Sabato è Global Orgasm

Ci riprovano. Il team dei promotori ritiene evidentemente che nel 2006 l'iniziativa dell'orgasmo globale via Internet ha provocato importanti effetti positivi

Roma – L’orgasmo produce “l’energia spirituale, biologica e mentale più intesa”: lo sostiene Global Orgasm singolare iniziativa web che dopo i fasti del 2006 ci riprova anche quest’anno. L’ orgasmo globale per migliorare il Mondo e donare energie positive alla Terra e all’Umanità.

Un’azione coordinata via Internet che vedrà i partecipanti impegnati in specifiche attività sabato mattina (ore 7.08 ora italiana) e che si concluderà, sperano gli organizzatori, in un contributo ad un mondo migliore.

Il consiglio del sito Global Orgasm è di far partecipare all’iniziativa il maggior numero possibile di donne e di uomini “soprattutto in quei paesi che detengono armi di distruzione di massa e nei quali la violenza viene usata al posto della mediazione”.

Non contenti di far fare il giro del mondo alla loro iniziativa, i promotori anche quest’anno pubblicano sul sito un’area “Science” nel quale cercano di dimostrare che effettivamente il Global Orgasm funziona, a partire da un network di “Random Event Generators”… Su quella ed altre teorie vedi anche l’articolo pubblicato da PI sull’argomento nel 2006.

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  • styx scrive:
    si decida invece..
    a metter opensource VERI (e non open-fake ossia un pezzo vitale in binario e l'altro in sorgenti) il software della wireless 3945abg e superiori...
  • nos scrive:
    L'open source è il cancro
    L'open source è un cancro che alla fine alimenta solo le cellule malate, le cellule negative.Un grandissimo esercito di pseudo programmatori e aziende incapaci ha preso coscienza, grazie a internet, della sua massa, della sua dimensione. E adesso riesce a piegare verso di se chiunque si opponga al loro volere, Intel compresa.Un vero programmatore o una vera azienda software non hanno nulla da guadagnarci nel rilasciare i sorgenti in licenze-cancro come la GPL.L'open source serve solo ad alimentare gli incapaci e coloro cui miserabile scopo rimane sempre quello di bruciare tutto, rovesciando la scala dei valori, ciò che di buono e valoroso sia stato realizzato dall'uomo.Nessun progetto o software open source è mai nato se non è prima esistita una corrispondente versione commerciale. Lo scopo dell'armata open source resta quello di abbattere, distruggere e disarmare, rovesciando appunto la scala dei valori e creando un mito fittizio autoalimentato dall'ideologia che tutto deve essere di tutti e che questo è un futuro al quale nessuno può e deve opporsi.Il software è e rimarrà sempre un prodotto artigianale, un bene di cui goderne deve avere diritto solo chi lo crea e chi lo vende e non tutti per via di una viscida visione del programmatore incapace e del furbetto del quartierino.Riflettete a lungo su questo argomento e vedrete che alla fine non ci sarà alcun vantaggio per il vero programmatore e la vera azienda software nel donare per "dovere" il proprio lavoro alla marmaglia open source informe e appiccicosa.Un grande uomo disse: non abbiate paura!
    • franco scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      Mi viene da vomitare leggendoti...
      Un grande uomo disse: non abbiate paura!Di certo a dire cazzate tu non ne hai avuta,ma non credo sia coraggio,credo sia più mancanza di intelletto.E poi cosa caspita centra questo tuo post anti open-source con la notizia in esame??Sei solo un troll,non uno stupido(anche se solitamente le due cose coincidono) quindi nemmeno mi ci metto a spiegarti alcunchè.
      • nos scrive:
        Re: L'open source è il cancro
        - Scritto da: franco
        nemmeno mi ci metto a spiegarti
        alcunchè.nemmeno io, oltretutto quel messaggio non è indirizzato a te
        • franco scrive:
          Re: L'open source è il cancro
          A chi è indirizzato è poco importante,non c'è bisogno che io mi senta chiamato in causa(e personalmente mi ci sento chiamato) per contestare l'operato di un troll.
          • nos scrive:
            Re: L'open source è il cancro
            - Scritto da: franco
            A chi è indirizzato è poco importante,non c'è
            bisogno che io mi senta chiamato in causa(e
            personalmente mi ci sento chiamato) per
            contestare l'operato di un
            troll.dici che sono un troll solo per svilire quanto da me scritto, in realtà sai che non sono un troll e questa tua mistificazione nei miei confronti rafforza le teorie riportatechi ha testa capiscebye
          • rvinside scrive:
            Re: L'open source è il cancro
            @nosTu non sai neanche cos'è l'open source, non parlare o criticare cose che non conosci!
          • liga scrive:
            Re: L'open source è il cancro

