esisteva anche solo dieci
            anni

            fa, chi è che decide quale sia la grafia

            corretta?


            Ammesso e non conXXXXX che si tratti di
            "neologismo" (in inglese esiste da 20 anni),Sono considerati neologismi "informatica" e "servosterzo" e tu discuti se sia o meno un neologismo la voce "ebook"? Seriamente? O_o
            il
            problema si risolve consultando le fonti
            linguistiche o enciclopediche universalmente
            considerate più rilevanti.Non necessariamente per i neologismi.
            Per l'inglese direi
            che la Britannica è un po' più autorevole
            dell'anonimo "grammarist":
            https://www.britannica.com/technology/e-book
            E perché? Mica l'hanno creato loro, il neologismo. Hanno scelto una loro versione ma non hanno alcuna autorità al riguardo, contrariamente a quanto vale per le parole "storiche".
            Senza contare che se anche la grafia inglese
            fosse incerta,...e lo è, come dimostra la quantità di editori e simili che scelgono la grafia senza trattino, a partire da Amazon. Nonché i siti che si basano sull'inglese britannico, secondo il sito di prima: "Meanwhile, most web-friendly British publications are using the one-word ebook". Non si parla di gente che sbaglia il congiuntivo, si parla di entità professionali che compiono ben precise scelte editoriali.
            questo semmai sarebbe un motivo
            ulteriore per usare la traduzione italiana, che è
            anche tecnicamente più corretta, perchè ciò di
            cui si parla è un file, quindi "libro digitale" è
            meglio di "electronic book", salvo non te lo
            vendano su un circuito stampato.Io uso senza problemi la parola "computer" e lo stesso faccio con "ebook". Se senti questa assoluta necessità di tradurle, fai pure. Io non seguirò il tuo esempio, né lo farà la stragrande maggioranza della popolazione. Nessun problema per me, ma se andrai a rompere le scatole alla redazione affinché seguano il TUO standard, io mi sentirò in diritto di farti notare che non detti legge al mondo, come ho fatto con italofilo. :)Per me è inutile portare avanti il discorso, penso di aver spiegato chiaramente il mio punto di vista, quindi chiudo.
          • Italofilo scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Izio01
            - Scritto da: ...

            - Scritto da: Izio01




            No, aspetta, anch'io dico che vince il


            dizionario



            Bene, e allora non aveva senso appoggiarsi al

            numero di risultati su google,

            Non è bello tranciare a metà le frasi per
            distorcerne il
            significato.
            Vince il dizionario MA NON con i neologismi.


            specialmente se

            proprio google (o meglio Pagerank)
            contraddice
            la

            maggioranza dei risultati preferendo la
            grafia

            "e-book" nello spazio dedicato alla
            definizione,

            come t'ha fatto notare l'italofilo sopra.



            ...sbagliando come al solito.

            [img]http://i.imgur.cEh beh certo, perchè naturalmente uno va sulla versione <b
            italiana </b
            di google per vedere come l'algoritmo di google definisce una parola inglese. Un po' come chiedere ad un americano di preparare i <i
            macaroni </i
            al sugo, una meraviglia. (rotfl) (rotfl)T'è andata male, ciccio:https://encrypted.google.com/search?q=ebook&btnG=S <i
            <b
            e-book </b
            (con trattino, n.d. Italofilo) /ˈēbo͝ok/noun an electronic version of a printed book that can be read on a computer or handheld device designed specifically for this purpose. </i
            In english: <b
            Warning! You have been asphalted. </b
            [yt]T0Y3RtY7tNo[/yt]
          • Izio01 scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Italofilo

            Eh beh certo, perchè naturalmente uno va sulla
            versione <b
            italiana </b
            di
            google per vedere come l'algoritmo di google
            definisce una parola inglese. Un po' come
            chiedere ad un americano (blah blah blah)
            Punto Informatico, che tu criticavi per la scelta della forma errata, è una testata inglese? No, è italiana, quindi, a parte l'idiozia dell'obiezione (perché dovrebbe valere quella grafia e non quella di Amazon, ad esempio), ti sei di nuovo fregato.Ciao bbbbello, dimmi ancora quanti sono i risultati per "compiter", o magari impara ad usare Google, poi ne riparliamo. Stammi bbene con la tua segretaria immaginaria (perché dal tuo approccio bimbominkia non ci credo nemmeno per un istante che tu sia uno stimato professionista con segretaria e schiavetti, è molto più probabile che tu viva ancora con mammà, facendo volantinaggio quando capita).
          • ... scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: Izio01
            gt; numero di risultati su google,

            Non è bello tranciare a metà le frasi per
            distorcerne il
            significato.Ho risposto sia alla prima che alla seconda parte della frase.
            Vince il dizionario MA NON con i neologismi.Quale non è e-book. E comunque dizionari ed enciclopedie sono riferimento per qualunque termine, specialmente se esiste da decenni.
            ...sbagliando come al solito.

            img]http://i.imgur.com/Ceofu35.png[/imgNon mi pare proprio. Ho cercato ebook su google ed è venuta fuori la stessa definizione e grafia postata dall'italofilo. Tu lì hai cercato su google.it, che nemmeno riporta la <b
            definizione </b
            elaborata da pagerank (che è cosa diversa dai risultati di ricerca).

            Ammesso e non conXXXXX che si tratti di

            "neologismo" (in inglese esiste da 20 anni),

            Sono considerati neologismi "informatica" e
            "servosterzo" Ma da chi?!

            il

            problema si risolve consultando le fonti

            linguistiche o enciclopediche universalmente

            considerate più rilevanti.

            Non necessariamente per i neologismi.


            Per l'inglese direi

            che la Britannica è un po' più autorevole

            dell'anonimo "grammarist":

            https://www.britannica.com/technology/e-book



            E perché? Mica l'hanno creato loro, il
            neologismo. La Britannica non ha mai creato nessuna parola, è un'enciclopedia. E nel mondo anglosassone è universalmente considerata L'enciclopedia per eccellenza.

