Sony contro il backup dei CD-Audio

Comincia il processo del primo caso in cui RIAA ha dinanzi una giuria e la discussione subito si accende per le dichiarazioni dei rappresentanti delle major. Secondo cui fare una copia di un brano regolarmente acquistato è un furto

Roma – Era facile prevedere che il caso Virgin v. Thomas , il primo in cui l’accusa di download e condivisione illegali dell’industria musicale contro una cittadina americana sia approdata al processo vero e proprio, avrebbe riservato un buon numero di sorprese. Cosa che è puntualmente avvenuta con la testimonianza di Jennifer Pariser, responsabile della sezione antipirateria di Sony BMG, che ha letteralmente tacciato di furto milioni di consumatori , colpevoli a suo dire di togliere il pane di bocca alla major ogni volta che creano la copia di un mp3, legale o meno che sia.

Appena iniziato, il processo acquista subito le caratteristiche di un potenziale caso spartiacque, tirando in ballo concetti come il fair use e il diritto alla copia di sicurezza dei propri originali. E nonostante il ricco catalogo di iTunes e i timidi tentativi di sperimentazione con la distribuzione di musica online, le major dimostrano di avere ancora a cuore lo strapotere di mercato gelosamente custodito fino all’avvento della rivoluzione della rete .

“È mia convinzione personale che Sony BMG sia ora la metà di quello che era nel 2000” a causa della pirateria, si lamenta Pariser, che accusa il “furto” di mp3 e il file sharing di mettere a repentaglio la stessa esistenza dell’etichetta , visto che le sue uniche fonti di guadagno sono appunto i CD-Audio e i brani originali. Non dunque un prevedibile cambio di abitudini, consumi e conoscenze degli utenti ma semplicemente un massivo atto di ladroneria.

Per Pariser “rubare musica” è un concetto decisamente onnicomprensivo: incalzata dal legale dell’accusa Richard Gabriel, la manager sostiene che anche solo una singola copia di un file legale può essere considerata un vero e proprio furto ai danni di Sony . “Quando un individuo crea personalmente la copia di una canzone, suppongo che possiamo dire che abbia rubato quella canzone”, sostiene Pariser, e fare una singola copia di un brano acquistato è solo “una maniera gentile di dire rubare solo una copia “.

Per Sony dunque nulla si salva: iTunes, Windows Media Player e gli innumerevoli software disponibili con la capacità integrata di rippare i CD-Audio, gli utenti di iPod che si procurano la musica per vie traverse e ovviamente i cattivi pirati del P2P, tutti contribuiscono ad affamare le povere major sull’orlo della bancarotta a causa della replicabilità infinita insita nei contenuti in formato digitale.

L’accusa è determinata a dimostrare la colpevolezza di Jammie Thomas, 30enne accusata di aver condiviso 1.702 brani illegalmente, e per questo ha chiamato a testimoniare esperti di informatica per corroborare le proprie tesi. L’avvocato difensore sostiene al contrario l’innocenza della donna – madre di due bambini – e dice che non ci sono prove certe che quei brani siano mai stati resi disponibili online dall’accusata . L’utilizzo di un router wireless, argomenta Brian Toder, avrebbe potuto rendere la connessione facilmente accessibile all’esterno dell’abitazione, invalidando quindi il collegamento diretto dell’indirizzo IP scovato dai segugi delle major all’effettivo operato della donna.

Tesi confutata dall’accusa, che mostra sullo schermo posto davanti alla giuria i log delle connessioni e mette in evidenza quelle che a dire dei legali incastrerebbero Jammie Thomas. C’è poi la vicenda dell’hard disk del PC sostituito dalla donna nel 2005, a suo dire dietro consiglio del personale della catena Best Buy dopo alcuni malfunzionamenti, ma che per le major risulta essere un mero tentativo di coprire le tracce del “delitto” dopo aver ricevuto messaggi concernenti la condivisione non autorizzata.

