Safari 3.2 dichiara guerra al phishing

Con il nuovo aggiornamento al proprio browser Apple non si è limitata a correggere le ultime vulnerabilità di sicurezza, ma ha anche introdotto nuove funzionalità tese a proteggere gli utenti da vari tipi di truffa online

Roma – Lo scorso venerdì Apple ha rilasciato un aggiornamento di sicurezza per Safari che, oltre a correggere diverse vulnerabilità, aggiunge al famoso browser nuove e più avanzate funzionalità antiphishing. Tali funzionalità arrivano in risposta alle critiche mosse a Safari da vari content e service provider del Web, tra i quali PayPal : quest’ultima, la scorsa primavera, ha persino suggerito agli utenti di Apple di utilizzare browser più sicuri, come Opera e Firefox.

Come tradizione, la nota di Apple che accompagna il rilascio della nuova versione di Safari è piuttosto parca di dettagli.

“Questo update è raccomandato a tutti gli utenti di Safari, i quali possono beneficiare di protezioni contro i siti fraudolenti di phishing e di una migliore identificazione per le transazioni online”, si legge sul sito della Mela. “Questo aggiornamento include anche gli ultimi aggiornamenti di sicurezza”, per i cui dettagli Apple rimanda a questo advisory .

Safari 3.2 corregge quattro falle di sicurezza in Mac OS X (Tiger e Leopard) e undici falle in Windows XP/Vista. La maggior parte delle debolezze potrebbe essere sfruttata da malintenzionati per causare il crash del browser ed eventualmente eseguire del codice da remoto. Tra le vulnerabilità di questo tipo figurano alcune legate alla gestione di JPEG e TIFF, che possono essere innescate dall’apertura di immagini malformate, ed altre relative alle librerie zlib e libxslt e al componente di sistema CoreGraphics.

Un altro bug, questa volta relativo al motore WebKit, potrebbe invece consentire l’accesso non autorizzato a file e/o informazioni locali.

Per quanto concerne le funzionalità di sicurezza, Safari 3.2 ora fornisce un sistema antiphishing molto simile a quello incluso in altri browser, come Opera e Firefox: quando l’utente visita un sito potenzialmente pericoloso, il browser visualizza un messaggio di avviso che consente all’utente di chiudere la pagina, ignorare l’avvertimento o saperne di più sul phishing. Cliccando quest’ultima voce si viene indirizzati verso una pagina del sito di Google : ciò probabilmente lascia intendere che il sistema antiphishing di Safari 3.2 si appoggi sulla black list di BigG.

Gli utenti possono attivare o disattivare gli avvisi antiphishing dalla scheda Sicurezza nelle preferenze del browser.

Il nuovo Safari è poi in grado di trarre vantaggio dagli Extended Validation Certificate ( EVC ) visualizzando, accanto al lucchetto SSL, il nome del sito a cui il certificato fa riferimento: questo serve per capire se il sito che si sta visitando sia davvero quello che dice di essere. Purtroppo al momento i siti provvisti di EVC rappresentano una piccola minoranza.

Tra le altre misure di sicurezza si cita la cancellazione automatica, dalla cache del browser, dei dati inseriti nei moduli online: questo per evitare che un’eventuale debolezza di Safari possa consentire ad un aggressore di accedere ai dati dell’utente.

Safari 3.2 può essere scaricato attraverso il tool Apple Update o da sito dell’azienda di Cupertino.

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  • Paolini scrive:
    Re: Razr...Motorola...bhà
    Si, tecnologicamente era ordinario, ma chissenefrega se era tamarro, in tasca era comodo
  • ninjaverde scrive:
    Ricordando
    La vicenda Motorola di Torino dovrebbe essere un monito per il futuro...ma lo sarà mai?Lo stato italiano, in prima linea l'amministrazione pubblica, non ha sostenuto in passato la Olivetti all'avanguardia sui personal computer e l'ha lasciata praticamente fallire (in quel settore strategico)... poi A Torino tra Comune e Regione (fondi europei?) hanno regalato milioni di Euro alla Motorola per investimenti in loco. Ecco cosa ci rimane, ed ecco cosa succede quando non si sostiene l'industria nazionale e si sponsorizza quella straniera.Ora si spera....o si prega Padre Pio. :D
    • Enjoy with Us scrive:
      Re: Ricordando
      - Scritto da: ninjaverde
      La vicenda Motorola di Torino dovrebbe essere un
      monito per il futuro...ma lo sarà
      mai?
      Lo stato italiano, in prima linea
      l'amministrazione pubblica, non ha sostenuto in
      passato la Olivetti all'avanguardia sui personal
      computer e l'ha lasciata praticamente fallire (in
      quel settore strategico)... poi A Torino tra
      Comune e Regione (fondi europei?) hanno regalato
      milioni di Euro alla Motorola per investimenti in
      loco.

