Sceglieremo un motore di ricerca per Android

Nella prima parte del prossimo anno Google mostrerà agli utenti Android la possibilità di scegliere un motore di ricerca da impostare come default.
Nella prima parte del prossimo anno Google mostrerà agli utenti Android la possibilità di scegliere un motore di ricerca da impostare come default.

Nel mese di giugno Google ha iniziato a mostrare agli utenti Android i ballot screen utili per scegliere tra diversi motori di ricerca e browser presenti su Play Store, ai quali affidarsi durante la navigazione online. È la conseguenza di quanto stabilito dalla Commissione Europea, che lo scorso anno ha chiuso un’indagine sull’abuso di posizione dominante nel mercato, condannando tra le altre cose il gruppo di Mountain View al pagamento di una sanzione da 4,34 miliardi di dollari.

Android: sceglieremo il motore di ricerca

Oggi bigG annuncia quello che sarà il prossimo step del percorso che porterà l’azienda a conformare la propria attività a quanto previsto da Bruxelles. Nella prima parte del 2020 tutti coloro in possesso di un dispositivo Android nel vecchio continente vedranno comparire una nuova schermata utile per scegliere il motore di ricerca da impostare come predefinito nel sistema operativo, attivato quando si tocca il box delle ricerche nella homescreen e all’interno di Chrome (se installato). Le opzioni proposte saranno, almeno nell’esempio fornito, Qwant, Ecosia, Yahoo e ovviamente Google, disposte in ordine casuale. Di seguito uno screenshot che ne mostra in anteprima l’interfaccia.

Scegli il provider di ricerca. La scelta che farai qui sotto diverrà di default nel box delle ricerche nella schermata principale e in Google Chrome. Se non hai installato l’app del provider verrà scaricata da Google Play.

Android permetterà agli utenti di scegliere il motore di ricerca da usare di default

I gestori delle opzioni mostrate insieme a bigG saranno tenuti a versare una somma predeterminata ogni volta che un utente le seleziona. L’inclusione avviene tramite asta, con le offerte inoltrate direttamente a Google (entro il 13 settembre 2019) e destinate a rimanere private. I fornitori dei servizi, che saranno confermati a fine ottobre, potrebbero variare da paese a paese.

Eric Leandri, CEO della francese Qwant, è intervenuto sulle pagine di Bloomberg per dire la propria. Ha sottolineato come, nonostante la volontà di partecipare all’asta, giudichi una pratica di questo tipo “un totale abuso di posizione dominante” poiché viene “chiesto denaro solo per mostrare una serie di alternative”. Di parere ovviamente contrario il gruppo di Mountain View, che ritiene il sistema annunciato legittimo e necessario per sostenere il proprio business.

Fonte: Google
Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti