L'Ucraina vuole la Russia fuori da Internet

L'Ucraina vuole la Russia fuori da Internet

Kiev chiede di mettere letteralmente offline la Russia per fermare la macchina della propaganda al servizio di Putin e dell'invasione ucraina.
Kiev chiede di mettere letteralmente offline la Russia per fermare la macchina della propaganda al servizio di Putin e dell'invasione ucraina.

Solo il tempo dirà se la Russia ha sottostimato o meno la possibile reazione dell’Ucraina e dei suoi alleati, prima di dare il via all’invasione del paese. Al momento, la realtà dei fatti vede Putin e il Cremlino sempre più isolati, almeno dal punto di vista del conflitto che si combatte sul piano delle piattaforme online e delle infrastrutture informatiche globali. E ora Kiev forza la mano, alza il tiro, chiedendo di tagliare fuori da Internet il paese nemico.

Via la Russia da Internet: forcing dell’Ucraina

A formalizzare la domanda sono stati Andrii Nabok (rappresentante ucraino di ICANN) e Mykhailo Fedorov (vice primo ministro). Quest’ultimo, nei giorni scorsi ha rivolto un appello agli exchange di criptovalute finalizzato al blocco di tutti i profili appartenenti a cittadini russi. L’istanza è stata accolta solo in parte da Binance e Coinbase.

L’obiettivo dichiarato è quello di fermare la macchina della propaganda al servizio del governo russo. In che modo? Facendo leva sul sistema DNS per rendere irraggiungibili i domini di primo livello .ru, .рф e .su, revocando inoltre i certificati SSL a loro associati. Riportiamo di seguito in forma tradotta le parole di Nabok.

Questi atroci crimini sono stati resi possibili dalla macchina della propaganda russa, attraverso siti Web che hanno continuato a diffondere disinformazione e incitamento all’odio nonché promuovendo le violenze e nascondendo la verità in merito alla guerra in Ucraina.

Fedorov ha inoltre chiesto al RIPE NCC di impedire alla Russia di continuare a utilizzare indirizzi IPv4 e IPv6.

La vicenda non può che richiamare alla mente alcune iniziative messe in campo da Mosca negli anni scorsi. Una su tutte, quella finalizzata alla creazione di una Internet sovrana denominata RUNet, un’infrastruttura all’occorrenza capace di gestire e veicolare informazioni e comunicazioni anche se disconnessa dalla rete globale.

Conseguenze potenzialmente catastrofiche

Una tale mossa sarebbe senza precedenti. Le sue conseguenze catastrofiche, non solo per il Cremlino. Verrebbero sì resi irraggiungibili i siti e le risorse localizzate nel paese dal resto del mondo, ma impattando pesantemente su tutta la popolazione locale. Con tutta probabilità, Putin e i suoi hanno previsto uno scenario di questo tipo. Il popolo russo no.

RIPE NCC si è pronunciata sulla questione affermando che i mezzi di comunicazione non devono essere influenzati da controversie politiche interne né da conflitti internazionali o guerre. Per ICANN si è espresso Erich Schweighofer (European Commission Principal Administrator) nella mailing list At-Large: Rimuovere la Russia da Internet non contribuisce al supporto della società civile nel paese né al cambiamento democratico.

In tema di domini, ieri il registrar Namecheap ha annunciato l’interruzione di tutti i propri servizi per i clienti russi. A partire dal 7 marzo gli indirizzi mostreranno l’errore 403. Una presa di posizione decisa, definita dallo stesso CEO di natura politica. A coloro colpiti dal taglio sono stati concessi pochi giorni per trovare un altro provider.

Fonte: ZDNet
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Pubblicato il 2 mar 2022
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