Smartphone, terrore in aula?

Un consesso di giudici chiede alle corti di stabilire le condizioni a cui sottoporre l'ingresso di un cellulare in aula: la paura è l'attentato

Roma – La Judicial Conference statunitense, l’organo che si occupa di stabilire le politiche per l’amministrazione delle corti federali, ha affrontato la questione dell’ammissione degli smartphone in tribunale, portando all’attenzione pubblica la paura che tali strumenti possano essere utilizzati per camuffare armi o come veri e propri esplosivi .

Per farlo ha redatto un memo che ha raccolto una statistica informale sulle pratiche finora adottate in materia: 41 delle 94 corti distrettuali analizzate permettono a chiunque di portare in tribunale smartphone, con restrizioni concernenti esclusivamente il loro utilizzo . Di queste, un terzo proibisce di portarli in aula, mentre i due terzi danno il permesso condizionato all’obbligo di tenerli spenti o in modalità silenziosa; 48 corti distrettuali proibiscono l’ingresso di dispositivi, a parte quelli posseduti dai giudici, dal personale amministrativo e da coloro che hanno il permesso del giudice. Alcune di queste si limitano a proibire dispositivi specifici come quelli dotati di fotocamere; 5 corti non hanno pubblicato sui propri siti Internet politiche specifiche in materia.

Diverse corti hanno regole speciali per i giornalisti, ma solo sei permettono, con diverse restrizioni, il loro utilizzo in aula .

Il memo, poi, più che prescrivere norme di condotta ad hoc, si limita ad elencare alcune situazioni da prendere in considerazione : innanzitutto non lasciare nulla al caso nel redigere la lista dei dispositivi compresi nelle eventuali misure (cellulari, auricolari, smartphone, videocamere tablet ecc.), le categorie di persone interessate e le possibili differenze tra di loro; si chiede poi di non aggravare eccessivamente il lavoro del personale dei tribunali e, infine, si chiede che le misure adottate siano chiaramente pubblicizzate con avvisi all’ingresso e sul sito Web della corte.

Fra i problemi che portano le istituzioni ad affrontare la questione di un’eventuale esclusione dei dispositivi dalle aule, l’opportunità o meno di trasmettere la diretta del procedimento giuridico , ma anche più materiali motivi di sicurezza: l’organo riferisce il rischio di veder trasformati i dispositivi elettronici mobile in armi, in veri e propri esplosivi.

Tutto questo deve però anche essere bilanciato con l’evoluzione tecnologica che in qualche modo ha investito anche i tribunali: non è raro , negli Stati Uniti, vedere in alcuni casi gli avvocati supportati da portatili nell’esposizione e presentazione di un caso. Inoltre, i tribunali oltre ad essere sede di procedimenti legali ospitano sportelli burocratici il cui accesso potrebbe essere ostacolato da regolamenti troppo restrittivi.

