SOPA, la battaglia continua

Il registrar Go Daddy tra i supporter del famigerato disegno di legge contro i pirati. La fabbrica dei meme Cheezburger pensa a una ritorsione per questo gesto. E Firefox si dota di nuove estensioni anti-blocco

Roma – Un lungo intervento del registrar statunitense Go Daddy, a sottolineare come il famigerato Stop Online Piracy Act (SOPA) non rappresenti un pericolo per lo sviluppo sano e robusto di Internet . La libertà del flusso delle informazioni online potrebbe coesistere con una più stringente protezione della proprietà intellettuale made in USA . Il nome del registrar è dunque apparso in una specifica lista di supporter del disegno di legge che vorrebbe portare al blocco dei siti colti con le mani nel sacco della pirateria.

Nel frattempo, invece, la società specializzata nel rastrellamento di fondi per startup Y Combinator ha deciso di non invitare le società amiche di SOPA al prossimo Demo Day di New York . Società attente alle nuove tecnologie non potrebbero risultare tra i fan di una legge che distruggerà l’attuale forza di Internet, almeno secondo i vertici di Y Combinator . Che dunque si rifiuteranno di aggregare le suddette startup alla lista dei potenziali finanziamenti.

E contro Go Daddy si è scatenato anche Ben Huh, CEO della fabbrica dei meme Cheezburger (quelli dei Lolcats). “Sposteremo i nostri 1000 domini al di fuori di Go Daddy – ha annunciato Huh su Twitter – a meno che non venga ritirato il supporto di SOPA. Vi vogliamo bene ragazzi, ma SOPA è un cancro per il web”.

Infine, è stato sviluppato uno specifico addon per Firefox, estensione che permetterà agli utenti di bypassare i blocchi a mezzo DNS imposti dal disegno di legge . DeSopa instraderà i vari IP verso router situati all’estero, in maniera simile ai meccanismi di funzionamento delle reti VPN. Qualcosa di analogo a quanto già visto con MAFIAA Fire .

Mauro Vecchio

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  • uno qualsiasi scrive:
    Moderna lomografia
    Volendo, possiamo dire che la foto da cellulare corrisponde a questo:http://it.wikipedia.org/wiki/LomografiaIn altre parole: te ne freghi altamente della qualità, punti alla quantità, alla spontaneità e all'improvvisazione. Lo scopo è fotografare tutto quello che colpisce la fantasia... del resto è così che si possono fare delle riprese uniche.Comunque, la lomografia è solo una delle centinaia di tecniche fotografiche possibili. Il fatto che per tale tecnica (o per tecniche simili) sia più indicato il cellulare rispetto alla fotocamera non significa affatto che il cellulare possa rimpiazzare una fotocamera sempre.
    • Torna alla notizia scrive:
      Re: Moderna lomografia
      - Scritto da: uno qualsiasi
      Volendo, possiamo dire che la foto da cellulare
      corrisponde a
      questo:

      http://it.wikipedia.org/wiki/Lomografia

      In altre parole: te ne freghi altamente della
      qualità, punti alla quantità, alla spontaneità e
      all'improvvisazione. Lo scopo è fotografare tutto
      quello che colpisce la fantasia... del resto è
      così che si possono fare delle riprese
      uniche.

