La rivolta contro ChatGPT: cos'è QuitGPT e perché è virale

La rivolta contro ChatGPT: cos'è QuitGPT e perché è virale

Il movimento QuitGPT chiede agli utenti di abbandonare ChatGPT per i legami di OpenAI con l'amministrazione Trump, l'ICE e la pubblicità.
La rivolta contro ChatGPT: cos'è QuitGPT e perché è virale
Il movimento QuitGPT chiede agli utenti di abbandonare ChatGPT per i legami di OpenAI con l'amministrazione Trump, l'ICE e la pubblicità.

Succede qualcosa di strano quando qualcosa smette di essere solo un prodotto e diventa un simbolo. ChatGPT, il chatbot che dal 2022 ha cambiato il mondo, si è svegliato una mattina e ha scoperto di avere un movimento di protesta con tanto di sito web, account Instagram virale e un nome che suona come uno slogan: QuitGPT.

QuitGPT, perché le persone stanno abbandonando ChatGPT

L’obiettivo è convincere gli utenti a cancellare l’account, disinstallare l’app e voltare le spalle a OpenAI. Il movimento dichiara oltre 700.000 simpatizzanti (sul profilo Instagram sono più di 51mila). Che siano numeri reali o gonfiati dall’entusiasmo social poco importa, il segnale è chiaro, e Sam Altman probabilmente non se lo aspettava.

La tentazione è pensare che si tratti delle solite lamentele: il modello è peggiorato, le risposte sono meno precise, GPT-5.2 non è il salto che tutti speravano. E in parte è vero, c’è chi si lamenta delle prestazioni calate e chi non digerisce l’arrivo della pubblicità nella versione gratuita. Ma è solo metà della verità.

La radice è politica. Greg Brockman, presidente di OpenAI, ha donato 25 milioni di dollari a un super PAC a sostegno di Donald Trump. Per una fetta di utenti, quel gesto ha trasformato OpenAI da azienda tecnologica a ingranaggio della macchina politica trumpiana.

A gettare altra benzina sul fuoco c’è il coinvolgimento di OpenAI nelle attività governative. L’ICE, l’agenzia federale al centro delle politiche di espulsione di massa, utilizzerebbe uno strumento di selezione dei curriculum alimentato da GPT-4. Per gli attivisti, è il punto di non ritorno.

Le alternative

QuitGPT suggerisce di migrare verso Claude o Gemini, presentandoli come alternative più trasparenti o meno politicizzate. Ma nessuna grande azienda tech è davvero “neutrale”, Anthropic ha i suoi investitori e le sue dinamiche, Google è Google.

Il punto però non è se le alternative siano davvero migliori. Il punto è che per la prima volta un numero significativo di persone sta scegliendo il proprio chatbot non in base alle prestazioni, ma in base ai valori percepiti dell’azienda a cui appartiene.

A dicembre ChatGPT contava 900 milioni di utenti attivi mensili. I simpatizzanti di QuitGPT sono una goccia nell’oceano, ma i movimenti di protesta non si misurano solo in percentuali. Quello che oggi è solo un hashtag, domani potrebbe essere un problema di reputazione. E in un mercato dove i chatbot si assomigliano sempre di più, l’immagine conta.

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Pubblicato il
12 feb 2026
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