Sotto controllo i servizi telefonici non richiesti

A quanti hanno trovato in bolletta novità non richieste e addebiti per servizi mai voluti, oppure che da un giorno all'altro hanno cambiato operatore senza saperlo, l'Autorità TLC risponde con indagini e vigilanza
A quanti hanno trovato in bolletta novità non richieste e addebiti per servizi mai voluti, oppure che da un giorno all'altro hanno cambiato operatore senza saperlo, l'Autorità TLC risponde con indagini e vigilanza


Roma – Sono ormai troppe le segnalazioni che giungono dalle associazioni dei consumatori e dai singoli cittadini e utenti di servizi telefonici ed internet perché siano ulteriormente ignorate dalle autorità di controllo del settore. L’Autorità per le garanzie nelle TLC ha dunque annunciato ieri che intende dar vita ad una intensa operazione di vigilanza sugli addebiti impropri e sui servizi telefonici non richiesti attivati a carico dell’utenza.

L’ Autorità ha ammesso in una nota di essere stata travolta in questi mesi da “segnalazioni degli utenti relative all’attivazione, da parte degli operatori telefonici, di servizi non richiesti di unbundling, carrier preselection, contratti e offerte tariffarie”.

Si tratta di un problema notissimo, di cui più volte si è parlato su Punto Informatico grazie alle dettagliate segnalazioni d numerosi lettori e utenti, un problema che finisce per gravare su bollette telefoniche già gonfiate dai pesanti oneri della connettività internet.

Di servizi attivati “senza permesso” con relativi oneri e doveri si sono occupati tutti i media negli ultimi anni e alcuni casi, come quello dell’offerta Teleconomy di Telecom Italia, sono divenuti emblematici dell’aggressività di un mercato che stenta a giungere ad un regime di deregulation corretta e non selvaggia.

Stando al comunicato dell’Autorità, le operazioni di vigilanza richiederanno anche interventi della Polizia Postale. “Valutata la gravità delle segnalazioni” – specifica la nota – la vigilanza sarà condotta attraverso verifiche presso tutti gli operatori e anche a mezzo di funzioni ispettive della polizia delle comunicazioni che già nel recente passato, in 120 casi, ha applicato nei confronti di alcuni operatori le sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla normativa vigente”.

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18 09 2002
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