Alfonso Maruccia

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  • Andrea Giammarchi scrive:
    Re: Il problema e' la mentalità italiana.
    sono stato in Svizzera, a breve vado a Londra ... non posso negare di approvare gran parte di quello che hai scritto.Ci vediamo su? Per ora buona serataP.S. però questo, di libro, a mio avviso merita più di tanti manuali esclusivamente tecnici ... c'è anche esperienza, oltre "la generica API"
  • ilnullacost ameno scrive:
    alta accesibilita
    server di cod2213.92.118.60:2896077.42.78.82:2896077.42.78.82:28961213.92.118.61:28960213.92.118.60:28964213.92.118.61:28963
  • Michele I. scrive:
    CONFUSIONE PER UN CORSIVO?
    Caro Michele,apprezzo il tuo lavoro ma se lo screen reader non fa differenza tra un tondo e un corsivo non è un problema dello sviluppatore, ma dello screen reader.Non basta un semplice punto secondo me, a veicolare la gamma di significati che può avere un corsivo, infatti inserire un corsivo può avere più di un significato (ad esempio riportare letteralmente un passaggio o un vocabolo, oltre che indicare l'autore), e forse la cosa più giusta sarebbe che lo screen redader dicesse "inizio corsivo" / "fine corsivo" (come "aperte virgolette" / "chiuse virgolette") per comunicare il significato più vicino al testo originale. Comunque non capisco perchè uno nemmeno laureatodeve essere guardato con il rispetto di un accademico solo perchè ha un blog, a questo punto tanto vale farsi un blog invece di laurearsi.
    • Michele I. scrive:
      Re: CONFUSIONE PER UN CORSIVO?
      e poi scusate, i miopi mettono gli occhiali per leggere i libri, perchè non dovrebbero farlo (come già fanno) anche per navigare su internet? Per i ciechi poi è inutile sprecarsi molto a livello grafico credo, al massimo si può avere l'accortezza di venire incontro alle tecnologie che devono utilizzare non facendo siti in flash (senza tanto xml) e usando un pò più di punteggiatura come ha suggerito l'autore, in my humble opinion.
    • Arigato scrive:
      Re: CONFUSIONE PER UN CORSIVO?

      uno nemmeno laureatoMa complimenti! La professionalità appartiene solo a laureati, dottori e dottorini che nei migliori dei casi aspirano ad un titolo per poter accedere ad un concorso pubblico? Ma meno male che gente che, nonostante la laurea, riesce si e no ad accrocchiare un paragrafo in un italiano degno di Biscardi non viene messa sullo stesso piano di persone che possiedono il metodo e la capacità di scrivere un libro!E che dire di quei quattro gatti non laureati che centinaia di anni fa studiavano la fisica, la matematica, le lingue e che ora si ritrovano pubblicati sui libri che usano i laureati per studiare? Un'errore della storia? Ma sì... facciamo riscrivere tutto ai laureati del 2000!
      Per i ciechi poi è inutile sprecarsi molto a livello graficoUna maturità di pensiero che non ha bisogno di commenti...
    • Andrea Giammarchi scrive:
      Re: CONFUSIONE PER UN CORSIVO?
      - Scritto da: Michele I.
      Comunque non capisco perchè uno nemmeno
      laureatodeve essere guardato con il rispetto di
      un accademico solo perchè ha un blog, a questo
      punto tanto vale farsi un blog invece di
