Sex robot, rivoluzione piena di incognite

Un nuovo studio affronta i rischi e le potenzialità della "rivoluzione sessuale robotica" prossima ventura, ipotizzando un mondo in cui sex robot pienamente funzionanti potrebbero integrarsi a vari livelli nei rapporti (sessuali) umani.

Roma – L’arrivo di una società in cui esseri umani e androidi dalle funzionalità avanzate possano in qualche modo convivere viene dato per scontato un po’ da tutti, e gli esperti di Responsible Robotics si sono già portati avanti con il lavoro analizzando in dettaglio le conseguenze di un’adozione di massa dei cosiddetti “sex robot” .

Nello studio dal nome (più che) autoesplicativo ” Il nostro futuro sessuale con i robot “, il professore di intelligenza artificiale e robotica alla Sheffield University Noel Sharkey e colleghi provano ad affrontare argomenti che al momento sono considerati a dir poco scabrosi. Il tutto, ovviamente, per preparare la società a tecnologie che potrebbero arrivare anche prima del previsto.


Al momento le corporation specializzate nella produzione di “sex robot” sono pochissime (Android Love Doll, Sex Bot, True Companion), mentre i succitati robot non offrono molto di più di forme anatomiche realistiche, pelle in silicone e tutti gli accessori del caso.

Alcune di queste società stanno al momento valutando l’introduzione di modelli capaci di parlare e di muoversi , e un’eventuale adozione di massa dei nuovi prodotti potrebbe forse portare all’abbattimento di costi che al momento vanno dai 5.000 ai 15.000 dollari per esemplare.

Quello che interessa a Sharkey è soprattutto lo studio dei possibili impieghi di robot pienamente funzionanti e molto più umani delle attuali bambole in silicone: un sex robot potrebbe funzionare da prostituta nelle case d’appuntamento, spiegano i ricercatori, servire da “compagno sintetico” per persone sole o anziane, agire da aiuto fondamentale per la riabilitazione sessuale di vittime di abusi o traumi, ma anche da terapia per chi è affetto da pulsioni socialmente inaccettabili come fantasie di violenza sessuale su adulti e bambini.

Argomenti scabrosi, appunto, ma che secondo i ricercatori è necessario affrontare per non essere impreparati alla rivoluzione dei sex robot prossima-ventura: come ci si dovrebbe comportare nei confronti di chi dice, già oggi, di servirsi delle sex doll per placare i suoi istinti di predatore sessuale di minori? I sex robot con fattezze da bambini dovrebbero essere messi al bando o accettati nella loro funzione terapeutica? E le sex robot con fattezze femminili non potrebbero portare a una ulteriore “oggettificazione” della donna in una società dove la parità dei generi è ancora utopia?

La produzione dei primi modelli di sex robot capaci di interagire naturalmente con gli esseri umani è ancora di là da venire, rassicura in ogni caso Sharkey, e le problematiche affrontate nel nuovo studio rimarranno probabilmente una questione di nicchia per almeno altri 50 anni. Ma prima o poi se ne dovrà parlare molto seriamente.