            Tu non sai neanche cos'è l'open source, non parlare o criticare cose che non conosci!Quoto!
          • Kon scrive:
            Re: L'open source è il cancro
            - Scritto da: nos
            - Scritto da: franco

            A chi è indirizzato è poco importante,non c'è

            bisogno che io mi senta chiamato in causa(e

            personalmente mi ci sento chiamato) per

            contestare l'operato di un

            troll.

            dici che sono un troll solo per svilire quanto da
            me scritto, in realtà sai che non sono un troll e
            questa tua mistificazione nei miei confronti
            rafforza le teorie
            riportate

            chi ha testa capisceInfatto capisco che spari minchiate... ciao ciao
    • ...... scrive:
      Re: L'open source è il cancro

      Un grande uomo disse: non abbiate paura!Vado OT ma non riesco a non risponderti.Quale grande uomo?!?!?!?!Se è quello che penso io, non è per niente grande (carismatico, si, ma grande no). Di sicuro di piccolo, molto piccolo, è la rappresentanza religiosa che portava, che come TUTTE le religioni sono il vero male.I seguaci religiosi si deiniscono impropriamente credenti: il termine più corretto sarebbe creduloni.Molto meglio (anche se negativa perchè sempre religione) la religione che vi era prima, negli stessi territori, dell'usurpazione religiosa avvenuta per opera dei seguaci rappresentati dal "grande" uomo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 dicembre 2007 13.36-----------------------------------------------------------
      • Nicola Gigante scrive:
        Re: L'open source è il cancro
        E tu non sei meno troll di lui a tirare in ballo la religione. Se non credi a niente fatti tuoi ma non hai diritto di insultare chi crede.Il discorso è sempre quello. Prima di criticare ci si informa. E vale sia che sia tecnologia, informatica, politica o religione.Che mondo di troll...
        • ...... scrive:
          Re: L'open source è il cancro
          1) Ho segnalato che andavo OT2) Non ho insultato. Ho solo precisato che l'uomo a cui fà riferimento (grande per lui) è solo carismatico. E che OGGETTIVAMENTE era meglio la religione precedente che loro DISPREZZATAMENTE hanno definito "pagana" cioè religione dei campi.
    • raudi scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      - Scritto da: nos
      L'open source è un cancro che alla fine alimenta
      solo le cellule malate, le cellule
      negative.Io preferisco vedere l'umanità come un insieme di persone che, generazione dopo generazione, impara dai propri sbagli e si avvantaggia delle proprie scoperte.T'immagini se ci fossero brevetti sulla ruota, sul fuoco, sull'acqua incanalata, sul legno piallato, sui chiodi, e così per altri milioni di piccole grandi invenzioni e scoperte che l'uomo ha fatto durante la sua permanenza sulla Terra?Dubito fortemente che ora saremmo a questo livello di sviluppo tecnologico.Quello che non vogliono capire quelli come te è che non siamo 6 miliardi di individui, ma siamo una sola umanità.Se ci aiutassimo a vicenda, se condividessimo le scoperte, se distribuissimo equamente le risorse forse non saremmo sull'orlo di una crisi economica, politica ed ecologica a livello planetario.Ed è altrettanto chiaro che se ognuno dei 6 miliardi coltivasse solo ed esclusivamente il proprio orticello, saremmo messi ancora peggio di come siamo ora.Ho sentito dire di tutto dell'open source, che è il male, che è la fine dell'informatica, che è il cancro, che è il comunismo informatico.Io penso che non sia niente di tutto questo: l'open source è un modo nuovo di concepire l'umanità e tale visione si può applicare a tutti i campi dello scibile. Dato che duplicare un'idea non costa niente, perché non farlo?Molti a questo punto potrebbero obiettare che con questo modello di sviluppo la ricerca si arresterebbe perché nessuno ci investirebbe più un euro. Io penso invece che sia solo una questione di mentalità: sono sempre di più le aziende che si consorziano per sviluppare nuovi applicativi sui quali poi vendono consulenza.È solo una questione di atteggiamento, ma purtroppo le persone che la pensano come te sono ancora troppe perché un vero cambiamento sia possibile.Comunque sia la speranza è sempre l'ultima a morire.