      Comunque, la lomografia è solo una delle
      centinaia di tecniche fotografiche possibili. Il
      fatto che per tale tecnica (o per tecniche
      simili) sia più indicato il cellulare rispetto
      alla fotocamera non significa affatto che il
      cellulare possa rimpiazzare una fotocamera
      sempreE ci mancherebbe altro... hai presente la differenza che c'è tra una foto scattata con uno smartphone e una scattata con una Hasselblad? :'( Ma anche senza andare sulle Hasselblad (che sono usate quasi solo da professionisti), anche tra uno smartphone e una "qualsiasi" reflex Nikon o Canon eh... proprio si parla di due mondi completamente diversi, sarebbe come paragonare una bicicletta ad un elicottero... certo, la bici va meglio se devi andare a prendere il pane a un paio di isolati, ma mica puoi farci le stesse cose...
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: Moderna lomografia
        Pienamente d'accordo... come dicevo in un altro post, la differenza si vede anche tra uno smartphone ed una modesta compatta.Del resto, sarebbe come paragonare un coltellino milleusi con un bisturi: uno strumento nato per essere il più versatile possibile non può, in una situazione specifica, competere con uno strumento progettato apposta per tale situazione.
        • Mela avvelenata scrive:
          Re: Moderna lomografia
          - Scritto da: uno qualsiasi
          Pienamente d'accordo... come dicevo in un altro
          post, la differenza si vede anche tra uno
          smartphone ed una modesta
          compatta.Dipende...se è troppo modesta posso assicurarti che son meglio i 5MP di uno smartphone (a parte lo zoom, ovviamente)
          Del resto, sarebbe come paragonare un coltellino
          milleusi con un bisturi: uno strumento nato per
          essere il più versatile possibile non può, in una
          situazione specifica, competere con uno strumento
          progettato apposta per tale
          situazione.Ma va?
  • Sgabbio scrive:
    redazione!
    Sistemate i font! Qua è tutto in grassetto!
    • pignolo scrive:
      Re: redazione!
      - Scritto da: Sgabbio
      Sistemate i font! Qua è tutto in grassetto!Cominciavo a pensare che fosse un problema del mio browser (firefox 9.0.1 appena installato...)
    • pignolo scrive:
      Re: redazione!
      Comunque è facile, manca lo slash nel tag di chiusura: casi in cui una persona vuole scattare una fotografia, ma non ha bisogno di qualità alta
  • il solito bene informato scrive:
    Una piccola riflessione...
    Tempo fa una collega mi ha chiesto di scansionare e ritagliare delle foto che doveva inviare ad uno di quei service online che ti creano un book. Si trattava di un regalo per il compleanno della madre, quindi le foto partivano dalle classiche bianco e nero rovinate dal tempo fino alle ultimissime in digitale. Ho notato che con il passaggio al digitale le foto si sono cominciate a fare "alla XXXXX": luci inappropriate, soggetti piazzati a caso... una volta, quando avevi un numero limitato di foto e la pellicola costava, evidentemente si stava molto più attenti che venisse presa bene al primo tentativo.
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: Una piccola riflessione...
      - Scritto da: il solito bene informato
      Tempo fa una collega mi ha chiesto di scansionare
      e ritagliare delle foto che doveva inviare ad uno
      di quei service online che ti creano un book. Si
      trattava di un regalo per il compleanno della
      madre, quindi le foto partivano dalle classiche
      bianco e nero rovinate dal tempo fino alle
      ultimissime in digitale. Ho notato che con il
      passaggio al digitale le foto si sono cominciate
      a fare "alla XXXXX": luci inappropriate, soggetti
      piazzati a caso... una volta, quando avevi un
      numero limitato di foto e la pellicola costava,
      evidentemente si stava molto più attenti che
      venisse presa bene al primo
      tentativo.Indubbiamente quando c'erano i rullini da 12, 24 e 36 si cercava di fare più attenzione! La cosa ironica è che all'epoca le foto mi venivano quasi sempre una schifezza, nonostante ce la mettessi tutta. Così alla fine ho smesso di far foto...
      • Osvaldo scrive:
        Re: Una piccola riflessione...
        - Scritto da: Mela avvelenata
        - Scritto da: il solito bene informato

        Tempo fa una collega mi ha chiesto di
        scansionare

        e ritagliare delle foto che doveva inviare
        ad
        uno

        di quei service online che ti creano un
        book.
        Si

        trattava di un regalo per il compleanno della

        madre, quindi le foto partivano dalle
        classiche

        bianco e nero rovinate dal tempo fino alle

        ultimissime in digitale. Ho notato che con il

        passaggio al digitale le foto si sono
        cominciate

        a fare "alla XXXXX": luci inappropriate,
        soggetti

        piazzati a caso... una volta, quando avevi un

        numero limitato di foto e la pellicola
        costava,

        evidentemente si stava molto più attenti che

        venisse presa bene al primo

        tentativo.

