Spam, legale l'email di richiesta consenso?

di Giuseppe Briganti - Sempre più spesso capita di ricevere un messaggio che chiede all'utente di accettare successivi invii. Ecco perché molti di questi messaggi non sono illegali e non si possono considerare spam


Roma – *Il testo che segue è un estratto dall’e-book “Privacy, codice comunicazioni e commercio elettronico: quando si hanno le idee chiare” di Giuseppe Briganti disponibile nella sezione “Internet” degli e-book di www.iusondemand.com (© 2004 IusOnDemand). – note in seconda pagina

La comunicazione commerciale , di natura promozionale o imprenditoriale, è garantita costituzionalmente dalla libertà d’impresa. Essa è infatti direttamente connessa al principio di cui all’art. 41 della Costituzione italiana (48). Il vigente Codice della privacy – così come la direttiva 2002/58/CE sulle comunicazioni elettroniche da esso recepita – non contiene una definizione di comunicazione commerciale , contrariamente al D.L.vo 70/2003 di attuazione della direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico.

L’art. 130 del testo unico sulla privacy, come in precedenza illustrato, dispone che le comunicazioni elettroniche effettuate mediante posta elettronica (49) a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale sono consentite solo con il consenso dell’interessato, salva l’eccezione di cui al comma 4 della medesima disposizione (50).

Secondo l’art. 4 del Codice della privacy, per comunicazione elettronica deve intendersi “ogni informazione scambiata o trasmessa tra un numero finito di soggetti tramite un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico”, come ivi definito (51).

Il Codice di autodisciplina pubblicitaria (52) afferma che per pubblicità deve intendersi ogni comunicazione diretta a promuovere la vendita di beni o servizi quali che siano i mezzi utilizzati . La raccolta di usi pubblicitari della Camera di Commercio di Milano definisce la pubblicità come qualsiasi forma di comunicazione che sia diffusa nell’esercizio di una attività commerciale, industriale, artigianale o professionale, allo scopo di promuovere la domanda di beni e servizi.

L’art. 2 del D.L.vo 74/1992 (53), recante l’attuazione della direttiva 84/450/CEE come modificata dalla direttiva 97/55/CE in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, definisce, ai fini del provvedimento, la pubblicità come qualsiasi forma di messaggio che sia diffuso, in qualsiasi modo, nell’esercizio di un’attività commerciale, industriale, artigianale o professionale allo scopo di promuovere la vendita di beni mobili o immobili, la costituzione o il trasferimento di diritti ed obblighi su di essi oppure la prestazione di opere o di servizi.

“Nel dare applicazione alla disposizione, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato adotta, in genere, il criterio in base al quale la natura pubblicitaria di una comunicazione d’impresa è rinvenibile ogniqualvolta la promozione di beni o servizi si presenti come lo scopo “primario e diretto” della comunicazione stessa.
Tale accertamento, concernente lo scopo diretto o mediato, primario o secondario, della promozione, viene preliminarmente eseguito sul contenuto della comunicazione, tenendo conto sia delle caratteristiche espressive della comunicazione sia del contesto primario in cui la diffusione risulta essere avvenuta.
Nessun rilievo determinante assume, invece, la qualificazione data alla comunicazione da parte dell’operatore pubblicitario.
La giurisprudenza individua la corretta nozione di pubblicità commerciale sulla base dei connotati essenziali dell’oggetto (la comunicazione sociale) e dello scopo (un incremento dei profitti attraverso la sollecitazione della domanda e dei consumi) in relazione ad un determinato prodotto o servizio dell’industria o del commercio” (E. Caruso – 54).

Il trattamento di dati personali (55) consistente nell’invio di una e-mail senza previo consenso del destinatario, bensì al solo fine di ottenere da costui il consenso per la successiva spedizione di comunicazioni commerciali via posta elettronica, risulta sanzionabile alla luce della disciplina di cui al vigente testo unico (art. 167) (56)?

Occorre innanzitutto stabilire se un siffatto messaggio possa essere fatto rientrare nel campo di applicazione del regime di opt-in configurato, quale regola generale per le comunicazioni commerciali, dal sopra citato art. 130 del Codice della privacy, collocato nel titolo X della parte II del testo unico, recante la disciplina delle comunicazioni elettroniche (57).

A parere di chi scrive, non possono ritenersi – di per sé – comunicazioni commerciali le informazioni che consentono un accesso diretto all’attività dell’impresa, del soggetto o dell’organizzazione, come un nome di dominio o un indirizzo di posta elettronica . In ordine, in particolare, all’indirizzo di posta elettronica l’aspetto identificativo deve infatti considerarsi prevalente su quello distintivo. Ciò in linea con la definizione di “comunicazioni commerciali” accolta – sebbene ai soli fini del provvedimento – dal D.L.vo 70/2003 di attuazione della direttiva europea sul commercio elettronico (58).

Secondo il provvedimento da ultimo citato, infatti, per “comunicazioni commerciali” devono intendersi “tutte le forme di comunicazione destinate, in modo diretto o indiretto, a promuovere beni, servizi o l’immagine di un’impresa, di un’organizzazione o di un soggetto che esercita un’attività agricola, commerciale, industriale, artigianale o una libera professione.

Non sono di per sé comunicazioni commerciali:

1) le informazioni che consentono un accesso diretto all’attività dell’impresa, del soggetto o dell’organizzazione, come un nome di dominio, o un indirizzo di posta elettronica;

2) le comunicazioni relative a beni, servizi o all’immagine di tale impresa, soggetto o organizzazione, elaborate in modo indipendente, in particolare senza alcun corrispettivo”.

Una e-mail con la quale l’operatore si limiti a richiedere il consenso per il successivo inoltro di comunicazioni commerciali, indicando, a tal fine, esclusivamente i propri dati identificativi – e, ragionevolmente, entro limiti rigorosi, anche il proprio settore di attività – non pare dunque possa essere fatta rientrare nella previsione di cui all’art. 130, commi 1 e 2, del Codice della privacy, il quale, come sopra visto, si riferisce esclusivamente all’uso dell’e-mail:

– per l’invio di materiale pubblicitario o
– di vendita diretta o
– per il compimento di ricerche di mercato o
– di comunicazione commerciale.

Il genere di messaggio in discorso si pone infatti in una fase antecedente a quella della promozione propriamente intesa, che avrà invece eventualmente inizio solo con l’invio della prima comunicazione commerciale autorizzata dal destinatario.

Conseguentemente, per stabilire la liceità dell’invio di dette comunicazioni a prescindere dal previo consenso informato dell’interessato occorrerà rifarsi alle norme generali di cui agli odierni artt. 23 e 24 del testo unico sulla privacy (59).

