Sessismo a Github, cade una testa

Le indagini sul caso Julie Horvath si chiudono con un abbandono eccellente, e con la rassicurazione del fatto che nessuno, a Github, ha mai molestato sessualmente nessuno

Roma – Primo risultato concreto per il caso GitHub , con la piattaforma di social coding costretta a difendersi dalle accuse di sessismo formulate dalla celebre sviluppatrice/hacker Julie Ann Horvath: la società comunica la conclusione delle indagini indipendenti sulla questione, si smarca dalle accuse e accetta le dimissioni del co-fondatore Tom Preston-Werner.

Gli investigatori non hanno trovato prove a supporto della tesi di molestie sessuali o rappresaglie basate sull’orientamento sessuale formulate da Horvath, spiega ora GitHub, né è stata evidenziata la presenza di un ambiente di lavoro sessista o in alcun modo “ostile” al sesso femminile.

Preston-Werner e la moglie si dicono innocenti, eppure il co-fondatore di GitHub ha preferito smarcarsi per via di non meglio precisati “errori” nella gestione della società. Nulla di illegale , a ogni modo, e chi è disposto a sostenere il contrario dovrà vedersela con gli avvocati.

Il caso di (presunte) molestie sessuali a GitHub – con tanto di proposte indecenti e sessioni di hula-hoop a favore degli sguardi bollenti dei colleghi maschi, stando a quanto sostiene Horvath – serve a ogni modo a evidenziare un aspetto non molto chiacchierato dell’ ideologia Californiana nella Silicon Valley, un mondo che professa la fine dei vecchi equilibri del mondo capitalista ma che pare continuare a tenere in disparte gli elementi femminili della presunta rivoluzione dell’economia della conoscenza.

È intervenuta sulla questione anche Sheryl Sandberg, COO di Facebook che propugna l’idea secondo cui le donne dovrebbero gestire la metà delle sedie ai tavoli intorno a cui si prendono le decisioni, per dare il loro contributo di leader “incredibilmente efficienti”.

Alfonso Maruccia

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  • Skywalkersenior scrive:
    Non basta la Terra
    Cominciamo ad inquinare anche la Luna. E' il primo passo della "terraformazione"?
  • OldDog scrive:
    Nulla di che
    L'articolo è stringato e la sintesi può confondere il messaggio, IMHO.I primi stadi nei comuni vettori non vanno a inquinare l'orbita: in genere rientrano distruggendosi, salvo quanto accadeva ai booster dello Space Shuttle. Recuperare quella parte costringe ad appesantire il vettore per far resistere la struttura al rientro e al riuso. Questo si "mangia" potenziali kg di carico pagante, il che alla fine costa non poco (incluso l'inquinante carburante).Virgin ha preso una prospettiva diversa con il suo Spaceship2, per ora NON in grado di portare all'orbita bassa ma riusabile al 100% grazie al fatto che il primo stadio è sostituito da un velivolo madre (WhiteKnight2).Apparentemente non c'è molto spazio per soluzioni brillanti come le flessibili navette tanto care a molta fantascienza, capaci di decollare da terra in autonomia e rientrarvi comodamente a fine missione. A meno che qualcosa cambi drasticamente nel sistema dei motori usabili; nessuno ha sottomano il brevetto per i moti a fusione o l'antigravità? :-)
  • SonoIO scrive:
    Il più bel video di take-off che...
    abbia mai visto!Di lanci se ne sono visti tanti, tutti simili a meno di incidenti ma questo è meraviglioso.Sembra computergrafica, mai visto nulla di simile.Il fatto che sia una azienda privata a sviluppare questi robi mi rende più ottimista sul futuro della esplorazione spaziale.Eccellente.
    • krane scrive:
      Re: Il più bel video di take-off che...
      - Scritto da: SonoIO
      abbia mai visto!Vecchio e stravecchio, io voglio vedere l'atterraggio in mare dell'altro gg !
  • ... scrive:
    a proposito di rifiuti umani
    Suonato, a te quando ti spediscono sulla luna? prima parti, meglio e'.
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