Segreteria telefonica, ormai ti conosco

Segreteria telefonica, ormai ti conosco

Gli utenti statunitensi mal sopporterebbero il balzello nascosto dietro l'audioguida della voicemail. La chiamata alle armi contro gli operatori
Gli utenti statunitensi mal sopporterebbero il balzello nascosto dietro l'audioguida della voicemail. La chiamata alle armi contro gli operatori

Roma – Sulle pagine del New York Times David Pogue si chiede se nel 2009 sia ancora necessaria la voce guida che accompagna gli utenti che utilizzano, e pagano, la segreteria telefonica : “Ci fanno perdere tempo – ha sentenziato Pogue – siamo nel 2009, sappiamo benissimo cosa fare dopo il segnale acustico”.

Dai dati raccolti da Pogue emerge che negli Stati Uniti, indipendentemente dal carrier di riferimento, ogni utente che controlla la propria segreteria telefonica è costretto ad ascoltare in media 15 secondi di istruzioni superflue prima di arrivare al dunque.

La telco USA Verizon ha quantificato i proventi del proprio servizio di voicemail in 620 milioni di dollari l'anno: soldi spesi, come fa notare Pogue, per sentirsi dare suggerimenti ormai ovvi e sempre uguali . In tutto circa tre ore ogni anno sarebbero dedicate dagli utenti all'ascolto forzato della stessa cantilena elettronica.

In Italia la situazione non sembra essere poi così diversa. Spulciando tra i piani tariffari offerti dai maggiori operatori si scopre che in alcuni casi fruire del servizio di segreteria telefonica può arrivare a costare quasi 25 centesimi al minuto.

Tuttavia Pogue indica gli utenti come i maggiori responsabili di quello che lui ha classificato come un vero e proprio scam miliardario : “Non siamo abbastanza organizzati per intraprendere azioni collettive – sostiene – ma questo fatto deve cambiare, dobbiamo evidenziare il nostro dissenso. Vogliamo che i messaggi automatici vengano eliminati”.

Pogue ha promesso battaglia agli operatori telefonici d'oltreoceano e invita gli utenti a seguirlo nella sua crociata: “Credo che non potranno ignorare tutte le lamentele che gli pioveranno addosso – scrive Pogue – e se lo faranno non ci penseremo due volte a farlo sapere a tutti”.

La protesta sembra per ora ben avviata: la risposta della blogosfera, sollecitata dallo stesso Pogue, non ha tardato a palesarsi , aumentando la forza d'urto dell'iniziativa. D'altronde, si sa, il tempo è denaro.

Giorgio Pontico

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02 08 2009
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