Tra le ipotesi di esclusione del consenso contemplate dall’art. 24, vi è, come già rilevato, anche quella, riformulata dal testo unico, dei dati relativi allo svolgimento di attività economiche (art. 24, lett. d) (60).

La corrispondente disposizione dell’abrogata L. 675/1996 (art. 12, lett. f) contemplava espressamente i dati relativi allo svolgimento di attività economiche raccolti anche a fini di informazioni commerciali o di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale interattiva (61).

Nonostante tale ultimo inciso sia stato eliminato dal vigente art. 24 del Codice della privacy, deve comunque ritenersi che la nozione di “dati relativi allo svolgimento di attività economiche” ivi contenuta sia in grado di ricomprendere oggi anche l’ipotesi dell’indirizzo di posta elettronica – ad uso non esclusivamente privato (62) – trattato ai soli fini dell’invio di una richiesta di consenso per la spedizione di future comunicazioni commerciali.

Come sopra visto, infatti, tale genere di messaggi neppure può definirsi, in sé, “comunicazione commerciale”, mentre i dati personali trattati ai fini della comunicazione certamente attengono “allo svolgimento di attività economiche”.

Ove ne ricorrano i presupposti, potrà inoltre trovare applicazione anche l’ipotesi di esclusione del consenso di cui all’odierno art. 24 lett. c), concernente i dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque (63).

Naturalmente, l’interessato, al quale deve comunque essere fornita un’adeguata informativa ex art. 13 del Codice della privacy, potrà – e dovrà essere messo in condizioni di – esercitare nei confronti del suddetto trattamento del suo indirizzo di posta elettronica tutti i diritti che gli sono riconosciuti dall’art. 7 del testo unico; in particolare, il diritto di opposizione per motivi legittimi di cui all’art. 7, comma 4, lett. a) (64).

Alla luce di quanto sopra, almeno con riferimento al B2B (65), la tipologia di messaggio in discorso dovrebbe dunque intendersi soggetta ad un regime di opt-out , con le dovute conseguenze sia sul piano della responsabilità penale sia sul piano della responsabilità civile (66).



I principi di cui all’art. 11 del Codice della privacy (67) suggeriscono d’altra parte di adottare ulteriori cautele a tutela del destinatario, quali ad esempio:
– limitare il più possibile il “peso” del messaggio per ridurre i tempi di download ed i relativi costi;
– effettuare un trattamento istantaneo dell’indirizzo e-mail, senza procedere dunque alla sua archiviazione in banche dati;
– effettuare un invio una tantum o comunque entro un lasso di tempo ragionevolmente ampio;
– inviare l’e-mail di richiesta di consenso solo a coloro che hanno diffuso il proprio indirizzo di posta in Rete per ragioni il più possibile pertinenti all’oggetto delle future comunicazioni commerciali;
– dare all’e-mail un oggetto chiaro che la renda precisamente ed immediatamente identificabile;
– prevedere, infine, modalità che rendano il più agevole ed efficace possibile l’esercizio del diritto di opposizione per motivi legittimi da parte del destinatario del messaggio.

Nei confronti del trattamento in esame, saranno del resto applicabili, ove ne ricorrano i presupposti, tutte le pertinenti norme del Codice della privacy analizzate nei capitoli precedenti, in particolare quelle relative alle misure di sicurezza.

La ricostruzione proposta consente di evitare eccessive restrizioni per gli operatori commerciali, a fronte di un sacrificio ridotto per i destinatari dei messaggi, i quali potranno opporsi in ogni momento alla ricezione di ulteriori comunicazioni analoghe (68).

D’altra parte, lo stesso Garante per la protezione dei dati personali, nel suo recente provvedimento generale sullo spamming (69), ha rilevato che l’invio di una prima e-mail di richiesta di consenso costituisce elusione della normativa sulla privacy solo nel caso il messaggio abbia comunque un contenuto promozionale oppure pubblicitario , o se riconosca solo un diritto di tipo opt-out al fine di non ricevere più messaggi dello stesso tenore.

Finalità promozionali oppure pubblicitarie che, come sopra illustrato, paiono non sussistere nel caso di messaggi di posta elettronica i quali si limitino a richiedere la manifestazione di un consenso in ordine al ricevimento di futuri messaggi a contenuto promozionale o pubblicitario.