Claudio Tamburrino

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  • Michele Aggiato scrive:
    Il genio della semplicità
    Il punto è che sono gli utenti a faticare a comprendere quella "semplice colonna cronologica informativa in eterno". Secondo me, è proprio la semplicità di Twitter, a rendere così difficile la comprensione nel sfruttare questo strumento di conversazione.Ho iniziato a comprendere Twitter dopo che ho partecipato ad una Twitter Chat sui viaggi, una iniziativa di social di zipsetgo.com, un blog sui viaggi statunitense. Cos'è una Twitter Chat: una chat aperta a tutti e dove basta conoscere l'hashtag (ossia la parola con il cancelletto) per poter leggere tutti i messaggi relativi a quella chat, anche di persone che non si segue.Oggi di chat del genere ne esistano diverse, anche in Italia: la Zoover Travel Lounge (#ZTL), Twitter Chat su viaggi e vacanze in italiano che si svolge ogni martedì dalle 13:30 alle 14:30. Partecipano principalmente travel blogger italiani, comunque persone che hanno domestichezza nel utilizzare twitter per la conversazione. Mediamente partecipano 15 - 17 persone, il bello però che i messaggi raggiungono oltre 10.000 persone ossia persone che seguono i partecipanti della chat. Questi sono numeri piccolo confrontandoli con le edizioni in inglese (quelle più conosciute sono Traveler's Night In #TNI e Travel Talk on Tuesday #TTOT), dove a partecipare sono più di 400 persone su twitter. Ecco un approfondimento sul tema (in inglese): http://wanderfolly.com/travel-talk/the-story-behind-travel-talk-on-twitter-ttot-traveldudes/
  • Grinko scrive:
    rubrica "Opinioni assai soggettive"
    darei questo nome alla rubrica.Se dovessi valutare come autorevole Mantellini, allora questo articolo sarebbe mortale per la reputazione di Twitter. Personalmente invece ho seguito i tweet di tanta gente SENZA ISCRIVERMI per anni; da quando mi sono iscritto ad oggi ho seguito 4 profili in tutto. E il mio è seguito da esimi sconosciuti che devono aver usato qualche bot sui contenuti.Ma quelli che IO seguo, li seguo sinceramente. E quando ho tempo. Per quanto riguarda gente come me questo è un sucXXXXX enorme. Nonostante io abbia ben altro da fare che controllare se qualcuno ha qualcosa da dire, ogni tanto d' uno sguardo. E mi sono preso persino la briga di collegare il profilo al cellulare, per fare qualche tweet estemporaneo se sono in treno od in autobus. Mi pare anche troppo per uno strumento del genere.Spesso twitter (come fa PI) viene usato per pubblicare titoli od occhielli di articoli di giornale, talvolta poi replicati su facebook. Niente che non si possa fare con un feed rss.Direi che è come dire che "il giornale non interessa più a nessuno" ... ma io quanto tempo ho nella giornata, ve ne rendete conto? Non è che non mi interessi, ma lo leggo quando posso. Inevitabilmente lo compro se ho una buona probabilità di leggerlo.
  • rguru scrive:
    Analisi superficiale, secondo me
    Sig.Mantellini,mi sembra un'analisi superficiale la sua, che, dunque, porta a conclusioni poco centrate. Mi meraviglio di lei perchè ha riportato con poco spirito critico le osservazioni (parziali) di altri.Twitter è un circuito ben diverso da Facebook. L'idea del tweet (e del conseguente e naturale retweet) vuol dire che io non pubblico nulla ma faccio propagare un'informazione. Questo concetto di tam-tam è completamente assente nella sua analisi.La sua conclusione "A cosa serve una rete sociale... se un numero così ampio di persone... se ne sta in silenzio?" è errata. Il ragionamento è di questo tipo: tu pubblichi una informazione ed io la propago. Quindi la fonte, è vero, sei tu, ma a me interessa lo notizia e la "retweeto". Pochi pubblicano e molti amplificano. E' un meccanismo. Lei nel suo post pare non (ri-)conoscere tale meccanismo.Il calcolo degli utenti attivi e la relativa sua conclusione è, nuovamente, indice di poca attenzione, secondo me. Le faccio un paio di esempi: io ho nei bookmark diverse pagine di utenti di twitter ma non li seguo. Attenzione, dunque: avere 0 followers non vuol dire non essere letti. Seguire meno di 8 utenti non vuol neanche che non si è attivi...Ci sono persone che mi leggono in Twitter ma non avendo un account mi leggono come semplici utenti del web (e non di Twitter).La sua chiusura rispecchia ciò che ho detto sopra."il cammino di Twitter verso una propria riconosciuta centralità è ancora lungo": Twitter è di fatto presente come bookmarker in tutti i siti, anche nel suo... più centrale di così. Credo Twitter abbia già una sua centralità.Come mai non la vede solo lei?Cordialmente,rguru
  • iupiter scrive:
    meglio mille volte facebook
