Oggi, martedì 7 aprile, entrano in vigore le nuove regole per lo smart working previste dalla legge (3/2026) dedicata alle PMI. Adottato da molte aziende come misura emergenziale durante il periodo della pandemia, il lavoro agile è diventato parte integrante del processo produttivo in alcuni ambiti dove la presenza fisica del dipendente o collaboratore non è strettamente necessaria e i compiti assegnati possono essere portati a termine anche da remoto.
In vigore da oggi le nuove regole per lo smart working
In particolare, nell’articolo 11 c’è un passaggio che fa riferimento alla sicurezza dell’ambiente in cui si trova il lavoratore durante le svolgimento delle sue mansioni. Nella maggior parte dei casi si tratta dell’abitazione privata.
Per l’attività lavorativa prestata con modalità di lavoro agile in ambienti di lavoro che non rientrano nella disponibilità giuridica del datore di lavoro, l’assolvimento di tutti gli obblighi di sicurezza compatibili con tale modalità di lavoro, in particolare di quelli che attengono all’utilizzo dei videoterminali, è assicurato dal datore di lavoro mediante la consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, di un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, fermo restando l’obbligo del lavoratore di cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali.
L’informativa in questione dev’essere consegnata sia al dipendente o collaboratore sia al RLS (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza). Un obbligo previsto per le aziende di qualsiasi dimensione. In caso di mancata conformità, il datore di lavoro rischia una sanzione fino a 7.403,96 euro e persino l’arresto da due a quattro mesi.
Nel concreto, il cambiamento spinge le società a considerare che i fattori di rischio sono diversi rispetto a quelli valutati e considerati nei loro locali.
Per una bizzarra coincidenza, le nuove regole entrano in vigore proprio nei giorni in cui si torna a parlare di smart working come strumento a cui ricorrere per far fronte alla crisi energetica, utile per ridurre gli spostamenti e il consumo di crarburante.