Sicurezza online dei minori: Meta non ha fatto nulla

Sicurezza online dei minori: Meta non ha fatto nulla

In base ad alcuni documenti, Mark Zuckerberg non ha voluto incrementare il numero di persone che si occupano della sicurezza online dei minori.
Sicurezza online dei minori: Meta non ha fatto nulla
In base ad alcuni documenti, Mark Zuckerberg non ha voluto incrementare il numero di persone che si occupano della sicurezza online dei minori.

Alle 16:00 italiane inizierà la testimonianza dei CEO di cinque aziende davanti alla Commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti. In base ai documenti interni rilasciati dai legislatori, Meta non ha voluto impiegare più risorse per migliorare la sicurezza online dei minori. Secondo il Financial Times, Mark Zuckerberg vuole che Apple e Google implementino la verifica dell’età sui rispettivi app store.

Nessun investimento da Meta

Nel documento di 90 pagine ci sono le email scambiate tra i dirigenti di Meta dall’autunno del 2021. Una delle proposte, respinta da Mark Zuckerberg, prevedeva l’aggiunta di altre 45 persone al team che si occupa della sicurezza per i minori su Facebook e Instagram. Nick Clegg, presidente degli affarri globali, aveva successivamente chiesto di assumere 32 persone. Non è nota la risposta del CEO.

Clegg scrive che l’azienda non è riuscita a raggiungere gli obiettivi di prevenzione del bullismo, delle molestie e di altre attività dannose su Instagram e Facebook, evidenziando che le varie autorità potrebbero intervenire. Meta ha un gruppo di circa 40.000 persone che lavorano sui problemi di sicurezza delle piattaforme. L’investimento dal 2016 ad oggi supera i 20 miliardi di dollari, ma non è chiaro quale somma è stata dedicata alla protezione dei minori.

Il portavoce Andy Stone ha dichiarato che sono stati implementati oltre 30 tool per garantire la sicurezza online degli utenti più giovani e che i documenti non forniscono il contesto completo di come operi l’azienda.

Durante la sua testimonianza, Mark Zuckerberg dovrebbe consigliare ai legislatori di imporre a Apple e Google di verificare l’età degli utenti. Davanti alla Commissione Giustizia si presenteranno anche Linda Yaccarino (CEO di X), Shou Chew (CEO di TikTok), Evan Spiegel (CEO di Snap) e Jason Citron (CEO di Discord).

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Pubblicato il 31 gen 2024
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