Rodotà: no alla Gogna Elettronica

Nella Relazione 2004 il Garante racconta un anno di iper-attività: le tecnologie online possono imbrigliare i cittadini? I motori di ricerca trovano troppe cose? La dignità della persona è a rischio?

Roma – C’è uno strisciante avversario per la dignità del cittadino dell’Era dell’Informazione ed è la diffusione di dati e informazioni sulla sua vita, su chi è, cosa fa, quali sono i suoi rapporti, come spende il proprio denaro. Tutto questo, attraverso i servizi Internet e le nuove tecnologie, può trasformarsi in una pericolosa Gogna Elettronica .

Così ieri con la consueta lucidità il presidente dell’ Autorità garante per la privacy Stefano Rodotà ha raccontato nella sua Relazione annuale l’impatto dell’evoluzione delle tecnologie e dei servizi sulla privacy e, dunque, sull’elemento fondante della dignità della persona. Occorre trovare ed anzi garantire, ha spiegato, “il diritto di uscita”, la possibilità di sfuggire alla cessione progressiva dei propri dati personali e alla loro presenza perenne in rete.

“La privacy – ha ricordato Rodotà – è una condizione essenziale per essere inclusi nella società della partecipazione. Senza una forte tutela delle informazioni raccolte sul nostro conto, la stessa libertà personale è in pericolo e si rafforzano le spinte verso la costruzione di una società della sorveglianza, della classificazione, della selezione sociale”.

Non solo benefici, dunque, non solo vantaggi sociali ed economici derivano dalla massiccia adozione delle tecnologie dell’informazione, quelle che spingono sempre più persone non solo a passare sempre più tempo in rete ma anche a stabilire relazioni continue con soggetti giuridici diversi a cui cedono per un motivo o per l’altro i propri dati. Non sempre in modo del tutto consapevole.

Come uscirne? Attraverso il diritto, certo, ma anche una costante opera di tutela . “Senza una resistenza continua alle microviolazioni, ai controlli continui, capillari, oppressivi o invisibili che invadono la stessa vita quotidiana – ha sottolineato il Garante – ci ritroviamo nudi e deboli di fronte a poteri pubblici e privati: la privacy si specifica così come una componente ineliminabile della società della dignità”.

Non stupisce, dunque, che nel corso del 2004 l’Ufficio del Garante abbia preso decisioni in merito a 731 ricorsi, abbia risposto a quasi 8mila segnalazioni e aumentato del 45 per cento le ispezioni, necessarie a controllare che la normativa sulla privacy sia rispettata. Sul fronte della videosorveglianza, della raccolta dei dati sanitari, dei dati scolastici o dello spam, l’attività svolta dal Garante ha finito per riguardare ampie porzioni della popolazione italiana. “Un’azione – ha spiegato Rodotà – che non si è limitata ad indicare rischi e pericoli di una società della classificazione e della sorveglianza, ma è stata rivolta anche alla definizione di regole rigorose per ampi settori della vita sociale ed economica”.

Stefano Rodotà “Il diritto di uscita – ha insistito Rodotà – è una componente essenziale della protezione dei dati personali. Spesso infatti si scopre che per effetto di un consenso manifestato riempiendo un questionario o acquistando un bene o un servizio, arrivano sollecitazioni o messaggi non graditi. Diviene così essenziale poter revocare nel modo più semplice quel consenso dato con una certa leggerezza, per uscire dalla gabbia che si è contribuito a costruire attorno a noi stessi”. La diffusione dei propri dati personali e la perdita di controllo sugli stessi, dunque, assieme alla loro persistenza nei database di enti di ogni natura sono le armi di un nuovo invisibile avversario per la dignità della persona.

