Sony e la class action che si morde la coda

Dalla California parte una nuova azione legale collettiva contro la clausola del PlayStation Network che impedisce proprio le class action

Roma – Anche se il PlayStation Network non ha avuto altri problemi, i possessori della console Sony hanno il dente più avvelenato che mai. Prima dell’estate alcuni utenti avevano unito le forze per chiedere il rimborso degli abbonamenti alla piattaforma e un altro gruppo stava addirittura provando a farsi rimborsare la PS3.

Come noto, il colosso nipponico ha però modificato appositamente le condizioni d’uso legate alla console e ora non è più possibile pretendere risarcimenti con azioni di gruppo. Il nuovo regolamento entrato in vigore negli States ridefinisce inoltre le responsabilità di Sony e non garantisce che il “Network sarà sempre disponibile e privo di errori”.

Dare il proprio consenso ai Terms of Service è ovviamente indispensabile per accedere alla piattaforma e giocare online. Per questo motivo, ora si parla di fare causa a Sony proprio per i nuovi ToS. Una ulteriore azione legale collettiva, partita dalla California, è stata intentata contro l’azienda per “pratiche commerciali scorrette”, relative all’introduzione di questa clausola anti-class action.

Recentemente anche Electronic Arts e Microsoft hanno messo le mani avanti aggiungendo nei loro ToS videoludici della postille che servono a cautelarsi da problemi simili. Anche in questo caso si concede agli utenti di battersi soltanto in forma individuale. La possibilità dissociarsi esiste, ma per farlo bisogna inviare una comunicazione scritta entro 30 giorni dall’accettazione delle nuove condizioni.

Roberto Pulito

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