      • Lillo scrive:
        Re: L'open source è il cancro
        Tra i problemi del nostro pianeta c'è la sete di dominio insito in molti uomini.La scalata la potere (anche tramite il denaro) è finalizzata all'inebriante sensazione di dominio. Altrimenti non si spiegherebbe il perché dell'avarizia e dell'ingordigia di chi è già capo e/o padrone di grandi banche d'affari o tra i più ricchi del mondo e si affanna ancora a investirli per farli fruttare e a lavorare.Certo però che se si rivedesse il sistema economico che tiene oggi in piedi le multinazionali, ci si accorgerebbe anche che il sistema dei brevetti e del copyright sono quelli che maggiormente contribuiscono alla loro crescita e mantenimento di una posizione di dominio delle aziende e dei loro dirigenti.Ecco che se si riducessero i tempi di durata dei brevetti, vedresti ridurre di dimensione anche tali aziende...E se li eliminassimo, tali aziende semplicemente crollerebbero.Se ricerca e sviluppo avvenisse in maniera collaborativa i suoi costi si spalmerebbero tra le milioni di PMI interessate ad un progetto in un determinato campo. Ed ognuna potrebbe contribuire al suo sviluppo, ma nel contempo prenderne l'intero progetto e rivenderlo nella propria area di attività. È un discorso complesso ma che può funzionare, ne ho parlato spesso in questi forum e non mi va di dilungarmi ancora, anche perché è troppo pieno di minchioni che avrebbero difficoltà a capirle...Comunque anche il Papa tempo fa parlò di una maggiore condivisione dei saperi, tra tutti i suoi delirii...
      • AMEN scrive:
        Re: L'open source è il cancro
        - Scritto da: raudi
        Ho sentito dire di tutto dell'open source, che è
        il male, che è la fine dell'informatica, che è il
        cancro, che è il comunismo informatico.Beh, però è difficile negare che quelli che sostengono l'open source non siano comunisti :-)
    • acno scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      Il tuo e' un ragionamento ottuso e limitato,oltre che irreale.Nessuno obbliga nessuno e lo dimostra il fatto che la quasi totalita' dei software in circolazione e' closed-source.E non e' dovere di nessuna azienda donare il codice che sviluppa, e' una libera scelta.Il software open e' poi una scelta d'obbligo se si vuole far adottare uno standard che abbia ampia diffusione.Non avremmo internet se non fosse cosi'.Stai difendendo una posizione che e' sotto attacco da tempo e che ha bisogno di evolversi se vuole restare al passo coi tempi. Chi vuole guadagnare sul software deve puntare sulla personalizzazione, qualita' e servizio, come fa un bravo artigiano che compete con la grande industria.
    • Lillo scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      Senti, ma tu che dici che Richard Stallman è un alieno rettiliano?No per sapere se l'opensource potrà essere una tecnologia usata per il controllo mentale... (rotfl)
    • Strappapanni scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      L'open source è condivisione...e naturalmente non tutto deve essere condiviso.Parli come se condividere fosse obbligatorio!Questo fenomeno è importantissimo perché crea una cultura comune a cui tutti possono accedere: è quindi un progresso per tutta l'umanità.Se hai una nuova idea è giusto che tu ci possa guadagnare sopra: il problema è che troppe aziende si fanno pagare (profumatamente) per ciò che nuovo non è.L'open source traccia il limite far chi fa vera innovazione e chi vende spazzatura tirata a lucido.Riflettici tu ;-)
    • Kwisatz Haderach scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      - Scritto da: nos
      L'open source è un cancro che alla fine alimenta
      solo le cellule malate, le cellule
      negative.
      Mi pareva che fosse un modello di sviluppo del software basato sulla condivisione e sulla collaborazione che si pone come alternativa al modello closed source.
      Un grandissimo esercito di pseudo programmatori e
      aziende incapaci ha preso coscienza, grazie a
      internet, della sua massa, della sua dimensione.
      E adesso riesce a piegare verso di se chiunque si
      opponga al loro volere, Intel
      compresa.