      Ecco cosa ci rimane, ed ecco cosa succede quando
      non si sostiene l'industria nazionale e si
      sponsorizza quella
      straniera.
      Ora si spera....o si prega Padre Pio. :DOlivetti all'avanguadia nei personal computer? Non supportata dallo stato?Ma se le poste per decenni hanno acquistato apparecchiature Olivetti fuori da ogni logica di mercato, se hanno avuto sussidi e cassaintegrazioni più ancora della Fiat (in rapporto alle dimensioni)!La verità è un'altra Olivetti produceva ottime macchine da scrivere, quando saltò nel settore pioneristico dei PC all'inizio fece anche qualche macchina decente (Tipo l'Olivetti M20, caro ma ancora concorrenziale, visto che all'epoca la concorrenza era solo IBM!), poi incominciò a produrre dei semplici cloni come qualsiasi assemblatore, solo a costi 5 volte superiori, mi ricordo ancora nel 1990 quando mi accingevo a comprare il mio primo PC che un 386 Olivetti 25 Mhz con HD da 100 (o forse 120 Mb ammetto non ricordo più bene) cercavano di piazzartelo a 12 milioni di lire dell'epoca, con il venditore (all'epoca avevo una ventina d'anni) che mi guardava dall'alto in basso, un ragazzino che osa chiedere il prezzo di un simile supercomputer, un mese più tardi il ragazzino andò a Roma da uno dei primi assemblatori e per 2.300.000 prese il 386 Dx 25 Mhz con ben 2 Mb di ram, HD da 40 Mb e monitor 14 Pollici Multisinc!
      • ninjaverde scrive:
        Re: Ricordando

        Olivetti all'avanguadia nei personal computer?
        Non supportata dallo
        stato?
        Ma se le poste per decenni hanno acquistato
        apparecchiature Olivetti fuori da ogni logica di
        mercato, se hanno avuto sussidi e
        cassaintegrazioni più ancora della Fiat (in
        rapporto alle
        dimensioni)!Peccato che in un secondo tempo l'amministrazione pubblica sia passata ad IBM

        La verità è un'altra Olivetti produceva ottime
        macchine da scrivere, quando saltò nel settore
        pioneristico dei PC all'inizio fece anche qualche
        macchina decente (Tipo l'Olivetti M20, caro ma
        ancora concorrenziale, visto che all'epoca la
        concorrenza era solo IBM!), poi incominciò a
        produrre dei semplici cloni come qualsiasi
        assemblatore, solo a costi 5 volte superiori,No qui ti sbagli clamorosamente.IBM originale era sui 5 milioni ed era un 8088M24 più o meno lo stesso prezzo ma con 8086 a 16 bit schermo interlacciato (a doppia risoluzione)poi superato in un secondo tempo dall'AT IBM mi
        ricordo ancora nel 1990 quando mi accingevo a
        comprare il mio primo PC che un 386 Olivetti 25
        Mhz con HD da 100 (o forse 120 Mb ammetto non
        ricordo più bene) cercavano di piazzartelo a 12
        milioni di lire dell'epoca, con il venditore
        (all'epoca avevo una ventina d'anni) che mi
        guardava dall'alto in basso, un ragazzino che osa
        chiedere il prezzo di un simile supercomputer, un
        mese più tardi il ragazzino andò a Roma da uno
        dei primi assemblatori e per 2.300.000 prese il
        386 Dx 25 Mhz con ben 2 Mb di ram, HD da 40 Mb e
        monitor 14 Pollici
        Multisinc!Beh, questo mi sa tanto di un "colpo" tentato e mancato del venditore in questione....non c'è poi tanto da stupirsi...
        • Enjoy with Us scrive:
          Re: Ricordando
          - Scritto da: ninjaverde

          Olivetti all'avanguadia nei personal computer?

