SpaceX evita le collisioni orbitali con Stargaze (dopo averle create)

SpaceX evita le collisioni orbitali con Stargaze (dopo averle create)

L'orbita bassa è sovraffollata e SpaceX risponde con Stargaze, un sistema che usa i sensori Starlink per prevenire le collisioni in pochi minuti.
SpaceX evita le collisioni orbitali con Stargaze (dopo averle create)
L'orbita bassa è sovraffollata e SpaceX risponde con Stargaze, un sistema che usa i sensori Starlink per prevenire le collisioni in pochi minuti.

SpaceX ha trasformato l’orbita bassa in un parcheggio sovraffollato lanciando oltre 10.000 satelliti Starlink, e ora presenta la soluzione al problema che ha largamente contribuito a creare: Stargaze, un sistema di rilevamento collisioni che promette di evitare catastrofi orbitali rilevando oggetti pericolosi in pochi minuti.

Stargaze di SpaceX, il nuovo sistema anti-collisione per evitare le catastrofi

A fine 2025 SpaceX ha rischiato grosso. Un satellite Starlink ha sfiorato un oggetto di un altro operatore che non condivideva i propri dati di traiettoria. Fino a cinque ore prima del possibile impatto, la distanza prevista era di 9 chilometri, considerata sicura nel traffico orbitale dove “vicino” ha una scala completamente diversa rispetto alla Terra. Poi un cambio di rotta tardivo, magari una manovra dell’altro oggetto, ha ridotto improvvisamente il margine a soli 60 metri.

Sessanta metri nello spazio, dove i satelliti viaggiano a circa 28.000 chilometri orari, è praticamente un soffio. A quella velocità, anche una collisione con un oggetto delle dimensioni di una pallina da golf può distruggere completamente un satellite, generando migliaia di frammenti che diventano a loro volta proiettili. Senza un sistema di rilevamento rapido, evitare l’impatto sarebbe stato impossibile.

La saturazione dell’orbita bassa non è più teoria da convegni scientifici, ma una realtà concreta con cui fare i conti ogni giorno. SpaceX ha lanciato oltre 10.000 satelliti Starlink e ne ha in programma migliaia di altri. Amazon sta dispiegando Project Kuiper. La Cina costruisce le proprie megacostellazioni.

Il rischio è l’effetto domino: una singola collisione importante genera migliaia di detriti. Questi frammenti colpiscono altri satelliti, che esplodono creando altri detriti, che a loro volta colpiscono altri oggetti in una cascata distruttiva che potrebbe rendere intere fasce orbitali inutilizzabili per decenni. È lo scenario della Sindrome di Kessler, teorizzata negli anni ’70 e ora pericolosamente vicina a diventare realtà.

Come funziona Stargaze

La risposta di SpaceX si chiama Stargaze e sfrutta i sensori stellari già installati su ogni satellite Starlink. Questi senori servono normalmente per l’orientamento del satellite, ma SpaceX li ha riprogrammati per rilevare anche oggetti vicini che riflettono la luce solare.

Con circa 30.000 sensori già in orbita distribuiti su tutta la flotta Starlink, SpaceX ha creato di fatto la più grande rete di rilevamento spaziale mai costruita. Questi sensori generano circa 30 milioni di rilevamenti giornalieri che vengono elaborati automaticamente per calcolare traiettorie precise di oggetti potenzialmente pericolosi.

I metodi attuali si basano principalmente su radar a terra che effettuano poche osservazioni al giorno. Vedere un satellite passare sopra, calcolare dove potrebbe trovarsi dopo ore, sperare che i dati siano accurati. Stargaze invece monitora costantemente, aggiorna continuamente, e può produrre allerte in pochi minuti.

A partire dalla primavera 2026, SpaceX renderà i dati di congiunzione di Stargaze gratuitamente disponibili per tutti gli operatori attraverso la propria piattaforma di gestione del traffico spaziale. A patto però di condividere le previsioni di traiettoria. In cambio si ricevono allerte basate sui dati incrociati di Stargaze e degli altri partecipanti.

È un modello collaborativo simile a quello dell’aviazione civile, dove ogni aereo trasmette costantemente posizione e piano di volo tramite transponder. Il problema è che non tutti vogliono condividere queste informazioni. Alcuni satelliti militari o di intelligence preferiscono rimanere il più possibile invisibili. Costellazioni commerciali potrebbero non voler rivelare troppo sui propri piani di espansione. E poi ci sono operatori che semplicemente non hanno l’infrastruttura o le competenze per fornire dati di traiettoria precisi.

L’orbita bassa sempre più affollata

L’orbita bassa continuerà a riempirsi. Stargaze può aiutare a gestire questo caos crescente, ma non risolve il problema di fondo, ci sono troppi oggetti in troppo poco spazio. L’orbita bassa è vasta su scala umana, ma limitata su scala industriale, specialmente considerando che certe altitudini sono più desiderabili di altre per latenza, copertura, costi di lancio.

Prima o poi serviranno regole internazionali più stringenti su chi può lanciare cosa e dove. Standard comuni per la condivisione dati. Protocolli obbligatori per il rientro controllato dei satelliti a fine vita. Meccanismi per rimuovere detriti esistenti. E tutto ciò richiede la cooperazione di tutti, in un’epoca in cui la cooperazione globale sembra più difficile che mai.

Fonte: Starlink su X
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Pubblicato il
31 gen 2026
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