Scambio dati UE-USA: in arrivo il colpo di grazia?

Scambio dati UE-USA: in arrivo il colpo di grazia?

Il garante della privacy irlandese potrebbe considerare invalide le clausole contrattuali standard e quindi bloccare lo scambio dei dati tra UE e USA.
Il garante della privacy irlandese potrebbe considerare invalide le clausole contrattuali standard e quindi bloccare lo scambio dei dati tra UE e USA.

L’avvertimento presente nel documento inviato da Meta alla SEC (Securities and Exchange Commission) potrebbe diventare realtà. Secondo Bloombeg, la Data Protection Commission (DPC) si appresta ad esaminare la legalità delle cosiddette clausole contrattuali standard, in base alle quali i dati degli utenti vengono trasferiti negli Stati Uniti. Se l’autorità irlandese confermerà la violazione del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati), le Big Tech rischiano un tracollo finanziario.

Scambio di dati UE-USA bloccati per sempre?

Meta, Google e altre aziende Internet offrono servizi che richiedono l’invio dei dati degli utenti europei ai server posizionati negli Stati Uniti. Due sentenze della Corte di Giustizia Europea hanno stabilito che gli accordi Safe Harbor e Privacy Shield sottoscritti tra Europa e USA sono illegali. Lo scambio dei dati avviene oggi sulla base della clausole contrattuali standard introdotte il 4 luglio 2021.

In realtà, queste clausole sono inapplicabili perché le aziende statunitensi devono rispettare la sezione 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA) del 1978 e l’ordine esecutivo 12333 del 1981, secondo i quali le autorità di sicurezza possono accedere ai dati personali degli utenti stranieri per qualsiasi motivo e senza autorizzazione del giudice.

I garanti della privacy austriaco e francese hanno già stabilito che Google Analytics non rispetta il GDPR. Analoghe decisioni sono attese in altri paesi, tra cui l’Italia. Ma il garante della privacy irlandese potrebbe bloccare anche l’uso delle clausole contrattuali standard, paralizzando di fatto il trasferimento dei dati negli Stati Uniti.

Meta, Google e altre Big Tech subirebbero perdite per miliardi di dollari, indipendentemente dall’opzione scelta: utilizzare unicamente server posizionati in Europa o interrompere la fornitura dei servizi. Quest’ultima eventualità, indicata nel documento inviato alla SEC da Meta, potrebbe diventare realtà, se non verrà sottoscritto un nuovo accordo sullo scambio dei dati tra Europa e Stati Uniti, chiesto a gran voce da Google.

Fonte: Bloomberg
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Pubblicato il 21 feb 2022
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