            Senza contare che se anche la grafia inglese

            fosse incerta,

            ...e lo è, come dimostra la quantità di editori e
            simili che scelgono la grafia senza trattino, a
            partire da Amazon. Amazon non è nè un dizionario, nè un'enciclopedia. E poi nel suo caso è un MARCHIO registrato (Kindle eBooks), non una parola .
            Io uso senza problemi la parola "computer" e lo
            stesso faccio con "ebook". Se senti questa
            assoluta necessità di tradurle, fai pure. Io non
            seguirò il tuo esempio, né lo farà la stragrande
            maggioranza della popolazione. E siamo al punto di partenza: non è la "maggioranza" che stabilisce cosa è corretto o meno, altrimenti i congiuntivi non dovrebbero esistere.
          • Italofilo scrive:
            Re: Anglofonie inutili e anche sbagliate
            - Scritto da: ...
            Non mi pare proprio. Ho cercato ebook su google
            ed è venuta fuori la stessa definizione e grafia
            postata dall'italofilo. Tu lì hai cercato su
            google.it, che nemmeno riporta la <b

            definizione </b
            elaborata da pagerank
            (che è cosa diversa dai risultati di
            ricerca).Che vuoi che sia per lui! Google.com, google.it, in uno c'è la definizione, nell'altro no..... Un giovane cannaiolo semianalfabeta non sempre ha la concentrazione necessaria! <i
            Concentration! </i
            (rotfl) (rotfl)
  • commerciali sta scrive:
    Ennesimo delirio della UE
    I Britannici l'hanno capito al volo e se ne vanno. Noi affoghiamo nella XXXXX invece.
    • ... scrive:
      Re: Ennesimo delirio della UE
      - Scritto da: commerciali sta
      I Britannici l'hanno capito al volo e se ne
      vanno. Noi affoghiamo nella XXXXX
      invece.Purtroppo molti italiani si scordano di ciò quando stanno nella cabina elettorale. Se alle elezioni europee un 41% di XXXXXXXX ha votato PD in cambio di 80 euro, fregandosene di tutte le inchieste, delle centinaia di indagati, delle posizioni politiche pro-UE e pro-euro del partito, ecc... allora gli italiani meritano la propria situazione.
      • iRoby scrive:
        Re: Ennesimo delirio della UE
        Ma tu sei veramente convinto che ci sia ancora democrazia in Italia?Gli ultimi 3 governi non sono stati eletti da nessuno.
        • puntolo scrive:
          Re: Ennesimo delirio della UE
          - Scritto da: iRoby
          Ma tu sei veramente convinto che ci sia ancora
          democrazia in
          Italia?
          Democrazia rappresentativa parlamentare, il che ci porta a.....
          Gli ultimi 3 governi non sono stati eletti da
          nessuno.I governi (ministri, Presidente del Consiglio, segretari e via discorrendo) in Italia NON sono eletti ma nominati dal Parlamento (questo sì eletto e votato da qualcuno): non siamo una repubblica presidenziale.Si vuole l'elezione diretta del Presidente del Consiglio ? Va cambiata la Costituzione.
          • puntolone scrive:
            Re: Ennesimo delirio della UE
            - Scritto da: puntolo
            - Scritto da: iRoby

            Ma tu sei veramente convinto che ci sia
            ancora

            democrazia in

            Italia?



            Democrazia rappresentativa parlamentare, il che
            ci porta
            a.....


            Gli ultimi 3 governi non sono stati eletti da

            nessuno.

            I governi (ministri, Presidente del Consiglio,
            segretari e via discorrendo) in Italia NON sono
            eletti ma nominati dal Parlamento (questo sì
            eletto e votato da qualcuno): non siamo una
            repubblica
            presidenziale.
            Si vuole l'elezione diretta del Presidente del
            Consiglio ?

            Va cambiata la Costituzione.marchetta, finiscila con gli azzeccagarbugli. Anche negli stati uniti gli elettori formalmente NON eleggono il presidente, ma solo i membri del cd. "Collegio Elettorale", un'organismo che si riunisce solo una volta ogni 4 anni proprio per eleggere il presidente, e i cui membri in campagna elettorale dichiarano per chi voteranno se eletti al Collegio. Ovviamente è considerata una pura formalità, gli elettori votano sulla presunzione che i membri eletti del Collegio non cambieranno certo idea all'ultimo momento, anche perchè se succedesse verrebbero linciati vivi. Voi avete PERSO - e di parecchio - sia le elezioni del 2008, sia quelle del 2013, ma per qualche strana ragione (i banchieri amici vostri e i delinquenti della UE) malgovernate ininterrottamente il paese dal novembre 2011. Andreste altrettanto linciati vivi.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ennesimo delirio della UE
            - Scritto da: puntolo
            - Scritto da: iRoby

            Ma tu sei veramente convinto che ci sia
            ancora

            democrazia in

            Italia?



            Democrazia rappresentativa parlamentare, il che
            ci porta
            a.....


            Gli ultimi 3 governi non sono stati eletti da

            nessuno.

