Sandy Bridge, il ponte Intel verso i 32nm

Ennesima evoluzione dei microprocessori basati su set di istruzioni x86. Secondo Santa Clara, l'ennesima rivoluzione. Di certo Sandy Bridge punta molto su prestazioni e multimedialità. Con un tocco di DRM
Ennesima evoluzione dei microprocessori basati su set di istruzioni x86. Secondo Santa Clara, l'ennesima rivoluzione. Di certo Sandy Bridge punta molto su prestazioni e multimedialità. Con un tocco di DRM

In anticipo di qualche giorno sull’apertura del Consumer Electronic Show di Las Vegas , Intel presenta ufficialmente le CPU basate sulla nuova architettura x86 a 32 nanometri nota con il nome in codice di Sandy Bridge . Santa Clara definisce la rinnovata famiglia di processori come “Intel Core di Seconda Generazione”, promettendo notevoli miglioramenti in ogni scenario di utilizzo per gli utenti come per l’industria dei contenuti multimediali.

La nuova linea di CPU Core iX prevede 20 nuovi processori appartenenti alla fascia bassa (i3), media (i5) e alta del mercato (i7), con differenze nelle prestazioni e nelle caratteristiche avanzate implementate su silicio. La caratteristica base di Sandy Bridge è la stretta integrazione tra la componente CPU e quella grafica (GPU), che ora risultano “fuse” insieme al pari delle APU della piattaforma Fusion di AMD .

La GPU Intel integrata nei Core iX di seconda generazione rappresenta un netto miglioramento rispetto ai chip “IGP” sin qui sfornati da Santa Clara, un fatto che fornisce incrementi prestazionali evidenti all’enorme bacino di utenza non particolarmente esigente riguardo a 3D e applicazioni visive ma anche una maggiore compatibilità con i giochi più recenti.

Non bastasse l’integrazione tra CPU e GPU, Sandy Bridge porta in dote evoluzioni di tecnologie introdotte in precedenza e anche tecnologie al debutto. Turbo Boost arriva alla versione 2.0: la tecnologia, pensata per migliorare l’efficienza della CPU con l’overclock dinamico e automatico dei singoli core di processore, è ora in grado di agire su quattro core in contemporanea invece che su un solo core come in precedenza .

Sandy Bridge supporta in modo nativo il formato WiDi 2.0 (Wireless Display 2.0), un sistema con cui Intel promette lo streaming in alta definizione (Full HD a 1080p) via connessione senza fili sull’HDTV domestico – previa la disponibilità sul sistema del corrispondente apparato hardware necessario alla trasmissione/decodifica dei dati.

E ancora Sandy Bridge introduce Quick Sync Video , vale a dire nuove istruzioni multimediali in grado di accelerare grandemente la codifica/decodifica in tempo reale dei formati multimediali una volta che il software sarà stato opportunamente aggiornato per sfruttare il nuovo standard. All’insegna della multimedialità (telematica) anche Intel Insider , una tecnologia pensata per fornire un “accesso diretto” ai contenuti in streaming protetti sempre in alta definizione.

Intel dice di aver lavorato fianco a fianco con gli studios hollywoodiani per mettere appunto II, un sistema che a parere del chipmaker “aprirà la strada ai contenuti premium in alta definizione, come i film, sui PC degli utenti” e che avrà sin da subito il supporto di Warner, Fox e altri anche (soprattutto?) grazie al fatto di gestire la blindatura hardware dei flussi audiovisivi a livello di CPU.

L’architettura Sandy Bridge è naturalmente destinata a equipaggiare ogni genere di computer “brandizzato” in uscita nei prossimi mesi, e di particolare interesse risultano le migliorie multimediali/prestazionali rese possibili dalla nuova architettura una volta applicate ai laptop dei grandi produttori Acer, Asus , HP e altri. I primi test delle nuove CPU Intel sono già disponibili su PcTuner.net e DinoX PC .

Alfonso Maruccia

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03 01 2011
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