      laurearsi.Avessimo università con programmi informatici adeguati, tecnicamente avanzati ed al passo coi tempi, con uno sforzo immane potrei anche sorvolare su questa tua osservazione.Vuoi un corposo elenco di siti universitari italiani adatti alla Internet degli anni 90 e pubblicati tra il 2006 ed il 2007 o pensi, in quanto accademico, di riuscire facilmente a fare una ricerca di questo tipo per conto proprio?In italia abbiamo poche realtà universitarie veramente qualificate sul tema in esame ed in generale sul settore (una delle poche che conosco: il Politecnico di Torino) ma questo non significa che un laureato non possa imparare da uno studioso, professionista, serio ed appassionato, qualcosa che nel 90% dei casi avrà al massimo sentito dire ad un corso di laurea.Forse è per questo che l'italia è al 38esimo posto della classifica IT? Per questa mentalità aperta tanto quanto il foro di uno spillo?Complimenti per l'intervento, è così che si progredisce, Galileo ce lo insegna.
      • Michele I. scrive:
        Re: CONFUSIONE PER UN CORSIVO?
        Sono contento di aver spinto alla discussione su questo tema che mi sta molto a cuore.Mi piacerebbe infatti trovare anche in Italia persone che diano valore ai non laureati in base al loro merito, E NELLE LORO AZIENDE, NON SOLO SU UN FORUM O FACENDO ECCEZIONE SOLO PER QUELLI CHE HANNO UN BLOG.E' proprio qui che volevo arrivare.E poi ribadisco, i ciechi non vedono la grafica intendevo in questo senso che non ci si deve sprecare molto al livello grafico, se non quanto basta a non complicargli la vita con gli strumenti assistivi di cui fanno uso (appunto evitando di fare tutto in flash e utilizzando gli accorgimenti sopra descritti), e questa mi pare anche l'opinione del vostro beniamino tra l'altro.
  • Domenico scrive:
    Re: Chi stabilisce i criteri?
    Beh... in Italia per l'accessibilità esiste una legge, e un quaderno scaricabile dal cnipa... non lo condivido in pieno, ma la "bibbia" c'è.Un grafico può fare quello che gli pare, ci mancherebbe che un pittore faccia un quadro per i ciechi ( aborro le nuove dizioni! )Ma chi fa servizio, chi mette contenuto, magari importante per il bene pubblico DEVE farsi capire. questo lo stabiliscono talmente tante leggi e principi che non le so elencare, ma se guardi le puoi ritrovare nella Costituzione.Detto questo, io ho fatto siti accessibili, non disgustosi a vedersi, robusti, non capisco quale sia il tuo problema. Se lavori con la PA ti attieni alla legge, altrimenti puoi cmq dare un occhio alla legge che qualcosa ti suggerisce, poi ti guardi le direttive w3c, poi vai un po' ad occhio, nessuno pretende di essere perfetto, ma non ci vuole un genio a capire che non è indispensabile fare i bottoni con le immagini, ma si può anche usare del sano testo...
  • alfridus scrive:
    Ma non gliene frega niente a nessuno?
    Veramente pochini 15 interventi, eppoi dei soliti noti - senza offesa: per sottolineare che gli intervenuti sono stati veramente solo poche persone, ciascuna interessata a suo modo, com'e' giusto che sia......mentre il lavoro di Diodati avrebbe dovuto attirare ben altra attenzione.Che sia per questo che in fatto di accessibilita' si sia cosi' indietro?doct.alfridus
    • Marco scrive:
      Re: Ma non gliene frega niente a nessuno?