        Indubbiamente quando c'erano i rullini da 12, 24
        e 36 si cercava di fare più attenzione! La cosa
        ironica è che all'epoca le foto mi venivano quasi
        sempre una schifezza, nonostante ce la mettessi
        tutta. Così alla fine ho smesso di far
        foto...Non era un semplice "fare più attenzione" rispetto ad oggi, ma un apprezzamento del tutto diverso di ciò che rappresentava una fotografia rispetto a quello di oggi.Un tempo possedere una macchina fotografica significava dover necessariamente avere un MINIMO di cultura fotografica e di conoscenza tecnica del mezzo. Occorreva quantomeno capire i tempi di posa e apertura diaframma, e sapere leggere l'esposimetro o andare a occhio con la regoletta luce di mezzogiorno: 1/125@f8.Credimi che queste cose un tempo le sapevano anche i ragazzi con la Zenit di cinquanta mila lire al collo presa al mercato delle pulci dal papà. Gli stessi ragazzi oggi non sanno nemmeno spiegarti cosa sia un diaframma o gli accoppiamenti dello stesso col tempo di posa. Tanto ci pensa l'aifone a fare la fotografia, l'importante è inquadrare e scattare.Ah... inquadrare... anche su questo dovrei aprire una parentesi abbastanza lunga tra le differenze di un tempo rispetto ad oggi.Negli anni 70 erano rispettati certi canoni tradizionali nell'inquadratura, roba che anche ai bambini veniva insegnato di rispettare la regola dei terzi nelle foto dei paesaggi, e l'assoluto divieto dei controluce nei ritratti. Roba veniva studiata anche nelle scuole in cui si insegnava in educazione tecnica (bei ricordi) un minimo di rudimenti di tecnica fotografica.Tutto questo oggi per il bimbominkia con l'iphone in mano è carta igienica con cui pulirsi il XXXX, ma del resto cosa vuoi pretendere da questo mondo di prodotti di XXXXX?
        • Mela avvelenata scrive:
          Re: Una piccola riflessione...
          - Scritto da: Osvaldo
          Non era un semplice "fare più attenzione"
          rispetto ad oggi, ma un apprezzamento del tutto
          diverso di ciò che rappresentava una fotografia
          rispetto a quello di
          oggi.
          Un tempo possedere una macchina fotografica
          significava dover necessariamente avere un MINIMO
          di cultura fotografica e di conoscenza tecnica
          del mezzo. Occorreva quantomeno capire i tempi di
          posa e apertura diaframma, e sapere leggere
          l'esposimetro o andare a occhio con la regoletta
          luce di mezzogiorno:
          1/125@f8.
          Credimi che queste cose un tempo le sapevano
          anche i ragazzi con la Zenit di cinquanta mila
          lire al collo presa al mercato delle pulci dal
          papà. Gli stessi ragazzi oggi non sanno nemmeno
          spiegarti cosa sia un diaframma o gli
          accoppiamenti dello stesso col tempo di posa.
          Tanto ci pensa l'aifone a fare la fotografia,
          l'importante è inquadrare e
          scattare.
          Ah... inquadrare... anche su questo dovrei aprire
          una parentesi abbastanza lunga tra le differenze
          di un tempo rispetto ad
          oggi.
          Negli anni 70 erano rispettati certi canoni
          tradizionali nell'inquadratura, roba che anche ai
          bambini veniva insegnato di rispettare la regola
          dei terzi nelle foto dei paesaggi, e l'assoluto
          divieto dei controluce nei ritratti. Roba veniva
          studiata anche nelle scuole in cui si insegnava
          in educazione tecnica (bei ricordi) un minimo di
          rudimenti di tecnica
          fotografica.
          Tutto questo oggi per il bimbominkia con l'iphone
          in mano è carta igienica con cui pulirsi il XXXX,
          ma del resto cosa vuoi pretendere da questo mondo
          di prodotti di
          XXXXX?Oddio, non credo che tante più persone rispetto ad oggi avessero nozioni tecniche tanto approfondite come ritieni...personalmente nemmeno io le avevo all'epoca. Era solo una semplice e pura questione di risorse: con le digitali ormai si scatta senza limiti (o quasi), quindi non ci si pone il problema di scattare al meglio, ma di scattare senza troppe remore, al limite si può sempre fare altre decine di scatti, senza preoccuparsi del risultato (1 su 20 sarà decente, giusto?)
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: Una piccola riflessione...
      Ti faccio notare che le foto vecchie hanno subìto una maggiore selezione: quelle venute male, o fatte "alla XXXXX", non sono state conservate con la stessa cura delle altre, e magari sono andate perse: quindi, delle foto vecchie, ti restano solo le migliori, mentre delle foto recenti, ti rimangono tutte (incluse le schifezze, perciò in media la qualità sarà inferiore)
  • panda rossa scrive:
    La fine degli sviluppatori di foto.
    Dopo i maniscalchi e i venditori di ghiaccio, anche gli sviluppatori di foto hanno chiuso la saracinesca, in dignitoso silenzio, e si sono riconvertiti ad altro.Gli unici rimasti incatenati ad abbaiare contro il progresso incalzante sono i videotecari.
    • il solito bene informato scrive:
      Re: La fine degli sviluppatori di foto.
      - Scritto da: panda rossa
      Dopo i maniscalchi e i venditori di ghiaccio,
      anche gli sviluppatori di foto hanno chiuso la
      saracinesca, in dignitoso silenzio, e si sono
      riconvertiti ad
      altro.