            I governi (ministri, Presidente del Consiglio,
            segretari e via discorrendo) in Italia NON sono
            eletti ma nominati dal Parlamento (questo sì
            eletto e votato da qualcuno): non siamo una
            repubblica
            presidenziale.
            Si vuole l'elezione diretta del Presidente del
            Consiglio ?
            Visto che te ne intendi, perche' sicuramente sarai del mestiere, saresti cosi' gentile da spiegarmi perche' il SERVO PIDDINO continua a raccontare questa menata in tutti i forum?Alle elezioni si presento' tale Bersani in coalizione con SEL e un certo programma, e oggi con quei voti governa tale Renzie (detto il bomba) in coalizione con Verdini, e tutt'altro programma?
            Va cambiata la Costituzione.La costituzione NON SI TOCCA!Votiamo NO al referendum e mandiamo a casa il NON ELETTO e miss Etruria.
    • sxffe scrive:
      Re: Ennesimo delirio della UE
      - Scritto da: commerciali sta
      I Britannici l'hanno capito al volo e se ne
      vanno. Noi affoghiamo nella XXXXX
      invece.Che XXXXX dici. I britannici non se ne sono mica andati. Rimanderanno all'infinito l'inizio delle trattative per create un clima di incertezza utile ai loro speculatori di borsa.
      • ... scrive:
        Re: Ennesimo delirio della UE
        Il rutto serale della XXXXXccia europeista. :-oE dopo Brexit, tra 3 settimane ci sono le presidenziali in Austria, con Hofer favorito. Poi Olanda (Wilders) e Francia (Le Pen). E Schengen ormai è già in malora, in mezza europa sono tornate le polizie di frontiera, in alcune parti addirittura dei bellissimi e sacrosanti Muri. Sovranità Nazionali, confini armati, muri, e tante belle manganellate a chi la pensa diversamente. Te lo sfasciamo tutto il tuo "fogno" europeo, ti ritroverai a leggere quel vecchio rinXXXXXXXXto alcolizzato di scalfari in un manicomio. 8)
        • panda rossa scrive:
          Re: Ennesimo delirio della UE
          - Scritto da: ...
          Il rutto serale della XXXXXccia europeista. :-o
          E dopo Brexit, tra 3 settimane ci sono le
          presidenziali in Austria, con Hofer favorito. Poi
          Olanda (Wilders) e Francia (Le Pen).E infine in Italia, dopo il trionfo dei NO al referendum ci dimenticheremo di renzie e del piddi'
          • drgtcs scrive:
            Re: Ennesimo delirio della UE
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: ...

            Il rutto serale della XXXXXccia europeista.
            :-o

            E dopo Brexit, tra 3 settimane ci sono le

            presidenziali in Austria, con Hofer
            favorito.
            Poi

            Olanda (Wilders) e Francia (Le Pen).

            E infine in Italia, dopo il trionfo dei NO al
            referendum ci dimenticheremo di renzie e del
            piddi'Il NO al referendum non c'entra nente con l'Europa ed è il risultato migliore per l'Italia.Le riforme di Renzi sono le stesse di Berlusconi e hanno sempre lo stesso obiettivo, ridurre il numero di rappresentanti eletti dai cittadini così diventa più facile controllarli.Sono riforme al servizio dei poteri forti italiani, la mafia delle grandi famiglie.
  • Sky scrive:
    Cacot
    Kokott (rotfl)
  • panda rossa scrive:
    Finalmente una che ha capito!
    Questa Juliane Kokott e' una veramente in gamba che ha centrato il punto focale della questione: "servizi elettronici".L'ebook non e' un testo, e' un servizio elettronico, o DRM.Il testo e' gratis, vi vendono il lucchetto che vi impedisce di fruirne come se fosse un libro cartaceo.Quindi e' giusto imporre l'aliquota piu' elevata!
    • bubba scrive:
      Re: Finalmente una che ha capito!
      - Scritto da: panda rossa
      Il testo e' gratis, vi vendono il lucchetto che
      vi impedisce di fruirne come se fosse un libro
      cartaceo.credo che questa frase potrebbe vincere un premio. :) concisa precisa e graffiante. :P spero di ricordarmela, quando la dovro' riciclare :D(per il resto ovviamente concordo. certo che sti iperburocrati sembrano criceti su una ruota.... (xche ovviamente ANCHE questa decisione non e' vincolante) producono scartoffie su scartoffie, tavoli, incontri, pareri ... e il tempo passa e i ns soldi parallelamente calano))
    • commerciali sta scrive:
      Re: Finalmente una che ha capito!
      - Scritto da: panda rossa
      Questa Juliane Kokott e' una veramente in gamba
      che ha centrato il punto focale della questione:
      "servizi
      elettronici".

      L'ebook non e' un testo, e' un servizio
      elettronico, o
      DRM.DRM significa "digital rights management", sono tecnologie a protezione del diritto d'autore, non è un sinonimo di e-book. Esistono anche e-books senza tecnologie DRM.
      Il testo e' gratis, vi vendono il lucchetto che
      vi impedisce di fruirne come se fosse un libro
      cartaceo.No, il "testo" non è gratis per niente. E dubito che il consumatore voglia comprarsi il "lucchetto", non il libro in formato digitale. (rotfl)
      Quindi e' giusto imporre l'aliquota piu' elevata!Se tu sei contento di pagare un'IVA più alta, evidentemente hai qualche SERIO problema.
      • ... scrive:
        Re: Finalmente una che ha capito!
        Calmati, guarda che il messaggio di panda rossa era ironico...
      • panda rossa scrive:
        Re: Finalmente una che ha capito!
        - Scritto da: commerciali sta
        - Scritto da: panda rossa

        Questa Juliane Kokott e' una veramente in gamba

        che ha centrato il punto focale della questione:

        "servizi

        elettronici".



        L'ebook non e' un testo, e' un servizio

        elettronico, o

        DRM.


        DRM significa "digital rights management", sono
        tecnologie a protezione del diritto d'autore, non
        è un sinonimo di e-book. IL libro cartaceo non ha DRM.
        Esistono anche e-books
        senza tecnologie DRM.Si chiamano files di testo, non e-book.

        Il testo e' gratis, vi vendono il lucchetto che

        vi impedisce di fruirne come se fosse un libro

        cartaceo.

        No, il "testo" non è gratis per niente. E dubito
        che il consumatore voglia comprarsi il
        "lucchetto", non il libro in formato digitale.
        (rotfl)Quindi stai dicendo che esistono gli stessi testi anceh nella versione senza DRM?

        Quindi e' giusto imporre l'aliquota piu'
        elevata!

        Se tu sei contento di pagare un'IVA più alta,
        evidentemente hai qualche SERIO
        problema.Io non sono affatto contento che ci sia il DRM, per questo pretendo che vi sia una IVA salatissima per il DRM cosi' la gente forse si rende conto che sta comprando un lucchetto (la cui chiave e' nelle mani di qualcun altro).
        • commerciali sta scrive:
          Re: Finalmente una che ha capito!
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: commerciali sta

          - Scritto da: panda rossa


          Questa Juliane Kokott e' una veramente
          in
          gamba


          che ha centrato il punto focale della
          questione:


          "servizi


          elettronici".





          L'ebook non e' un testo, e' un servizio


          elettronico, o


          DRM.