      ...mentre il lavoro di Diodati avrebbe dovuto
      attirare ben altra
      attenzione.Cioè? quale sarebbe la relazione? tanti commenti bel lavoro e viceversa? ma dove siamo, all'asilo?
      Che sia per questo che in fatto di accessibilita'
      si sia cosi'
      indietro?Cioè? se uno non commenta questa notizia il mondo è indietro nell'accessibilità? cos'è, spam mimetico?Ma per favore.
      • ryoga scrive:
        Re: Ma non gliene frega niente a nessuno?
        - Scritto da: Marco

        ...mentre il lavoro di Diodati avrebbe dovuto

        attirare ben altra

        attenzione.
        Cioè? quale sarebbe la relazione? tanti commenti
        bel lavoro e viceversa? ma dove siamo,
        all'asilo?Credo che volesse insinuare che a nessuno importa dell'accessibilità.Cosa abbastanza vera per i tecnici e per chi deve effettuare i lavori.Cosa abbastanza falsa, per coloro invece che vorrebbero "vivere" andando ad esporre ad altri cose arcinote e scontate.
        • Marco scrive:
          Re: Ma non gliene frega niente a nessuno?
          - Scritto da: ryoga
          Cosa abbastanza falsa, per coloro invece che
          vorrebbero "vivere" andando ad esporre ad altri
          cose arcinote e
          scontate.ah... ok, ne prendo atto.
    • Arigato scrive:
      Re: Ma non gliene frega niente a nessuno?
      E pensa che questa è la prima notizia che commento... :)IMHO è semplicemente un problema culturale. Quanti anni ci sono voluti prima che la legislazione imponesse a progettisti e costruttori edili norme sulle barriere architettoniche non solo in ambito pubblico?E al contrario, abbiamo veramente bisogno di nuove norme redatte da chissa-quali-esperti, miopi quanto quelle delle misure minime di sicurezza e comunque derogabili in migliaia di circostanze? Usabilità e accessibilità sono concetti che dovrebbero essere talmente integrati in un progetto al punto tale da non essere distinguibili, ma non credo che comunque il web sia un mezzo di comunicazione universalmente recepibile nella sua forma attuale. In ogni caso per alcuni destinatari specifici ci vorranno (purtroppo) sempre strumenti di comunicazione specifici e lo stesso vale per i contenuti.Dal mio punto di vista il cosiddetto web 2.0 non aiuta affatto in questo senso, al contrario rischia in molti casi di creare un falso senso di adeguatezza
      • ryoga scrive:
        Re: Ma non gliene frega niente a nessuno?
        Quoto e riquoto.Questi signori andassero a chiedere anche adeguamenti all'ANAS per l'usabilità e l'accessibilità di ogni punto della rete autostradale ( anche a miopi ovviamente, perche' anche loro hanno il diritto di poter guidare sulle autostrade ).
  • Andrea Giammarchi scrive:
    Re: Chi stabilisce i criteri?
    ma si ryoga, hai ragione ... meglio vivere nell'ignoranza che approfondire tematiche sul nostro stesso lavoro!Deve essere anarchia, di quella tosta, e dobbiamo essere tutti liberi di buttare immondizia per strada perchè tanto ai corsi dicono tutti panzane e tutti i finti professionisti parlano per sentito dire e noi non dobbiamo migliorare tecnicamente, siamo tutti nati bravi e lo stile è lo stile, vuoi mettere?E poi chi ha detto agli ingegneri che i palazzi vanno costruiti in verticale su una base? Case di pongo a 45° dico io ... questa gente che fa finta di essere competente ed aver studiato qualcosa in più proprio non la capisco!Che bella società evoluta che immagino nel tuo mondo ideale, buona giornata.
    • ryoga scrive:
      Re: Chi stabilisce i criteri?
      - Scritto da: Andrea Giammarchi
      ma si ryoga, hai ragione ... meglio vivere
      nell'ignoranza che approfondire tematiche sul
      nostro stesso
      lavoro!Hai ragione!Picasso ha studiato Arte!Michelangelo poi avrà studiato da Giotto e Giotto da ... boh!La creatività non sai neanche dove abita giusto?
      Deve essere anarchia, di quella tosta, e dobbiamo
      essere tutti liberi di buttare immondizia per
      strada Attento se no calpesti la marmotta....
      perchè tanto ai corsi dicono tutti panzane
      e tutti i finti professionisti parlano per
      sentito dire e noi non dobbiamo migliorare
      tecnicamente, siamo tutti nati bravi e lo stile è
      lo stile, vuoi
      mettere?Professionisti? In cosa? Dove hanno studiato? Da chi hanno imparato? Dove hanno appreso le loro nozioni? Le hanno mai messe in pratica? Hanno mai "visto" come si sviluppa un'applicazione?A tutte queste domande, non risponderai perche' i professionisti che vai blaterando, sono quelli che 1 volta a settimana si riuniscono in qualche hotel a discutere dell'evoluzione umana e dei concetti di astrazione polimorfistica. A fine giornata, dopo aver blaterato per 6 ore e aver degustato del cibo offerto da qualche sponsor, se ne vanno fieri a casa pensando di aver salvato l'umanità.
      E poi chi ha detto agli ingegneri che i palazzi
      vanno costruiti in verticale su una base? Case
      di pongo a 45° dico io ... questa gente che fa
      finta di essere competente ed aver studiato