Alfonso Maruccia

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  • ... scrive:
    che bella foto!
    un finocchio, un ignorante, un immigrato e una carogna. XXXXX che gruppettino! mancano solo Sgarbi e Gozzilla per competare il gruppo.
  • xte scrive:
    2 considerazioni
    Prima di tutto scrivere codice non è programmare e quel che si insegna (e che al netto degli insegnanti disponibili si può insegnare) non è a programmare ma solo ad alienarsi scrivendo testo ASCII senza capo ne coda.Secondariamente sapete perché si punta tanto alla scrittura di codice? IMVHO perché si punta sempre più all'operaio modello Ford. Cosa impara il bambino o ragazzo da quel che gli insegnano a scuola? Un tempo imparava a ragionare e acquisiva una certa cultura, oggi impara becero nozionismo, domani impara ancora meno, senza manco insegnante umano (che si sa può essere "infedele") e la capacità di buttar giù qualche riga in qualche oscuro linguaggio deprecato/obsoleto gli servirà per imparare la sottomissione: la macchina (compilatore/interprete) comanda, tu devi conformarti al suo linguaggio, tu non puoi andare al di la delle librerie disponibili ecc. Che tradotto in "societese" tu non fai parte della società sei solo un "consumatore" inserito in un sistema che ti circonda, comanda e che non spetta a te comprendere né tantomeno cambiare.Solo oggi si cerca di sostituire il sistemista (che ragiona e LART-a i manager di turno e, almeno in molti paesi, è a pari livello di un amministrativo di rango) col programmatore (tipicamente ultima ruota del carro), da qualche tempo si è arrivati a pubblicità che dice "col cloud puoi fare a meno degli informatici" =
    controllo totale all'amministrazione "divina".
    • Il Fuddaro scrive:
      Re: 2 considerazioni
      - Scritto da: xte
      Prima di tutto scrivere codice non è programmare
      ecc. eccMi sa che tu non hi capito una cippa di nulla di analisi e programmazione. Lascia perdere che è meglio altrimenti continui a curarti figure fotoniche, ritorna a fare data entry che è il massimo a cui puoi ambire
      • xte scrive:
        Re: 2 considerazioni
        In effetti sono solo un sistemista senior nella silicon valley europea, cosa vuoi che ne capisca di IT, mi limito a LART-are regolarmente legioni di ****** code monkey^H^Hsviluppatori...
  • azz scrive:
    linguaggio
    Tra qualche decina d'anni, magari anche 100 programmare sarà come leggere e scrivere, l'analfebeta sarà colui che non saprà comunicare con le macchine. L'evoluzione è al di sopra delle nostre idee, ben venga questo nuovo modello di istruzione, l'intelligenza artificiale è alle porte, è bene essere pronti ad accoglierla.
    • Ftype scrive:
      Re: linguaggio
      Tra 100 anni dubito che all'essere umano sia rischiesto programmare, visto che chi lo fa di mestiere già tra un pò di anni si vedrebbe il posto soffiato dalla macchina.
      • azz scrive:
        Re: linguaggio
        Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o scrivere....tra 100 anni programmare sarà un linguaggio di comunicazione, nulla a che vedere con il "mestiere" di programmatore.
        • panda rossa scrive:
          Re: linguaggio
          - Scritto da: azz
          Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o
          scrivere....tra 100 anni programmare sarà un
          linguaggio di comunicazione, nulla a che vedere
          con il "mestiere" di
          programmatore.Tu non sai programmare, vero?
          • azz scrive:
            Re: linguaggio
            Cosa c'entra, forse tu siccome sai scrivere sei uno scrittore?
          • ... scrive:
            Re: linguaggio
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: azz

            Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o

            scrivere....tra 100 anni programmare sarà un

            linguaggio di comunicazione, nulla a che
            vedere

            con il "mestiere" di

            programmatore.

            Tu non sai programmare, vero?Perchè tu si? :D :D :D
          • Il Fuddaro scrive:
            Re: linguaggio
            - Scritto da: ...
            Perchè tu si? :D :D :DMa come, non hai visto i suoi script ditribuiti "open" sulla rete? Sono famosissimi, usatissimi e noti a tutti. Se cerchi li trovi, basta usare la parola giusta: <b
            fuffa </b
          • cfafe17d890 scrive:
            Re: linguaggio
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: azz

            Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o

            scrivere....tra 100 anni programmare sarà un

            linguaggio di comunicazione, nulla a che
            vedere

            con il "mestiere" di

            programmatore.

