Samsung alla carica della tecnologia AMOLED

Il colosso coreano sempre più impegnato nello sviluppo e nella produzione di pannelli ultrasottili basati su tecnologia AMOLED. In futuro, promette Samsung, le TV da salotto si potranno piegare

Roma – Non contenta di essere già la principale protagonista del mercato degli schermi e pannelli AMOLED , Samsung Mobile Display ha tutta l’intenzione di continuare a innovare e migliorare la propria capacità produttiva di qui a breve. Bisogna crescere e prevedere il futuro per rispondere alle esigenze di un settore in progressione costante, suggerisce SMD.

Il produttore coreano ha prodotto il 90% dei display AMOLED totali realizzati nel 2010, con un incremento di ricavi che nel quarto trimestre dell’anno è stato del 10,5% su 900 milioni di prodotti venduti. Si prevede che i profitti aumenteranno grandemente dopo la messa in funzione del nuovo impianto produttivo, con il numero dei pannelli (di piccole dimensioni) realizzati al mese che passerà a 30 milioni dai 3 milioni attuali.

Naturalmente dell’aumento di produzione non beneficerà soltanto Samsung, perché una maggiore disponibilità di pannelli significherà minori ritardi nella commercializzazione e abbondanza di scorte per gli smartphone e i MID (tablet in primis) di nuova generazione e quindi un mercato in grado di crescere al meglio delle sue potenzialità.

Se l’incremento di produzione è una prospettiva che si esaurisce di qui a pochi mesi, Samsung dimostra di voler pensare anche al medio termine e alle potenziali evoluzioni della tecnologia AMOLED in ogni ambito di utilizzo. Nel salotto domestico, ad esempio, il colosso coreano vedrebbe con favore la proliferazione di display flessibili e “piegabili”, orientabili secondo le esigenze di visione degli spettatori e facili da trasportare in giro per la casa.

Alfonso Maruccia

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  • ephestione scrive:
    Lo spazio non è di nessuno, giusto?
    Il motivo per cui ogni tanto leggo su PI che una nazione o l'altra lanciano in orbita qualche accrocco "strano e senza che sappia a cosa serve", il tutto senza il giro di incidenti diplomatici internazionali, suppongo sia perché gli strati più esterni dello spazio sono fondamentalmente tutti i pubblico dominio e quindi chiunque può farci quello che gli pare... quindi se venisse lanciato in orbita un satellite con una server farm di the pirate bay basato su proXXXXXri ultra-low-power e alimentato a pannelli solari, nessuno potrebbe rompere le scatole a nessun altro, giusto?Certo, poi capiterà che per puro caso un satellite americano per una disgraziata coincidenza ci colliderà contro...
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