Un paio di occhiali che scattano foto con un tocco sono una bella comodità. Meno chiaro è dove finisca la foto una volta scattata, e dove vada a parare tutto quello che si chiede all’assistente. Senza contare i microfoni sempre in ascolto, pronti a scattare al primo Hey Meta
, e uno spazio cloud facoltativo. A quel punto conviene fare un giro nei menu della privacy prima di indossarli e uscire a fare un giro…
Meta qualche controllo ce lo lascia, ma bisogna sapere dove cercare. Alcune scelte costano un po’ di comodità, ma è il prezzo da pagare per dormire sonni più tranquilli.
Ray-Ban Meta e privacy: le 4 impostazioni da cambiare subito
Chiamare l’assistente a voce è comodo, finché una chiacchierata qualunque non somiglia abbastanza alla formula magica da svegliarlo. Con l’attivazione vocale accesa, gli occhiali sono in ascolto di quelle due parole tutto il giorno, come un cameriere che aspetta un cenno dal tavolo in fondo.
Poi c’è un dettaglio che fa riflettere. Negli Stati Uniti non si può più impedire a Meta di conservare nel cloud le registrazioni delle proprie interazioni vocali con l’AI. È possibile cancellarle a mano, ma ci si deve ricordare di farlo.
Per disattivare tutto, bisogna collegare gli occhiali al telefono e aprire l’app Meta AI. Scegliere i propri occhiali, poi andare su Meta AI > preferenze “Hey Meta” e spegnere l’interruttore. L’assistente resta raggiungibile dal touchpad sulla stanghetta destra, e i microfoni continuano a servire per chiamate e video. Quando si chiama di proposito, l’audio verrà comunque elaborato. Le vecchie conversazioni si vedono, e si eliminano, da Privacy degli occhiali > Registro attività vocale.
Le foto non devono fare il giro del mondo
Normalmente foto e video della galleria restano negli occhiali finché non si importano sul telefono. Se si attiva Cloud media, Meta può tenerne una copia sui suoi server fino a 30 giorni. Un bel viaggio per uno scatto che doveva solo finire nella galleria.
Per chiudere il rubinetto basta andare su Privacy degli occhiali > Cloud media, nelle impostazioni degli occhiali dentro l’app. Si potrà continuare a scattare, registrare e importare sul telefono. Si perdono le funzioni che vivono nel cloud, come la condivisione delle foto con la voce e lo scatto automatico.
Meta assicura che le normali foto della galleria non servono ad addestrare i suoi modelli, né a mostrare pubblicità, a prescindere da questa opzione. Il punto delicato è un altro: spegnere Cloud media non impedisce alle immagini di arrivare a Meta quando si fa una domanda visiva all’assistente. Sono due strade diverse.
Inoltre, se si usa iCloud o Google Foto con il backup automatico, le foto importate finiranno comunque sul cloud, solo con un altro padrone di casa.
I dati “extra” che si regalano senza accorgersene
Meta separa i dati necessari al funzionamento degli occhiali da quelli che chiama “aggiuntivi“, cioè statistiche d’uso: quali funzioni si usano e quanto spesso. Servono a capire come la gente vive questi occhiali. Se si vuole contribuire a quel quadro è una decisione che spetta al singolo utente, ma per un oggetto che si porta addosso dalla mattina alla sera la domanda ha un suo peso.
Per dire di no, basta aprire l’app, scegliere gli occhiali e andare su Privacy degli occhiali > Condividi dati aggiuntivi, poi spegnere l’interruttore. Qui non si paga nulla in comodità: foto, chiamate e musica funzionano come prima.
Non è però un sipario che cala su tutto. Meta continua a raccogliere i dati che considera indispensabili per far funzionare gli occhiali e garantirne la sicurezza, mentre comandi vocali e richieste all’AI tramite la fotocamera seguono regole proprie. Quello che è già stato raccolto non sparisce.
Quello che l’AI vede non deve diventare materiale di studio
A settembre 2026 Meta ha introdotto un’opzione per impedire che i dati visivi delle interazioni con gli occhiali vengano usati per addestrare l’AI. Quando si chiede all’assistente di riconoscere una pianta o tradurre un menu, l’immagine parte verso i server di Meta per generare la risposta. Prima, quelle immagini potevano restare archiviate per l’addestramento, con tanto di revisione da parte di collaboratori esterni in carne e ossa.
Non c’entra niente con le foto e i video salvati di proposito nella galleria. Spegnere Cloud media, quindi, non cambia il modo in cui vengono trattate le richieste visive all’AI.
Per tirarsene fuori, aprire le impostazioni degli occhiali nell’app, entra in Meta AI e disattiva Memorizza dati visivi da esperienze AI. Gli occhiali devono essere fuori dalla custodia e collegati al telefono. Meta spiega che le immagini devono comunque essere elaborate per rispondere, ma dopo il rifiuto non le conserverà per l’addestramento e non le renderà disponibili ai revisori umani per migliorare il prodotto.
Qualcosa si perde. I promemoria visivi, tipo chiedere agli occhiali di ricordare un oggetto per dopo, potrebbero smettere di funzionare, e Meta non ha chiarito se ci siano altre funzioni coinvolte. L’impostazione inoltre non ripulisce ciò che è già stato elaborato e non tocca il trattamento delle interazioni vocali.