Con la discussione sulla riforma del copyright che giunge al suo capitolo finale e proprio nei giorni in cui i negoziati sulla direttiva stanno per concludersi, Google entra a gamba tesa sul tema. L’intervento del gruppo di Mountain View non interessa però l’articolo 13 già finito più volte sotto i riflettori, bensì l’articolo 11. Da bigG un allarme sulle possibili conseguenze della sua introduzione e applicazione.

Riforma copyright: Google e l’articolo 11

L’immagine allegata di seguito, condivisa originariamente con la redazione del sito Search Engine Land, mostra come apparirebbe la SERP mostrata in seguito alla ricerca delle notizie più recenti (“latest news”): completamente bianca. Assenza totale di immagini, nessun titolo degli articoli, niente snippet a offrire un’anteprima di ogni pezzo. Solo il nome delle testate, un’indicazione temporale sull’orario di pubblicazione e i link verso i siti indicizzati. Un allarme eccessivo? Non per Google, che con il suo screenshot traccia i contorni minacciosi di un horror vacui dell’informazione.

Una SERP completamente bianca dopo la ricerca di notizie su Google News: i possibili effetti della riforma del copyright

Il dito è puntato nei confronti di quel passaggio dell’articolo 11 che vuol imporre a realtà come il motore di ricerca (o gli aggregatori) di mettere mano al portafogli e far fronte al pagamento di una licenza per mostrare sulle proprie pagine contenuti (in questo caso immagini e testo) pubblicati dagli editori. Un’ipotesi non sostenibile dal punto di vista economico per Google, che afferma di indicizzare gli articoli provenienti da oltre 80.000 siti d’informazione di tutto il mondo attraverso il servizio News, offrendo loro una possibilità di incrementare il numero di visitatori senza chiedere in cambio alcun tipo di contributo.

Non è la prima volta che il gruppo californiano si scaglia contro la riforma del copyright. Lo ha fatto nei mesi scorsi anche attraverso l’intervento di Susan Wojcicki, numero uno di YouTube, concentrandosi in quell’occasione sulle ripercussioni negative di un’attribuzione della responsabilità sui contenuti caricati dagli utenti che pende in toto verso le piattaforme, come previsto dall’articolo 13 nella sua forma attuale.

Il tema è più che mai caldo e in molti invocano un rinvio delle votazioni al momento fissate per il mese di marzo, anche in considerazione del periodo che attende le istituzioni del vecchio continente in vista delle elezioni che a fine maggio andranno a rinnovare la composizione del Parlamento Europeo. Vi si aggiungano le numerose campagne di sensibilizzazione (#saveyourinternet, #DeleteArt13) e le raccolte firme per capire quanto il grido d’allarme di Google sia destinato a trovare terreno fertile.

Fonte: Search Engine Land

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • dindirindino scrive:
    C'è un motivo se questo accade. Se ne sono sempre XXXXXXX alla grande. Ricordate come hanno trattato un loro stesso fornitore dei doodle? No? Memoria corta. Forse non vedete come OGNI GIORNO milioni di persone usino google immagini che fornisce il link DIRETTO all'immagine e non alla pagina che la contiene? E credete che qualcuno si metta a pensare "dai, forse serve pagare una fee per usare questa immagine" ? Rido forte. La roba che viene infilata dentro i video di youtube non richiede nessuna dimostrazione di possedere il copyright delle immagini, video, musica (ok quella un po' : si vede che era facile farlo con un algoritmo) che gli utenti mixano per creare contenuti. Ma chi ha detto che fossero in CC ? Erano in CopyRight. E tu non hai acquistato quel RIGHT in nessun modo. E lo vuoi PRETENDERE. Finché non arriva una legge che ti mette un muro e le catene allora non caghi nessuno. Poi inneggi alla libertà di informazione. Ma non ti importa tanto quando lecchi il XXXX al gonverno cinese, se il business continua ad essere profittevole PER TE. Te ne fotti però dei content creators su cui si basa TUTTA la gestione che fai tu. Senza il contenuto tu maneggi proprio quello che mostra il SERP: IL NULLA.
    • bubba scrive:
      enzo mazza, sei tu? :D
    • Birgol scrive:

      La roba che viene infilata dentro i video di youtube non richiede nessuna dimostrazione di possedere il copyright ed è giusto cosi è non è google che deve controllare queste cose, è responsabilità degli utenti che fanno i video. Sta tranquillo che chi fa video per scopi professionali controlla cosa mette nei video, perchè rischia grosso. Inoltre Google immagini fornisce informazioni sulla licenza da tempo delle immagini, se l'utente la ignora non è colpa di google. Senza contare che su google images si possono cercare anche le immagini senza copyright o cc. Quindi non diciamo stupidate google si è sempre comportato benissimo con il copyright tanto che se devi cercare sisi streaming illegali conviene usare bing :-D
Chiudi i commenti