Siri, sono guai?

Richiesta di class action contro la segretaria vocale di iPhone: l'accusa è quella di pubblicità ingannevole

Roma – Davanti alla corte distrettuale californiana è stata depositata una denuncia che ha per oggetto Siri, l’assistente personale dei dispositivi Apple: la pubblicità mostra una capacità di dialogo della funzione dei nuovi melafonini quasi fantascientifica, mentre – a detta dell’accusa – si tratterebbe solo di una funzione discreta, tanto da parlare di frode.

A depositare la denuncia per pubblicità ingannevole e che cerca lo status di class action è il newyorkese Frank M. Fazio.

Siri, responsabile, secondo una statistica di Wolfram Alpha del 25 per cento del traffico dati dei Melafonini, viene rappresentata nella pubblicità come un’assistente digitale in grado di prenotare ristoranti, insegnare a suonare la chitarra e tanto altro ancora.

Secondo l’accusa , tuttavia, l’ assistente vocale degli smartphone Apple risulterebbe nella realtà molto meno pratica di quanto rappresentato nell’idilliaco spot: “Siri o non capisce quello che gli viene chiesto o, dopo un lungo periodo di tempo, offre una risposta sbagliata”.

Apple per il momento non ha voluto commentare il caso.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti