Redmond, Australia

Lo sviluppo dell'e-government australiano è gestito da Microsoft. Non dovrebbe poter controllare i progetti da intraprendere, ma manterrebbe i cordoni della borsa
Lo sviluppo dell'e-government australiano è gestito da Microsoft. Non dovrebbe poter controllare i progetti da intraprendere, ma manterrebbe i cordoni della borsa

La taskforce australiana istituita per costruire quello che definiscono government 2.0 ha pubblicato le bozze dei contratti previsti per chi riceverà soldi dal fondo destinato al progetto: si è così scoperto che i programmi di finanziamento dovranno essere stipulati tra le aziende che si sono aggiudicate il finanziamento e Microsoft .

Amministrativamente, infatti, la taskforce non ha una personalità giuridica e i soldi sono presi da un fondo straordinario costituito in partnership con Microsoft. In pratica Redmond e il governo australiano avrebbero previsto nei loro precedenti contratti di collaborazione che parte dei compensi ricevuti da Microsoft fosse destinata alla creazione di un fondo per progetti di sviluppo.

Nonostante sia Microsoft a tenere i cordoni della borsa, tuttavia, la taskforce dichiara sul suo sito che Redmond non avrà alcun ruolo nel processo decisionale relativo ai progetti da finanziare.

Tuttavia Microsoft mantiene un certo controllo: può, in base al contratto e presentando motivazioni ragionevoli, chiedere che venga sostituito un dipendente delle società che lavoreranno con la taskforce, pretendendo che venga rimpiazzato o provvedendo in prima persona al cambio. Potrà inoltre richiedere un addestramento aggiuntivo obbligatorio.

Simon Edwards, Head of Government & Industry Affairs di Microsoft in Australia, ha inoltre precisato in un post che la proprietà intellettuale che eventualmente scaturirà dai contratti siglati (tra Microsoft e le altre aziende) tramite il progetto sarà assegnata o licenziata al Commonwealth.

Claudio Tamburrino

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