Contro questa progressiva erosione ci sono anche strumenti tecnici da mettere in campo, come le carte di pagamento scalari , quelle che consentono di pagare un servizio, che sia un pedaggio autostradale piuttosto che una telefonata o l’acquisto di un programma televisivo, senza che all’acquisto sia associato il proprio nome e i propri dati, sfuggendo quindi “sia alla classificazione da parte delle società che gestiscono il servizio che ai controlli basati sulla conservazione dei dati raccolti”. I propri gusti, il modo in cui si spende il proprio denaro, i propri spostamenti: gli elementi che il mercato ha imparato ad usare per un marketing sempre più efficace sono emblematici di quanto, spesso appunto in modo inconsapevole, ciascuno rischia di cedere brandelli di privacy, cioè di libertà personale. “Pensiamo – ha continuato Rodotà – al diritto del cittadino di poter stabilire, almeno in parte, i contenuti delle carte elettroniche che gli vengono rilasciate, selezionando, a esempio, quali dati sulla salute debbano comparirvi. Pensiamo alla possibilità tecnologica di disattivare completamente tutti gli apparati elettronici che già portiamo con noi, come i telefoni mobili, o che stanno entrando nella nostra vita, come le etichette intelligenti , in modo da sottrarsi alla schiavitù della localizzazione permanente”.

E’ dunque necessario, indica il Garante, che le possibilità di tracciamento date dalle nuove tecnologie, anche quelle più evolute, siano bilanciate con il rispetto dell’individuo. Si pensi alle proposte di creare database del DNA . “Il rischio dell’impropria deriva tecnologica – ha sottolineato su questo punto Rodotà – si manifesta anche in alcune proposte di costituzione di banche dati del DNA. Appare giustificata una normativa che disciplini il prelievo di campioni genetici per finalità di giustizia. Che senso ha il prelievo di una campione di DNA da un imputato o condannato per corruzione o diffamazione?”.

Con la normativa sulla privacy, ha continuato il Garante, “siamo entrati in un nuovo mondo di cui non è possibile definire una volta per tutte i contorni, ma le cui caratteristiche via via emergenti il garante ha sempre segnalato. Il nostro è davvero un cantiere aperto”.

Una rappresentazione del DNA Una via possibile verso una delimitazione percepita come necessaria è una sorta di certificato di conformità per le tecnologie, un bollino blu che garantisca il rispetto dei diritti essenziali. “Non è possibile – ha evidenziato Rodotà – mettere in commercio un ciclomotore o taluni giocattoli senza una certificazione che ne attesti la sicurezza. La stessa logica deve essere adottata per l’insieme delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in modo tale da escludere fin dall’inizio rischi per la privacy”.

Solo così la tutela della privacy diventa nell’ottica del Garante “un elemento fondamentale della società dell’eguaglianza. Senza una forte tutela dei dati riguardanti i loro rapporti con le istituzioni o l’appartenenza ai partiti, sindacati, associazioni, movimenti, i cittadini rischiano d’essere esclusi dai processi democratici”. Uno dei punti più controversi della futura attività del Garante sarà con ogni probabilità un provvedimento che, a margine della Relazione, è stato preannunciato. Una normativa oggi allo studio che sembra pensata per regolamentare il funzionamento della rete nell’ottica del rispetto del diritto all’oblio .

Con questa locuzione, ha spiegato il Garante, si intende il diritto della persona a non rimanere al centro della sfera pubblica dopo anni da un evento. L’esempio è quella di una notizia di cronaca che dovrebbe poter “scivolar via” con il passare degli anni. L’idea è legata, ha affermato Rodotà, “proprio al modo in cui il motore di ricerca può tirare fuori tutto”.

Secondo Gaetano Rasi , membro dell’Autorità, un provvedimento come quello che si sta studiando potrà trovare applicazione “solo all’interno dell’Unione Europea”. “Fuori dalla UE – ha spiegato – il problema è aperto e ci stiamo impegnando per accordi internazionali, possibilmente per un accordo tramite l’ONU”.

E’ ovvio che una posizione del genere, se sarà confermata da un provvedimento vero e proprio, è destinata a scontrarsi non solo con diversi modi di vedere il “diritto alla memoria” ma anche con le tecnologie della rete . Basti pensare la capacità dei motori di ricerca, per esempio Google con il suo servizio su Usenet, di rendere facilmente accessibili messaggi e quindi documenti anche dopo molti anni.

