Sotto processo i 10 brevetti più pesanti

EFF ha raccolto le segnalazioni via Internet e ora dà vita ad una massiccia campagna legale senza precedenti contro cose come il brevetto sullo streaming via Internet o la telefonia web
EFF ha raccolto le segnalazioni via Internet e ora dà vita ad una massiccia campagna legale senza precedenti contro cose come il brevetto sullo streaming via Internet o la telefonia web


San Francisco (USA) – Una iniziativa senza precedenti è stata assunta dalla Electronic Frontier Foundation EFF contro i brevetti che a suo dire limitano l’innovazione e rappresentano un inutile fardello sullo sviluppo di Internet. Brevetti che per le loro implicazioni e formulazione sono spesso finiti sotto le luci della ribalta.

Con un comunicato dal nome emblematico, EFF’s Most Wanted , la storica associazione che si batte per i diritti civili, dopo aver raccolto centinaia di segnalazioni che in questi mesi le sono pervenute via Internet, ha elencato i 10 brevetti da fermare .

Tra questi c’è il notissimo brevetto di Acacia Research che copre i sistemi di ricezione e trasmissione di audio-video su Internet. Oppure quello di Test.com , che rivendica royalty su tutti i test condotti via Internet.

Tra i più clamorosi quello di Firepond , un brevetto sui sistemi informativi di linguaggio naturale per rispondere alle richieste dei clienti che pervengono via email, un brevetto che copre, per dirla con EFF, “tecniche insegnate nei corsi di informatica di base”. Allo stesso modo si cercherà l’invalidazione del brevetto di Ideaflood che copre l’assegnazione di domini di terzo livello su WAN (Wide Area Network). Tra i nomi presi di mira, anche grossi calibri come Nintendo .

I 10 brevetti saranno messi alla prova da una commissione di esperti, avvocati e ricercatori creata da EFF, secondo cui si tratta di brevetti assegnati con troppa faciloneria dall’ Ufficio americano dei brevetti e dei marchi .

Alla sfida di EFF ha già risposto proprio Acacia, secondo cui il proprio brevetto è assolutamente legittimo, “come dimostrato già in tribunale”, e dunque prevarrà sulle richieste dalla Foundation. Allo stesso modo stanno in queste ore rispondendo anche le altre società prese di mira. Unica differenziazione quella di Test.com, che ha dichiarato di voler trovare una via di accordo con EFF in quanto non ha intenzione di far valere il proprio brevetto contro realtà non profit.

Tra gli elementi che possono giocare in favore dell’iniziativa legale contro i brevetti c’è evidentemente l’individuazione della cosiddetta prior art , ossia l’esistenza di applicazioni dei sistemi brevettati prima che i brevetti venissero depositati: qualora venga dimostrata, la prior art può costituire la base perché un brevetto venga considerato non valido. EFF si appella a tutti affinché sia individuata la prior art per ciascuno dei brevetti “wanted”.

Va detto che tutte le società prese di mira da EFF sono state scelte anche perché hanno già avviato azioni legali per far valere i propri brevetti contro terzi.

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05 07 2004
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