          DRM significa "digital rights management",
          sono

          tecnologie a protezione del diritto
          d'autore,
          non

          è un sinonimo di e-book.

          IL libro cartaceo non ha DRM.


          Esistono anche e-books

          senza tecnologie DRM.

          Si chiamano files di testo, non e-book.Devi spiegarlo a questo stesso sito, nella cui sezione "PI Libri" sono presenti tanti "files di testo", molti dei quali gratuiti e senza DRM, solo che vengono definiti proprio "e-books".


          Il testo e' gratis, vi vendono il
          lucchetto
          che


          vi impedisce di fruirne come se fosse
          un
          libro


          cartaceo.



          No, il "testo" non è gratis per niente. E
          dubito

          che il consumatore voglia comprarsi il

          "lucchetto", non il libro in formato
          digitale.

          (rotfl)

          Quindi stai dicendo che esistono gli stessi testi
          anceh nella versione senza
          DRM?No. Stavo dicendo che la merce che l'utente compra è il contenuto del libro, non il supporto o le tecnologie a tutela del diritto d'autore. E siccome la merce è la stessa, la differenziazione dell'IVA non ha senso. E' come confondere la confezione col prodotto.


          Quindi e' giusto imporre l'aliquota piu'

          elevata!



          Se tu sei contento di pagare un'IVA più alta,

          evidentemente hai qualche SERIO

          problema.

          Io non sono affatto contento che ci sia il DRM,
          per questo pretendo che vi sia una IVA
          salatissima per il DRM cosi' la gente forse si
          rende conto che sta comprando un lucchetto (la
          cui chiave e' nelle mani di qualcun
          altro).Nemmeno a me piace il DRM, ma qui si parla di diritto tributario, non è una discussione su Stallman. Chiedere un'IVA maggiorata ai prodotti tutelati da DRM equivale a tagliarsi i XXXXXXXX, la gente ha bisogno di leggere anche cose che non sono a diffusione libera.
          • panda rossa scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: commerciali sta
            Devi spiegarlo a questo stesso sito, nella cui
            sezione "PI Libri" sono presenti tanti "files di
            testo", molti dei quali gratuiti e senza DRM,
            solo che vengono definiti proprio "e-books".Questo sito si fa prendere troppo spesso la mano dalle buzzwords.

            Quindi stai dicendo che esistono gli stessi
            testi

            anceh nella versione senza

            DRM?


            No. Stavo dicendo che la merce che l'utente
            compra è il contenuto del libro, non il supporto
            o le tecnologie a tutela del diritto d'autore. E
            siccome la merce è la stessa, la differenziazione
            dell'IVA non ha senso. E' come confondere la
            confezione col
            prodotto.E io ti ho chiesto dov'e' che vendono gli stessi contenuti senza il lucchetto.Perche' solo con una offerta differenziata si puo' capire bene che cosa vuole l'utente.Finche' c'e' in vendita solo il lucchetto digitale col libro in omaggio, non si puo' fare una analisi precisa.Per adesso abbiamo a che fare con ovetti kinder che contengono la sorpresa.C'e' chi mangia l'ovetto e butta la sorpresa, c'e' chi colleziona la sorpresa e butta l'ovetto.



            Quindi e' giusto imporre l'aliquota
            piu'


            elevata!





            Se tu sei contento di pagare un'IVA più
            alta,


            evidentemente hai qualche SERIO


            problema.



            Io non sono affatto contento che ci sia il DRM,

            per questo pretendo che vi sia una IVA

            salatissima per il DRM cosi' la gente forse si

            rende conto che sta comprando un lucchetto (la

            cui chiave e' nelle mani di qualcun

            altro).


            Nemmeno a me piace il DRM, ma qui si parla di
            diritto tributario, non è una discussione su
            Stallman. Chiedere un'IVA maggiorata ai prodotti
            tutelati da DRM equivale a tagliarsi i XXXXXXXX,Equivale a chiedere che vengano tolti i DRM!
            la gente ha bisogno di leggere anche cose che non
            sono a diffusione libera.E chi glielo impedisce?Comprano l'ovetto kinder che contiene in omaggio quello che vogliono leggere. E pagano l'iva del DRM.Oppure comprano il cartaceo con iva agevolata.
          • Izio01 scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: commerciali sta

            No. Stavo dicendo che la merce che l'utente
            compra è il contenuto del libro, non il supporto
            o le tecnologie a tutela del diritto d'autore. E
            siccome la merce è la stessa, la differenziazione
            dell'IVA non ha senso. E' come confondere la
            confezione col prodotto.
            Sbagliatissimo.Ho una "Divina Commedia" microscopica che è stata stampata prima del 900. Ha subito almeno due passaggi in famiglia e volendo è ancora utilizzabile. L'editore non può entrare in casa mia a prelevarla forzosamente in modo tale che io non possa più leggerla, né può impedirmi di prestarla e riprestarla quante volte voglio a chi voglio io. Posso anche rivenderla a chi mi pare, per il prezzo che voglio.Tutta roba che con l'ebook non c'entra nulla, quindi non è affatto la stessa "merce".
          • commerciali sta scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: Izio01
            - Scritto da: commerciali sta



            No. Stavo dicendo che la merce che l'utente

            compra è il contenuto del libro, non il
            supporto

            o le tecnologie a tutela del diritto
            d'autore.
            E

            siccome la merce è la stessa, la
            differenziazione

            dell'IVA non ha senso. E' come confondere la

            confezione col prodotto.



            Sbagliatissimo.
            Ho una "Divina Commedia" microscopica che è stata
            stampata prima del 900. Ha subito almeno due
            passaggi in famiglia e volendo è ancora
            utilizzabile. L'editore non può entrare in casa
            mia a prelevarla forzosamente in modo tale che io
            non possa più leggerla, né può impedirmi di
            prestarla e riprestarla quante volte voglio a chi
            voglio io. Posso anche rivenderla a chi mi pare,
            per il prezzo che
            voglio.

