SKY blocca l'accesso alle CAM?

Questa l'accusa di un altro produttore italiano: fallito il negoziato con l'operatore satellitare. Partito il ricorso ufficiale. Dopo Jepssen, si moltiplicano le denunce contro SKY Italia
Questa l'accusa di un altro produttore italiano: fallito il negoziato con l'operatore satellitare. Partito il ricorso ufficiale. Dopo Jepssen, si moltiplicano le denunce contro SKY Italia


Roma – Un altro importante player italiano del settore dell’IT, Comex spa , ha deciso di rendere pubbliche le proprie iniziative e denunce contro l’operazione decoder avviata da SKY Italia per la blindatura antipirateria delle tecnologie di decodifica satellitare. Una questione che investe direttamente i diritti degli utenti italiani.

In una nota diffusa in questi giorni, i legali di Comex hanno spiegato di aver tentato di negoziare con SKY Italia la cessione in licenza del sistema di accesso condizionato sviluppato da NDS e implementato da SKY Italia. Un negoziato che però non è andato a buon fine, spingendo Comex a chiedere l’intervento dell’ Autorità TLC il 24 novembre scorso. La decisione dell’Autorità sarà vincolante e dovrà essere adottata entro dieci giorni dall’udienza di discussione dell’istanza, fissata per la mattina del prossimo 12 gennaio.

“Preme far presente – spiegano gli avvocati di Comex – che, per certo, altre aziende hanno avanzato analoga richiesta di concessione in licenza per la realizzazione di moduli di accesso condizionato (CAM), in linea con le indicazioni che, in perfetta buona fede, il rappresentante del Governo aveva suggerito nel replicare alla pregevolissima interpellanza del Sen. Mauro Fabris”.

Tra queste si fa il nome della “Somiwo s.r.l.” di Empoli “alla quale, tuttavia – si legge nel comunicato – con una missiva del responsabile affari regolamentari di SKY Italia s.r.l., è stato opposto un perentorio diniego, arricchito, si fa per dire, da considerazioni destituite da ogni fondamento e palesemente lesive della propria reputazione commerciale. Del che, evidentemente, si occuperà l’Autorità Giudiziaria ordinaria”.

Comex ha spiegato di attendersi che a questo punto l’Autorità TLC si conformi agli orientamenti già espressi dalla Commissione Europea e, “soprattutto – si legge nella nota diffusa da Comex – al rispetto degli impegni sottoscritti dal gruppo ‘The News Corporation’, tra i quali quello di cui al paragrafo 11.7 per il quale le società del gruppo – e tra queste SKY Italia s.r.l. – avrebbero dovuto fare in modo che NDS concedesse alle terze parti interessate, a prezzi equi e non discriminatori, le licenze per il suo sistema di accesso condizionato (CAS)”.

Proprio come Comex, che produce tra le altre cose alcuni dei più evoluti sistemi che combinano ricezione satellitare e televisiva all’elettronica di registratori in digitale, anche il produttore Jepssen è da tempo all’offensiva contro le scelte di SKY ed ha di recente attaccato il rinvio deciso dall’operatore sulla fine della codifica SECA 2, un rinvio che secondo Jepssen mette a nudo una strategia opinabile, ossia “costringere gli abbonati, in poco tempo e con apparenti e perentorie scadenze, ad accettare un ricevitore dedicato dallo standard proprietario (NDS) minacciandoli di non potere vedere diversamente i propri programmi preferiti (sicchè la necessità di tempi molto stretti è dettata, in realtà, dal bisogno di non dare all’abbonato il tempo di riflettere)”.

A queste accuse e denunce per il momento SKY Italia non ha inteso replicare, come non ha replicato alle ripetute richieste di intervento inviate da Punto Informatico.

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02 01 2005
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