Smart glass: North (Focals) nelle mani di Google?

Indiscrezioni sul possibile acquisto di North (produttore degli occhiali Focals) da parte di Alphabet per rilanciare sugli smart glass.
Indiscrezioni sul possibile acquisto di North (produttore degli occhiali Focals) da parte di Alphabet per rilanciare sugli smart glass.

Il parziale fallimento del progetto Google Glass, almeno per quanto concerne le ambizioni consumer, sembra non aver scoraggiato il gruppo di Mountain View o averlo spinto ad abbandonare completamente l’idea di portare sul mercato nuovi dispositivi della categoria smart glass. A testimoniarlo le voci di corridoio circolate oggi che vorrebbero la parent company Alphabet in procinto di allungare le mani su North.

North l’acquisizione di Alphabet per gli smart glass?

Si tratta della startup canadese che nel 2018 ha lanciato Focals, occhiali con caratteristiche per la realtà aumentata. È bene precisare che al momento l’acquisizione non è stata confermata né commentata dalle aziende interessate dal rumor. Da chiarire anche se un eventuale nuovo device di questo tipo a marchio bigG possa essere indirizzato esclusivamente all’ambito industriale e professionale oppure se potranno indossarlo anche gli utenti per funzionalità di intrattenimento, per il mirroring delle notifiche provenienti dai social network e così via.

Focals, gli occhiali smart di North

Ricordiamo che tra gli altri anche Apple ormai da tempo sta guardando con interesse a questo settore. Indiscrezioni vorrebbero il primo modello di smart glass della mela morsicata disponibile già entro un anno. La mossa di Cupertino potrebbe cambiare le carte in tavola e attirare l’attenzione di investitori, potenziali acquirenti e sviluppatori verso il segmento degli occhiali AR, sostenendone così di conseguenza la crescita.

I risultati finanziati di North mostrano come ancora oggi il business non sia particolarmente redditizio, ma la tecnologia fin qui messa a punto è promettente, soprattutto in prospettiva e considerando quanto il suo perfezionamento potrebbe beneficiare delle risorse e dell’esperienza di Google e della parent company Alphabet.

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