All’inizio sembra una magia. Basta ascoltare qualche brano e la piattaforma sembra capire perfettamente i propri gusti musicali. Poi, però, ci si accorge che ogni playlist assomiglia alla precedente, sempre gli stessi artisti, gli stessi generi, le stesse atmosfere con poche variazioni. È il limite degli algoritmi di raccomandazione. Imparano così bene le preferenze, che finiscono per rinchiudere l’utente in una sorta di bolla musicale.
7 prompt per scoprire artisti sconosciuti su YouTube con AI Mode di Google
AI Mode di Google, integrata nella ricerca e recentemente collegata a YouTube Music come applicazione connessa, offre una via d’uscita da questo circolo vizioso. Basta descrivere a parole cosa si cerca e l’AI costruisce una playlist su misura, da salvare direttamente nell’account di YouTube Music.
Per collegare AI Model a YouTube Music, si apre Google dal computer, si accede ad AI Mode, si scrive un prompt per chiedere una playlist e si specifica di salvarla su YouTube Music. Se l’account non è ancora collegato, AI Mode fornisce un collegamento per attivare la connessione. Una volta collegato, ogni playlist generata può essere aggiunta alla propria libreria con un clic e comparirà nella pagina principale di YouTube Music insieme alle altre.
L’integrazione funziona anche con altre applicazioni collegate disponibili su AI Mode, strumenti di progettazione grafica, servizi per la spesa, posta elettronica e archivio fotografico. Ma per chi è appassionato di musica, il collegamento con YouTube Music è quello che cambia di più l’esperienza quotidiana.
Il prompt di partenza: venticinque brani da scoprire
Il primo prompt è pensato per chi vuole un assaggio ampio di artisti emergenti e sconosciuti, distribuiti su più generi.
Prompt da provare: Crea una playlist di venticinque brani che metta in evidenza artisti nuovi, emergenti e poco conosciuti degli ultimi dodici-diciotto mesi e salvala su YouTube Music. I brani devono provenire dai generi [elenco dei generi preferiti].
Il risultato è una playlist che pesca al di fuori delle classifiche e dei nomi già noti, artisti con poche migliaia di ascolti, brani che non compaiono nelle raccomandazioni automatiche, voci che stanno emergendo ora e che probabilmente diventeranno più visibili nei prossimi mesi.
La possibilità di specificare più generi nello stesso prompt è utile perché, invece di creare playlist separate per ogni preferenza, si ottiene un viaggio sonoro che attraversa territori diversi in una sola sequenza.
6 prompt aggiuntivi per esplorazioni mirate
Una volta testato il prompt di base, AI Mode di Google dà il meglio con richieste molto specifiche. Limitare la ricerca a un genere, a un periodo o a determinate caratteristiche spinge l’AI a cercare risultati più interessanti e meno scontati.
Prompt per scovare artisti emergenti della scena locale: Trova brani rap e hip-hop inediti di artisti emergenti della scena [nome della regione o del paese] che stanno iniziando a farsi notare e salvali su YouTube Music.
Questo prompt funziona per qualsiasi scena locale: la scena italiana, quella francese, quella giapponese. Specificare l’area geografica costringe l’AI ad abbandonare le raccomandazioni internazionali generiche e a cercare nel tessuto musicale locale.
Musica elettronica indipendente dell’anno in corso
Trova brani di musica elettronica freschi e poco conosciuti pubblicati quest’anno da artisti indipendenti o senza contratto discografico e salvali su YouTube Music.
Il vincolo “senza contratto discografico” è la chiave, elimina i nomi già affermati e porta in superficie il sottosuolo della produzione elettronica indipendente.
Rock e metal emergente con pochi ascolti
Costruisci una playlist di brani rock e metal veloci e di nuova generazione, di gruppi emergenti con meno di centomila ascolti, e salvala su YouTube Music.
Rhythm and blues trasversale
Mescola artisti emergenti di tutti i sottogeneri del rhythm and blues contemporaneo e salva la playlist su YouTube Music.
Il rhythm and blues ha un ecosistema di sottogeneri, dal neo-soul all’alternativo, dal progressivo al minimalista, che le playlist standard tendono a comprimere in un’unica categoria omogenea. Questo prompt chiede all’AI di attraversarli tutti.
Ritmi africani contemporanei
Crea una playlist coinvolgente con ritmi elettronici africani contemporanei, percussioni intense e tempi da club, di artisti emergenti del genere. Salvala su YouTube Music.
Musica caraibica da ballare
Costruisci una playlist di musica caraibica energica con ritmi digitali incalzanti, voci rapide e produzione pronta per il dancefloor, di artisti nuovi ed emergenti del genere. Salvala su YouTube Music.
Quest’ultimo prompt esplora scene musicali globali che gli algoritmi di raccomandazione occidentali tendono a ignorare completamente, a meno che non si sia già ascoltato qualcosa di quel genere, il che crea il solito circolo vizioso, non si ascolta perché non si conosce, non si conosce perché non si ascolta.
Bye, Bye playlist automatiche
La differenza tra le playlist generate da AI Mode di Google e quelle proposte automaticamente da YouTube Music è strutturale. Le playlist automatiche partono dalla propria cronologia di ascolto e cercano somiglianze, perciò sono prevedibili per definizione. AI Mode parte dalle proprie parole e cerca ciò che si descrive.
La possibilità di salvare automaticamente la playlist nell’account chiude il cerchio: la scoperta non resta confinata nella ricerca, ma entra direttamente nella libreria musicale, pronta per essere ascoltata in macchina, durante una corsa o mentre si cucina. È uno strumento che riaccende la curiosità! Per chi è stanco di ascoltare sempre gli stessi brani, è un modo concreto per tornare a scoprire musica davvero nuova.