Sarah Palin, la verità rivista su Wikipedia

Incursione tra le fonti e le voci dell'enciclopedia online per i sostenitori di Palin, che nei giorni scorsi è inciampata sulla storia americana. Ma non si può riscrivere la storia senza fonti
Incursione tra le fonti e le voci dell'enciclopedia online per i sostenitori di Palin, che nei giorni scorsi è inciampata sulla storia americana. Ma non si può riscrivere la storia senza fonti

Nei giorni scorsi Sarah Palin, ex Governatrice dell’Alaska e già candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti per il partito Repubblicano, è incappata in una gaffe quando durante un comizio ha parlato di un episodio della storia americana, affermando almeno un paio di inesattezze sostanziali sui fatti e travisando così la storia. Per porvi rimedio, con una toppa quasi peggiore del buco, i suoi sostenitori hanno cercato di mettere mano a Wikipedia per ritagliare la storia intorno alla versione raccontata dalla Palin.

Negli Stati Uniti l’ignoranza dei politici non è ammessa, soprattutto nel momento in cui si parla della propria storia e del momento più sentito, la rivoluzione americana che ha portato l’indipendenza dai colonialisti, ed è scoppiata la polemica .

Così, dopo la gaffe, la pagina di Wikipedia che raccontava la vicenda oggetto degli errori dell’ex governatrice, è stata protagonista di una diatriba tra chi voleva veder inserita come “versione minoritaria” quella raccontata da Palin, e i moderatori che l’hanno considerata del tutto priva di riferimenti qualificanti.

Il tutto è legato alla pagina di Paul Revere , un eroe della rivoluzione americana che si distinse nella battaglia di Lexington: le truppe coloniali inglesi erano state inviate per arrestare i capi degli insorti Samuel Adams e John Hancock e per reprimere l’attività ostili dei ribelli americani che avevano raccolto armi per l’insurrezione e le nascondevano in casa e in magazzini. Avvistato l’avvicinamento delle truppe britanniche, Paul Revere, viaggiando a cavallo di notte, fece in tempo ad avvertire i compagni del pericolo: Adams e Hancock riuscirono a fuggire e le truppe regolari, procedendo verso la base dei depositi e magazzini di armi e munizioni dei ribelli, furono accolti a fucili spianati e costretti a ripiegare.

Revere entrò così nella leggenda statunitense con il grido “Gli Inglesi stanno arrivando!”.

Secondo Palin, invece, avrebbe utilizzato delle campane per avvertire del pericolo e proprio le dichiarazioni dell’ex governatrice sarebbero state citate come fonte per la modifica alla pagina dell’enciclopedia: tuttavia appena verificato il nuovo contenuto immesso sull’enciclopedia libera, la nota non è stata ritenuta sufficiente per avvalorare la tesi alternativa. Il tutto, infatti, era decisamente ricorsivo dal momento che per confermare la tesi di Palin, veniva citato proprio il discorso di Palin in quanto “politico eminente”.

Già criticata per l’idea stessa della campana, dal momento che più fonti storiche riferiscono della necessità di muoversi senza essere notato dalle numerose truppe britanniche, la versione della già candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti arrivava peraltro ad insinuare che la corsa di Revere servisse ad avvertire gli inglesi che i coloni erano armati e preparati e che quindi avrebbero dovuto desistere dall’attaccarli: inglesi, ha poi cercato di specificare il suo staff, erano d’altronde anche i coloni ribelli minacciati dalle truppe regolari.

Tutto l’episodio, peraltro, sembra ironicamente legato alla divulgazione delle email di Palin in nome della trasparenza della corrispondenza dei candidati alla presidenza : tra le 24 mila pagine di posta elettronica che saranno divulgate , e che si aggiungono a quelle già divulgate dal cracker che aveva violato la sua casella Yahoo!, si potrebbero nascondere altre chicche sulla storia americana.

Claudio Tamburrino

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