            Tu non sai programmare, vero?Tu hai fatto solo due script in vita tua e non ti mai ritrovato del codice generato di mezzo vero?
          • Il Fuddaro scrive:
            Re: linguaggio
            - Scritto da: cfafe17d890
            Tu hai fatto solo due script in vita tua e non ti
            mai ritrovato del codice generato di mezzo
            vero?Me li fai vedere? Perché lui ha millantato di aver fatto tanto, ma visto in concreto mai nulla
        • Ftype scrive:
          Re: linguaggio
          - Scritto da: azz
          Nessuno oggi ti chiede di saper leggere o
          scrivere....tra 100 anni programmare sarà un
          linguaggio di comunicazione, nulla a che vedere
          con il "mestiere" di
          programmatore.Non lo sarà, poi di questo passo bisogna vedere cosa rimarrà tra 100 anni, potremmo tornare all'età della pietra o non esserci affatto.
          • azz scrive:
            Re: linguaggio
            Cento anni fa, non tutti sapevano leggere e scrivere, eppure oggi non siamo all'età della pietra....
          • Ftype scrive:
            Re: linguaggio
            - Scritto da: azz
            Cento anni fa, non tutti sapevano leggere e
            scrivere, eppure oggi non siamo all'età della
            pietra....Lettura e scrittura,pur con le sue evoluzioni,son sempre rimaste le fondamenta attraverso cui trasmettere il sapere,è una cosa naturale alla fine, perchè si dovrebbe cambiare per qualcosa che riguarda un solo settore ?
          • azz scrive:
            Re: linguaggio
            La programmazione dovrebbe venir appresa come arte. Alla pari con la scultura, la pittura, la musica.....altro che sapere.Capire e sperimentare le dinamiche della logica applicata alle informazioni, al caso, alla vita reale ed anche fantastica e poi esaltarne le sfumature più ampie o sottili....Oggi siamo ancora alla preistoria informatica.....cambiare è nella natura umana.
          • Ftype scrive:
            Re: linguaggio
            - Scritto da: azz
            La programmazione dovrebbe venir appresa come
            arte. Alla pari con la scultura, la pittura, la
            musica.....altro che
            sapere.Non c'entra nulla.
            Capire e sperimentare le dinamiche della logica
            applicata alle informazioni, al caso, alla vita
            reale ed anche fantastica e poi esaltarne le
            sfumature più ampie o
            sottili....Si se parli con un informatico,in caso contrario ti danno del pazzo.
            Oggi siamo ancora alla preistoria
            informatica.....cambiare è nella natura
            umana.Eh ? Chiamala preistoria, i più grossi cambiamenti sono avvenuti negli ultimi 20 anni, si cambiare per quello che gli serve nella vita di tutti i giorni, nellal vita reale, la programmazione è per chi ha passione per l'informatica e ci si ferma li.
          • Il Fuddaro scrive:
            Re: linguaggio
            - Scritto da: azz
            Cento anni fa, non tutti sapevano leggere e
            scrivere, eppure oggi non siamo all'età della
            pietra....Se è per questo neanche oggi
    • nome e cognome scrive:
      Re: linguaggio

      istruzione, l'intelligenza artificiale è alle
      porte, è bene essere pronti ad
      accoglierla.Beh se è vero, i programmatori del futuro in realtà saranno psicologi. Dovranno convincere le ai a lavorare per noi.
      • ... scrive:
        Re: linguaggio
        - Scritto da: nome e cognome

        istruzione, l'intelligenza artificiale è alle

        porte, è bene essere pronti ad

        accoglierla.