Non solo, è caratteristica peculiare del web quella di raccogliere e mettere a disposizione proprio la memoria storica di eventi della più diversa natura, attraverso la pubblicazione di documenti ma anche discussioni online, blog e quant’altro. Tutto materiale che chi vede nella rete una nuova prospettiva sociale si augura che sarà sempre reso disponibile e che i motori di ricerca siano sempre più capaci di indicizzare, per consentirne un più agevole accesso.

Ad ogni modo, come ieri consigliava qualcuno, sarà meglio attendere la proposta ufficiale per comprendere fino in fondo cosa si intenda davvero per diritto all’oblio nell’era digitale. A margine della Relazione, Rodotà è anche tornato sull’attualità degli elenchi telefonici , i nuovi elenchi che dovranno anche riportare per ogni numero la disponibilità o meno del cittadino ad essere contattato via telefono o via email per proposte commerciali.

“Rinnovo l’appello ai gestori per un maggior sforzo di comunicazione e informazione ai cittadini – ha spiegato il Garante, ricordando che in questi giorni vengono spediti i moduli a 50 milioni di abbonati ai servizi telefonici. “Penso che sia un dovere dei gestori – ha continuato – aiutare meglio i cittadini ad affrontare la compilazione del questionario”. Gli ha fatto eco anche Mauro Paissan , componente dell’Autorità, secondo cui “siccome i cittadini hanno 60 giorni di tempo per rispondere o anche per non rispondere al questionario c’è bisogno di un aiuto ulteriore da parte dei gestori telefonici”.

Ma in ballo, sebbene Rodotà ieri non ne abbia parlato, c’è anche la questione essenziale dell’ autonomia del Garante , una questione di grande attualità non solo per l’imminenza delle nuove nomine dei componenti dell’Autorità ma anche per le difficoltà che molti ritengono deriveranno all’Authority se non verrà rispettata la sua collegialità e, appunto, autonomia.

A questo proposito ieri il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana ha sottolineato come “il livello e la qualità dell’Autorità per la privacy sono direttamente proporzionali al grado di autonomia di questa Istituzione”. “Sarebbe un errore drammatico – ha spiegato – diminuire tale autonomia e sottoporre le istanze di questa, come della altre Autorità, ai voleri dell’ Esecutivo, sia che questo avvenga de iure, attraverso la modifica di tali Istituzioni, sia che avvenga de facto, attraverso la nomina di figure inadeguate all’alto compito”.

“Proprio la qualità dell’operato dell’Autorità della privacy – ha concluso Cortiana – mi fa invece sperare in una continuità del lavoro e nella conferma di quello stile collegiale che ha caratterizzato la stagione del Presidente Rodotà”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: pikappa



    - Scritto da: Anonimo


    Ma linux non doveva essere senza
    virus?

    Per


    fortuna...

    infatti l'antivirus non toglie i virus
    da

    linux, ma dai client windows!!!

    Accidenti, questi occorrerà toglierli
    a mano:

    secunia.com/search/?search=linux+virus

    Non oso pensareEcco appunto!non osi pensare! tanto piu' che non osi neppure leggere! si tratta di antivirus per proteggere winzozz! non Linux!
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
    linux , come unix, come windows e ogni altro so , è passibile di attacchi virali. nel senso che è possibile scrivere virus per ogni sistema operativo.quindi anche mac osx è passibile di beccarsi un virus, se qualcuno decide di scriverne uno.non è il software ad essere a prova di virus, ma l'utente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma linux non doveva essere senza vir
      - Scritto da: Anonimo
      linux , come unix, come windows e ogni altro
      so , è passibile di attacchi virali.
      nel senso che è possibile scrivere
      virus per ogni sistema operativo.
      quindi anche mac osx è passibile di
      beccarsi un virus, se qualcuno decide di
      scriverne uno.
      non è il software ad essere a prova
      di virus, ma l'utente.
      Un accidenti!un virus (da non confondere coi worms) e' una tipologia ben precisa di software e per come e' fatto L'O.S. non vedrai mai software di questo tipo su un sistema Linux o Unix se correttamente implementati.Punto!
      • pikappa scrive:
        Re: Ma linux non doveva essere senza vir
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        linux , come unix, come windows e ogni
        altro

        so , è passibile di attacchi
        virali.

        nel senso che è possibile
        scrivere

        virus per ogni sistema operativo.

        quindi anche mac osx è passibile
        di

        beccarsi un virus, se qualcuno decide di

        scriverne uno.

        non è il software ad essere a
        prova

        di virus, ma l'utente.


