Scuola, DaD e Green Pass: semplificazione cercasi

Scuola, DaD e Green Pass: semplificazione cercasi

Cambiano di nuovo le regole per il mondo della scuola (meno DaD) e per il Green Pass: ora bisogna semplificare, la confusione non è alleata.
Cambiano di nuovo le regole per il mondo della scuola (meno DaD) e per il Green Pass: ora bisogna semplificare, la confusione non è alleata.

La scuola riparte. O almeno ci prova. Entrano in vigore oggi le nuove regole in merito a DaD e lezioni in presenza, stabilite dall’ultimo Consiglio dei Ministri per la gestione delle classi nelle quali sono individuati studenti positivi a COVID-19. Decisioni prese dal Governo e fortemente contestate da una parte dell’opinione pubblica, da qualcuno ritenute discriminatorie, come già avvenuto in più occasioni con le imposizioni relative al Green Pass.

La scuola riapre: è la fine della DaD?

In estrema sintesi, in caso di necessità, solo agli alunni non vaccinati viene imposta la didattica a distanza, mentre gli altri possono tornare sui banchi pur con l’obbligo di indossare mascherine FFP2 (dai sei anni in su).

Sono circa 600.000, distribuiti in tutta Italia, i ragazzi che in questo modo interrompono la didattica a distanza per tornare a seguire le lezioni in classe. I dettagli in merito alle norme approvate sono consultabili nella sezione Domande e Risposte e in una scheda informativa messe online dal Ministero dell’Istruzione.

Le nuove regole per scuola e DaD in vigore da oggi (lunedì 7 febbraio 2022)

È anche il giorno del Green Pass illimitato, come è stato ribattezzato da più parti, anche se sarebbe meglio chiamarlo certificato senza scadenza. Da oggi, il documento rilasciato a chi ha ricevuto la dose booster non dura più solo sei mesi come in precedenza. Lo stesso vale con la guarigione in seguito al completamento del ciclo vaccinale primario.

Vaccini, Green Pass e regole: semplificazione cercasi

L’evoluzione della pandemia, il susseguirsi delle ondate e il prosieguo della campagna di somministrazione hanno portato il Governo ha introdurre fin qui parecchie norme, talvolta sovrapponendole e generando quasi inevitabilmente confusione. Vale per il mondo della scuola, così come per quello del lavoro ancora alla ricerca di un equilibro per l’adozione dello smart working e per l’accesso alle attività commerciali.

Da più parti è manifestata l’esigenza di una semplificazione, anche per evitare che un impianto normativo eccessivamente complesso e frammentato possa mostrare il fianco a interpretazioni e risultare di conseguenza inefficace.

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Pubblicato il 7 feb 2022
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