      Inizialmente c'era la collaborazione tra universita' e centri di ricerca, luoghi dove la condivisione del sapere era una cosa normale, fu cosi' che anche in ambito informatico naquero collaborazioni e condivisione di codice tra diversi sviluppatori dando vita al movimento open source. Non era una massa, ma piccoli gruppi e sviluppavano software per soddisfare le loro esigenze (Stallman, per esempio ha cominciato a porsi il problema quando ha avuto problemi con i driver di una stampante di rete e la Xerox si e' rifiutata di analizzare e risolvere il problema nonostante RMS avesse offerto il suo aiuto a titolo gratuito per risolvere il problema)
      Un vero programmatore o una vera azienda software
      non hanno nulla da guadagnarci nel rilasciare i
      sorgenti in licenze-cancro come la
      GPL.
      Ti posso assicurare che il guadagno esiste: cambia solo la prospettiva.Non e' piu' il software in se' a costituire fonte di guadagno, ma i servizi di assistenza e la realizzazione di soluzioni personalizzate su richiesta del cliente: non si guadagna piu' sul codice in quanto tale ma sul lavoro svolto dai programmatori per crearlo o adeguarlo, e su un servizio di assistenza completo e personalizzato (da helpdesk a realizzazione di infrastrutture IT ad-hoc). Mai sentito parlare di aziende tipo Sun Microsystems, Red Hat e Novell ?
      L'open source serve solo ad alimentare gli
      incapaci e coloro cui miserabile scopo rimane
      sempre quello di bruciare tutto, rovesciando la
      scala dei valori, ciò che di buono e valoroso sia
      stato realizzato
      dall'uomo.
      Realizzare una stampante di rete e venderla con un corredo di driver fallati che inchiodano le code di stampa e rifiutarsi di correggere il problema e' quanto di buono e valoroso sia stato realizzato che il demone oscuro RMS ha distrutto e bruciato scrivendo dei driver funzionanti e mettendoli a disposizione della comunita' ???A me pare una visione alquanto distorta della realta'...
      Nessun progetto o software open source è mai nato
      se non è prima esistita una corrispondente
      versione commerciale. Lo scopo dell'armata open
      source resta quello di abbattere, distruggere e
      disarmare, rovesciando appunto la scala dei
      valori e creando un mito fittizio autoalimentato
      dall'ideologia che tutto deve essere di tutti e
      che questo è un futuro al quale nessuno può e
      deve
      opporsi.
      Se cosi' fosse, tu stesso non saresti qui a farneticare sul cancro che affligge lo sviluppo software, visto che internet e i suoi protocolli (mai sentito parlare di TCP/IP, HTTP, FTP, UDP, IMAP, POP3, SMTP, DNS, DHCP, ecc. ??) sono nati e cresciuti nelle universita' come progetti open source, e ancora qggi la rete si regge grazie ad una infrastruttura open source.
      Il software è e rimarrà sempre un prodotto
      artigianale, un bene di cui goderne deve avere
      diritto solo chi lo crea e chi lo vende e non
      tutti per via di una viscida visione del
      programmatore incapace e del furbetto del
      quartierino.
      Piuttosto deve essere chi crea il codice a decidere chi ha il diritto di farne cosa: se ti fa schifo l'open source e vuoi trarre profitto dal tuo codice, nulla ti vieta di pubblicare un software closed source.
      Riflettete a lungo su questo argomento e vedrete
      che alla fine non ci sarà alcun vantaggio per il
      vero programmatore e la vera azienda software nel
      donare per "dovere" il proprio lavoro alla
      marmaglia open source informe e
      appiccicosa.
      Donare per SCELTA, non per DOVERE: la licenza la scegli tu.Sei obbligato a redistribuire il codice SE E SOLO SE utilizzi come base di partenza del codice preesistente pubblicato sotto una licenza che te lo impone (tipo GPL), tuttavia esistono anche licenze open source che non presentano questa limitazione (ad esempio la BSD) quindi sta solo al programmatore decidere e non ad altri.
      Un grande uomo disse: non abbiate paura!Appunto: non avere paura ...
      • www.aleksfa lcone.org scrive:
        Re: L'open source è il cancro
        - Scritto da: Kwisatz Haderach
        Ti posso assicurare che il guadagno esiste:
        cambia solo la
        prospettiva.
        Non e' piu' il software in se' a costituire fonte