            Tutta roba che con l'ebook non c'entra nulla,
            quindi non è affatto la stessa
            "merce".Che esempio demenziale. Sai che succede se fotocopi tutta la tua divina commedia per "prestarla" ad un amico e la GdF lo viene a sapere? Sui libri digitali vi sono sistemi anticopia per impedirtelo in maniera più efficace, ma dal punto di vista legale la normativa sul diritto d'autore è esattamente la stessa. Tu compri solo il diritto a leggere un libro, non a farci quel cavolo che ti pare. Poi eventualmente nei centri sociali invece le idee saranno diverse.
          • Izio01 scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: commerciali sta
            - Scritto da: Izio01

            - Scritto da: commerciali sta





            No. Stavo dicendo che la merce che
            l'utente


            compra è il contenuto del libro, non il

            supporto


            o le tecnologie a tutela del diritto

            d'autore.

            E


            siccome la merce è la stessa, la

            differenziazione


            dell'IVA non ha senso. E' come
            confondere
            la


            confezione col prodotto.






            Sbagliatissimo.

            Ho una "Divina Commedia" microscopica che è
            stata

            stampata prima del 900. Ha subito almeno due

            passaggi in famiglia e volendo è ancora

            utilizzabile. L'editore non può entrare in
            casa

            mia a prelevarla forzosamente in modo tale
            che
            io

            non possa più leggerla, né può impedirmi di

            prestarla e riprestarla quante volte voglio
            a
            chi

            voglio io. Posso anche rivenderla a chi mi
            pare,

            per il prezzo che

            voglio.



            Tutta roba che con l'ebook non c'entra nulla,

            quindi non è affatto la stessa

            "merce".

            Che esempio demenziale. Sai che succede se
            fotocopi tutta la tua divina commedia per
            "prestarla" ad un amico e la GdF lo viene a
            sapere?E chi ha parlato di fotocopiare? Io ho detto PRESTARE.
            Sui libri digitali vi sono sistemi
            anticopia per impedirtelo in maniera più
            efficace, ma dal punto di vista legale la
            normativa sul diritto d'autore è esattamente la
            stessa. Tu compri solo il diritto a leggere un
            libro, non a farci quel cavolo che ti pare.Ma cosa stai dicendo? Ripeto: posso leggerlo, prestarlo, rivenderlo ed è tutto PERFETTAMENTE LEGALE.Un ebook non mi permette di fare nessuna di queste cose. Un libro è un bene materiale che acquisto, un ebook è un servizio, al massimo un noleggio, e come tale merita un trattamento diverso.
            Poi
            eventualmente nei centri sociali invece le idee
            saranno diverse.Al centro sociale ci va tua moglie a passare il tempo, non certo io.
          • commerciali sta scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: Izio01

            Che esempio demenziale. Sai che succede se

            fotocopi tutta la tua divina commedia per

            "prestarla" ad un amico e la GdF lo viene a

            sapere?

            E chi ha parlato di fotocopiare? Io ho detto
            PRESTARE.La puoi "prestare" a patto che il prestatario non se la fotocopi. Se proprio vuoi un'analogia col mondo digitale, puoi far leggere il libro ad un amico sul tuo PC. E comunque non è una restrizione in più a cambiare il trattamento fiscale di un bene, l'aliquota IVA da quando esiste è sempre dipesa dal grado di essenzialità del bene stesso: bene più essenziale, aliquota minore.
            Ma cosa stai dicendo? Ripeto: posso leggerlo,
            prestarlo, rivenderlo ed è tutto PERFETTAMENTE
            LEGALE.
            Un ebook non mi permette di fare nessuna di
            queste cose. Un libro è un bene materiale che
            acquisto, un ebook è un servizio, al massimo un
            noleggio, e come tale merita un trattamento
            diverso.Se hai un'auto, non puoi prestarla a chi non abbia la patente. Se hai un regolare porto d'armi e compri una pistola, non puoi prestarla proprio a nessuno (neanche a chi abbia porto d'armi). Eppure sono cose fisiche che compri, non "servizi". Come sopra: qualche restrizione legale non cambia l'essenzialità o meno del bene, ergo nemmeno cambia il trattamento ai fini IVA.

            Poi

            eventualmente nei centri sociali invece le
            idee

            saranno diverse.

            Al centro sociale ci va tua moglie a passare il
            tempo, non certo
            io.La tua invece immagino la "presterai" liberamente, del resto sarebbe coerente con le idee della sinistra radicale sulla cultura libbbbera. Altrettanto coerentemente, vista l'assenza di restrizioni, immagino che l'IVA per la successiva prestazione sia agevolata (Hai iniziato tu con le battute volgari, non è colpa mia se le mie sono più divertenti)
          • panda rossa scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: commerciali sta
            - Scritto da: Izio01



            Che esempio demenziale. Sai che succede
            se


            fotocopi tutta la tua divina commedia
            per


            "prestarla" ad un amico e la GdF lo
            viene
            a


            sapere?



            E chi ha parlato di fotocopiare? Io ho detto

            PRESTARE.

            La puoi "prestare" a patto che il prestatario non
            se la fotocopi.Quale patto?Io non stipulo nessun patto, e la responsabilita' penale e' personale.
            Se proprio vuoi un'analogia col
            mondo digitale, puoi far leggere il libro ad un
            amico sul tuo PC.Che non e' proprio come prestare un libro che l'amico si legge a casa sua con comodo e poi mi restituisce.
            E comunque non è una
            restrizione in più a cambiare il trattamento
            fiscale di un bene,Stai dimenticando il DRM!
            l'aliquota IVA da quando
            esiste è sempre dipesa dal grado di essenzialità
            del bene stesso: bene più essenziale, aliquota
            minore.Togli il DRM e possiamo riparlarne.Il DRM non e' affatto essenziale alla fruizione.

            Ma cosa stai dicendo? Ripeto: posso leggerlo,

            prestarlo, rivenderlo ed è tutto
            PERFETTAMENTE

            LEGALE.

            Un ebook non mi permette di fare nessuna di

            queste cose. Un libro è un bene materiale che

            acquisto, un ebook è un servizio, al massimo
            un

            noleggio, e come tale merita un trattamento

            diverso.