    se i vari addons che lo aggiornano automaticamente dal sito le news ed altro funzionassero come con facebook sarebbe utile..ma dato che uno funziona un giorno si e 20 no gli altri nemmeno funzionano...twitter ha rotto. Provato e riprovato gli addons aggiornamento news non funzionano mai in maniera continuativa e se pensano che mi metto a scrivere io le news....ciao twitter...poi e' vero quello che dice l articolo...attivita' pressoche' nulla...meglio mille volte facebook(anche se non lo amo)
  • stefdragon scrive:
    Uso Twitter ed ho 0 follower
    E nonostante questo lo considero mooolto più intelligente di Facebook sul quale ho disattivato il mio account.Stanchissimo delle str....te scritte da gente depressa, che si lamenta per il caldo, il freddo, le zanzare e ogni genere di stupidaggine.Per quanto mi riguarda su Twitter riesco a reperire informazioni utili, ho attivato 18 following e leggo i post dei vari Mantellini, Beggi, Nespoli e altri personaggi che sanno (o quantomeno si presume sappiano) di cosa stanno parlando.In Facebook al massimo riesco a recuperare gli orari del pub che ha creato un gruppo e so quante volte il mio vicino di casa ha usato il water.Se ho voglia di una serata soft la passo di persona con i miei amici senza necessità di ricorrere a Mark Zuckerberg.Lo giustifico solo per l'utilità di mantenere i contatti con amicizie lontane con le quali interagire in modo più diretto.Ah dimenticavo, probabilmente FB è più in voga per rimorchiare. Ma fortunatamente per fare ciò non ho bisogno di internet (photoshop docet) :D
    • gigi scrive:
      Re: Uso Twitter ed ho 0 follower
      Io ho una 70ina di follower e ne seguo pochi meno... secondo me twitter è mooolto più UTILE (attenzione, non usato) di FB perchè, semplicemente, ci sono meno idiozie (tipo la gente che ti manda le immagini idiote su FB)E non sottovalutate la potenza di twitter... ovvero il MANDARE SMS gratis.E non a uno solo, ma a tutti quelli che ti followano col cellulare. E notate che ho detto cellulare, non Iphone... io lo uso benissimo con un vecchio nokia 3310
  • ruppolo scrive:
    ----
    Post errato---------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 04 aprile 2011 18.22-----------------------------------------------------------
  • Bad Sapper scrive:
    Comparazione Impossibile
    Se paragoniamo Facebook a Twitter, stiamo parlando di due strumenti totalmente diversi, è come confrontare il ferro e l'oro.Personalmente non ho mai trovato nulla di particolarmente interessante su Facebook, i gruppi di discussione sono del tutto superficiali, anche perché è seriamente difficile fare il contrario, proprio per la natura del social network.L'aspetto di Facebook è familiare e fuorviante, serve sostanzialmente a mettersi in mostra e farsi strappare dati personali, al di là delle frasettine idiote e delle varie applicazioni rubacontatti, il pensiero libero è ingabbiato in una struttura rigidamente vincolata oppure è censurato.Twitter è un altro mondo, si lancia un link viene detto al mondo, il link porta a un contenuto in una forma totalmente diversa, può essere un blog, un video, in cui c'è tutto quello che si vuole dire senza limiti o censure, se la gente lo trova interessante ti incomincia a seguire.Succede una rivolta in Birmania ? Difficilmente ci si sente liberi di mettere le foto o i video su Facebook per condividerli con gli amici, non ha senso : se si realizza un reportage, si mette in un luogo sicuro (anche un IP senza dominio) e si lancia un link, prima che ti becchino il link ha già raggiunto il mondo (come è sucXXXXX con i Leaks di Assange).Quindi è evidente che se si cercano i 500 milioni di utenti li si trova su Facebook, perché il cazzeggio è l'attività prediletta della maggioranza degli utenti Internet, ma Twitter con il suo modello lineare è sempre esaltato come strumento di libertà e diffusione dell'informazione, proprio per questo motivo, senza sconti per nessuno caso mai il contrario.Quello che è evidente è che, come al solito, tutti salgono sul carro del vincitore e così abbiamo siti come Sourceforge che prima era un sito bellissimo dove pubblicare il proprio software, trasformato in un ridicolo social network dal post forzato o Linkedin che da un sito dove si potevano pubblicare i Curriculum è diventato una specie di Facebook a pagamento.Faccio fatica a vedere queste come evoluzioni in senso creativo della rete, le vedo piuttosto come una patologia altamente diffusa che sta rovinandola e trasformandola in un luogo uniforme, piatto e facilmente controllabile.
    • Axel scrive:
      Re: Comparazione Impossibile
      io quoto e sottolineo quello cha hai scritto: il faccialibro sostanzialmente è un luogo di cazzeggio... che utilità può aver mai se non il rimorchiar gente per... ci siamo capiti! ;)
  • secondavita scrive:
    a che serve...