di Giuseppe Briganti
Studio Legale Briganti

Note al testo

48 – V. Spataro, Comunicazione, Internet e diritto, in Trattato breve di diritto della Rete cit., p. 47. Si veda anche V. Spataro, La pubblicità on line, in INTERNET. Nuovi problemi e questioni controverse cit., pp. 191 ss.; M. Quaranta, Pubblicità on line, in Diritto delle nuove tecnologie informatiche e dell’INTERNET cit., pp. 482 ss.; A. Della Monica, La pubblicità on line. Caratteristiche generali, in Il commercio via Internet cit., pp. 151 ss.
49 – Quanto si dirà nel testo con riferimento alla posta elettronica può essere esteso anche agli altri mezzi (sistemi automatizzati di chiamata, telefax, messaggi MMS, SMS o di altro tipo) contemplati dall’art. 130, commi 1 e 2, del Codice della privacy, salva la necessità di verificare per ognuno la configurabilità di una delle cause di esclusione del consenso di cui all’art. 24 del testo unico.
50 – Cap. III, par. 11.4.
51 – Cap. II, par.2.
52 – Consultabile su www.iap.it all’indirizzo www.iap.it/it/codice.htm .
53 – D.L.vo 25 gennaio 1992, n. 74, Attuazione della direttiva 84/450/CEE, come modificata dalla direttiva 97/55/CE in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, GU Serie gen. 36 del 13 febbraio 1992, e successive modifiche.
54 – E. Caruso, Pubblicità e comunicazioni mobili, in Diritto delle nuove tecnologie informatiche e dell’INTERNET cit., p. 90.
55 – Si ricorda che per trattamento, ai fini del Codice della privacy (art. 4), deve intendersi qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l’ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, la consultazione, l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione, il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati.
56 – Fatto salvo quanto previsto, entro il suo ambito applicativo, dal D.L.vo 185/1999 sui contratti a distanza conclusi dai consumatori (cap. III, par. 11.6).
Come visto nel paragrafo precedente, si ricorda che l’art. 167 del Codice della privacy punisce con una sanzione penale chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto, per quel che qui interessa, dagli artt. 23 e 130 del testo unico, salvo che il fatto costituisca più grave reato e sempreché dal fatto derivi nocumento.
Trattandosi di norma penale, giova altresì sottolineare che dovranno trovare applicazione i relativi criteri ermeneutici.
57 – Sull’ambito di applicazione del titolo X della parte II del Codice (art. 121), v. cap. III, par. 1.
58 – Sul quale si rimanda al cap. IV.
59 – Come visto nel capitolo II, in base all’art. 6 del Codice della privacy le disposizioni generali della parte I del provvedimento sono infatti destinate a trovare applicazione rispetto a tutti i trattamenti di dati personali, fatte salve le disposizioni integrative o modificative della parte II relative a determinati trattamenti.
60 – V. cap. II, par. 7.
61 – Su questa ipotesi di esclusione del consenso, v. S. Melchionna, Il significato delle ipotesi di esclusione del consenso, in Privacy.it, www.privacy.it/melchionna01.html .
62 – V. cap. II, nota n. 62.
63 – Su questa ipotesi di esclusione del consenso, con particolare riferimento agli indirizzi e-mail reperiti sul Web, si rimanda a quanto detto nel cap. III, par. 12; v. inoltre T. Minella, La Privacy. Guida all’applicazione della legge 675/1996 cit., pp. 60 ss.
64 – E non il diritto di opposizione di cui all’art. 7, comma 4, lett. b) in quanto, secondo l’interpretazione accolta nel testo, l’e-mail di richiesta di consenso non può essere fatta rientrare nell’ipotesi ivi prevista (v. cap. II, par. 4). Per la stessa ragione, l’e-mail in parola non sarà soggetta agli obblighi previsti per le comunicazioni commerciali dal D.L.vo 70/2003 (cap. IV, par. 6); né dovrebbe rientrare nell’ambito contemplato dall’art. 140 del Codice della privacy, relativo ai codici di deontologia e di buona condotta nel marketing diretto (cap. III, par. 11.5).
Sul contenuto dell’informativa da rendere all’interessato, v. cap. II, par. 5.
65 – Si ricorda, tra l’altro, che, come già rilevato, l’art. 13, par. 5, della direttiva 2002/58/CE, in ordine alle comunicazioni commerciali indesiderate, non richiedeva la necessaria adozione di un regime di opt-in anche per gli “abbonati che non siano persone fisiche” (cap. III, parr. 11. 3 e 11.4).
L’applicazione delle esaminate ipotesi di esclusione del consenso si presenta invece più problematica nell’ambito del B2C (Business to Consumer), per tutte le ragioni a suo luogo esposte. Come si ricorderà, l’art. 12 del D.L.vo 185/1999, nel prevedere le sanzioni per la violazione dell’art. 10 del predetto provvedimento, fa salva l’applicazione della legge penale qualora il fatto costituisca reato.
66 – Sulla responsabilità civile, v. cap. II, par. 5.
67 – Cap. II, par. 5.
68 – Cfr. M. Cammarata, Il principio di finalità e la finalità del principio, in InterLex, www.interlex.it/675/principio.htm , secondo cui “i messaggi inviati da operatori commerciali possono non essere considerati inutilmente invasivi da parte di altri operatori (?) Dunque è necessario non fare di ogni erba un fascio e dettare norme più aperte per quello che possiamo definire come spamming business to business. La quasi completa assimilazione delle persone fisiche con enti e persone giuridiche compiuta dalla legge italiana non è condivisa a livello comunitario e la nuova direttiva (2002/58/CE) lascia aperta la regolamentazione dell’invio di messaggi commerciali a destinatari che non siano persone fisiche (?)

Si deve considerare un altro punto: per ottenere il consenso preventivo può essere indispensabile inviare una richiesta. Altrimenti come fa il destinatario a esprimere il consenso stesso? Questo è un aspetto che deve essere risolto, perché vietare una prima comunicazione che contenga solo la richiesta di consenso al trattamento può costituire un ostacolo allo svolgimento di legittime attività economiche”.
Con riferimento all’abrogato D.L.vo 171/1998, v. M. Maglio, Il trattamento dei dati personali e la tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni: il decreto legislativo del 13 maggio 1998 n. 171. Stampa e privacy: molto rumore per nulla?, in Privacy.it, www.privacy.it/maglio10.html .
69 – In proposito si rimanda al cap. III, par. 12.

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  • Anonimo scrive:
    sì ma non è satira
    quella non è satira, è uno schifo e basta, fa male a leggerlo.spero che li mandino nei casini a vita e basta
  • Anonimo scrive:
    la satira è una cosa...
    ... la diffamazione è altro.dato che a memoria d'uomo trenitalia non ha mai sbandierato il fatto di trasportare armi e siccome questa storia è saltata fuori solo dopo che qualche capoccia oscurantista ha avuto la brillante idea di far cancellare un sito che esiste già da tanto tempo, la mia impressione è che qualcuno se la sia legata al dito e con il solito ritardo (ma si sa i treni non arrivano quasi mai in orario, quindi...) si sia mosso in maniera censoria. tanto già lo fa con i suoi dipendenti, figurarsi con gli sconosciuti (vedi rai3).e non c'entra nulla essere di destra o di sinistra se su internet ci devono essere delle regole non dovrebbero toccare le opinioni dei consumatori/utenti: se una multinazionale sfrutta il lavoro minorile per vendere i suoi beni ho il pieno diritto di non comprare quei beni. ma se non so nulla di tale sfruttamentto perchè qualche direttore marketing ha deciso di mettere tutto a tacere per questioni d'immagine, bhè tanti saluti alla democrazia. ci deve essere il diritto di replica e non passare direttamente alle vie legali certo per qualcuno il regime da più libertà di movimento, però...se l'azienda in questione ha trasportato armi, munizioni o quant'altro il reato di diffamazione decade miseramente poichè il fatto, checchè ne dica un oscurantista qualsiasi, resta anche se non è stato pubblicizato da celentano o da svolazzanti colombe. --cola di rienzo
  • Anonimo scrive:
    Non capisco il danno...
    Se trenitalia ha davvero dato supporto attraverso il trasporto di questi materiali deve averlo fatto a norma di legge, quindi non dovrebbero esserci problemi.Che qualcuno non sia d'accordo su questo tipo di servizi resi e voglia dimostrare il suo disappunto non dovrebbe essere vista come qualcosa di offensivo, ma una normale espressione di pensiero democratico.Mi infastidisce l'idea che quando utilizzo questo servizio di trasporto il prezzo del biglietto che pago possa servire a finanziare questo tipo di cause. :@
  • Anonimo scrive:
    Che pensassero al loro lavoro!
    cds: che pensassero a fare arrivare i treni in orario, a contenere gli sprechi, ad incentivare il trasporto su rotaia, a fornire condizioni igieniche decenti per i passeggeri...invece che a querelare chi li critica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Che pensassero al loro lavoro!
      - Scritto da: Anonimo
      cds: che pensassero a fare arrivare i treni
      in orario, a contenere gli sprechi, ad
      incentivare il trasporto su rotaiaIncentivare il trasporto su rotaia compete a trenitalia come far nascere migliaia di uomini con l'uccello più grosso compete a una baldracca.
      • Anonimo scrive:
        Re: Che pensassero al loro lavoro!