      qualcosa in più proprio non la
      capisco!Infatti... ci son case tutte particolari che stanno in piedi da anni e guarda caso, quegli ingegneri vengono pagati piu' di chi le costruisce "dritte"
      Che bella società evoluta che immagino nel tuo
      mondo ideale, buona
      giornata.E nel tuo? Dove si vende fumo e nient'altro?Grazie ma la prima bolla di Internet m'e' bastata.Ora vendo soluzioni affidabili e prodotti BELLI.Saluti
  • Zouk scrive:
    Standard internazionali
    La scelta di creare uno standard italiano e di non aderire a quelli internazionali toglie la possibilità di utilizzare molti strumenti e piattaforme disponibili sul mercato. Per questo motivo, anche se lo standard italiano è più avanzato, la sua adozione è più lenta e costosa.
    • ryoga scrive:
      Re: Standard internazionali
      - Scritto da: Zouk
      La scelta di creare uno standard italiano e di
      non aderire a quelli internazionali toglie la
      possibilità di utilizzare molti strumenti e
      piattaforme disponibili sul mercato. Per questo
      motivo, anche se lo standard italiano è più
      avanzato, la sua adozione è più lenta e
      costosa.Hai mancato 1 aggettivo.-Inutile.-Altrimenti ha ragione M$ a voler affermare che il suo formato NON STANDARD e' migliore.
  • Andrea Giammarchi scrive:
    ... confusione in dirittura di arrivo
    Comincio col fare i complimenti a Michele Diodati per il libro e rinnovarli per l'impegno che da tanti anni mette a disposizione di tutti per un tema delicato quale è quello dell'accessibilità.Continuo col congratularmi con PI per aver regalato questo spazio allo stesso tema ma sento di dovermi dissociare in toto con la parte conclusiva dell'intervista.Le musiche sono suonate da più strumenti, ognuno il suo, uno o più compositori ed eventualmente, nel caso delle sinfonie di Beethoven, hanno anche un direttore di orchestra.Dire al grafico che non è attento al tema è a mio avviso il motivo per il quale questo tema non è rispettato come sperato.Un sito deve essere sviluppato da più persone con competenze specifiche differenti mentre in Italia da troppo tempo si sfrutta il classico "web master tutto fare" che per quanto possa mettersi di impegno difficilmente potrà affrontare tutte le problematiche correttamente.Siti magari accessibili ma con buchi di sicurezza imbarazzanti, siti apparentemente blindati come servizi di home banking che non funzionano con browsers differenti da Explorer 6 (ironia della sorte, il browser tra i più insicuri e non patchati che ci siano oggi), altri casi dove la grafica è al top e tutto il resto al bottom (per restare in tema di CSS).Se mi è possibile concludere col mio umile parere, non sono i grafici a dover imparare l'accessibilità come non sono gli sviluppatori a dover saper fare grafica.Magari ho frainteso ma sembra quasi l'ultima parte giustifichi gli scarsi investimenti IT in personale qualificato tipico da Web Agency che pensa che un mezzo grafico improvvisato web master ed un commerciale siano sufficienti per "fare Web" con costi ridicoli e risultati ... beh, sicuramente qualitativamente tra i più scadenti di Europa (e non solo).Concludo dicendo che ci sono tanti esempi dove il buon compromesso tra grafica, usabilità ed accessibilità rendono la navigazione piacevole tanto quanto vecchi siti tabellari, composti da sole immagini (concordo con Diodati, ancora oggi esistono questi tipi di volant... ehr ... siti) certo in Italia son più rari da trovare, ma all'estero fare un sito è "un lavoro vero" (pensate, li pagano pure!) e gli esempi abbondano.Ancora grazie per l'interessante spunto di riflessione e buona giornata.
    • Michele Diodati scrive:
      Re: ... confusione in dirittura di arrivo
      Ringrazio Andrea Giammarchi per il bel commento, ma devo fare una precisazione. Mi dispiace che il paragone con la composizione musicale sia stato interpetato come un invito alla confusione dei ruoli nello sviluppo di siti web. Il libro batte tutta un'altra strada e precisa in più di un'occasione l'importanza che ogni parte di un sito sia realizzata e controllata da un professionista diverso, specializzato in una precisa mansione (tecnici dell'area multimediale, esperti di HTML, CSS e linguaggi di marcatura, programmatori, esperti di database, accessibilisti, usabilisti e, naturalmente, grafici). Anzi, per rimarcare il concetto della necessità della separazione dei ruoli, per ogni punto di controllo delle linee guida sull'accessibilità analizzato, viene indicata nel libro la figura professionale più adatta all'implementazione della caratteristica richiesta.
      • Andrea Giammarchi scrive:
        Re: ... confusione in dirittura di arrivo
        Bene, a questo punto mi sembra sia stata chiarita l'ultima parte a mio modesto parere fraintendibile rispetto questo tuo ultimo lucido commento che condivido in pieno.Quindi, per farla breve, ti sei appena aggiudicato un altro fan, buona giornata.
    • Arigato scrive:
      Re: ... confusione in dirittura di arrivo