    mi sono sempre chiesto a cosa servisse twitter... ora lo so... a niente...già mi sono iscritto su FB tanto per *esserci* ma già mi son rotto delle ca##ate che mi mandano... penso che tantissimi si siano iscritti solo per *esserci* in attesa di capire per cosa usarlo...
    • hermanhesse scrive:
      Re: a che serve...
      Io è da più di un anno (345 """"amici"""" in attesa) che non ci metto piede, anche se le segnalazioni arrivano sulla mia e-mail.Ora ho capito come usarlo: integrandolo con il social hub del mio Android in modo di avere sull'agenda appuntamenti, concerti ecc. ecc.E' l'unica cosa comoda, naturalmente IMHO.
  • mr_caos scrive:
    Ma ci andava un genio?
    Twitter ha ricevuto un'attenzione mediatica impressionante. Ancor piu' di quanto accadde qualche anno fa con Second Life.Ma cosi' come allora, era poi cosi' difficile capire che sarebbe stata solo una bolla?Qualche anno fa, spinto dalla curiosità, ho creato un account su Twitter. Fatto questo, ho passato alcuni minuti sulla home page. La domanda era... e adesso? Che faccio? Chi mai dovrei seguire?Le celebrità? Non puo' fregarmene meno.I miei amici? Li ho già su facebook.Uomini politici? Mi leggo i giornali.I guru del mio settore? Sono già talmente pieno di fonti, da non riuscire a seguirle tutte.E poi in 160 caratteri, cosa mai potranno dirmi di interessante? Al piu' fornire un link. Il che vuol dire, andarsene da Twitter.Sono tornato alcune altre volte su quella stessa pagina. Sempre la stessa domanda. Sempre zero contatti.Al di la di quella ristretta categoria di persone che, per una ragione o per l'altra, sono in cerca di visibilità, non vedo proprio che interesse possano avere le persone comuni per questo servizio.Ci sono voluti questi studi per fare aprire gli occhi anche agli entusiasti che lo esaltavano. Da adesso, dati alla mano, inizierà un grosso e doveroso ridimensionameto di Twitter.
    • Ace Gentile scrive:
      Re: Ma ci andava un genio?
      Sottoscrivo ogni singola parola di quel che hai detto, pure io l'ho sempre trovato inutile per questi motivi
    • Sborone di Rubikiana memoria scrive:
      Re: Ma ci andava un genio?
      Non nego che Twitter possa essere inutile per alcune persone, ma ha un pregio che neanche facebook ha: ti mette in contatto diretto con TUTTI.Soprattutto con persone che per vari motivi non avresti la possibilità di conoscere, proprio come politici/cantanti/guru/via dicendo.Scrivi @Obama (per esempio) ed hai mandato il tuo pensiero al Presidente degli USA... e possibilmente ricevi anche una risposta.Vetedela così: Twitter è una piazza enorme frequentata da tantissime persone e con cui si può interagire molto facilmente. ;)
      • Picchiatell o scrive:
        Re: Ma ci andava un genio?
        - Scritto da: Sborone di Rubikiana memoriaantanti/guru/via
        dicendo.
        Scrivi @Obama (per esempio) ed hai mandato il tuo
        pensiero al Presidente degli USA... e
        possibilmente ricevi anche una
        risposta.beh la risposta dipende da quanti fondi riuscirà ad elemosinare alle varie lobby per la sua prossima campagna elettorale ...andiamo...
        • Sborone di Rubikiana memoria scrive:
          Re: Ma ci andava un genio?
          Era un esempio per assurdo di qualcuno molto in alto e che "ha" twitter.
      • mr_caos scrive:
        Re: Ma ci andava un genio?
        Ma chi seriamente puo' pensare di essere in contatto con Obama tramite Twitter?Chi era inavvicinabile prima di internet, quando tentare l'approccio costava almeno tempo e fatica (almeno inviare una lettera), lo sarà ancora di piu' adesso.
        • Sborone di Rubikiana memoria scrive:
          Re: Ma ci andava un genio?
          - Scritto da: mr_caos
          Ma chi seriamente puo' pensare di essere in
          contatto con Obama tramite
          Twitter?Come ho già detto sopra, quello di Obama era un esempio per assurdo.Ne vuoi qualcuno più concreto?Beppe Severgnini, Riccardo Luna, la Guzzanti, Nespoli... ecc ecc.(i primi che mi sono venuti in mente, eh)
          Chi era inavvicinabile prima di internet, quando
          tentare l'approccio costava almeno tempo e fatica
          (almeno inviare una lettera), lo sarà ancora di
          piu'
          adesso.Secondo me invece potrebbe essere l'esatto contrario.Mettiti nei panni di un "vip" che riceve centinaia di mail al giorno... preferiresti mail infinite dove la gente racconta tutta la sua vita, o dei brevissimi messaggi a cui puoi rispondere in poco tempo? ;)
      • iupiter scrive:
        Re: Ma ci andava un genio?
        si certo obama legge twitter tutti i giorni e risponde a te...altre kazzate o la finiamo cosi'...ma per piacere...
    • Fabio scrive:
      Re: Ma ci andava un genio?
      Concordo pienamente, Twitter è pompatissimo dalla stampa (mi chiedo perchè... sovvenzioni? pressioni? ignoranza della realtà?) ma di fatto ha un utilizzo molto modesto rispetto agli altri media sociali.