        Incentivare il trasporto su rotaia compete a
        trenitalia come far nascere migliaia di
        uomini con l'uccello più grosso
        compete a una baldracca.il mondo è fatto di domanda e di offerta.chi ha interesse ad incentivare un tipo di businness che si inquadra nella sua offerta è appunto proprio l'offerta.se non si curano loro dei propri interessi...oppure i loro capoccia sono anche azionisti di società di trasporto su gomma e hanno più margini in quel settore e quindi tutto l'interesse a fare volare basso il trasporto su rotaia che nel resto del mondo è invece più competitivo?mah!
        • Anonimo scrive:
          Re: Che pensassero al loro lavoro!
          - Scritto da: Anonimo
          chi ha interesse ad incentivare un tipo di
          businness che si inquadra nella sua offerta
          è appunto proprio l'offerta.Non quando l'offerta deve transitare attraverso infrastrutture che incidono pesantissimamente sulla pubblica proprietà e sull'assetto del territorio. Senza laPESANTE mano dello Stato, riportare il ferroviario a quel 26% degli anni 1960 (che è sempre poco) rimane un sogno.
          • Anonimo scrive:
            Re: Che pensassero al loro lavoro!

            Non quando l'offerta deve transitare
            attraverso infrastrutture che incidono
            pesantissimamente sulla pubblica
            proprietà e sull'assetto del
            territorio. Perchè? Alle multinazionali che hanno preso a mano le ferrovie mancano le possibilità oggettive di intervenire con fondi e copmpetenze appropriati?Allora che è stata fatta a fare la privatizzazione? Al primo sentore di qualcosa del genere lo stato dovrebbe ritirare la licenza all'ente per manifesta incapacità (imho ci siamo appieno) e restituire tutto il capitale ai cittadini che lo hanno anticipato prima con le loro tasse poi ricomprando le azioni dei tali.O si prendono un incarico O non se lo prendono.
      • Anonimo scrive:
        Re: Che pensassero al loro lavoro!
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        cds: che pensassero a fare arrivare i
        treni

        in orario, a contenere gli sprechi, ad

        incentivare il trasporto su rotaia

        Incentivare il trasporto su rotaia compete a
        trenitalia come far nascere migliaia di
        uomini con l'uccello più grosso
        compete a una baldracca.
        il tuo discorso e' plausibile quanto vedere il Ministro Urbani prendere il premio Nobel
    • fabri.80 scrive:
      Re: Che pensassero al loro lavoro!
      a fornire condizioni igieniche decenti per i passeggeri... Quello spetterebbe anche a chi il treno lo usa...Non ti aspettare che una città debba per forza essere pulita perchè c'è la nettezza urbana, stà anche al cittadino essere civile e non sporcare... Mai provato a viaggiare di notte, guarda la gente che c'è su e poi dimmi il loro livello di pulizia.
      • Anonimo scrive:
        Re: Che pensassero al loro lavoro!

        stà
        anche al cittadino essere civile e non
        sporcare... Be, ho viaggiato da Roma a Monaco su un treno misto di italioti e tedeschi, ed era LURIDO.Ho viaggiato al ritorno su un trenlo tedesco, sempre carico misto di italioti e tedeschi, ed era pulito.Il fatto che ci siano anche persone incivili non sta a giustificare che i primi incivili siano quelli che dovrebbero pulire, che sono anche pagati per farlo.
  • Anonimo scrive:
    feccia
  • gerry scrive:
    Le cose andrebbero fatte bene
    Onestamente, come pagina e come satira è fatta male.Giudico dai mirror, sperando siano copie fedeli dell'originale.Nel frame padre c'è ancora questo commento:saved from url=(0043)http://www.trenitalia.it/home/it/index.htmlCioè l'hanno salvata pari pari con IE.Se ogni link cliccato portasse al sito di autistici.org dove spiegano le loro ragioni potrei anche capire, e nessun utente potrebbe essere portato a credere che quello sia il vero.Nemmeno il più fesso. Nemmeno se fosse in malafede.Invece si sono limitati a cambiare solo il frame centrale, lasciando che i link dei frames superiore e inferiore puntassero ancora ai documenti del sito trenitalia.IE, furbo, gli ha aggiustato gli url mettendoli assoluti. Così tutti i link funzionano e portano alle pagine del vero sito di trenitalia. E funzionano pure adesso che il sito è in mirroring su altri servers.Persino il link della mail porta al vero form contatti di trenitalia.Un utente che la cerca su google e ci arriva per caso (visto che hanno usato apposta i metatag) potrebbe anche non arrivarci al fatto che la pagina non sia quella vera di trenitalia.E comunque, per me, hanno ampiamente dimostrato la loro ignoranza sul fronte HTML.
    • Anonimo scrive:
      Re: Le cose andrebbero fatte bene

      Nel frame padre c'è ancora questo
      commento:
      saved from
      url=(0043)www.trenitalia.it/home/it/index.htm
      Cioè l'hanno salvata pari pari con IE.e allora?
      Se ogni link cliccato portasse al sito di
      autistici.org dove spiegano le loro ragioni
      potrei anche capire, e nessun utente
      potrebbe essere portato a credere che quello
      sia il vero.Nemmeno il più fesso.
      Nemmeno se fosse in malafede.ma perfavore...
      Così tutti i link funzionano e
      portano alle pagine del vero sito di
      trenitalia. E funzionano pure adesso che il
      sito è in mirroring su altri servers.e non ti viene il sospetto che sia voluto?
      Persino il link della mail porta al vero
      form contatti di trenitalia.appunto...
      Un utente che la cerca su google e ci arriva
      per caso (visto che hanno usato apposta i
      metatag) potrebbe anche non arrivarci al
      fatto che la pagina non sia quella vera di
      trenitalia.hahaha ma dai!
      E comunque, per me, hanno ampiamente
      dimostrato la loro ignoranza sul fronte
      HTML.ecco, insegnagli tu come si faPer citare Luttazzi: "la satira deforma, informa e fa quel cazzo che le pare."
      • Anonimo scrive:
        Re: Le cose andrebbero fatte bene
        vai a giocare con luttazzi con la dinamite
        • Anonimo scrive:
          Re: Le cose andrebbero fatte bene

          vai a giocare con luttazzi con la dinamiteooooooooh bella argomentazione... non pensare troppo che ti viene il mal di testa.bravc, continua cosi' (troll)
      • gerry scrive:
        Re: Le cose andrebbero fatte bene
        - Scritto da: Anonimo

        Un utente che la cerca su google e ci
        arriva

        per caso (visto che hanno usato apposta
        i

        metatag) potrebbe anche non arrivarci al

        fatto che la pagina non sia quella vera
        di

        trenitalia.
        hahaha ma dai!Non sottovalutare la stupidità umana.