        di guadagno, ma i servizi di assistenza e la
        realizzazione di soluzioni personalizzate su
        richiesta del cliente Confermo riportando la mia esperienza di programmatore. Ho lavorato per anni in una software house che produceva (e produce) software personalizzato, rilasciando il codice al cliente insieme agli eseguibili. Ogni volta che il tale cliente aveva bisogno di una modifica, era naturale che si rivolgesse a noi, invece che ad altri professionisti del settore. Quasi tutto il lavoro di programmazione consiste nel modificare codice preesistente, e questo può confermarlo qualsiasi programmatore. Quindi il software libero è l'esaltazione delle qualità professionali di chi fa il mio mestiere.Ho lavorato anche presso una azienda che produce software proprietario (in regime di sostanziale monopolio nel settore bancario): in tal caso gran parte del tempo si perdeva nel rispetto di assurdi standard di scrittura del codice e nella documentazione dei singoli step degli algoritmi. Nessuna creatività né miglioramento professionale.
        Donare per SCELTA, non per DOVERE: la licenza la
        scegli tu.E', in realtà, un dono a costo zero: il tuo software resta di tua proprietà, e le licenze libere garantiscono la tua proprietà. Quel che concedi è la libertà a chi usa il software di renderlo migliore, pur rispettando il tuo nome. Tutti possono venderlo e guadagnare dal proprio lavoro, e tutti possono migliorarlo ulteriormente. Questo è anche il motivo per cui generalmente il software libero è di qualità migliore e si evolve più rapidamente di quello proprietario.
    • www.aleksfa lcone.org scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      - Scritto da: nos
      Un vero programmatore o una vera azienda software
      non hanno nulla da guadagnarci nel rilasciare i
      sorgenti in licenze-cancro come la
      GPL.Chi sono i 'veri' programmatori? Hai almeno una vaga idea di cosa siglifichi programmare un calcolatore? Davvero credi di sapere in cosa consista il lavoro di un programmatore? Te lo dico io: il 98% del lavoro consiste nel fare manutenzione o modificare software già scritto. Se il software fosse SOLO software aperto, ci sarebbe molto più spazio per i programmatori, meno per i furbi spremisoldi. Tutti avrebbero da guadagnarci investendo in software libero.
      L'open source serve solo ad alimentare gli
      incapaci e coloro cui miserabile scopo rimane
      sempre quello di bruciare tutto,In che modo? Perché? Sei capace di spiegarlo? Ma soprattutto cosa ci guadagni a mistificare la realtà?
      scala dei valori, ciò che di buono e valoroso sia
      stato realizzato dall'uomo.Certo, anche il buco nell'ozono, la caccia alle foche ed il terrorismo internazionale.
      Nessun progetto o software open source è mai nato
      se non è prima esistita una corrispondente
      versione commerciale. Il software era libero ed il codice era aperto PRIMA della nascita delle aziende commerciali. Queste hanno inventato la mistificazione del software proprietario per impedire la libera circolazione della ricerca e produrre denaro. Ti do una notizia: il software libero E' COMMERCIALE: nessuna licenza proibisce di farne commercio, per questo è libero.
      valori e creando un mito fittizio autoalimentato
      dall'ideologia che tutto deve essere di tutti e
      che questo è un futuro al quale nessuno può e
      deve opporsi.Il principio secondo cui la conoscenza deve essere accessibile a tutti non è un mito fittizio, né una ideologia in qualche modo rivoluzionaria. E' stata da sempre la base per il progresso della conoscenza umana. Il software, in quanto prodotto della ricerca, non può che essere libero, come la teoria della relatività o la ricetta della pizza margherita.
      Il software è e rimarrà sempre un prodotto
      artigianale, un bene di cui goderne deve avere
      diritto solo chi lo crea e chi lo vende Secondo questa visione l'umanità abiterebbe ancora sugli alberi e nelle caverne. Svegliati! Siamo animali sociali, la base dell'umanità è la comunicazione, il linguaggio, la tradizione del sapere. Se la mamma inventa una ricetta è naturale che ne dia copia a chi la chiede. Sarebbe innaturale se dovesse usarla in modo esclusivo.