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Ma ci andava un genio?
      - Scritto da: mr_caos
      Twitter ha ricevuto un'attenzione mediatica
      impressionante. Ancor piu' di quanto accadde
      qualche anno fa con Second
      Life.Tutto questo parlare su di un cadavere (twitter) fa tristezza ( e non mi riferisco alla tua lucida esposizione).il 90% dei personaggi che affollano twitter e' markettaro o comunque legati al markettanesimo se ti iscrivi c'e' una grossa possibilità di ricevere messaggi, ogni giorno, da gente con la bacchetta da rabdomante che ha scoperto l'acqua calda.
    • Deus Ex scrive:
      Re: Ma ci andava un genio?
      Io ho creato un account su twitter un anno fa, ho iniziato a seguire Steve Nash, e dopo due giorni non ci sono più entrato.Anche io considero twitter estremamente sopravvalutato come mezzo di comunicazione e dal punto di vista economico.Eppure una mia amica sta su twitter per lavoro dalla mattina alla sera per fare pubblicità social...in pratica viene pagata per stare su twitter e facebook e dire cosa le piace (ovviame le piace chi paga perchè lo dica)
    • Sgabbio scrive:
      Re: Ma ci andava un genio?
      secondo me è troppo pessimistica la cosa, Si trovano tante informazioni su tweetr.
      • CBI scrive:
        Re: Ma ci andava un genio?
        - Scritto da: Sgabbio
        secondo me è troppo pessimistica la cosa, Si
        trovano tante informazioni su
        tweetr.OK, tu le trovi su tweetr, ma hai mai provato a cercarle su twitter?
    • Grinko scrive:
      Re: Ma ci andava un genio?
      - Scritto da: mr_caos
      Ci sono voluti questi studi per fare aprire gli
      occhi anche agli entusiasti che lo esaltavano. Da
      adesso, dati alla mano, inizierà un grosso e
      doveroso ridimensionameto di
      Twitter.doveroso?ma a te che ti cambia? "doveroso" ... non ti sembra arrogante e ridicolo?Su tutto il resto concordo.Resta però il fatto che il "microblogging" (questo, era, ve lo voglio ricordare) è twitter. Non è facebook né altro. Il microblogging è e resta twitter.Se poi vogliamo dire che si può fare qualcosa di simile, analogo, parificabile, forse persino uguale se ci si impegna a fare SOLO quello - anche con gli altri servizi: d'accordo.Ma se voglio fare il socialone spettegolante, sto su FB, se voglio una comunicazione vera e diretta uso mail e instant messaging vario (sms compresi), se voglio approfondimento c'è il buon vecchio sito web (e forum compresi, se voglio interattività), se voglio le news di un sito c'è il feed RSS, ma questo lo puoi ottenere e preferire da QUALSIASI delle fonti citate, tutte comprese.Se voglio il microbloging e so cosa farmene, posso usare twitter: è lo strumento giusto.
  • Gigetto scrive:
    Io ne seguo solo 20, ma sono attivo!
    Definire la "attività" di un profilo in base al numero di profili che segue mi sembra molto limitante. Io seguo circa 20 persone, che sono circa le stesse che mi seguono e pubblico un media di due tweet al giorno. Tweet "veri", non retweet o spam.Secondo il canone dei 64 following sarei inattivo, invece penso che siano proprio gli utenti del mio tipo, cioè quelli che scrivono poco ma non spammano e seguono poche persone, ma veramente, che rendono twetter veramente social.Poi se gli utenti veri sono "solo" 56 milioni, vorrei ricordare che in gli abitanti dell'Italia non sono molti di più!
    • Mattia scrive:
      Re: Io ne seguo solo 20, ma sono attivo!
      Io utilizzo Twitter tutti i giorni, ma seguo "solo" 39 persone.
    • mr_caos scrive:
      Re: Io ne seguo solo 20, ma sono attivo!

      Definire la "attività" di un profilo in base
      al numero di profili che segue mi sembra molto
      limitante.Vero, ma non è detto che sbilanci le statistiche esclusivamente per difetto.Io mi saro' loggato su Twitter 4 volte in totale. Non ho mai pubblicato un tweet, non seguo nessuno. Eppure ho 3 persone che mi seguono. Un mio ex collega e due sconosciuti.
      Poi se gli utenti veri sono "solo" 56 milioni,
      vorrei ricordare che in gli abitanti dell'Italia
      non sono molti di più!Su Internet ci vogliono i grandi numeri e un modello di business solido. Facebook l'ha trovato. Seppur imho il valore del singolo utente sia un po' sopravvalutato, essi generano introiti reali e continui.Quanto vale un utente Twitter? Attualmente, stando ai dati, poco o nulla.
  • mantelli vai a lavura scrive:
    mah
    ma lo fate ancora scrivere a questo i suoi articoli sono talmente interessanti che il numero di commenti si limita a zero...
    • W.O.P.R. scrive:
      Re: mah
      Tu hai fatto il primo commento, quindi questo articolo non avrà commenti pari a zero.Non sarà licenziato neanche stavolta. ;)
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