        E comunque, per me, hanno ampiamente

        dimostrato la loro ignoranza sul fronte

        HTML.
        ecco, insegnagli tu come si faUhm... basta farsi un giro su html.it :D
        Per citare Luttazzi: "la satira deforma,
        informa e fa quel cazzo che le pare."Eh, però anche i giudici hanno un certo potere discrezionale...
    • Anonimo scrive:
      Re: Le cose andrebbero fatte bene
      - Scritto da: gerry
      E comunque, per me, hanno ampiamente
      dimostrato la loro ignoranza sul fronte
      HTML.non credo sia questo il punto...caio de angelis
  • grassman scrive:
    Trenitalia: da servizio a scandalo
    Una volta avevamo le ferrovie dello stato.I treni non erano puntualissimi, ma i collegamenti erano molto più frequenti e i prezzi meno alti.Se avevi bisogno potevi telefonare direttamente in stazione, non ad un robot che capisce fischi per fiaschi.Adesso le ferrovie si sono privatizzate... e si vede!L'unica cosa che tutelano è il loro nome. A costo di licenziare i dipendenti che avevano mostrato alcune pecche ai giornalisti di Report o di querelare qui o li.Mentre è proprio di ieri la notizia di un eurostar fermo per 4 ore nei pressi di modena con i viaggiatori seduti sulle rotaie nella speranza di avere qualche informazione.Ma non è il primo caso. Anche mio padre tornando da Bologna, tempo fa, è restato bloccato per due ore senza sapere neanche il perchè.Anche io, in tre viaggi verso Genova ho perso per tre volte (!) le coincidenze.Chi non è tutelato è il passeggero.Purtroppo chi pende il treno lo fa non per scelta ma per obbligo, e trenitalia lo sa. E ci specula.Sai che bello se Ryanair iniziasse a fare le rotte nazionali!
    • Akiro scrive:
      Re: Trenitalia: da servizio a scandalo
      purtroppo queste cose le sanno solo chi prende il treno regolarmente... per gli altri il treno è un "isola felice"mi viene quasi l'idea di far una pagina di satira sui ritardi dei treni, kissà se querelano anke me!mi sa proprio di si...
      • fabri.80 scrive:
        Re: Trenitalia: da servizio a scandalo
        Sei proprio sicuro che negli altri paesi europei il servizio ferroviario si paghi meno? Io non ne sono proprio convinto...Non ti sei mai chiesto perchè quando era statale il servizio si pagava di meno e c'erano un sacco di dipendenti? Forse perchè lo stato poteva andare in rosso e nessuno ci rimetteva!Questo non significa che prima era meglio!Uno che il treno lo prende e non sputa nel piatto dove mangia...
        • Akiro scrive:
          Re: Trenitalia: da servizio a scandalo

          Sei proprio sicuro che negli altri paesi
          europei il servizio ferroviario si paghi
          meno? Io non ne sono proprio convinto...io sono convinto che ogni anno aumenta del suo bel 20% (salvo eccezioni) mentre i ritardi ed i disagi rimangono: dall'esser stivati come sardine, alla scarsa frequenza ma soprattutto ai ritardi cronici... che sul luogo del lavoro si fanno sentire
  • Anonimo scrive:
    Non ho parole....
    La "difesa d'ufficio" del sito in questione mi lascia molto perplesso. Per me quella non e' satira, e' diffamzione. Moralmente Trenitalia potra' fare cose non accettabili, ma non sta violando le leggi del nostro Stato (niente fantapolitica, grazie). Altra cosa: Internet non e' un luogo franco dove ognuno puo' scrivere quello che gli pare. Si e' vincolati alle leggi del nostro Stato, ergo niente "liberta' digitali" tanto care a certa gente.Sto parlando di uno stato democratico, s'intende (il comprtamento della Cina e' ridicolo in questo senso, ad esempio). Autistici.org ha voluto esprimere l'opinione via "satira"? Bene, pero' si assuma la responsabilita' del proprio gesto. Questa non e' censura.
    • windrak scrive:
      Re: Non ho parole....
      Concordo pienamente.Quella è diffamazione non satira... anche se ormai la maggiorparte delle persone non risesce a carpirne la differenza.Viviamo in un tempo triste in cui i comici,registi,attori usano i loro potenti mezzi persuasivi per fare comizi e girotondi, diffamando chichessia senza pero' volerne subire le conseguenze.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ho parole....
        - Scritto da: windrak
        Concordo pienamente.
        Quella è diffamazione non satira...
        anche se ormai la maggiorparte delle persone
        non risesce a carpirne la differenza.
        Viviamo in un tempo triste in cui i
        comici,registi,attori usano i loro potenti
        mezzi persuasivi per fare comizi e
        girotondi, diffamando chichessia senza pero'
        volerne subire le conseguenze.
        A parte i girotondi che ancora non ha fatto tutto il resto sembra riferito a l Berluska.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ho parole....
      Vergognati per cio` che dici. Lo dico da uomo di destra. Vergognati, la liberta` non si vende a NESSUNO. Censurare e` levare liberta`.VERGOGNATI
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ho parole....
        - Scritto da: Anonimo
        Vergognati per cio` che dici. Lo dico da
        uomo di destra. Vergognati, la liberta` non
        si vende a NESSUNO.
        Censurare e` levare liberta`.

        VERGOGNATIin nome della libertà che tu sbandieri io ti dico: "sei un illuso, un terrorista, un ipocrita, un leccac**o, uno che vende le bombe ai terroristi"e che PI non si permetta di censurarmi eh... altrimenti dove sarebbe la libertà di espressione?
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ho parole....
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          Vergognati per cio` che dici. Lo dico da

          uomo di destra. Vergognati, la liberta`
          non

          si vende a NESSUNO.