      Riflettete a lungo su questo argomento e vedrete
      che alla fine non ci sarà alcun vantaggio per il
      vero programmatore e la vera azienda software nel
      donare per "dovere" il proprio lavoro alla
      marmaglia open source informe e
      appiccicosa.Io sono un programmatore, ti assicuro che il 'vero' programmatore, che lavora in una software house ha tutti i motivi per sviluppare software libero. Ma sembra che tu non conosca affatto il lavoro di una software house e del programmatore. Il fatto che tutti possano cucinare in casa non fa morire di fame i cuochi, al contrario, ne esalta le capacità e l'inventiva.Rifletti a lungo prima di parlare di ciò che non conosci.
    • Simon the Sorcerer scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      L'open source è un movimento, nonché un modello di sviluppo, non un cancro; se seguiamo il tuo ragionamento secondo il cui un movimento molto diffuso è un cancro, un tumore maligno, allora anche la non-violenza di gandhi può essere considerata tale; anche per le similarià tra i due movimenti.Entrambi sono movimenti non aggressivi che lasciano la libertà a ciascuno di decidere se farne parte o meno, senza obblighi o imposizioni, accettando solo quelle che fanno parte del codice morale che si è scelto di seguire (nessuno era obbligato a marciare con gandhi, ma se lo faceva non poteva mettersi a bastonare chi si opponeva alle manifestazioni).Entrambi cercano di portare avanti le proprie idee in modo pacifico; cercano la convivenza ma non ammettono compromessi, non ammettono di perdere la libertà per pochi privilegi, per pochi soldi non vendono le proprie convinzioni.Inoltre parte del software open source si basa su programmi proprietari cui il codice è stato donato a tale movimento, ad esempio StarOffice della Sun ha liberato il codice da cui è nato OpenOffice, da cui a sua volta StarOffice attinge migliorie implementate da quelli che tu hai erroneamente definito: "pseudo programmatori" e "incapaci"; che poi così incapaci non sono visto che i loro progetti si stanno proponendo, e non imponendo, come una valida alternativa al closed source.Tu fra le righe li definisci presuntuosi ma essi, al contrario di altri, lasciano a chiunque la possibilità di correggere i loro errori, ammettendo che il loro software non è perfetto, e non presentandolo come tale per poi far uscire un service pack dopo pochi mesi (e non tutte le software house li rilasciano).Tu vedi un movimento nato per annichilire il software, eppure questo movimento nasce dove è nato lo stesso concetto di software: nelle università e negli istituti di ricerca dove il condividere la conoscenza è innanzitutto una necessità nonché un dovere morale.Inoltre da sempre la concorrenza ha portato a uno sviluppo del software verso una maggiore qualità dello stesso, e quindi ad un miglioramento; ciò che è statico e senza stimoli ristagna, mentre ciò che è dinamico porta all'evoluzione (con questo non mi riferisco solo al sistema di sviluppo, open o closed, ma anche ad un mercato senza contrapposizioni ne concorrenza).Il software closed non è un sistema artigianale, e il software che produce non viene mai venduto, lo stesso concetto di software pirata è errato: si dovrebbe parlare di licenze pirata. Infatti tu non aquisti un software ma il permesso di installarlo e utilizzarlo su un numero di macchine, in accordo con quanto stabilito nella licenza, e solo per gli scopi dichiarati nella licenza; quindi sarebbe meglio definirlo come un comodato d'uso piuttosto che come una vendita. Il software open source invece ribalta tale concetto, tale software è di proprietà dell'autore ma egli concede a chiunque di osservarne i meccanismi interni e di averne una copia, in forma di codice sorgente, a titolo gratuito e di farne ciò che vuole, incluso modificarne il sorgente e ripubblicarlo in una licenza compatibile con la licenza del codice originario.Vorrei inoltre farti notare che se davvero non vi fosse convenienza a livello aziendale l'IBM e la Sun, per fare due nomi, non finanzierebbero mai tale movimento, ne tantomeno vi donerebbero codice sorgente (Ad esempio parte del codice del kernel Linux ed Eclipse per IBM, e OpenOffice, OpenSolaris, e Java per quanto concerne Sun).Concludo dicendo che se non credi nel sistema di sviluppo open source, o rifiuti i principii di solidarietà e condivisione alla base di questo movimento ... sei libero di farlo; infatti al contrario del mondo closed che impone le sue regole, il mondo open le propone e chiunque è libero di accettarle o meno.