      Gli unici rimasti incatenati ad abbaiare contro
      il progresso incalzante sono i
      videotecari.Comunque qualche "purista" (o "impurista") che apprezza l'analogico al posto del digitale ci sarà sempre, quindi in qualche angolo sperduto di una città potrai trovare il fotografo o il venditore di dischi con la collezione di vinili... i videotecari invece sono solo dei parassiti: rompono il ca**o e non offrono alcun valore aggiunto.
      • panda rossa scrive:
        Re: La fine degli sviluppatori di foto.
        - Scritto da: il solito bene informato
        - Scritto da: panda rossa

        Dopo i maniscalchi e i venditori di ghiaccio,

        anche gli sviluppatori di foto hanno chiuso
        la

        saracinesca, in dignitoso silenzio, e si sono

        riconvertiti ad

        altro.



        Gli unici rimasti incatenati ad abbaiare
        contro

        il progresso incalzante sono i

        videotecari.

        Comunque qualche "purista" (o "impurista") che
        apprezza l'analogico al posto del digitale ci
        sarà sempre, quindi in qualche angolo sperduto di
        una città potrai trovare il fotografo o il
        venditore di dischi con la collezione di
        vinili... Ma per carita', ben vengano quelli.Io pure sono un appassinato di vintage e tutte le volte che vedo negozietti o bancarelle di modernariato tecnologico mi ci fiondo.
        i videotecari invece sono solo dei
        parassiti: rompono il ca**o e non offrono alcun
        valore aggiunto.Nessuno li rimpiangera'!Speriamo che il 2012 porti tanti bei kebab e gelaterie dove adesso ci sono questi locali inutilmente occupati.
    • pippo75 scrive:
      Re: La fine degli sviluppatori di foto.