      da troppo tempo si sfrutta il classico "web
      master tutto fare" che per quanto possa mettersiErrori di progettazione GRAVI e che persistono da anni non sono il risultato di un singolo individuo ma di un'abissale ignoranza corporativa. Cito per tutti bancaintesa.it che continua imperterrita a fornire il login ai clienti da connessioni non crittografate - e magari si chiedono ancora perchè mai sono la banca più phishiata al mondo. Un qualsiasi freelance indiano a basso costo (e ben più alta competenza) non avrebbe fatto una simile porcata. O l'avrebbe corretta.
      non sono i grafici a dover imparare
      l'accessibilità come non sono gli sviluppatori a
      dover saper fare
      grafica.E i dirigenti non devono imparare una mazza, tanto sono dirigenti... Ragionamento esemplare... si vedono infatti gli ottimi risultati delle grandi aziende italiane che seguono questa logica medievale e che continuano a sopravvivere grazie a iniezioni legislative...Mi spiace ma IMHO il problema è proprio lì: i grafici devono imparare i criteri di usabilità relativi al loro ambito e chi fa codice deve considerare il fatto che sul suo lavoro verrà fatta la grafica. Altrimenti si progetta un ippopotamo e si pretende che appaia come un fringuello.
      personale qualificato tipico da Web Agency che
      pensa che un mezzo grafico improvvisato web
      master ed un commerciale siano sufficienti per
      "fare Web" con costi ridicoli e risultati ...Quindi ad un'azienda di quattro/cinque dipendenti che vuole una mezza pagina statica giusto per dare una facciata ad un dominio che usa per la posta noi proponiamo un portale iper-specializzato, funzionale, super-usabile e scalabile ad una cifra sufficiente a sfamare orde di Veri Grafici e Veri Programmatori. E chiudiamo (noi e loro) la baracca dopo 6 mesi...
      beh, sicuramente qualitativamente tra i più
      scadenti di Europa (e non
      solo).Non è un problema di qualità di chi lavora ma di chi commissiona il lavoro. Sai quante volte si rischia di perdere un lavoro per far capire al cliente che una splash è una perdita di tempo, che una pagina non è un albero di natale, che flash non è la soluzione ai problemi e che lightbox (osanna al web 2.0 che tutto può tranne rendere "usabile" qualcosa) rompe la navigazione dei browser?
      sole immagini (concordo con Diodati, ancora oggi
      esistono questi tipi di volant... ehr ... siti)Tutto vero, tutto bello. Datemi browser che supportino allo stesso modo i CSS - datemi magari anche uno standard CSS un pelo più pulito e strutturato invece che perdere tempo ad implementarci dentro Photoshop - datemi degli screen readers abbastanza furbi da distinguere una tabella (hint: inizia con , finisce con ) e sistemi operativi che implementino tutti allo stesso identico modo criteri di accessibilità univoci almeno a livello europeo - invece di perdere tempo a farmi dichiarare quanti antivirus monto e quale segretaria può leggere quali dati - e poi potete rompermi le balle sul fatto che sono "poco professionale" perchè non ho un esperto di grafica, di accessibilità, di codice, in cucina ecc. :)
      all'estero fare un sito è "un lavoro vero"
      (pensate, li pagano pure!) e gli esempi
      abbondano.Fare un sito (e mantenerlo) è un lavoro strettamente legato all'attività che lo conduce. E' inutile prendersela con la mediocrità "teconologica" nazionale quando in Italia le aziende aprono oggi e chiudono domani per mille motivi, primo fra tutti perchè non sanno lavorare a prescindere dalla presenza sul web.
      • zerouno scrive:
        Re: ... confusione in dirittura di arrivo
        ...Non è un problema di qualità di chi lavora ma di chi commissiona il lavoro. Sai quante volte si rischia di perdere un lavoro per far capire al cliente che una splash è una perdita di tempo, che una pagina non è un albero di natale... Quanta verità in queste parole...
      • Kesty scrive:
        Re: ... confusione in dirittura di arrivo
        Il problema è semplice,checché ne dicano gli esperti di accessibilità rendere un sito accessibile comporta tre problemi.1) Costi aggiuntivi: Oltre al costo di rendere un sito accessibile, o di crearlo da accesssibile da 0, è anche un costo che si propaga nel tempo con l'aggiunta di contenuti.2) Aumento del tempo di realizzazione:L'accessibilità del sito richiede maggior tempo non solo in fase di programmazzione ma anche in fase di inserimento dei contenuti, ecc..3) Compromessi sulle nuove tecnologie:Non tutto può essere reso accessibile, e si richiedono dei compromessi non solo di grafica, ma anche che di interazione dell'utente con il sito che un sito completamente accessibile non può avere.Tutte cose che complicano di molto la vita sopratutto ai siti privati che non sempre possono permettersi di spendere così tanto tempo all'accessibilità del loro sito, per, alla fine, avere un ritorno più d'immagine che di guadagno.Capisco i siti Pubblici e quelli Statali, ma quelli privati che devono combattere con la concorrenza non possono stare dietro a tutte queste problematiche.Personalmente ritengo che la soluzione migliore ( odiata fino in fondo dell'animo da tutti gli esperti di accessibilità ) sia quella di creare un "sito parallelo" accessibile, con una grafica scarna, e contenente solo i contenuti più importanti.Potrete chiamarla discriminazione, ma alla fine è la soluzione migliore, più veloce e, sopratutto, più economica per chi non può permettersi certe modifiche ma vuole comunque lasciare i propri contenuti a disposizione delle persone diversamente abili.
        • Andrea Giammarchi scrive:
          Re: ... confusione in dirittura di arrivo
          - Scritto da: Kesty
          Il problema è semplice,checché ne dicano gli
          esperti di accessibilità rendere un sito
          accessibile comporta tre
          problemi.

