Samsung e Apple, una storia di somiglianze?

Respinta la richiesta di danni invocata da Cupertino, le due continuano a sfoderare le loro armi. Mentre negli Stati Uniti è il turno dei testimoni Apple, in Australia la coreana la accusa di aver influenzato gli esperti

Roma – Il processo californiano che vede contrapposte Apple e Samsung, è sempre più il crocevia dello scontro brevettuale internazionale che vede le due fronteggiarsi senza esclusione di colpi: ora è il turno dei testimoni di Cupertino che ripercorrono la storia di iPhone, sottolineando l’importanza del processo creativo.

Apple continua ad attaccare veementemente Samsung, accusandola di aver copiato senza ritegno il design originale di iPhone e iPad per la sua linea Galaxy. Per dimostrarlo, da ultimo, ha presentato una timeline che mostra l’evoluzione dei dispositivi della coreana e che sembra evidenziare negli ultimi anni una sorta di convergenza verso i corrispettivi con la Mela.

timeline

Anche se il giudice ha già respinto la sua richiesta di danni, Apple vuole insomma battere il ferro finché è caldo: la linea difensiva di Samsung, basata sull’assunto per cui sarebbe Apple ad aver preso idee già in circolazione, ha finora incassato opinioni contrarie da parte del giudice Lucy Koh.

Per convincere ora il tribunale a punire Samsung, Apple ha dunque esteso la tesi di violazione della proprietà intellettuale a quella di competizione sleale : in particolare, dice, la coreana avrebbe sfruttato la sua mastodontica campagna pubblicitaria, limitandosi a mettere il luce la somiglianza tra i suoi prodotti e quelli con la Mela.

Davanti alla Corte hanno dunque testimoniato i vertici di Apple che hanno, in particolare con Scott Forstall, raccontato dettagliatamente il lungo percorso creativo che ha portato, dal progetto segreto condotto a Cupertino e chiamato in codice “Project Purple”, ad iPhone e poi ad iPad: i racconti dei vertici Apple si sono concentrati sull’importanza di percorrere un processo creativo e innovativo che possa scaturire in prodotti originali che rappresentano un progresso per il mercato.

Philip Schiller, vicepresidente Apple al marketing, è poi entrato nel dettaglio della campagna pubblicitaria che ha accompagnato il lancio dei nuovi prodotti: dal 2008 al 2011 Cupertino ha speso 647 milioni di dollari in pubblicità per iPhone e ben 457 milioni di dollari per iPad nel biennio 2010-11 . Secondo Schiller, dunque, Samsung avrebbe sfruttato tale pubblicità per spingere i suoi dispositivi all’apparenza simili.

Chiamati a testimoniare ci sono anche Wookun Kho, ingegnere Samsung, Peter Bressler, presidente di Industrial Designers Society of America tra il 1989 e il 1990, Jstin Denison, chief strategy officer di Samsung negli ultimi 4 anni, e la designer autrice, tra l’altro, dell’icona happy Mac Susan Kare.

Samsung ha cercato di rispondere colpo su colpo: il manager Justin Denison ha riferito sotto giuramento che i prodotti della coreana sono stati creati indipendentemente, mentre i suoi avvocati difensori hanno puntato il dito contro i riferimenti che la stessa Apple avrebbe fatto nel corso dello sviluppo dei prodotti ad alcuni dispositivi Samsung.

In particolare è stata sottoposta alla giuria una conversazione email risalente al 2005, tra diversi dirigenti Apple compreso Steve Jobs, che analizzano Samsung SGH-E910 per una soluzione a cui stavano in quel momento lavorando : in realtà – secondo il testimone di Cupertino Scott Forstall – si tratta di un episodio in cui i vertici Apple stavano discutendo degli errori fatti dalla concorrente e da non ripetere.

Oltre a questa conversazione, poi, Samsung ha presentato una mail del responsabile di iTunes Eddy Cue, in cui appoggia l’opportunità di dare vita ad un iPad da 7 pollici dopo aver visto Samsung Galaxy Tab e aver letto una critica particolarmente favorevole: Cue sarebbe arrivato fino a sottoporre tale opportunità in diverse occasioni al compianto CEO.

Nel frattempo non mancano i giochi sporchi tra le due anche davanti agli altri tribunali che le vedono contrapposte: da ultimo in Australia Samsung ha accusato Apple di incontrare privatamente gli esperti legali convocati come testimoni , evidentemente con l’obiettivo di influenzarli, e tanto da averli già spinti ad un cambio di valutazione.

Claudio Tamburrino

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