            Se hai un'auto, non puoi prestarla a chi non
            abbia la patente.Come no!Posso farlo.Se poi la guida e' un problema suo e ne risponde.Il concessionario mica ti chiede la patente quando ti vende un'auto.Tu puoi benissimo averci un autista personale ma l'auto e' di tua proprieta'.
            Se hai un regolare porto d'armi
            e compri una pistola, non puoi prestarla proprio
            a nessuno (neanche a chi abbia porto d'armi).Le armi sono una cosa estremamente particolare.Vanno pure denunciate all'acquisto, cosa che con libri e patate non c'e' bisogno di fare.
            Eppure sono cose fisiche che compri, non
            "servizi". Come sopra: qualche restrizione legale
            non cambia l'essenzialità o meno del bene, ergo
            nemmeno cambia il trattamento ai fini IVA.E invece cambia.La restrizione non e' mica intrinseca, e' creata a bella posta col DRM.Togli il DRM e io posso tornare a fruire del libro come quello cartaceo: posso acquistarlo in modo anonimo, prestarlo, regalarlo, lasciarlo in eredita'.Rinuncio alla dedica autografa dell'autore ma pazienza.


            Poi


            eventualmente nei centri sociali invece
            le

            idee


            saranno diverse.



            Al centro sociale ci va tua moglie a passare
            il

            tempo, non certo

            io.

            La tua invece immagino la "presterai"
            liberamente, del resto sarebbe coerente con le
            idee della sinistra radicale sulla cultura
            libbbbera. Altrettanto coerentemente, vista
            l'assenza di restrizioni, immagino che l'IVA per
            la successiva prestazione sia agevolataEccolo qua il maschilista retrogrado sessista.Complimenti per l'apertura mentale!
            (Hai iniziato tu con le battute volgari, non è
            colpa mia se le mie sono più
            divertenti)Sei solo tu quello che crede di divertirsi.
          • Izio01 scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: commerciali sta
            - Scritto da: Izio01



            Che esempio demenziale. Sai che succede
            se


            fotocopi tutta la tua divina commedia
            per


            "prestarla" ad un amico e la GdF lo
            viene
            a


            sapere?



            E chi ha parlato di fotocopiare? Io ho detto

            PRESTARE.

            La puoi "prestare" a patto che il prestatario non
            se la fotocopi. Se proprio vuoi un'analogia col
            mondo digitale, puoi far leggere il libro ad un
            amico sul tuo PC.Come ti ha detto Panda, io posso prestare il libro al mio amico. Se lui se lo fotocopia, ne risponde lui, ma è tutto un altro discorso.
            E comunque non è una
            restrizione in più a cambiare il trattamento
            fiscale di un bene, l'aliquota IVA da quando
            esiste è sempre dipesa dal grado di essenzialità
            del bene stesso: bene più essenziale, aliquota
            minore.


            Ma cosa stai dicendo? Ripeto: posso leggerlo,

            prestarlo, rivenderlo ed è tutto
            PERFETTAMENTE

            LEGALE.

            Un ebook non mi permette di fare nessuna di

            queste cose. Un libro è un bene materiale che

            acquisto, un ebook è un servizio, al massimo
            un

            noleggio, e come tale merita un trattamento

            diverso.

            Se hai un'auto, non puoi prestarla a chi non
            abbia la patente. Se hai un regolare porto d'armi
            e compri una pistola, non puoi prestarla proprio
            a nessuno (neanche a chi abbia porto d'armi).
            Eppure sono cose fisiche che compri, non
            "servizi". Come sopra: qualche restrizione legale
            non cambia l'essenzialità o meno del bene, ergo
            nemmeno cambia il trattamento ai fini IVA.
            Fai tanti esempi strani che con i libri non c'entrano niente (le auto e le pistole godono forse di aliquota agevolata!?) per evitare il problema principale: con un ebook non compri proprio niente, al massimo lo ottieni in comodato d'uso.Del resto, se fosse come dici tu, non esisterebbe la situazione attuale, non ti pare? "Nemmeno cambia il trattamento ai fini IVA" è palesemente falso, visto che stiamo commentando un articolo in cui si parla proprio delle differenti aliquote applicate a libri ed ebook.



            Poi


            eventualmente nei centri sociali invece
            le

            idee


            saranno diverse.



            Al centro sociale ci va tua moglie a passare
            il

            tempo, non certo

            io.

            La tua invece immagino la "presterai"
            liberamente, del resto sarebbe coerente con le
            idee della sinistra radicale sulla cultura
            libbbbera. Altrettanto coerentemente, vista
            l'assenza di restrizioni, immagino che l'IVA per
            la successiva prestazione sia agevolata


            (Hai iniziato tu con le battute volgari, non è
            colpa mia se le mie sono più divertenti)Oddio, sul fatto del divertimento ci sarebbe da discutere :DIl mio, più che una battuta volgare, voleva essere un segnale dello scarso gradimento che provo ad essere associato a centri sociali e sinistra radicale, ma tu insisti.Insomma, cosa c'è di più capitalistico del voler ribadire che quando COMPRO qualcosa, non mi ritrovo le restrizioni che invece sono associate agli ebook con DRM? Le restrizioni di legge non c'entrano, quelle sta allo stato attuarle (e nota che il DRM impedisce tutta una serie di utilizzi LEGITTIMI di ciò che ho comprato, gli esempi li ho già fatti). Un ebook con DRM non lo compri, lo noleggi.
          • panda rossa scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: commerciali sta

            Che esempio demenziale. Sai che succede se
            fotocopi tutta la tua divina commedia per
            "prestarla" ad un amico e la GdF lo viene a
            sapere?Niente.Non succede proprio niente, visto che Messer Durante di Alighiero e' morto da poco piu' di 70 anni.
            Sui libri digitali vi sono sistemi
            anticopia per impedirtelo in maniera più
            efficace,E su questi sistemi, venduti insieme al testo, si paga l'iva!Si deve pagare l'iva, visto che e' un servizio (tra l'altro neppure richiesto).
            ma dal punto di vista legale la
            normativa sul diritto d'autore è esattamente la
            stessa. Tu compri solo il diritto a leggere un
            libro, non a farci quel cavolo che ti pare. Poi
            eventualmente nei centri sociali invece le idee
            saranno
            diverse.Io il libro cartaceo lo posso prestare, lo posso rivendere, lo posso donare, lo posso far autografare dall'autore con dedica, ne posso fare coriandoli e lanciarli in aria a carnevale, posso fare fotocopie fino al 15% del contenuto come garantito dal diritto di citazione.Se un ebook non puo' fare queste cose e' inferiore al cartaceo.Se inoltre contiene del software che esercita un controllo, si deve pagare l'iva.
    • nome ma cognome no scrive:
      Re: Finalmente una che ha capito!
      per la precisione l'ebook è un file (libro digitale)io sarei per l'IVA ridotta se ricevo il file "fisico" e senza lucchetti (proprio come un libro), mentre terrei l'IVA piena per il servizio di "streaming" di libri con o senza DRM.Anche perchè come dice l'avvocato: "[...] specifiche esigenze della tassazione dei servizi elettronici, che ai sensi della direttiva IVA sono esclusi in maniera globale dal regime dell'aliquota ridotta".Quindi ebook come servizio =
      IVA piena e non fa una piegaEbook come bene fisico (file, senza controllo remoto DRM e altra feccia) =
      IVA ridotta.Cosa ne pensate?
      • Nome ma cognome si scrive:
        Re: Finalmente una che ha capito!
        - Scritto da: nome ma cognome no
        Cosa ne pensate?Che è una XXXXXXXta. Io, lettore, compro un libro, fisico o digitale che sia, per leggerlo. Il prodotto per cui pago è il contenuto, non la copertina o le protezioni anticopia. Non vedo quindi per quale motivo dovrei essere tassato di più. Gli studenti dovrebbero pagare di più i libri di testo scolastici digitali per far contenti voi adepti della cultura libbbbera? E gli autori dovrebbero lavorare gratis per far contenti voi? Anche no magari. Andasse affanXXXX la UE e la signora Cagott.
        • panda rossa scrive:
          Re: Finalmente una che ha capito!
          - Scritto da: Nome ma cognome si
          - Scritto da: nome ma cognome no


          Cosa ne pensate?

          Che è una XXXXXXXta. Io, lettore, compro un
          libro, fisico o digitale che sia, per leggerlo.E dopo che lo hai letto, vorresti anche poterlo prestare, regalare, lasciare in eredita' ai figli.Se invece hai comprato un lucchetto digitale che ti impedisce tutto questo, non hai diritto all'iva ridotta.
          Il prodotto per cui pago è il contenuto, non la
          copertina o le protezioni anticopia.C'e' chi compra l'ovetto kinder per l'ovetto e chi per la sorpresa.Il motivo per cui lo compri non mi riguarda.Io ti vendo un lucchetto digitale, e l'iva non e' agevolata.
          Non vedo
          quindi per quale motivo dovrei essere tassato di
          più.Perche' il tuo comportamento becero favorisce la vendita dei lucchetti.
          Gli studenti dovrebbero pagare di più i libri di
          testo scolastici digitali per far contenti voi
          adepti della cultura libbbbera?Gli studenti non dovrebbero pagarli proprio i libri scolastici.L'istruzione e' un diritto gratuito.
          E gli autori
          dovrebbero lavorare gratis per far contenti voi?Gli autori hanno gia' lavorato.E se il lettore vuole che l'autore scriva altro, non fa che remunerarlo.Ma l'autore qui non c'entra. Il lucchetto lo mette l'intermediario parassita.
          Anche no magari. Andasse affanXXXX la UE e la
          signora Cagott.Ma vacci prima te, e non dimenticare di portarti il lucchetto!
          • nome ma cognome si scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            Ecco bravo, i testi scolastici devono essere aggratis, gli autori devono lavorare aggratis come i linari, e uno che si compra un libro paga per il lucchetto e non per il testo. Interessanti idee, manca solo l'esproprio proletario. Che altro hai sentito dire al centro sociale? Peccato che la domenica sia chiuso. (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl)
          • panda rossa scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: nome ma cognome si
            Ecco bravo, i testi scolastici devono essere
            aggratis, Costituzione italiana.Art. 34 <b
            La scuola è aperta a tutti.L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. </b
            E difenderemo questa costituzione votando NO!
            gli autori devono lavorare aggratis
            come i linari, Gli autori lavorano su commissione, come i linari.
            e uno che si compra un libro paga
            per il lucchetto e non per il testo.Se e' un e-book, e' cosi'.Altrimenti c'e' il libro cartaceo che di DRM non ne ha.
            Interessanti
            idee, manca solo l'esproprio proletario. Non si puo' espropriare un file.
            Che
            altro hai sentito dire al centro sociale? Peccato
            che la domenica sia chiuso.Conosco solo una categoria di persone che sono favorevoli ai lucchetti digitali, e costoro sono gli intermediari parassiti.Per curiosita', tu di che cosa ti occupi?
          • nome ma cognome si scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: panda rossa
            Costituzione italiana.
            Art. 34
            <b
            La scuola è aperta a tutti.
            L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto
            anni, è obbligatoria e gratuita. </b



            E difenderemo questa costituzione votando NO!


            gli autori devono lavorare aggratis

            come i linari,

            Gli autori lavorano su commissione, come i linari.


            e uno che si compra un libro paga

            per il lucchetto e non per il testo.

            Se e' un e-book, e' cosi'.
            Altrimenti c'e' il libro cartaceo che di DRM non
            ne
            ha.


            Interessanti

            idee, manca solo l'esproprio proletario.

