Solo Infostrada, Wind deve risarcire

In seguito all'inadempienza contrattuale per l'attivazione degli accessi ULL, il Tribunale di Torino ha condannato l'operatore a restituire i canoni pagati a Telecom. Movimento Consumatori: necessario il disegno di legge sulla class action

Torino – Condannata a pagare il canone Telecom per un’inadempienza contrattuale. È questa la conclusione cui è giunto il Tribunale di Torino, chiamato a decidere su una vicenda che ha visto Wind , l’operatore che controlla Infostrada , imputata per l’inadempimento dei contratti “Solo Infostrada” di accesso all’ultimo miglio.

Come riportato da Helpconsumatori , si tratta di una vicenda che ha la propria genesi nel “lontano” 2001, anno in cui Infostrada lanciò una campagna pubblicitaria sui propri servizi di telefonia fissa “Solo Infostrada”, promettendo agli utenti la possibilità di non pagare più il canone Telecom. Campagna che nel maggio 2002, l’ Antitrust aveva bollato come ingannevole, rilevando che dei 138.178 nuovi aderenti all’offerta, coloro che avevano ottenuto l’accesso diretto all’ultimo miglio (e “liberati” dal canone Telecom) erano solo 690.

Nell’autunno successivo, il Movimento Consumatori ha perciò citato in giudizio l’azienda, con un azione collettiva disciplinata dalla legge 281/98 (oggi art. 140 Codice del Consumo). Dopo un lungo iter, il Tribunale di Torino ha dato completo accoglimento alle richieste formulate dall’associazione e ha prescritto che, entro il 25 gennaio 2007, Wind (che nel frattempo ha assunto il controllo di Infostrada) dovrà attivare il servizio richiesto a tutti gli utenti che hanno aderito sottoscrivendo il contratto Infostrada, riconoscendo di non aver adempiuto ai contratti Solo Infostrada. “Si impegna a restituire – si legge nella nota diffusa da Helpconsumatori – tutti i canoni pagati alla Telecom a partire dal giorno della sottoscrizione del contratto”.

Il Movimento consumatori, si legge ancora nella nota, accoglierà le domande di tutti i consumatori che hanno sottoscritto Solo Infostrada, per attivare le procedure di conciliazione per la restituzione dei canoni pagati a Telecom Italia. Nell’ipotesi in cui Wind-Infostrada non dovesse riconoscere integralmente quanto dovuto, l’associazione promette l’avvio di un’azione giudiziaria. Wind ha d’altra parte la possibilità di ricorrere contro la decisione.

Paolo Fiorio, legale dell’associazione, dichiara: “La compagnia telefonica per accaparrarsi nuovi utenti ha lanciato una campagna pubblicitaria ingannevole per i consumatori, promettendo un servizio che sapeva fin da subito di non essere in grado di assicurare perché, per affittare da Telecom l’ultimo miglio della rete, avrebbe dovuto affrontare costi superiori rispetto ai possibili guadagni”.

“La vicenda Wind-Infostrada – sottolinea Lorenzo Miozzi, presidente MC – pone ancora una volta l’attenzione sulla necessità che il Parlamento approvi in tempi rapidi il disegno sulla class action. Con questa legge il Tribunale di Torino avrebbe potuto condannare Wind a risarcire direttamente i consumatori. Noi crediamo fermamente che un compiuto disegno di liberalizzazione del mercato e della nostra economia non possa più prescindere da moderni ed efficienti strumenti di giustizia collettiva per impedire ulteriori danni e vessazioni per i consumatori”.

D.B.

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  • Anonimo scrive:
    Era ora che qualcuno se ne accorgesse
    Lo dice perfino la legge che il parere dell'AGCOM non serve a niente:Art. 12, commi 3 e 4, del DPR 284/2003:"4. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere o senza che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni abbia rappresentato esigenze istruttorie, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato procede indipendentemente dall'acquisizione del parere stesso."
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