          Non supportata dallo

          stato?

          Ma se le poste per decenni hanno acquistato

          apparecchiature Olivetti fuori da ogni logica di

          mercato, se hanno avuto sussidi e

          cassaintegrazioni più ancora della Fiat (in

          rapporto alle

          dimensioni)!

          Peccato che in un secondo tempo l'amministrazione
          pubblica sia passata ad
          IBM




          La verità è un'altra Olivetti produceva ottime

          macchine da scrivere, quando saltò nel settore

          pioneristico dei PC all'inizio fece anche
          qualche

          macchina decente (Tipo l'Olivetti M20, caro ma

          ancora concorrenziale, visto che all'epoca la

          concorrenza era solo IBM!), poi incominciò a

          produrre dei semplici cloni come qualsiasi

          assemblatore, solo a costi 5 volte superiori,

          No qui ti sbagli clamorosamente.
          IBM originale era sui 5 milioni ed era un 8088
          M24 più o meno lo stesso prezzo ma con 8086 a 16
          bit

          schermo interlacciato (a doppia risoluzione)
          poi superato in un secondo tempo dall'AT IBM

          mi

          ricordo ancora nel 1990 quando mi accingevo a

          comprare il mio primo PC che un 386 Olivetti 25

          Mhz con HD da 100 (o forse 120 Mb ammetto non

          ricordo più bene) cercavano di piazzartelo a 12

          milioni di lire dell'epoca, con il venditore

          (all'epoca avevo una ventina d'anni) che mi

          guardava dall'alto in basso, un ragazzino che
          osa

          chiedere il prezzo di un simile supercomputer,
          un

          mese più tardi il ragazzino andò a Roma da uno

          dei primi assemblatori e per 2.300.000 prese il

          386 Dx 25 Mhz con ben 2 Mb di ram, HD da 40 Mb e

          monitor 14 Pollici

          Multisinc!
          Beh, questo mi sa tanto di un "colpo" tentato e
          mancato del venditore in
          questione.
          ...non c'è poi tanto da stupirsi...No! Erano i prezzi correnti dei PC di marca IBM e Olivetti!Infatti proponevano a 3-4 milioni dei 286! All'epoca poi c'era un sacco di gente convinta che per le prestazioni contasse più il marchio che il processore integrato!Visto con i miei occhi imbecilli che nel 1990 compravano appunto a caro prezzo (più di quanto Io spesi per il 386 per intenderci) gli 8086 di Ibm o Olivetti, perchè erano sicuramente più veloci di qualsiasi altra marca, figuriamoci di un assemblato!!!!
    • Gastone scrive:
      Re: Ricordando
      cisco e motorola hanno le ore contate
  • malandrino scrive:
    Mah...
    a me pare che ogni tanto questi le sparano grosse... in ogni caso, che Cisco fosse interessata a qualcuno del campo della telefonia mobile (non solo a Motorola) è cosa nota a tutti da tempo, così com'è noto che ci fossero dei progetti che Motorola e Cisco stavano sviluppando in collaborazione
  • BLah scrive:
    Re: Razr...Motorola...bhà
    se vuoi la tecnologia, dai una occhiata al mercato dei cellulari giapponese...chiediamoci perché a noi ci rifilano le tamarrate.
  • LuigiT scrive:
    Rega la confusione ma ..
    La motivazione della chiusura di Torino sarebbe che hanno chiuso tutte le attività non commerciali in Europa. In questo articolo si dice che "Motorola ha iniziato a tagliare la rete commerciale".Taglia qui o taglia la, sta di fatto che anche Motorola, si è presa 12 milioni di euro di contributi 2 anni fa ed ora ha lasciato tutti a piedi!
    • Morse.it scrive:
      Re: Rega la confusione ma ..
      Il centro di Torino faceva ricerca e sviluppo, non c'entra nulla con il taglio della rete commerciale (che si sta compiendo in modo meno rumoroso).
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