    • Anonimo scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      - Scritto da: nos
      L'open source è un cancro che alla fine alimenta
      solo le cellule malate, le cellule
      negative.
      Taglio tutto e propongo questo messaggio come la miglior trollata del 2007.
    • Infermiera Ratched scrive:
      Re: L'open source è il cancro
      Anche oggi ha fatto finta di prendere le sue pillole, signor Ballmer? 8)
      • Dr. House scrive:
        Re: L'open source è il cancro
        - Scritto da: Infermiera Ratched
        Anche oggi ha fatto finta di prendere le sue
        pillole, signor Ballmer?
        8)Infermiera dica al sig. Ballmer che se fa il bravo magari gli rimettiamo una sedia in stanza :-)
  • gat ano scrive:
    linux supporta fibre channel e 10GB eth
    linux supporta fibre channel e 10GB eth e li supporta da anni, qui stiamo parlando di uno standard in via di approvazione che "mixa" le due cose e linux ha gia il supporto intel ben prima dell'approvazione dello standard ...non dire fesserie informati, linux e' lo *nix professionale piu' supportato al mondo
    • BSD_like scrive:
      Re: linux supporta fibre channel e 10GB eth
      Guarda che non si stà parlando del Fibre Channel per storage.Linux supporta da tempo (SEPPUR DOPO GLI UNIX PROPRIETARI) il fibre channel per protocolli storage.Si stà parlando dei protocolli fibra destinati all'Ethernet, che è ancora pochissimo diffuso. Il 10Gb di cui parli è il protocollo ETH su rame (SUPPORTATO DA LINUX DOPO GLI UNIX PROPRIETARI)."Su Solaris, AIX, HP-UX, Tru64 vi è da tempo SIA il 10Gb ETH via rame sia quello via Fibre.Linux e win nicchiano, sono indietro sul FIBRE."Su win non sarei nemmeno sicuro sul rame."qui stiamo parlando di uno standard in via di approvazione che "mixa" le due cose e linux ha gia il supporto intel ben prima dell'approvazione dello standard ..."Ma infatti, Sun & Company sulle loro macchine già utilizzano questo standard seppur non ancora approvato (non saprei se sono conformi totalmente alla bozza che stà uscendo fuori) e i loro UNIX ne hanno il supporto. Linux NO.Poi (altro punto), senza le company che producono gli stessi UNIX rivali di Linux in quella fascia di server (non di win* che non c'è), Linux con le sole sue forze giungerebbe ancora più tardi. Ma la fortuna di Linux è che a quelle company interessa principalmente vendere l'HW.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 dicembre 2007 11.42-----------------------------------------------------------
  • BSD_like scrive:
    Linux & Windows indietro
    Su Solaris, AIX, HP-UX, Tru64 vi è da tempo sia il 10Gb ETH via rame sia quello via Fibre.Linux e win nicchiano, sono indietro sul Fibre.La cosa può passare per win* che ha un mercato in cui è estromessa dai server che devono essere equipaggiati con quella tecnologia (poi man mano che il costo della tecnologia si abbasserà non potrà farne a meno). Ma Linux, seppur in misura inferiore ai *nix di cui sopra, su quella fetta di server è presente.Nelle tecnologie di punta, quasi sempre Linux è indietro rispetto ai *nix proprietari (essere davanti a windows non è che sia una gran cosa, visto che in quell'ambito win* non c'è).Nei progetti di punta accademici riesce a competere con gli altri *nix, ma nelle restanti tecnologie di punta, l'open non riesce a competere e spesso ha bisogno dell'aiuto delle stesse aziende che producono gli o.s. rivali (in quella fascia di macchine) di Linux stesso.
    • anonimo scrive:
      Re: Linux & Windows indietro
      e quindi?Chi ha mai detto che linux e' meglio in tutto?
    • Lillo scrive:
      Re: Linux & Windows indietro
      Beh ovvio che se le aziende che sviluppano le tecnologie non ti aiutano, specifiche e draft non arrivano per virtù dello spirito santo...E poi molte aziende che hanno anche un loro unix tendono a integrare il supporto ad una tecnologia nuova prima sul loro unix...
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