        Beh se è vero, i programmatori del futuro in
        realtà saranno psicologi. Dovranno convincere le
        ai a lavorare per
        noi.In futuro non servirà più scrivere nulla... systemd avrà coperto tutto :D
  • Tamerlano scrive:
    Classe operaia 2.0
    Se l'iniziativa avrà sucXXXXX, fra 20 anni avremo un ecXXXXX di offerta di programmatori sul mercato del lavoro con livellamento delle retribuzioni verso il basso.Iniziativa lodevole ma ovviamente molto interessata, manovalanza locale a basso prezzo senza dover ricorrere all'outsourcing in India come accade oggi.Interi piani organizzati con griglie di loculi di max 2 metri per lato in stile call center in cui operai 2.0 codificano nei linguaggi più disparati elementi delle future AI.Chissà quale linguaggio si imporrà in futuro, per l'embedded scommetterei sul linguaggio C (e la sua estensione C++): sono trascorsi ormai 30 anni dalla standardizzazione ANSI ed ancora oggi i linguaggi di più alto livello (per esmepio il Python) sono sviluppati in linguaggio C.Rattrista solo pensare che se oggi un bravo programmatore C è assimilabile ad una sorta di sciamano iniziato alle arti della magia nera (il C è un linguaggio elegante e di grande potenza ma ha una curva di apprendimento estremamente graduale), in futuro non sarà molto dissimile ad un operaio alla catena di montaggio, un assemblatore di codice seriale. E temo, da qualche parte nel mondo (vedi India e sud-est asiatico, è già così....Tamerlano
    • Sg@bbio scrive:
      Re: Classe operaia 2.0
      La teoria del complotto.
    • Mago scrive:
      Re: Classe operaia 2.0


      Interi piani organizzati con griglie di loculi di
      max 2 metri per lato in stile call center in cui
      operai 2.0 codificano nei linguaggi più disparati
      elementi delle future
      AI.
      IA e linee di codice sono in contrapposizione, un listato non sara' mai intelligente, il cervello non puo' essere equiparato ad un massicio insieme di porte logiche od algoritmi, intelligenza artificiale forte e' una barzelletta
    • xte scrive:
      Re: Classe operaia 2.0
      Ci sono due classi di sviluppatori: la carne da cannone, code monkey pagate un tanto al Kg che scrivono montagne di spazzatura chiamandolo codice e quelli seri che lavorano su fw ecc pagati anche 15.000/mese, tenuti da conto e sotto stretto controllo.Ad oggi tutto quel che è in mezzo scompare, come del resto avviene nel resto della società: abbiamo i super-ricchi ed i super-poveri, la classe media con tutte le sue sfumature scompare...
  • panda rossa scrive:
    Fa un po' ridere la cosa...
    Da una parte il governo americano lavora per forgiare una massa utonza e ignorante che possa facilmente essere spiata, invasa da pubblicita' e infarcita di DRM.Dall'altra spinge per aumentare la consapevolezza informatica con il progetto di aumentare il coding nelle scuole.E' un evidente contrasto.Si decidano: vogliono una popolazione lobotomizzata o una popolazione autodeterminata e consapevole?
    • bradipao scrive:
      Re: Fa un po' ridere la cosa...
      - Scritto da: panda rossa
      E' un evidente contrasto.
      Si decidano: vogliono una popolazione
      lobotomizzata o una popolazione autodeterminata e
      consapevole?Vogliono entrambe le cose: vogliono benestanti lobotomizzati che comprano gadget ipercostosi e iperautomatizzati grazie a software scritti da una legione di monkey-coder.E' il trend moderno: sapere fare le cose è da sfigati, vale di più essere quello che dice agli altri di farle.
      • mbhe numble scrive:
        Re: Fa un po' ridere la cosa...
        - Scritto da: bradipao
        - Scritto da: panda rossa

        E' un evidente contrasto.

        Si decidano: vogliono una popolazione

        lobotomizzata o una popolazione autodeterminata
        e

        consapevole?

        Vogliono entrambe le cose: vogliono benestanti
        lobotomizzati che comprano gadget ipercostosi e
        iperautomatizzati grazie a software scritti da
        una legione di
        monkey-coder.

        E' il trend moderno: sapere fare le cose è da
        sfigati, vale di più essere quello che dice agli
        altri di
        farle.L'unico post con della 'sensatezza', si hai visto bene! E mi spiace per l'azz, che dimostra ancora una volta che comunque ci prendono con le loro 'imposizioni', e i vari azz ci cascano mani e piedi dentro.Per quando riguarda i monkey-coders non si è lontani già oggi a questo metodo,i programmatori sono già dei manovali deprezzati dell'IT.
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