Secondo avvertimento. Distinti saluti, tua HADOPI

Continuano a fioccare le minacciose missive francesi, giunte al secondo tipo di avviso. Sarkozy, intanto, vuole portare il tema della regolamentazione della Rete al G8
Continuano a fioccare le minacciose missive francesi, giunte al secondo tipo di avviso. Sarkozy, intanto, vuole portare il tema della regolamentazione della Rete al G8

SECONDO AVVERTIMENTO: il vostro accesso Internet è stato di nuovo utilizzato per commettere fatti, constatati per processo verbale, che possono costituire un’infrazione penale.

Così esordisce la seconda missiva d’avvertimento inviata da HADOPI ai titolari delle connessioni incappate in comportamenti perseguibili. Stavolta, invece di arrivare per email come la prima, viene recapitata in posta ordinaria per raccomandata.

Il modello di lettera riporta la data di invio del primo avvertimento (la seconda giunge se nei sei mesi successivi al primo invio vi è stato un ulteriore comportamento illegale), l’indirizzo IP ritenuto responsabile della violazione perpetrata via Internet e il nome, l’indirizzo e l’email di colui che ne è ritenuto responsabile.

Inoltre sono date indicazioni su come chiedere delucidazioni sui contenuti protetti da diritti di proprietà intellettuale scaricati e viene ricordato che HADOPI non sanziona i comportamenti illegali ma si limita a trasmettere i casi arrivati alla terza violazione all’autorità competente : anche se non lo specifica , d’altronde, non può neanche provare che i reati ipotizzati siano imputabili a colui che è nominalmente responsabile dell’indirizzo, ma può solo indicare che un reato è stato commesso con l’utilizzo di quella connessione.

Nella conferenza stampa in cui è stata divulgata la missiva e di fatto dato il via all’invio del secondo avvertimento, HADOPI ha anche provveduto a dare i primi numeri sull’operazione: 70mila le email inviate nel 2010 , con l’obiettivo di farle diventare 10mila al giorno nel 2011 (numeri già evocati durante i dibattiti parlamentari e le previsioni di impatto della normativa).

Dato il via all’operazione HADOPI, d’altronde, l’Eliseo non sembra intenzionato a rallentare per quanto riguarda la regolamentazione di Internet: Nicolas Sakozy, come aveva già accennato a dicembre , starebbe addirittura pensando di portare l’argomento al G8 , facendo di fatto ricoprire alla Francia un ruolo chiave nel dibattito mondiale in materia.
L’idea sarebbe quella di creare un consiglio dell’informatica , che unisca i “rappresentanti di Internet, dalle aziende alle Ong ai netizen”, dei Paesi del G8 per elaborare un documento che si esprima sulla necessità o meno di una forma di regolamentazione per Internet e con possibili risposte ai problemi del terrorismo, della pedofilia e dei diritti online.

Claudio Tamburrino

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