        Un accidenti!
        un virus (da non confondere coi worms) e'
        una tipologia ben precisa di software e per
        come e' fatto L'O.S. non vedrai mai software
        di questo tipo su un sistema Linux o Unix se
        correttamente implementati.
        Punto!
        Beh questo è errato, dato che un virus per linux lo puoi tranquillamente scrivere, il fatto che sia efficace beh è un'altro discorso
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma linux non doveva essere senza vir

        Un accidenti!
        un virus (da non confondere coi worms) e'
        una tipologia ben precisa di software e per
        come e' fatto L'O.S. non vedrai mai software
        di questo tipo su un sistema Linux o Unix se
        correttamente implementati.
        Punto!
        "Se correttamente implementati"L' hai appena detto e hai ribadito il concetto del precedente post: quel che difende da virus e simili è il cervello, non la macchina. Perchè l'O.S. non ti si "implementa" da solo.....
  • Anonimo scrive:
    Linux non si commercializza
    "Le filiali italiane di Novell e Computer Associates hanno anniannunciano che SuSE Linux Enterprise Server 9 verrà commercializzato insieme a BrightStor ARCServe Backup for Linux ed eTrust Antivirus al costo totale di 499 euro"linux è la creatura di linus torvalds e per me è come un fratello, nessuno deve abusare di linux per i propri interessi... nessunoooooooo!!!(linux)(linux)(linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: Linux non si commercializza
      red hat vende linux da decenni e tu salti fuori solo ora?tu sei uno di quelli che lega la politica con l'informatica, vero?guarda, probabilmente sei un comunista, quindi ti consiglio di lasciar perdere linux e l'informatica, che con la politica non c'entrano nulla, e tornare a farti le canne.
      • Anonimo scrive:
        Re: Linux non si commercializza
        - Scritto da: Anonimo
        red hat vende linux da decenni e tu salti
        fuori solo ora?

        tu sei uno di quelli che lega la politica
        con l'informatica, vero?

        guarda, probabilmente sei un comunista,
        quindi ti consiglio di lasciar perdere linux
        e l'informatica, che con la politica non
        c'entrano nulla, e tornare a farti le canne.W la ganja
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
    - Scritto da: Anonimo
    Ma linux non doveva essere senza virus? Per
    fortuna...ma chi 'zzo l'ha detto ?
  • pikappa scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: pikappa



    - Scritto da: Anonimo


    Ma linux non doveva essere senza
    virus?

    Per


    fortuna...

    infatti l'antivirus non toglie i virus
    da

    linux, ma dai client windows!!!

    Accidenti, questi occorrerà toglierli
    a mano:

    secunia.com/search/?search=linux+virus

    Non oso pensare quanto crescerà la
    lista nel caso, per ora ipotetico, in cui
    Linux dovesse diffondersi, malauguratamente,
    anche sui Desktop.LOL ma le leggi le cose che posti? in quella pagina ci sono 2995 virus e di questi 2 sono per linux!MAPPERPIACERE!
  • Anonimo scrive:
    Re: win crea lavoro per LINUX
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    un server-antivirus !!

    grande!



    se windows non ci fosse lo si dovrebbe

    inventare (a beneficio di linux)

    Sarebbe piu' interessante creare software
    nuovo e piu' potente che stare dietro ai
    problemi di quella fetecchia di sistema
    operativo che viene volgarmente definito
    Winzozz ed e' prodotto dall'azienda piu'
    falsa, bugiarda e truffaldina del mondo la
    Micro$oft.
    son quello di prima, e sono d'accordoma il mondo si tirerà dietro il carretto di winzozz finché non lo scaricherà. Fino ad allora fare soldi alle spalle della monnezza microsoft non è certo immorale. Anzi: è un dovere Viva Clam
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir

    Ma linux non doveva essere senza virus? Infatti è così, ma questo non impedisce a client (e server...) Windows di essere infetti, e richiede pertanto software per poterli pulire. E' conveniente che questo software giri su macchine Linux, Unix, o comunque non affette da quel tipo di problemi.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir

    Accidenti, questi occorrerà toglierli
    a mano:

    secunia.com/search/?search=linux+virus Per Linux non esistono virus, ma rootkit (come per tutti gli Unix) che per diffondersi nel sistema richiedono che il codice sia eseguito con privilegi di root. Le normali pratiche di amministrazione sono sufficienti ad evitare ciò.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: pikappa



    - Scritto da: Anonimo


    Ma linux non doveva essere senza
    virus?

    Per


    fortuna...

    infatti l'antivirus non toglie i virus
    da

    linux, ma dai client windows!!!

    Accidenti, questi occorrerà toglierli
    a mano:

    secunia.com/search/?search=linux+virus

    Non oso pensare quanto crescerà la
    lista nel caso, per ora ipotetico, in cui
    Linux dovesse diffondersi, malauguratamente,
    anche sui Desktop.Sei un poverino, citi delle fonti e giudichi senza averne letto il contenuto. Ti posto la descrizione della prima vulnerabilità di quella lista per tua conoscenza:Description:A vulnerability has been reported in F-Secure Anti-Virus for Linux, potentially allowing malware to bypass the virus detection.The vulnerability is caused due to an unspecified error, which reportedly causes a problem with detecting the Sober.D virus.No more information is available.F-Secure Anti-Virus è un software closed per proteggere client windows da infezioni.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir

    Accidenti, questi occorrerà toglierli
    a mano:

    secunia.com/search/?search=linux+virus

    Non oso pensare quanto crescerà la
    lista nel caso, per ora ipotetico, in cui
    Linux dovesse diffondersi, malauguratamente,
    anche sui Desktop.Terribile, specialmente quelli con scritto :...NT, Windows Server 2003, Windows XP Systems NOT AFFECTED : DOS, Linux, Macintosh, OS/2, UNIX, Windows 3.x CVE References :...
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
    - Scritto da: Anonimo
    Sai leggere l'italiano?haha dai che appena riaprono le scuole qualcosa da fare la trovi
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza virus?
    - Scritto da: Anonimo
    Ma linux non doveva essere senza virus? Per
    fortuna...No quello è Mac OS X...
  • Anonimo scrive:
    win crea lavoro per LINUX
    un server-antivirus !!grande!se windows non ci fosse lo si dovrebbe inventare (a beneficio di linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: win crea lavoro per LINUX
      - Scritto da: Anonimo
      un server-antivirus !!
      grande!

      se windows non ci fosse lo si dovrebbe
      inventare (a beneficio di linux)Diciamo che Linux lo ficcherebbero dappertutto perché è gratis, le cose gratis comunque non creano lavoro ( hai mai visto rivendere aria? ), e poi capirai che lavorone che dovrà fare questo server, dovrà solo fare delle ricerche, mica avrà bisogno di API stratosferiche, sarebbe bastato qualsiasi sistema operativo, ma visto il ristretto numero di funzionalità richieste a quest'ultimo, e visto che, guarda caso, Novell ha comprata Suse Linux ( ma Linux non doveva essere """""""LIBERO""""""" ? ), cosa pensavi ci ficcassero dentro? Penso invece che le pretese di Linux daranno la lieve spinta necessaria al gigante che dorme per sfornare qualcosa si innovativo, e quando succederà Linux rimarrà solo un ricordo delle EDICOLE.
      • uomo scrive:
        Re: win crea lavoro per LINUX
        Ma da quale scuola elementare salti fuori ? vai ben a letto che domani mattina poi la maestra ti sgrida se dormi in classe ! :)Bah, tante cavoltae tutte assieme e ben intrise di ignoranza, difficilmente si sentono/leggono in giro, compliemntoni !
        • Anonimo scrive:
          Re: win crea lavoro per LINUX
          - Scritto da: uomo
          Ma da quale scuola elementare salti fuori ?
          vai ben a letto che domani mattina poi la
          maestra ti sgrida se dormi in classe ! :)