          Censurare e` levare liberta`.



          VERGOGNATI

          in nome della libertà che tu
          sbandieri io ti dico: "sei un illuso, un
          terrorista, un ipocrita, un leccac**o, uno
          che vende le bombe ai terroristi"

          e che PI non si permetta di censurarmi eh...
          altrimenti dove sarebbe la libertà di
          espressione?'cidenti... la parola terrorista oramai è di moda...Comunque c'è una piccola differenza, come qualcuno faceva notare, tra satira e diffamazione...Tu insulti, su quel sito invece si parlava di TANK e roba simile... hanno viaggiato carri armati su treni? Penso di sì e forse trenitalia non poteva dire di no... mi spieghi dov'è la diffamazione? Sai... io sono un po' tardo e il mio neurone forse si è suicidato stamattina...Grazie per l'aiuto che sono sicuro mi darai prontamente quale paladino della giustizia!
          • Anonimo scrive:
            Re: Non ho parole....
            - Scritto da: Anonimo
            di TANK e roba simile... hanno viaggiato
            carri armati su treni? Penso di sì epenso anche che abbiano viaggiato in autostrada a bordo dei portacarri, quindi? diffamiamo le autostrade? pensa che l'autostrada la prendi anche tu (come il treno) e quindi contribuisci alle guerre pure tu (secondo il vostro modo di ragionare).
            forse trenitalia non poteva dire di no... mi
            spieghi dov'è la diffamazione? Sai...perchè nel sito c'è "chiaramente" scritto che trenitalia supporta e agevola la guerra e i popoli che dichiarano guerra ad altri popoli... se per te questa non è diffamazione...cito dal sito: "Quando vuoi dichiarare guerra?", "I treni armati della tua regione", "trasporto missili per imperi in espansione"poi fai un po' come vuoi, se vuoi essere iprocrita fino in fondo e difendere una libertà che è libertà finche non ti toccano fai pure...Libertà di espressione non è un sinonimo per "libertà di dire tutto quello che pare e piace a dispetto del rispetto della libertà degli altri"
            Grazie per l'aiuto che sono sicuro mi darai
            prontamente quale paladino della giustizia!certo che ti rispondo, ci mancherebbe anche... siamo in libertà di espressione giusto?
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ho parole....
        - Scritto da: Anonimo
        Vergognati per cio` che dici. Lo dico da
        uomo di destra. Vergognati, la liberta` non
        si vende a NESSUNO.
        Censurare e` levare liberta`.

        VERGOGNATIDa quando in quando una causa per diffamazione e' censura? Esiste la liberta' di espressione, infatti l'hanno pubblicata, ma poi bisogna accollarsi la responsabilita' di cio' che si e' fatto. Se una pagina Internet pubblicasse insulti contro la mia persona, io li denuncerei senza problemi, e di certo non "censurerei" un bel nulla. Un conto e' lamentarsi, un conto sono le paranoie. Ripeto: le liberta' digitali non esistono, esistono quelle garantite dal nostro Stato.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ho parole....
          - Scritto da: Anonimo
          Ripeto: le liberta' digitali non
          esistono, esistono quelle garantite dal nostro Stato.In realtà le "libertà digitali" esistono, anzi esistevano. Ai tempi di usenet e FIDOnet libertà digitale voleva dire essere liberi dagli imbecilli politicizzati, dagli attivisti e dagli ignoranti per fare in pace dei discorsi tecnici di elevata qualità. Oggi però queste "libertà" digitali" sono solo sinonimo di appropriazione indebità e distorsione antidemocratica da parte di alcune minoranze vocianti che si illudono di aver trovato un mezzo per scrivere quel che c@zzo gli pare, fregandosene della Verità e in spregio a qualsiasi legge.Non per nulla si definiscono "antagonisti", e uno che nasce già con l'idea di opporsi con la forza a qualcun altro, di avere una verità "alternativa" da spacciare per bella e per buona non può certo produrre cose sensate.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ho parole....
      scusa ma non vedo il problema, trenitalia trasporta effettivamente armi? si? e allora il problema dove sta nel dirlo pubblicamente? se e' una cosa lecita si porta anche dirlo su un sito no? la diffamazione sussiste nel momento in cui dici che tizio trasporta armi ma non e' vero che lo fa; non mi sembra questo il caso.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ho parole....

        scusa ma non vedo il problema, trenitalia
        trasporta effettivamente armi? si? e allora
        il problema dove sta nel dirlo
        pubblicamente? se e' una cosa lecita si
        porta anche dirlo su un sito no? la
        diffamazione sussiste nel momento in cui
        dici che tizio trasporta armi ma non e' vero
        che lo fa; non mi sembra questo il caso.appunto. quindi prima di dire fantapolitica documentatevi per evitare di sparare ipercazzate
  • Anonimo scrive:
    premesso che...
    premesso che forme di censura non è la prima volta che ne vediamo, basta pensare ai forum di numerosi siti che a parole sono democratici, ma basta dare uno sguardo a post in archivio e si capisce subito come abbiano preso lezioni di democrazia da bush e putin.(vero musicsite.it?). Il fatto è che il delitto d'opinione viene paragonato alla diffamazione anche quando si esprime un parere non con i toni classici, ma sdrammatizzando il tutto in chiave comica. che è sempre meglio di fare nomi e cognomi (ne sa qualcosa report di rai 3 e i ferrovieri intervistati qualche mese fa e dallo stesso ufficio oscurantista subito licenziati). onore al merito.veramente democratici.__cola di rienzo
  • Anonimo scrive:
    prima il danno, e poi...
    ... chiedono purecontributi economici? mah!
  • Anonimo scrive:
    dove andiamo oggi ????
    con il treno da nessuna parte, sciopero !!!!
  • Anonimo scrive:
    Ma come mai
    trenitalia ha denunciato quel sito?Cioè il problema, per trenitalia sono 1) i contenuti oppure 2) il semplice fatto che il sito riprende i template del sito di trenitalia?Cioè è censura o tutela del diritto d'autore secondo loro?Oppure 3) trenitalia ritiene che l'uso satirico di quei template danneggi l'immagine dell'azienda?Perchè se fosse 1) allora sarebbe veramente da raccapriccio (sarebbe censura).Se fosse 2) basta cambiare qlche tag nel codice e il diritto d'autore va a farsi benedire.Se fosse 3) allora se ne fanno di pippe mentali...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma come mai
      - Scritto da: Anonimo
      Perchè se fosse 1) allora sarebbe
      veramente da raccapriccio (sarebbe censura).censura? da quando libertà di opinione è diventato libertà di diffamare?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma come mai
        Bhè, sarebbe satira verso trenitalia. E' di dominio pubblico che l'azienda ha fornito sue infrastrutture e mezzi (giustamente retribuita) per il trasporto di atrezzature da impiegare nei teatri bellici. La critica è in primis verso un tipo di guerra (war for oil), e quindi verso trenitalia che ha fornito mezzi di trasporto per quel fine.Non mi è sembrato che la pagina contenesse informazioni false. Certo satiriche. La diffamazione prevede che si insinuino falsità volte a danneggiare il diffamato. Certo che la satira danneggia. Ma le falsità io non ce le vedo troppo. Poi sarà il tribunale a decidere nel merito.Cmq la mia domanda era specifica e riguardava la motivazione della denuncia. Poi davo un mio parere alle motivazioni possibili. Ma l'opinione è personale. Poi la realtà giuridica (che è altra cosa rispetto all'opinione) la decide il tribunale.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma come mai
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo


        Perchè se fosse 1) allora sarebbe

        veramente da raccapriccio (sarebbe
        censura).

        censura? da quando libertà di
        opinione è diventato libertà
        di diffamare?diffamare vuol dire raccontare il falso per screditare.a me risulta che i treni carichi di armi ci siano purtroppo stati (che vergogna).dov'è la diffamazione?
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma come mai
          Evidentemente il post riguardo alla diffamazione (che non c'è) è stato inviato da qualche dirigente di trenitalia in tutto anonimato....mi pare ovvio, censureranno anche questo forum chiedendo l'eliminazione di questi post relativi all'articolo in merito?Ah un consiglio, se qualcuno di voi realizza pagine satiriche sul proprio sito e ritiene di avere poche visite, la soluzione migliore è quella di avvisare il destinatario di tale satira e subito la paginetta anonima salirà alla ribalta delle cronache!!
  • Anonimo scrive:
    fermare la marea a mani nude...
    AUGURI, signori trenitalia!!!!!in attesa dei vostri graditissimi aumenti tariffari... e nella speranza (forse vana) che i vostri stipendi si decimino...
  • gianfi scrive:
    la pagina incriminata..
    ecco uno degli infiniti mirror... http://italy.indymedia.org/zenmai23/trenitalia/resta il fatto che trenitalia abbia fatto causa per una cagata del genere..
    • Anonimo scrive:
      Re: la pagina incriminata..
      e poi si parla di censure in iran, corea, cina, cuba......trenitalia le batte tutte
      • Anonimo scrive:
        Re: la pagina incriminata..
        - Scritto da: Anonimo
        e poi si parla di censure in iran, corea,
        cina, cuba......trenitalia le batte tutteper te sono la stessa cosa?un conto è la censura preventiva dello stato, un altro una denuncia di un privato contro un altro privato accusato di diffamazione, ed un giudice che decide.
        • Anonimo scrive:
          Re: la pagina incriminata..
          Non so cosa deciderà il giudice, ma in effetti non mi stupisce che trenitalia si sia arrabbiata: hanno fatto una pagina falsa troppo uguale a quella originale.
          • Anonimo scrive:
            Re: la pagina incriminata..

            Non so cosa deciderà il giudice, ma
            in effetti non mi stupisce che trenitalia si
            sia arrabbiata: hanno fatto una pagina falsa
            troppo uguale a quella originale.... come le celeberrime pagine de "Il Male", che riproducevano il Corriere della Sera con la notizia "Scoppia la terza guerra mondiale" in sette colonne?Ma il Corsera non ha mai sporto querela ...
          • gerry scrive:
            Re: la pagina incriminata..
            - Scritto da: Anonimo
            ... come le celeberrime pagine de "Il Male",
            che riproducevano il Corriere della Sera con
            la notizia "Scoppia la terza guerra
            mondiale" in sette colonne?
            Ma il Corsera non ha mai sporto querela ...forse eran più signori. :DMa guardate i mirror delle pagine incriminate: tutti i link sia del frame superiore che di quello inferiore portano ancora al sito vero di trenitalia.Persino il form contatti.... A questo punto persino un giudice potrebbe avere dei dubbi sul fatto che la pagina fosse "palesemente" una satira
          • Anonimo scrive:
            Re: la pagina incriminata..
            - Scritto da: Anonimo

            Non so cosa deciderà il giudice,
            ma

            in effetti non mi stupisce che
            trenitalia si

            sia arrabbiata: hanno fatto una pagina
            falsa

            troppo uguale a quella originale.

            ... come le celeberrime pagine de "Il Male",
            che riproducevano il Corriere della Sera con
            la notizia "Scoppia la terza guerra
            mondiale" in sette colonne?
            Ma il Corsera non ha mai sporto querela ...

            Un momento, al Male c'era un sequestro ogni settimana, a parte qualche sporadico numero che ho perso, li conservo ancora tutti perchè il mio edicolante me ne conservava una copia,Il mitico questore Pompò, che ha operato tutti i sequestri in Italia a anche della statua di Andreotti in cartapesta di Perini.Ah che nostalgia1
          • Anonimo scrive:
            Re: la pagina incriminata.. (satira)
            - Scritto da: Anonimo
            Non so cosa deciderà il giudice, ma
            in effetti non mi stupisce che trenitalia si
            sia arrabbiata: hanno fatto una pagina falsa
            troppo uguale a quella originale.allora forse ho capito: gli americani hanno creduto che la pagina fosse originale e volevano uno sconto sui trasporti successivi dei carri armati
        • Anonimo scrive:
          stato? privato?