      Gli unici rimasti incatenati ad abbaiare contro
      il progresso incalzante sono i
      videotecari.informati meglio, anche i fotografi stanno abbaiando contro il digitale.A confronto con certi fotografi i videotacchini sono degli angeli.Mai sentito storie del tipo: hai pagato le foto 3000 euro ma sono ancora mie e guai se le copi o diffondi senza il mio permesso.
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: La fine degli sviluppatori di foto.
        Ho sentito quella storia: ti riferisci a pepito, vero?
        • pippo75 scrive:
          Re: La fine degli sviluppatori di foto.
          - Scritto da: uno qualsiasi
          Ho sentito quella storia: ti riferisci a pepito,
          vero?nessuno riferimento a persone e/o cose particolari.
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: La fine degli sviluppatori di foto.
      - Scritto da: panda rossa
      Dopo i maniscalchi e i venditori di ghiaccio,
      anche gli sviluppatori di foto hanno chiuso la
      saracinesca, in dignitoso silenzio, e si sono
      riconvertiti ad
      altro.In realtà, quelli seri sono rimasti: oggi vendono macchine fotografiche e acXXXXXri (sono, o dovrebbero essere in grado di consigliare meglio, rispetto ai commessi di un supermercato), fanno fototessere e ritratti (chiunque sa fare una foto ad un volto, ma farla bene non è sempre facilissimo), e si occupano della stampa delle foto da scheda (certo, anche tu hai la stampante a casa... ma saresti in grado di stampare una tua foto su legno? O su tela? E un bel quadro di legno appeso nell'ingresso fa un effetto migliore di una foto salvata su hard disk).Quindi, con un po' di impegno, e una buona conoscenza del proprio lavoro, ci si può adattare bene ai cambiamenti della tecnologia. Certo, non si può pretendere che sia la tecnologia ad adattarsi al proprio business: qualche anno fa, c'erano le ditte che erano abituate a vendere le macchine fotografiche usa-e-getta (quelle in cui non si cambiava la pellicola, ma si portava tutta la macchina in negozio, si pagava, e si avevano in cambio le foto). Qualcuno aveva provato a fare le macchine usa-e-getta digitali: erano, in pratica, macchine digitali molto scadenti (bassa risoluzione, ottica di plastica), vendute sottocosto, con memoria interna e connettori sigillati: non potevi scaricare le foto, nè cancellarle, e quando avevi riempito la memoria le portavi in negozio e ti facevi stampare le foto.La cosa ricorda molto quello che cercano di fare adesso, con il drm, il noleggio ed il prestito digitale: si "castra" una tecnologia moderna, per imitare il funzionamento del sistema precedente.Naturalmente, sono subito nati i crack: alcuni utenti avevano trovato il modo di attaccare un connettore all'elettronica della macchine, e a riprogrammare il firmware, in modo da trasformarla in una macchina fotografica digitale normale (di bassissima qualità, ma avuta quasi gratis, visto che le vendevano a pochi dollari quando una compatta digitale costava ancora cara).Il risultato? Questi "pirati" hanno completamente ucciso tale business: il produttore vendeva le macchine sottocosto sperando di rifarsi poi con il servizio di stampa, ma chi comprava la macchinetta poi la craccava e non pagava.Ma quando tale modello di business è scomparso, nessuno l'ha rimpianto: i prezzi delle macchine digitali "libere" sono scesi, ed oggi, ad un prezzo equo, puoi prendere una macchina fotografica digitale e usarla come meglio credi, senza nessuna limitazione; è tua, ne fai cosa vuoi.Spero che accadrà lo stesso per film, musica e libri: niente "falsi sconti", niente prezzi bassi con licenze restrittive; si deve arrivare alla situazione in cui si paga <b
      una volta sola </b
      , si paga il prezzo giusto (e non gli spropositi che le majors si aspettano oggi), si tolgono gli intermediari inutili, e poi si è padroni di ciò che si è acquistato, e lo si può usare come si vuole (anche distribuendolo a mezzo mondo)
  • Roby10 scrive:
    qualità o comodità?
    Non è tanto la questione di non aver bisogno di alta qualità, è più che altro il fatto che lo smartphone ce l'hai sempre con te, la digitale no e tanto meno la reflex.Io l'80% delle foto che vedo dei miei amici sono di serate in locali o improvvisate qua e la durante la vita quotidiana.la reflex te la porti in vacanza, se fai un viaggio o al massimo per gli appassionati se vai ad una cena/compleanno/festa.
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: qualità o comodità?
      - Scritto da: Roby10
      Non è tanto la questione di non aver bisogno di
      alta qualità, è più che altro il fatto che lo
      smartphone ce l'hai sempre con te, la digitale no
      e tanto meno la
      reflex.

