Ritornano gli spot antipirati della BSA

L'associazione dei produttori di software proprietario vara una nuova campagna per scoraggiare la pirateria. Una campagna dai toni forti rivolta all'Italia. Ma lo spot condannato dal giurì è ancora promosso sul sito della BSA
L'associazione dei produttori di software proprietario vara una nuova campagna per scoraggiare la pirateria. Una campagna dai toni forti rivolta all'Italia. Ma lo spot condannato dal giurì è ancora promosso sul sito della BSA


Roma – Ieri la Business Software Alliance , l’associazione che riunisce la maggior parte dei produttori di software proprietario, ha annunciato ufficialmente il varo di una nuova campagna contro la pirateria informatica, una campagna che prenderà la forma di spot radiofonici, pubblicità sui quotidiani e affissioni negli aeroporti.

“Mi copi questo nuovo programma? Hai la licenza? No. Allora copialo tu”: questo il “messaggio” dello spot radiofonico di 30 secondi che verrà trasmesso dalla fine del mese su alcuni dei principali network italiani. Sui giornali invece uscirà un’immagine che riproduce un download e un testo molto “forte” che richiama arditamente le misure più gravi previste dalle leggi italiane: “ci vogliono 3 minuti per copiare software, potrebbero volerci 3 anni di carcere per scontare la pena”. Affissioni con lo stesso “visual” saranno esposte nell’aeroporto milanese di Malpensa e in quello romano di Fiumicino.

Non è certo la prima volta che la BSA tenta di “aggredire” la questione pirateria in Italia a suon di spot. Un celebre spot televisivo finì nell’occhio del ciclone , come si ricorderà, per i durissimi toni utilizzati e per aver omesso di informare dell’esistenza anche di software non proprietari. Fu la BSA stessa, pure su queste pagine , a tentare di “limare” il senso di quello spot.

Ed è singolare che quello spot, condannato e bloccato dal Giurì, sia ancora promosso sul sito della BSA Italia, dopo che lo stesso presidente di BSA Italia Paolo Ardemagni, proprio su Punto Informatico, aveva riconosciuto l’opportunità di rimuoverlo. Ovviamente, sul sito di BSA non si fa parola della condanna contro lo spot.

“La nuova campagna di sensibilizzazione – ha dichiarato ieri Ardemagni – ha richiesto uno sforzo molto rilevante per l’associazione in termini di risorse ed impegno. Vogliamo ribadire che sul fronte della lotta alla pirateria informatica non sono permessi né concessioni né lassismi. Trovo inaccettabile che nel nostro Paese ben il 46% del software sia di provenienza illecita”.

“Nella nuova campagna l’utente si rifiuta di stare al gioco – ha continuato Ardemagni – dice no alla proposta allettante di copiare illegalmente un programma software, che questo provenga da un amico o da un sito Internet. E’ questo cambiamento culturale che BSA intende promuovere e sostenere. Nella società civile, fortunatamente, stanno emergendo alcuni segnali in tale direzione. Ancora poco, ma potrebbe essere l’inizio di una decisiva inversione di tendenza”.

L’investimento complessivo della campagna è di circa 2 miliardi di lire.

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19 09 2001
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