Sanzione AGCOM a Cloudflare: commento della FAPAV

Sanzione AGCOM a Cloudflare: commento della FAPAV

Secondo la FAPAV, la sanzione inflitta da AGCOM a Cloudflare è giusta perché l'azienda californiana non ha rispettato la legge antipirateria.
Sanzione AGCOM a Cloudflare: commento della FAPAV
Secondo la FAPAV, la sanzione inflitta da AGCOM a Cloudflare è giusta perché l'azienda californiana non ha rispettato la legge antipirateria.

Dopo quello della Lega Serie A è arrivato anche il commento della FAPAV (Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali) sulla sanzione inflitta da AGCOM a Cloudflare. Viene ovviamente evidenziato che la decisione dell’autorità è corretta, in quanto l’azienda californiana non ha rispettato la legge antipirateria italiana.

Non esiste nessuna censura

Come è noto, la multa di oltre 14 milioni di euro è stata inflitta per non aver bloccato l’accesso ai siti pirata segnalati dai titolari dei diritti tramite la piattaforma Piracy Shield, alla quale Cloudflare non è iscritta. Il CEO Matthew Prince ha dichiarato che la richiesta di impedire l’accesso tramite DNS equivale alla censura di Internet. Secondo la FAPAV, la sanzione è corretta perché l’azienda californiana non ha rispettato una legge italiana approvata all’unanimità dal Parlamento.

Tale legge impone il blocco entro 30 minuti dalla segnalazione per siti pirata che trasmettono eventi sportivi, film e serie TV. Nel comunicato stampa della FAPAV è scritto che:

Cloudflare è una delle poche aziende che non coopera attivamente nel contrasto alla pirateria. I suoi servizi vengono frequentemente utilizzati dagli amministratori di siti pirata per celare le loro attività ritenute illecite sia in Italia sia all’estero. Da anni AGCOM e gli operatori del settore chiedono a Cloudflare di collaborare per contrastare pirateria e illegalità. La risposta è stata invariabilmente negativa, invocando la censura come giustificazione.

Il CEO Matthew Prince ha sottolineato che l’accesso si siti pirata viene bloccato quando arriva una richiesta dal giudice. L’Italia utilizza invece una piattaforma per imporre blocchi in seguito alle segnalazioni dei titolari dei diritti, senza possibilità di appello.

La FAPAV aggiunge inoltre che:

Le leggi italiane antipirateria sono in perfetta armonia con il diritto europeo e ne sono espressione nonché applicazione coerente. Ciò è stato espressamente affermato dalla Commissione europea, che ha respinto le osservazioni provenienti da un’associazione di categoria di cui Cloudflare è associata, ed ha sottolineato in modo chiaro ed inequivoco l’importanza dell’adozione delle ingiunzioni dinamiche negli ordinamenti nazionali per dare corretta attuazione a quanto previsto dal DSA e dalla raccomandazione della Commissione europea sulla tutela del live sportivo e di contenuti audiovisivi assimilati, come prime cinematografiche e televisive.

L’associazione di categoria citata è CCIA. Aveva chiesto l’intervento della Commissione europea, in quanto la legge antipirateria non rispetterebbe il Digital Services Act. La Commissione ha risposto chiedendo alcune modifiche, successivamente introdotte con la versione aggiornata della piattaforma, nota come Piracy Shield 2.0.

All’inizio di novembre 2025, la Lega Serie A aveva chiesto alla Commissione europea di introdurre misure simili a quella di Piracy Shield, oltre all’obbligo di “schedare” gli utenti che usano VPN, CDN e altri servizi sfruttati anche per accedere ai siti pirata.

Fonte: FAPAV
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Pubblicato il
12 gen 2026
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