          1) Costi aggiuntivi
          2) Aumento del tempo di realizzazione
          3) Compromessi sulle nuove tecnologiecome dire che per fare un mobile non servono viti e bulloni, con un pò di colla si fa prima ... purtroppo non è così che si fanno i mobili e la gente deve capire che un sito deve rispettare delle regole.Se siamo i primi a non spiegarlo alle persone, inutile perdere un solo minuto per approfondire le numerose problematiche che ruotano attorno al Web.
          Personalmente ritengo che la soluzione migliore (
          odiata fino in fondo dell'animo da tutti gli
          esperti di accessibilità ) sia quella di creare
          un "sito parallelo" accessibile, con una grafica
          scarna, e contenente solo i contenuti più
          importanti.Quindi invece di imparare a fare siti tramite CSS, markup corretto automaticamente accessibilie da tutti preferisci perdere tempo per una versione alternativa (2 siti is meglio che uan) che inoltre se appoggiati ad un database sarei curioso di sapere in quale momento si percepisca questo tempo di realizzazione inferiore.La doppia versione, casi eccezionali a parte dove si sfruttano plugin di terzi non propriamente accessibili, è la vera perdita di tempo.Il risultato è un sito potenzialmente fatto male, non rispetta le caratteristiche che ogni sito dovrebbe avere, più la richiesta di una doppia manutenzione anche per il fratellino minore.Certo è che per chi vive di post vendita è meglio la doppia versione ma non raccontiamo che non sapere fare un sito o crearlo appositamente inaccessibile sia la strada commerciale migliore.Credo che Diodati parli anhe di questo sul proprio libro, diamogli una letta poi ne riparliamo a mente aperta.Buona giornata
          • Kesty scrive:
            Re: ... confusione in dirittura di arrivo
            - Scritto da: Andrea Giammarchi
            come dire che per fare un mobile non servono viti
            e bulloni, con un pò di colla si fa prima ...
            purtroppo non è così che si fanno i mobili e la
            gente deve capire che un sito deve rispettare
            delle
            regole.Peccato tu stia usando la metafora sbagliata.La differenza tra l'usare la colla e bulloni e viti, la puoi fare con la sicurezza di un sito web. L'accessibilità è quanto quella sedia sia ergonomica, o fruibile da qualsiasi persona.E sappiamo che la maggior parte di sedie non sono ne ergonomiche ne possono essere usate da tutti.Se ne vuoi una ergonomica e su cui ci si può sedere chiunque devi pagarla di più.
            La doppia versione, casi eccezionali a parte dove
            si sfruttano plugin di terzi non propriamente
            accessibili, è la vera perdita di
            tempo.Prova a trasformare in accessibile un sito già attivo da parecchi anni, o farne una versione più "pulita" e completamente accessibile. È NETTAMENTE più veloce ed economico.Certo facendo così si perdono alcuni contenuti ed alcuni servizi, ed è per questo che è una soluzione che non piace, ma è sicuramente più comoda per le piccole aziende.
      • ryoga scrive:
        Re: ... confusione in dirittura di arrivo
        - Scritto da: Arigato
        E cmq un sito vetrina, per quanto possa essere
        d'accordo sulla tristezza ed inutilità
        intrinseca,LOL... sito vetrina = sito inutile.... ottimo... ho capito chi sono gli interlocutori ed i promotori dell'accessibilità....
        è sempre meglio di un 404 e può
        essere renderizzato su qualsiasi browser in
        obsoleto HTML senza la minima fatica con una
        probabilità di successo uguale se non maggiore
        rispetto a
        CSS.Html Obsoleto?Ma per favore.... tornatevene a programmare nei vostri linguaggi e non sparate PANZANATE sui linguaggi del web.Un esempio pratico :Javascript era considerato morto...per fortuna c'e' chi ci lavora in questo mondo e ora ne state apprezzando tutti la potenza.Si pregano lorsignori di andar a vendere fumo presso queste scuole di formazione tutte italiote e di lasciare il campo tecnico a chi ci lavora senz rovinarlo ulteriormente per il vostro solo interesse.Saluti
        • Arigato scrive:
          Re: ... confusione in dirittura di arrivo
          Mai sentito parlare di sarcasmo?
          • ryoga scrive:
            Re: ... confusione in dirittura di arrivo
            - Scritto da: Arigato
            Mai sentito parlare di sarcasmo?Di venerdi dopo una settimana a parlare con clienti che pretendono funzionalità "windows" sul "web"? Se non ci aggiungi iconcine, prendo le frasi sul serio :)
        • Andrea Giammarchi scrive:
          Re: ... confusione in dirittura di arrivo
          - Scritto da: ryoga
          Un esempio pratico :
          Javascript era considerato morto...per fortuna
          c'e' chi ci lavora in questo mondo e ora ne state
          apprezzando tutti la
          potenza.