            Non si puo' espropriare un file.
            Massì, in palese assenza di argomentazioni, buttiamola pure in politica: libri aggratis, pirateria libera, gli autori "lavorano su commissione" (ehh?!), e comunque ve la facciamo vedere al referendum! Ma che XXXXX c'entra, l'articolo parla di tassazione IVA, XXXXX!(rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl)
            Per curiosita', tu di che cosa ti occupi?RUBO! Siccome fare il linaro non pagava, ho deciso di svaligiare case!(rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl)
          • panda rossa scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: nome ma cognome si
            Massì, in palese assenza di argomentazioni,
            buttiamola pure in politica: libri aggratis,
            pirateria libera, gli autori "lavorano su
            commissione" (ehh?!), e comunque ve la facciamo
            vedere al referendum! Ma che XXXXX c'entra,
            l'articolo parla di tassazione IVA,
            XXXXX!
            L'articolo parla di tassazione IVA e io ho detto che fanno benissimo a non mettere IVA agevolata al DRM.Tu per quale oscuro motivo vorresti che un lucchetto digitale che e' un servizio, e neppure per chi compra, debba godere di iva agevolata?
          • Nome ma cognome si scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: panda rossa
            Tu per quale oscuro motivo vorresti che un
            lucchetto digitale che e' un servizio, e neppure
            per chi compra, debba godere di iva
            agevolata?PERCHE' VENDE LA STESSA COSA DI CHI IL LUCCHETTO NON LO METTE!LE AGEVOLAZIONI SULL'IVA SONO SEMPRE DIPESE DALL'ESSENZIALITA' O MENO DEL BENE, NON DALLE RESTRIZIONI SULL'USO!
          • panda rossa scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: Nome ma cognome si
            - Scritto da: panda rossa


            Tu per quale oscuro motivo vorresti che un

            lucchetto digitale che e' un servizio, e
            neppure

            per chi compra, debba godere di iva

            agevolata?

            PERCHE' VENDE LA STESSA COSA DI CHI IL LUCCHETTO
            NON LO
            METTE!Ah, si?Quindi l'ebook lo posso prestare?Lo posso regalare, in un bel pacco infiocchettato?Lo posso lasciare in eredita' a figli e nipoti?Lo posso far autografare dall'autore?Posso farci fotocopie nel limite del diritto di citazione?Quando potro' fare tutto questo allora potrai dire che e' la stessa cosa.Attualmente queste cose non si possono fare.E in piu' c'e' un lucchetto digitale di cui io farei volentieri a meno.
            LE AGEVOLAZIONI SULL'IVA SONO SEMPRE DIPESE
            DALL'ESSENZIALITA' O MENO DEL BENE, NON DALLE
            RESTRIZIONI
            SULL'USO!Il lucchetto non e' essenziale, quindi e' giusto che paghi l'aliquota dei beni di consumo.
          • Izio01 scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: panda rossa

            Il lucchetto non e' essenziale, quindi e' giusto
            che paghi l'aliquota dei beni di consumo.Un dollaro contro un fagiolo che non lo capirà mai.
          • Izio01 scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: Nome ma cognome si
            - Scritto da: panda rossa


            Tu per quale oscuro motivo vorresti che un

            lucchetto digitale che e' un servizio, e
            neppure

            per chi compra, debba godere di iva

            agevolata?

            PERCHE' VENDE LA STESSA COSA DI CHI IL LUCCHETTO
            NON LO METTE!
            LE AGEVOLAZIONI SULL'IVA SONO SEMPRE DIPESE
            DALL'ESSENZIALITA' O MENO DEL BENE, NON DALLE
            RESTRIZIONI SULL'USO!E chi lo dice? un anonimo su PI? Ah bè, ma ha scritto tutto in maiuscolo, allora ha sicuramente ragione...
          • Albedo 0,9 scrive:
            Re: Finalmente una che ha capito!
            - Scritto da: panda rossa
            Gli autori hanno gia' lavorato.

            E se il lettore vuole che l'autore scriva altro,
            non fa che
            remunerarlo.No grazie. La conversione tempo-
            denaro non mi è mai piaciuta, la trovo svantaggiosa per chi ci mette il tempo.Meglio servizio-
            denaro, dove il servizio può essere erogato da una macchina - esistono apposta, perché non usarle?
        • Izio01 scrive:
          Re: Finalmente una che ha capito!
          - Scritto da: Nome ma cognome si
          - Scritto da: nome ma cognome no


          Cosa ne pensate?

          Che è una XXXXXXXta. Io, lettore, compro un
          libro, fisico o digitale che sia, per leggerlo.
          Il prodotto per cui pago è il contenuto, non la
          copertina o le protezioni anticopia. Non vedo
          quindi per quale motivo dovrei essere tassato di
          più.
          Eppure te l'ha appena spiegato: perché stai comprando un servizio e non un bene, quindi due cose DIVERSE.

          Gli studenti dovrebbero pagare di più i libri di
          testo scolastici digitali I bambini! Nessuno pensa ai bambini???
          per far contenti voi
          adepti della cultura libbbbera? E gli autori
          dovrebbero lavorare gratis per far contenti voi?A me risulta che i libri si paghino. Quanto agli ebook, li acquisto se hanno un prezzo SIGNIFICATIVAMENTE inferiore a quello dell'edizione tradizionale. I costi di distribuzione e magazzinaggio sono quasi azzerati e <b
          i miei diritti su ciò che compro sono pesantemente ridotti </b
          , per questo mi aspetto di pagare molto meno.Tu vuoi andare avanti ad arricchire editori senza scrupoli, che a volte fanno addirittura pagare di più l'ebook del cartaceo, verificato di persona; ok, ma noi dovremmo venirti dietro per fare contento te?
          Anche no magari. Andasse affanXXXX la UE e la
          signora Cagott.Dai e dai, magari gli editori capiscono l'antifona e abbassano i prezzi, scoprendo che con l'aumento delle vendite guadagnano pure di più, come è sucXXXXX con le app per smartphone post-iPhone, vendute a pochi euro (un merito che non posso che riconoscere ad Apple, da precedente utente Windows Mobile). Per una volta, bene ha fatto la UE a chiarire la differenza tra le due entità.
      • iRoby scrive:
        Re: Finalmente una che ha capito!
        - Scritto da: nome ma cognome no
        Cosa ne pensate?Penso che i libri diffusi nei siti pirata senza DRM siano cosa buona e giusta.Non costano nulla, sono cultura liberamente disponibile.Non sono tassati, l'IVA su zero è zero.Ottimo il lavoro del gruppo "Ladri di Biblioteche", che scansionano, fanno OCR di buona qualità e distribuiscono tutti testi di valore culturale, scartando a priori le varie collezioni Harmony e XXXXX varia.
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