Scuola: stop alle chat private tra insegnanti e alunni?

Scuola: stop alle chat private insegnanti-alunni?

Niente più chat private e controlli sui profili social di chi anima il mondo della scuola: alcune delle proposte avanzate da ANP Lazio.
Niente più chat private e controlli sui profili social di chi anima il mondo della scuola: alcune delle proposte avanzate da ANP Lazio.

Una vera e propria linea guida da applicare a livello nazionale non è mai stata definita, ma immaginiamo possa essere presto oggetto di discussione: quello che si delinea all’orizzonte è un giro di vite per quanto riguarda le chat private nel mondo della scuola. O almeno, questa è la volontà manifestata da alcuni dirigenti. Una serie di casi balzati di recente agli onori delle cronache ha risollevato il tema.

In questi giorni si registra l’intervento di Mario Rusconi, presidente di ANP (Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola) per la regione Lazio. A raccoglierlo, la redazione del Messaggero. Si invoca l’adozione di regole ben precise, anche per quanto concerne l’utilizzo dei profili social. Ad abbozzarle sono stati i 150 presidi coinvolti in una riunione andata in scena la scorsa settimana.

Nuove regole per la scuola: niente chat private tra insegnanti e alunni

L’idea è quella di vietare le conversazioni private. Un’imposizione che, se effettivamente introdotta, non andrà a interessare solo gli scambi tra insegnanti e alunni, ma anche quelle con i genitori. Addio dunque ai gruppi WhatsApp che coinvolgono tutte le parti in gioco: sarà necessario passare dalle piattaforme messe a disposizione dagli istituti. Del fenomeno e delle sue potenziali implicazioni abbiamo scritto già anni fa su queste pagine.

Faranno eccezione le comunicazioni d’emergenza, ad esempio l’improvvisa cancellazione di una gita scolastica o la sospensione non programmata delle lezioni. Da verificare, ovviamente, la reale applicabilità di una simile regola. Chi sarà delegato a controllare? In che modo potrà farlo, garantendo la tutela della privacy?

Dubbi più che legittimi sorgono anche in relazione a un’altra proposta avanzata: quella di sanzionare gli studenti per ciò che fanno sulle bacheche dei social network, qualora ritenute lesive per l’immagine dell’istituto. Anche i like lasciati a post altrui potrebbero finire nel mirino. La punizione? Si pensa a ore di volontariato. Non siamo certi che legare questo tipo di attività socialmente utili al concetto di castigo sia educativo.

Fonte: Il Messaggero
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Pubblicato il 19 apr 2022
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