          Bah, tante cavoltae tutte assieme e ben
          intrise di ignoranza, difficilmente si
          sentono/leggono in giro, compliemntoni !Beh ... bisogna capirli in fondo ...Io conosco un tizio che non ha la patente e va solo in bicicletta. Ancora oggi insiste a dire che le auto presto verranno soppiantate da nuovi modelli di bicicletta ... nè è convito sai ?
      • Anonimo scrive:
        Re: win crea lavoro per LINUX
        non le cose gratis, creano lavoro,ma i sistemi aperti sicuramenteLinux è l' _unica_ possibilità_ percostruire un'industria informatica europea e non restare dei meri compratori assoluti in un settorestrategicod'altra parte è proprio quello chestanno facendo i cinesile resistenze contro lo sviluppo diuna cosa del genere non sono sempredate da malafede e da grandi interessieconomici, ma spesso anche da ignoranzala cosa si farà, se non la fermano per legge,ma noi, che abbiamo questomodo di pensare così conservativo e anti-creativo,finiremo anche qui per essere gli ultimi, dopo che è stato fatto tutto, dopo polacchi, spagnoli, etc,orgogliosi di giochicchiare con i ns wincessi a pedali di non produrre mai nulla e di scivolare verso il terzo mondo
      • Anonimo scrive:
        Re: win crea lavoro per LINUX
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        un server-antivirus !!

        grande!



        se windows non ci fosse lo si dovrebbe

        inventare (a beneficio di linux)

        Diciamo che Linux lo ficcherebbero
        dappertutto perché è gratis,
        le cose gratis comunque non creano lavoro il mio sì
        (
        hai mai visto rivendere aria? ), Sì. in Giappone a Tokyo
      • Anonimo scrive:
        Re: win crea lavoro per LINUX

        Diciamo che Linux lo ficcherebbero
        dappertutto perché è gratis,
        le cose gratis comunque non creano lavoro (
        hai mai visto rivendere aria? ), E' questo il grosso problema in italia:il software vuol dire quasi solo rivendita, con Linux vuol dire servizi e programmazione quindi informatici piu' preparati.
        e poi
        capirai che lavorone che dovrà fare
        questo server, dovrà solo fare delle
        ricerche, mica avrà bisogno di API
        stratosferiche, oppure della qualita' delle librerie MFC :D :D :D
        sarebbe bastato qualsiasi
        sistema operativo, ma visto il ristretto
        numero di funzionalità richieste a
        quest'ultimo, e visto che, guarda caso,
        Novell ha comprata Suse Linux ( ma Linux non
        doveva essere """""""LIBERO""""""" ? )Linux e' libero ma se vuoi infilarci applicazioni a valore aggiunto e venderle puoi farlo tranquillamente senza il patema che prima o poi M$ renda il tutto incompatibile con la tua applicazione e decida di venderla in proprio.
        , cosa
        pensavi ci ficcassero dentro? Penso invece
        che le pretese di Linux daranno la lieve
        spinta necessaria al gigante che dorme che finira' giu' nel baratro dell'oblio.
        per
        sfornare qualcosa si innovativo, e quando
        succederà Linux rimarrà solo
        un ricordo delle EDICOLE.Sta gia' lavorando a cose innovative come l'antivirus e l'antispyware ma con scarso successo per il momento.Personalmente non mi interessa che primeggi l'uno o l'altro preferisco che rimanga un eterna lotta.Sarebbe bene che qualcuno si occupasse di far dialogare al meglio gli applicativi che girano sui due sistemi operativi win e Linux.
      • Anonimo scrive:
        Re: win crea lavoro per LINUX
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        un server-antivirus !!

        grande!



        se windows non ci fosse lo si dovrebbe

        inventare (a beneficio di linux)