      Io l'80% delle foto che vedo dei miei amici sono
      di serate in locali o improvvisate qua e la
      durante la vita
      quotidiana.

      la reflex te la porti in vacanza, se fai un
      viaggio o al massimo per gli appassionati se vai
      ad una
      cena/compleanno/festa.Già, questo calo delle vendite delle fotocamere compatte non è per nulla sorprendente...Ovviamente le reflex resistono perchè sono indirizzate ad una clientela che non si accontenta delle macchinette digitali da 100-200 euro!
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: qualità o comodità?
        Comunque, anche una compatta fa le foto meglio di un cellulare: in primo luogo, di solito l'obiettivo è più grande (quindi si può scattare con una maggiore apertura del diaframma): sul cellulare, di solito il diaframma è fisso, ed è molto piccolo, quindi l'unico modo per adattarsi a diverse condizioni di luce è agire sul tempo di esposizione. Inoltre, la fotocamera ha un flash vero, mentre il cellulare al massimo ha un illuminatore a led (dovendo usarlo anche per i filmati, si usa una luce meno potente, ma che può stare accesa a lungo).Infine, la fotocamera (anche la più scarsa) ha l'attacco per montarla su un supporto, mentre il cellulare di solito non ce l'ha (altrimenti non potrebbe essere così sottile)Il risultato è che, se siete al chiuso, le foto fatte con il cellulare risentiranno molto di più dell'effetto di "mosso" rispetto a quelle fatte con una fotocamera; e questo può essere molto fastidioso, per le foto fatte, ad esempio, ad una festa con gli amici.
        • Mela avvelenata scrive:
          Re: qualità o comodità?
          - Scritto da: uno qualsiasi
          Il risultato è che, se siete al chiuso, le foto
          fatte con il cellulare risentiranno molto di più
          dell'effetto di "mosso" rispetto a quelle fatte
          con una fotocamera; e questo può essere molto
          fastidioso, per le foto fatte, ad esempio, ad una
          festa con gli
          amici.Tutto vero, tutto giusto, ma il cellulare lo si porta con sè praticamente sempre, una compatta già un pò di meno ed una reflex solo in certe occasioni. Ad ogni modo le fotocamere di molti smartphone sono decisamente migliori di certe fotocamere digitali di qualche anno fa!
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: qualità o comodità?
            La fotocamera del mio smartphone è di marca buona, ed ha 5 megapixel; rispetto alla mia vecchia fotocamera da 4 megapixel, di qualche anno fa, presenta comunque diverse lacune: la mancanza dello zoom ottico e le immagini mosse sono i principali esempi.Ovvio, la comodità di avere sempre la fotocamera a portata di mano compensa queste mancanze... ma se io so già in anticipo di voler andare a fare delle foto, vale comunque la pena di prendere la compatta.
        • yogavidya scrive:
          Re: qualità o comodità?
          Beh, vero ma non al 100%... Il Nokia N8, che ha avuto purtroppo scarsa fortuna commerciale, ha un sensore da 12 Megapixel, ottica Zeiss ed un "vero" flash allo xeno. Non mi intendo abbastanza di fotografia da confrontarlo con una compatta, ma fa sicuramente delle belle foto.
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