Russia, dietrofront sul blocco delle comunicazioni

I servizi segreti del Cremlino smentiscono le voci riguardanti l'imminente opposizione a Gmail, Hotmail e Skype. Nessuna censura, ma solo la formulazione di una regolamentazione in nessun modo restrittiva

Roma – Marcia indietro sull’intero fronte da parte del Federal’naja Slu?ba Bezopasnosti (FSB), l’agenzia di intelligence russa, che, dopo aver richiesto il blocco su Gmail, Hotmail e Skype, sembra essere tornata sui suoi passi .

Qualche giorno fa Alexander Andreyechkin, direttore del centro speciale di comunicazione e informazione FSB, si era detto preoccupato per la sicurezza nazionale a causa dell’uso di tecnologie di cifratura provenienti dall’estero e, dunque, non completamente controllabili dal Cremlino. Secondo un portavoce del Primo Ministro Vladimir Putin, le dichiarazioni di Andreyechkin riflettevano l’intera posizione del FSB.

A questo punto, arriva il dietrofront : i servizi segreti non avrebbero alcuna intenzione di bloccare i canali di telecomunicazione . “Al contrario, lo sviluppo delle moderne tecnologie è un processo naturale che ha bisogno di essere assistito” sostiene un portavoce di FSB, secondo quanto riportato dall’agenzia di news RIA-Novosti .

Tuttavia, il governo russo è al lavoro per redigere e approvare nell’ottobre prossimo la legislazione che affronterà i sistemi di cifratura per i network di comunicazione pubblica, ma in nessun modo si intende restringere i servizi da un punto di vista tecnico, precisa FSB.

Volgendo lo sguardo indietro, si scopre che non è la prima volta che Skype è oggetto di minacce in Russia: nel 2009, l’Unione degli Industriali e degli Imprenditori ne aveva richiesto il blocco adducendo ragioni di sicurezza nazionale.

Cristina Sciannamblo

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