        Diciamo che Linux lo ficcherebbero
        dappertutto perché è gratis,
        le cose gratis comunque non creano lavoro (
        hai mai visto rivendere aria? ), e poiMa per favore!Se su Cicerone e Dante ci fosse il copyright quante edizioni avremmo delle loro opere?Se la matematica non fosse gratis, quanto costerebbe di più fare qualsiasi cosa che richiede calcoli?Avremmo meno opere dell'ingegno e più care, meno lavoro, meno benessere per tutti.Se si potessero brevettare tecniche operatorie come alcuni vorrebbero, avremmo poche cliniche di lusso per curare gli straricchi e tanti lazzaretti dove lasciar morire o rimettere insieme alla meno peggio i malati comuni (salvo quelli che si offrissero per le sperimentazioni pur di accedere alle cure migliori fuori dalla portata del loro portafoglio).L'impero spagnolo era famoso per le leggi asfissianti e contorte con cui ingessava e regolava tutto e si è distinto per un'economia deleteria che sapeva solo succhiare le risorse delle periferie, ma dopo l'apice raggiunto con Carlo V è stato in continuo declino.Lo stesso per l'impero ottomano, in declino inesorabile dopo Maometto II.La Repubblica di Venezia, con la serrata del Maggior Consiglio e la sclerotizzazione del potere è decaduta in meno di un secolo, dopo più di mezzo millennio di prosperità.L'URSS coi suoi piani quinquennali e l'economia di stato non ha fatto altro che perdere terreno rispetto all'occidente per tutti i 70 anni della sua storia (tranne, forse, il periodo della grande depressione in USA), salvo che in campo militare e, guarda un po', nella medicina delle cliniche per gli alti gerarchi di partito.Monopoli, lacciuoli e cavilli non hanno mai creato ricchezza, solo povertà e regresso, o stagnazione nel migliore dei casi.
    • Anonimo scrive:
      Re: win crea lavoro per LINUX
      - Scritto da: Anonimo
      un server-antivirus !!
      grande!

      se windows non ci fosse lo si dovrebbe
      inventare (a beneficio di linux)Direi che i virus writer creano lavoro per i professionisti della sicurezza a prescindere dal sistema operativo.Se non ci fosse Linux lo si dovrebbe inventare:http://secunia.com/search/?search=linux+virus
    • Anonimo scrive:
      Re: win crea lavoro per LINUX
      - Scritto da: Anonimo
      un server-antivirus !!
      grande!

      se windows non ci fosse lo si dovrebbe
      inventare (a beneficio di linux)Sarebbe piu' interessante creare software nuovo e piu' potente che stare dietro ai problemi di quella fetecchia di sistema operativo che viene volgarmente definito Winzozz ed e' prodotto dall'azienda piu' falsa, bugiarda e truffaldina del mondo la Micro$oft.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    Ma linux non doveva essere senza virus?
    Per

    fortuna...

    Non è un virus per i client ma per i
    server che devono anche gestire la rete di
    pc windows collegati ad essa, l'antivirus
    serve individuare e filtrare i virus di
    windows che per esempio passano per la posta
    elettronica*volevo dire-
    non è un antivirus per i client...
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
    - Scritto da: Anonimo
    Ma linux non doveva essere senza virus? Per
    fortuna...Non è un virus per i client ma per i server che devono anche gestire la rete di pc windows collegati ad essa, l'antivirus serve individuare e filtrare i virus di windows che per esempio passano per la posta elettronica
  • pikappa scrive:
    Re: Ma linux non doveva essere senza vir
    - Scritto da: Anonimo
    Ma linux non doveva essere senza virus? Per
    fortuna...infatti l'antivirus non toglie i virus da linux, ma dai client windows!!!
    • uomo scrive:
      Re: Ma linux non doveva essere senza vir
      Allora forse ti e' piu' chiara questa definizione:"linux e' un portatore SANO di virus" !!!cosa vuol dire questo ?? che i virus su linux ci possono anche essere, nel senso che gli stessi virus di windows possono essere in alcuni dati presenti su di un sistema Linux e che questi dati, una volta scaricati e giunti su di un client windows intacchi la sciurezza e la stabilita' di quest'ultimo.Virsu per linux al momento non mi sembra di averne visti e dire che uso linux 24/24ore per 365 giorni all'anno !!
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma linux non doveva essere senza vir


        Virsu per linux al momento non mi sembra di
        averne visti e dire che uso linux 24/24ore
        per 365 giorni all'anno !!

