Riforma delle dogane: nuova tassa sui pacchi in Europa

Riforma delle dogane: nuova tassa sui pacchi in Europa

La riforma doganale prevede una nuova tassa di gestione dei pacchi che si aggiungerà al dazio di 3 euro e alla possibile tassa di 2 euro italiana.
Riforma delle dogane: nuova tassa sui pacchi in Europa
La riforma doganale prevede una nuova tassa di gestione dei pacchi che si aggiungerà al dazio di 3 euro e alla possibile tassa di 2 euro italiana.

La Commissione europea ha comunicato che Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla riforma dell’unione doganale. Oltre alla creazione di una nuova autorità (che avrà sede a Lille) sono previste maggiori responsabilità per le piattaforme di e-commerce. Verrà inoltre introdotta una seconda tassa sui pacchi, dopo quella annunciata a febbraio.

Novità della riforma doganale UE

Un aumento esponenziale del commercio elettronico con circa 5,9 miliardi di articoli di scarso valore entrati in Europa nel 2025 (oltre il 90% provenienti dalla Cina), 27 amministrazioni doganali nazionali, oltre 111 interfacce e sistemi informatici distinti. Questi sono solo alcuni dei problemi che hanno spinto la Commissione europea a proporre la riforma doganale quasi tre anni fa (17 maggio 2023), sulla quale Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio.

La nuova autorità doganale coordinerà le operazioni doganali in tutti i 27 Stati membri, faciliterà la condivisione delle informazioni e gestirà un hub doganale digitale che consentirà alle imprese di presentare i dati una sola volta, eliminando la necessità di utilizzare i singoli sistemi nazionali.

Considerato l’incremento delle vendite online, molte norme riguardano le piattaforme di e-commerce. Quelle che facilitano la vendita a distanza di beni provenienti da paesi extra UE ai clienti finali verranno considerati importatori. Saranno quindi obbligati a fornire alle autorità doganali tutti i dati necessari, pagare o garantire eventuali oneri e assicurarsi che le merci siano conformi alle leggi dell’UE.

Queste società devono avere sede nell’UE o essere rappresentate da un’entità con sede nell’UE che possieda lo status di operatore economico autorizzato o di operatore commerciale affidabile. Questo dovrebbe impedire l’utilizzo di società di comodo. Le aziende che ignorano le norme potrebbero ricevere sanzioni fino al 6% del valore totale delle merci importate nei 12 mesi precedenti. Le autorità doganali potrebbero anche sospendere, revocare o annullare lo status di operatore affidabile o di operatore economico autorizzato.

Come è noto, a partire dal 1 luglio 2026, verrà applicato un dazio di 3 euro sui pacchi acquistati online con valore inferiore a 150 euro e provenienti da paesi extra UE. Quando sarà operativo il nuovo hub digitale (entro il 2034) si applicheranno i normali dazi doganali.

Per compensare l’aumento dei costi doganali verrà introdotta anche una tassa di gestione o movimentazione delle merci importate in Europa. La Commissione stabilirà l’importo con un atto delegato. Verrà applicata entro il 1 novembre 2026. Le piattaforme di e-commerce di paesi extra UE sono incoraggiate ad aprire magazzini nell’UE. In tal caso potrebbero beneficiare di una tassa di gestione inferiore, se le merci sono importate in imballaggi collettivi e in quantità sufficientemente elevate da rendere più efficienti i controlli doganali.

Le norme dovranno essere approvate da Parlamento e Consiglio in via definitiva. Entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e verranno applicate 12 mesi dopo.

Tassa italiana su pacchi

Con la legge di bilancio 2026 è stata introdotta in Italia una tassa di 2 euro sui pacchi con valore inferiore a 150 euro importati da paesi extra UE. Viene applicata dal 1 gennaio con scarsi risultati.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che, tramite un prossimo provvedimento, l’applicazione verrà rinviata fino al 30 giugno 2026 per consentire l’adeguamento del sistema informativo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Questo provvedimento dovrebbe essere il decreto fiscale 2026 che oggi arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Dal 1 luglio 2026, gli utenti italiani potrebbero pagare 5 euro in più per ogni pacco.

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Pubblicato il
27 mar 2026
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