          Si pregano lorsignori di andar a vendere fumo
          presso queste scuole di formazione tutte italiote
          e di lasciare il campo tecnico a chi ci lavora
          senz rovinarlo ulteriormente per il vostro solo
          interesse.Vedi ryoga, se ti serve un corso avanzato JavaScript basta chiedere che ci accordiamo, non c'è bisogno di parlare in questi termini :-)Saluti
      • Andrea Giammarchi scrive:
        Re: ... confusione in dirittura di arrivo
        confondi pubblicità e Web o intendi quest'ultimo come tale.Ovviamente per sito vetrina non intendevo portali con target mirato anche perchè parli di coca cola e di non so chi, non delle realtà locali che trovi giustificate nel loro scarso investimento.Per concludere, io nel Web e col Web ci lavoro ... e pure sodo e vai tranquillo che se mi chiamano non è per discutere ma per buttare giù codice, buona giornata :-)
      • Andrea Giammarchi scrive:
        Re: ... confusione in dirittura di arrivo
        Mi trovi d'accordo ed il discorso ovviamente dovrebbe essere analizzato caso per caso.Il mio generalizzare è probabilmente forzato ma mi baso su percentuali e sul fatto che questo non è un forum, i caratteri sono contati, e siti come quello di Diodati trattano l'argomento da anni.Difficile quindi parlarne in poche righe e le sfumature sono numerose, resta il fatto che un pò di ignoranza in materia c'è ed il nostro compito, dei dipendenti, dei consulenti, degli addetti al marketing, dovrebbe essere quello di far capire al cliente o al direttore l'importanza ed i vantaggi tipici delle buone pratiche di realizzazione.Quello che mi dispiace è che porbabilmente il suo libro sarà letto principalmente da persone come noi e non da quelle lontane dal settore o un pò spavalde tipo ryoga.Auguro invece a Diodati di raccogliere pubblico anche tra i meno interessati e tra i più saccenti :-)
      • igasparetto scrive:
        Re: ... confusione in dirittura di arrivo
        Sono d'accordo!Se sei un grafico devi sapere anche tu i criteri di accessibilità. Il contrasto tra sfondo e testo e' molto, ma molto importante!Se sei un HTML DOM - Javascript - Ajax sviluppatore, allora devi fornire noscript tags nel caso JS sia disabilitato.E cosi via.Qualcuno vuole discutere?
        • Andrea Giammarchi scrive:
          Re: ... confusione in dirittura di arrivo
          nessuno, ma come tu stesso hai detto, ognuno ha il suo ruolo e deve conoscere ciò che gli compete.Un esperto di accessibilità è un rolo che in un team di svilupptori aiuta sia grafico/i che sviluppatore/i codice client / server. Sono figure distinte per questo, l'errore troppo spesso commesso è dare per scontato che un grafico, o un "webmaster tuto fare", sia abbastanza documentato sui problemi dell'accessibilità mentre a mio avviso potrebbe pensare molto più a quelli inerenti l'usabilità, lo sviluppatore server alla sicurezza dati, prestazioni ed eventualmente db (ma un addetto al db ne saprebbe molte di più) ed un addetto al markup dovrebbe conoscere tecniche valide per rappresentare dati sopra una grafica.Poi ognuno è libero di fare tutto per i fatti propri, ma non diciamo che gli esperti sono inutili, non sapremmo fare molto senza loro :-)
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