La Repubblica Digitale è fondata sull'attivismo

Repubblica Digitale, l'iniziativa del Team per la Trasformazione Digitale: chiamata alle armi per attivisti contro l'analfabetismo digitale.
Repubblica Digitale, l'iniziativa del Team per la Trasformazione Digitale: chiamata alle armi per attivisti contro l'analfabetismo digitale.

Hey tu! Si, tu, tu che leggi Punto Informatico. Tu che se passi di qui hai già un requisito prezioso: stai cercando informazioni sull’innovazione, hai un pedigree digitale, sai muoversi con uno strumento informatico. Proprio a te si rivolge questa iniziativa: si chiama Repubblica Digitale ed è stata lanciata oggi stesso dal Team per la Trasformazione Digitale (ricordate Piacentini, Attias e tutto il resto?).

Repubblica Digitale

Repubblica Digitale nasce con un manifesto che enuncia i principi che guideranno il progetto: sostanzialmente si tratta di una chiamata alle armi per attivisti del digitale, per soldati dell’innovazione che, per puro spirito civico, provano a mettere le proprie competenze a disposizione dell’Italia che non ce la fa. Il riferimento è a quell’Italia che non naviga o che lo fa senza competenza, che subisce la Rete invece di cavalcarne le opportunità, che non acquista online per paura o che crede che internet sia semplicemente la somma di Spotify, Netflix e Facebook.

Il Team Digitale sta lavorando da tempo su molte iniziative che nascono dall’ambizione di guidare la trasformazione digitale di questo Paese, migliorando grazie all’innovazione il rapporto tra PA e cittadini. Ma se i cittadini non sono in grado di recepire queste opportunità, e se in parte sono addirittura al di fuori di ogni competenza minima del Web, allora ogni investimento in innovazione diventa un buco nero nel quale gettare tempo e denaro senza i necessari riscontri. Inutile spaccare il capello in quattro sulla GDPR, insomma, quando la password più diffusa è 123456: serve innestare nei cittadini la necessaria consapevolezza, poiché questo investimento può dare fondamentali risultati di lungo periodo.

Un Paese complessivamente arretrato, in cui non trovano collocazione le nuove competenze e le nuove professioni. Un Paese che non garantisce servizi adeguati ai propri cittadini, che quindi percepiscono ingiustizia e sfiducia nello Stato, con tutti gli effetti negativi che ne conseguono. Un Paese che guarda troppo poco al futuro.

Con Repubblica Digitale si chiede a cittadini, imprese, associazioni ed enti pubblici di fare qualcosa. Cosa? Qualcosa. Sia l’iniziativa dei singoli ad avere la meglio, sia l’attivismo a nutrire questa linfa. Il Team si fa semplicemente garante del Manifesto programmatico, si fa collante del progetto per far sì che le iniziative possano diventare movimento collettivo e si fa testimone dei risultati conseguiti nel tempo.

Risultati: questo vuole il Team. Non progetti vaghi, magari per mero beneficio del self branding di qualcuno, ma progetti sostanziali, strutturati e con risultati misurabili. Concretezza, insomma, dopo le troppe parole degli ultimi anni.

Forza, non c’è da perdere tempo. Qui tutti i dettagli. Hey tu! Si, tu, tu che stai leggendo Punto Informatico: tu cosa potresti fare per la nostra Repubblica Digitale?

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16 10 2019
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