        In realtà qualcosina c'è ma è qualcosa di altissimo livello "ARTISTICO", che riesce ad insediarsi negli ELF multisistema oppure negli include files .... cose molto cattive scritte da maestri, probabilmente con la netta intenzione di sputtanare un pò il pinguino o forse di fare qualche test.Personalmente condivido il tuo punto di vista, anche perchè a parte le immagini e i flash non ho mai visto gente scambiarsi per E.MAIL eseguibili di Linux. Di solito ci si scambia i sorgenti essendo OPEN SOURCE.Personalmente a volte apro anche gli EXE che mi arrivano per posta, tanto il mio caro Wine mi fa da SandBox e sto abbastanza tranquillo (al massimo il virus la prende la copia di Windows finta). Per quello che riguarda SUSE , ha l'OPEN EXCHANGE compatibile con i client M$ e ovviamente il filtro per i virus che passano nella posta. Più o meno dovrebbe essere così !
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma linux non doveva essere senza vir

          In realtà qualcosina c'è ma
          è qualcosa di altissimo livello
          "ARTISTICO", che riesce ad insediarsi negli
          ELF multisistemaE' un virus scritto alcuni anni fa, e ormai definitivamente sistemato.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma linux non doveva essere senza vir
        - Scritto da: uomo

        Virsu per linux al momento non mi sembra di
        averne visti e dire che uso linux 24/24ore
        per 365 giorni all'anno !!
        Qualcosa c'e', ELF linker e roba del genere, soprattutto come proof of concept, anche se virus non sarebbe la definizione corretta, io direi piu' trojan, e hanno il difetto di richiedere permessi root per funzionare...Ci sono stati dei worm che sfruttavano vulnerabilita' di alcuni servizi, tipo Slapper, ma worm non si possono chiamare virus.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma linux non doveva essere senza vir
      - Scritto da: pikappa

      - Scritto da: Anonimo

      Ma linux non doveva essere senza virus?
      Per

      fortuna...
      infatti l'antivirus non toglie i virus da
      linux, ma dai client windows!!!Accidenti, questi occorrerà toglierli a mano:http://secunia.com/search/?search=linux+virusNon oso pensare quanto crescerà la lista nel caso, per ora ipotetico, in cui Linux dovesse diffondersi, malauguratamente, anche sui Desktop.
    • Mechano scrive:
      Re: Ma linux non doveva essere senza vir
      - Scritto da: Anonimo
      A me sembra che questa parte riguardi il
      sistema di backup e quindi come tale
      interessa anche LinuxI virus esistenti per Linux si contano sulle dita di una mano, la maggior parte e' peo' inoffensiva perche' sfruttavano vulnerabilita' ormai sistemate da molte versioni (se non intere famiglie) di kernel.Cio' non toglie pero' che in futuro con la sua maggiore diffusione non inizino a vedersi qualche virus in piu'.Si' l'antivirus e' per gli eseguibili Winzozz che passano per i server Linux, ma cio' non toglie che in futuro l'antivirus non si possa estendere anche a enventuali virus per Linux...--Mr. Mechano
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma linux non doveva essere senza vir
        - Scritto da: Mechano
        Cio' non toglie pero' che in futuro con la
        sua maggiore diffusione non inizino a
        vedersi qualche virus in piu'.certo e si tratta di esere vigili, prevenendo (invece che dover curare)La cultura della sicurezza unix farà il resto: gli attuali utenti/sistemisti linux sono consapevoli di cosa il mercato IT sta per lasciare (la monnezza MS viralizzabile) e quindi faranno di tutto per non rivedere gli stessi errori altrove (ad esempio su Linux)Già il sistema Linux è munito di maggiori barriere rispetto ai colabrodi-windows.Si tratta di salvaguardare l'esistente e doi incrementare la sicurezza.E' qui chesi gioca la partita di un open source di qualità, e chi si avvicina all'OS lo sa e lo VUOLE
  • Anonimo scrive:
    Ma linux non doveva essere senza virus?
    Ma linux non doveva essere senza virus? Per fortuna...
  • Anonimo scrive:
    Alla faccia dei muli
    qui ci vogliono scorticare vivi... e mio cuggino spera ancora in qualche donazione sul suo account paypalme è una vita che glielo ripeto, torna a windows, riacquista la tua dignità(win)
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