          un conto è la censura preventiva
          dello stato, un altro una denuncia di un
          privato contro un altro privato accusato di
          diffamazione, ed un giudice che decide.Stato?Privato?Uè, gli stati nazionali sono roba del 1300!Da un paio di secoli o forse più l'Europa e derivati (ormai anche i paesi non allineati che hanno avuto a che fare con l'eurusa e hanno avuto modo di impararne i metodi) sono governati dalle multinazionali!La faccenda sta in questi termini, potente contro debole.Il potente che sia stato o privato, foraggia una classe politica che ufficilmente e culturalmente e mediaticamente si fa passare per "a servizio del cittadino" che fa le leggi a suo uso e consumo, foraggia una classe giudicante (ah, la divisione dei poteri come pilastro della democrazia) che le interpreta a suo uso e consumo e giudica a suo uso e consumo (e non dimentichiamo il braccio esecutivo militare o poliziesco, sempre preso dall'artificalmente tenuto povero 4°stato).Il debole se lo piglia e basta... ah, e lavora grazie (detto senza ironia) alla iniziativa e (SI SPERA!!!) alla capacità di pianificazione dei potenti foraggiando tutto questo giochino.
  • Anonimo scrive:
    Ma perche' farne una causa ?
    Ma avete visto le pagine icriminate del sito, o un suomirror fa lo stesso, ???Ma perche' mai trenitalia (il minuscolo non e' a caso)dovrebbe intentare un causa contro un sito di genteche scrive cose del tipo - cito testualmente da un testodel loro sito -:"Sabotare ogni attività dell'esercito a 360 gradi significa fare qualcosa per salvare delle vite di innocenti"Ma veramente t.i. ha paura di gente che scrive cose delgenere ? E se anche ne avesse - oggi l'opinione pubblicaosteggia la Guerra "Senza Se" e "Senza Ma" :( - con quali accuse cita sto sito di poveracci, inteso comechi non ha manco i soldi x difendersi in tribunale, ???Io leggendo le varie paginette dedicate a trenitalia provopiu' pena per chi le ha scritte che altro. Ma siceramentedi motivi per muovergli una causa, beh, di quelli proprionon ne trovo nessuno, ma siamo ancora in democrazia o no ?Ma piuttosto di perder tempo in ste menate, pensare a far andare un po' meglio il sistema ferroviario Italiano, mai eh ?!Miki
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma perche' farne una causa ?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma perche' farne una causa ?

        il problema vero è che gli americani,
        leggendo il sito hanno chiesto alle fs lo
        sconto per i carrarmati già
        trasportati e questa causa serve per
        dimostrare al pentagono che il sito non
        è delle fs.Si, si me l'ha detto anche mio cuggino che sa sempre tutto!Ma per favore...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma perche' farne una causa ?
      - Scritto da: Anonimo
      "Sabotare ogni attività dell'esercito
      a 360 gradi significa fare qualcosa per
      salvare delle vite di innocenti"

      Mikio forse significa far qualcosa per farne morire di più.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma perche' farne una causa ?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo


        "Sabotare ogni attività
        dell'esercito

        a 360 gradi significa fare qualcosa per

        salvare delle vite di innocenti"



        Miki

        o forse significa far qualcosa per farne
        morire di più.Certo, certo, vallo a raccontare ai Kurdi!Essere contro la Guerra in generale e' una cosa,ed e' pure sacrosanto e lo condivido in pieno, maessere contro una guerra a Priori, senza SE e senza MA...beh questo proprio non lo capisco, o meglio lo capiscosolo come sintomo di espressione di chi non si e' maivisto privare la propria e l'altrui liberta'.Miki, Belgrado classe 1967
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma perche' farne una causa ?

          Certo, certo, vallo a raccontare ai Kurdi!
          Essere contro la Guerra in generale e' una
          cosa,diciamo essere contro la violenza, essere contro la guerra non ha alcun senso , la guerra la fai o la subisci, puo' essere di difesa, conquista, preventiva , la guerra e' sempre esistita, non piace a nessuno, si tenta di evitarla in tutti i modi ma spesso e' necessaria
          ed e' pure sacrosanto e lo condivido in
          pieno, ma
          essere contro una guerra a Priori, senza SE
          e senza MA...
          beh questo proprio non lo capisco, o meglio
          lo capisco
          solo come sintomo di espressione di chi non
          si e' mai
          visto privare la propria e l'altrui liberta'.sono d'accordo , sono le ca**ate che raccontano i pacifisti di sinistra che poi distruggono vetrine, incendiano macchine e mandano all'ospedale propri simili .. in fondo quella non e' guerra e' semplicemente violenza :D
          Miki, Belgrado classe 1967
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma perche' farne una causa ?

      "Sabotare ogni attività dell'esercito
      a 360 gradi significa fare qualcosa per
      salvare delle vite di innocenti"Erano i partigiani che sabotavano le attivita' dell'esercito ma a costo della loro vita, si sa che i militari, quando ricevono degli ordini perdono tutto il senso dell'umorismo.Questa frase puo' sembrare piu' una provocazione che un invito.Se si vuole cambiare le cose' l'unica leva su cui fare pressione, secondo me, e' quella politica.
      Ma piuttosto di perder tempo in ste menate,
      pensare a far andare un po' meglio il
      sistema ferroviario Italiano, mai eh ?!

      MikiGia' + tecnici e - avvocati :DBattute a parte sarebbe meglio augurare + buon senso per tutti.
  • incuso scrive:
    Sono in ritardo
    Regolarmente in ritardo anche nel capire che internet non si ingabbia facilmente :)M.--http://incuso.altervista.org/treni.php
    • Anonimo scrive:
      Re: Sono in ritardo
      funziona solo con IE, quindi non funziona... :Dfirefox rules
      • incuso scrive:
        Re: Sono in ritardo
        - Scritto da: Anonimo
        funziona solo con IE, quindi non funziona...
        :DRichiama un server delle ferrovie... :D
        • Anonimo scrive:
          Re: Sono in ritardo
          - Scritto da: incuso

          - Scritto da: Anonimo

          funziona solo con IE, quindi non
          funziona...

          :D

          Richiama un server delle ferrovie...
          :Dassurdo, hanno bloccato solo l'home e non quelle pagine, chissà quante falle.....
      • Anonimo scrive:
        Re: Sono in ritardo
        - Scritto da: Anonimo
        funziona solo con IE, quindi non funziona...
        :D

        firefox rulesFunziona per il 98% degli utenti internet quindi funziona. Un errore del 2% è fisiologico...
        • Anonimo scrive:
          Re: Sono in ritardo
        • Anonimo scrive:
          Re: Sono in ritardo
          E' fisiologico anche mi abbiano addebitato il costo del biglietto anche se l'operazione non e' andata a buon fine?? Sito fatto male. Su tutti i fronti. PUNTO. Per comprare i biglietti "online" in modo abbastanza tranquillo bisogna chiamare l'892021 (a pagamento). Anche questo e' fisiologico? Per favore ...*aw*P.s: cmq in Cina continuano a stare peggio
        • Anonimo scrive:
          Re: Sono in ritardo
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          funziona solo con IE, quindi non
          funziona...

          :D



          firefox rules

          Funziona per il 98% degli utenti internet
          quindi funziona. Un errore del 2% è
          fisiologico...Funziona per il 98% degli *UTONTI* internetquindi NON FUNZIONA!
    • Akiro scrive:
      Re: Sono in ritardo

      Regolarmente in ritardo proprio come i treni...che caso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sono in ritardo
      Ma chi è 'admin server? Complimenti! :D
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